28
gennaio

Edoardo Pesce è Christian, il picchiatore con le stimmate di Sky: «Se qualcuno conosce Adinolfi, fategli vedere la serie. Se si offendono, è pubblicità gratis»

Christian - Edoardo Pesce

Christian - Edoardo Pesce

Ricordate il film Lo Chiamavano Jeeg Robot, che nel 2016 ha fatto incetta ai David di Donatello? In tv sta per arrivare un “parente”, ben più scomodo e destinato a far parlare: è Christian, il protagonista del supernatural crime drama in partenza oggi in prima serata su Sky Atlantic. Sei episodi diretti da Stefano Lodovichi, anche produttore creativo, e dall’ideatore Roberto “Saku” Cinardi, che si è ispirato alla graphic novel Stigmate di Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti.

La serie, prodotta da Sky e Lucky Red in partecipazione con Newen Connect, ha già vinto il premio per le musiche originali al CanneSeries ed è stata presentata alla stampa alla (video) presenza del cast, capitanato da Edoardo Pesce e composto da Silvia D’Amico, Giordano De Plano, Antonio Bannò, Francesco Colella, Gabriel Montesi, Ivan Franek, Lina Sastri e proprio dal “Jeeg Robot” Claudio Santamaria.

Se il suo ladruncolo Enzo lì acquisiva incredibili superpoteri dopo un bagno in acque contaminate, qui il picchiatore Christian si ritroverà addirittura con delle stimmate alle mani e l’improvvisa capacità di compiere miracoli. Proprio lui, che era sempre stato “quello che mena e non aveva mai pensato di poter dare alla gente un po’ di speranza“, per dirla con le parole del suo interprete. Un personaggio sopra le righe, ispirato alla vecchia commedia all’italiana che rappresenta per Edoardo Pesce un’occasione importante sul piccolo schermo, dopo il ruolo decisamente nazionalpopolare nel film tv Rai Permette? Alberto Sordi.

“E’ inutile che dico il piacere che ho provato quando mi hanno proposto questo ruolo. Lavorare con una produzione come Lucky Red, con professionisti molto bravi è molto facile, è come stare sul velluto, difficile sbagliare [...] Mi sono affezionato a Christian, è la prima volta che faccio un protagonista di serie, è un impegno temporale notevole su tre mesi, c’è la responsabilità di capire dove sta il personaggio, a seconda delle scene, e leggendo la sceneggiatura ho visto la possibilità di inserire delle caratteristiche al personaggio che sono anche mie personali: l’ironia, il cazzeggio, la capacità di alleggerire la situazione. E’ un ragazzo semplice, che non ha obiettivi di potere, non è avido, la sua massima felicità è che la mamma stia bene”

Portare in scena un “Padre Pio” di questo tipo è una grossa provocazione, che ricorda per alcuni aspetti l’altra produzione Sky Original (qui le prossime produzioni di Sky) Il Miracolo e che presta il fianco a fraintendimenti di vario genere, perchè tocca la delicata sfera della cristianità. E, sebbene lo sceneggiatore Valerio Cilio ricordi che “non si è scaduti nel cattivo gusto, restando nel tracciato del rispetto“, Edoardo Pesce affronta l’argomento a modo suo, giocando così come spesso fa il suo personaggio in questa serie sì drammatica, ma nelle intenzioni colorata e divertente.

“Intanto Gesù non è vero che non è un supereroe, ha fatto cose…. Se qualcuno conosce Adinolfi… che si offenda qualcuno, che ci fa pubblicità gratis. Se conoscete ditelo, fatelo vedere”

Più diplomatica la considerazione di Lina Sastri, che nella serie interpreta Italia, la madre del protagonista:

C’è grande rispetto del mistero perchè nella fede, e lo dico da credente, molte cose non sono spiegabili, sono misteriose e si attengono soltanto alla fede di chi crede che sia possibile un cambiamento nella vita, in questa vita. E in qualche modo questo racconta la storia di Christian”

Christian: la trama

Christian è un energumeno di circa quarant’anni che vive facendo il lavoro sporco per conto di Lino, boss del gigantesco “Città-Palazzo” (corrispettivo romano delle Vele napoletane di Gomorra) in cui vivono entrambi, insieme ad Italia, la madre di Christian, malata di Alzheimer da molti anni; Davide, figlio di Lino e grande amico di Christian; Rachele, giovane vicina di casa di Christian tossicodipendente; Tomei, disilluso medico clandestino del quartiere; Penna, Sergio e Stefanuccio, “colleghi” di Christian. Christian ambisce ad un lavoro meno sporco e più redditizio ma le sue richieste vengono costantemente ignorate da Lino. E le cose sembrerebbero poter solo peggiorare a causa di un misterioso e implacabile dolore alle mani che gli impedisce di portare a termine anche gli incarichi più semplici, almeno fino a quando proprio su quelle mani appaiono due stimmate e Christian, in una sera qualunque, resuscita miracolosamente Rachele, finita in un’overdose letale. Ed è proprio sulle tracce di Christian e della prodigiosa resurrezione che si mette Matteo, postulatore del Vaticano di una quarantina d’anni, in cerca di segni e conferme di un miracolo che cambiò la sua vita da piccolo, pronto a muoversi nella Città-Palazzo per smascherare colui che ritiene il peggiore e più improbabile degli impostori. Intanto la vita di Christian viene stravolta nel giro di pochi decisivi giorni in cui è costretto a prendere consapevolezza di sé e del proprio incredibile potere, che gli permette di compiere molti altri miracoli sulle persone che gli sono intorno, ma soprattutto sulla moglie di Lino, in coma da anni. Ed è proprio il risveglio prodigioso della moglie che costringe però Lino a prendere atto della pericolosità e del richiamo sovversivo del crescente potere di Christian, al punto da decidere di ucciderlo. Così, mentre si consuma lo scontro tra il boss e colui che molti ormai acclamano come “salvatore”, Matteo indaga su Christian con la speranza di avere risposte sul proprio passato che lo tormenta e fa la conoscenza di Padre Klaus, un inquietante sacerdote che nasconde troppi segreti, arrivando troppo vicino ad una verità che potrebbe sconvolgere la sua vita e quella del mondo intero.

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1 Commento dei lettori »

1. luca_parma ha scritto:

28 gennaio 2022 alle 17:58

Ho provato a guardarlo in anteprima su Sky. Ho resistito mezz’ora. Mi spiace ma la presa diretta con tutti quanti che parlano con un accento spiccatamente romanesco non permette di capire nulla. Usare qualcuno che abbia una dizione più corretta e comprensibile no?
Lo stesso identico problema l’ho avuto con la serie “A casa tutti bene” di Muccino. Dopo mezz’ora ho spento e arrivederci per sempre.
Che se lo guardi chi capisce. Io probabilmente sono sordo o, molto più semplicemente, parlo l’italiano.



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