7
novembre

Ilva. A Denti Stretti: su Rai2 un docu-film sul dramma ambientale di Taranto

Ilva, Taranto

Nelle ore cruciali per il futuro dell’Ilva e dei suoi lavoratori (“Mittal chiede 5000 esuberi, è inaccettabile” ha denunciato ieri il premier Conte), Rai2 programma un docu-film che racconta l’impianto siderurgico e la città che lo ospita, Taranto, da un punto di vista differente: quello dell’impatto ambientale e della salute pubblica messa a repentaglio. “Ilva. A denti stretti” è il titolo del documento a cura del regista e giornalista Stefano Maria Bianchi che il secondo canale del servizio pubblico proporrà stasera alle 23.

Il docu-film è un reportage più voci sulla tragedia ambientale della Città dei due Mari, fatto di testimonianze toccanti, dolorose, non facili da ascoltare, che tuttavia documentano la realtà nella sua crudezza.

A tenere insieme il racconto, la storia di Chiara, 4 anni, del quartiere Paolo VI, uno dei due quartieri popolari più vicini al siderurgico: è la paziente numero zero del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Da lei partiranno le statistiche future dell’oncologia infantile a Taranto. Nell’agosto del 2018, dopo l’allarme lanciato dal pediatra di famiglia, gli esami clinici confermano i sospetti: leucemia linfoblastica acuta. Per Chiara e la sua famiglia comincia il calvario. Intanto la città e i suoi abitanti continuano la loro vita “a denti stretti”, come appunto recita il titolo del reportage

Stringe i denti anche Luciano, l’ambientalista di Peace link, che segue alla lettera l’insegnamento di don Peppe Diana, incontrato a Lourdes nel 1991: “in nome di verità e giustizia difenderai la tua terra”. Per questo Luciano raccoglie dossier su dossier, sul micidiale mix di veleni (diossina, pcb e furani) che da anni la fabbrica sversa nell’aria, nelle falde, nei terreni e nel mare della città.

Poi la storia del Dott. Mazza che, per primo, dieci anni fa, denunciò i rischi epidemiologici delle leucemie nei quartieri a ridosso del siderurgico. Oggi, primario di ematologia, conta i pazienti che a decine, fino a sessanta al giorno, affollano il suo reparto. Stringe i denti Gianluca, il coltivatore di cozze che rischia di fallire per via dell’ordinanza che limita la coltivazione dei mitili nelle aree di mare inquinate dalla diossina. Perché lui rispetta le regole, la malavita no e, in barba ai divieti, inonda il mercato con cozze alla diossina sottopagate. Così, l’inquinamento arriva in tutto il Paese.

Stringono i denti i genitori di Giorgio di Ponzio, anche lui del quartiere Paolo VI come Chiara, morto a 15 anni per un sarcoma dei tessuti molli. Stringe i denti Angelo, ex capo del laboratorio chimico dell’Ilva, che racconterà in tv – come poi ai magistrati – il sistema delle analisi ‘allegre’ del siderurgico e dei documenti pilotati da dare in pasto alla macchina dei controlli. Stringono i denti i genitori dei bambini delle scuole elementari e medie del quartiere Tamburi chiuse su ordinanza del sindaco per la loro vicinanza alle cosiddette colline ecologiche, costruite negli Anni ‘70 a protezione del quartiere, con tonnellate di scorie e materiali di altoforno.

A denti stretti vive Valerio Cecinati il primario di oncologia pediatrica mandato a Taranto dal sistema sanitario e dal destino per curare Chiara, che per fortuna oggi ride e torna a sperare, gli altri bambini della città.

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