25
marzo

Permettete? L’Alberto Sordi della fiction non è da buttar via

Alberto Paradossi e Edoardo Pesce

Alberto Paradossi e Edoardo Pesce

Nata sotto una cattiva stella. Ieri sera la fiction su Alberto Sordi ha ottenuto un riscontro tiepido (15.1% di share con 4.226.000 spettatori), ma forse perfino troppo alto, se si considera la solenne bocciatura ricevuta prima ancora della messa in onda, nonché le polemiche che l’hanno accompagnata. Nulla da eccepire sulle recriminazioni dei familiari, che non hanno ritrovato il loro caro nella messa in scena, né sulla delusione di chi forse si aspettava un documentario e non ha accettato le “licenze poetiche” che hanno condotto gli sceneggiatori a distaccarsi in qualche punto dalla realtà. Ma Permette? Alberto Sordi è stato un racconto piacevole, con più di un pregio, che gli va riconosciuto.

Permette? Alberto Sordi: sfide non facili per gli interpreti

Innanzitutto, trovare un attore capace di interpretare alla perfezione un collega così amato, iconico e ancora vivo nella memoria del pubblico è un’impresa quasi impossibile. Dunque prendersela con Edoardo Pesce perchè non è Alberto Sordi non è corretto, tanto più che gli ammiratori di quest’ultimo probabilmente non avrebbero apprezzato al 100% il lavoro di nessun altro interprete.

Pesce si è approcciato con garbo al suo ruolo, ha accettato una sfida non da poco, dovendo fare i conti con la sua fisicità importante e con lo spettro di una mimica parlante, che ha saputo gestire. Bravissimo nel giocare con la voce e con le imitazioni, ha portato sullo schermo un Alberto Sordi ostinato, incompreso ma deciso a sfondare, nonostante le bocciature e le porte in faccia che avrebbero scoraggiato chiunque.

Del noto attore romano viene fuori un ritratto intimo, umano, che svela una parte di lui a quanti non lo conoscevano oltre la facciata cinematografica. Interessanti anche gli altri interpreti dei personaggi famosi rappresentati nel film tv, in particolare Stefano Skalkotos, che ha letteralmente prestato la voce a Corrado Mantoni, e Alberto Paradossi, che è stato Federico Fellini. La storica amicizia tra il regista e Sordi è stato uno degli elementi più coinvolgenti dell’intera narrazione.



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