15
settembre

Sanremo 2020: la serata cover influenzerà la classifica finale

Amadeus - Domenica In

Amadeus - Domenica In

Prime novità nel regolamento del Festival di Sanremo, che il prossimo febbraio raggiungerà il traguardo delle settanta edizioni. Ospitato da Mara Venier nella prima puntata di Domenica In, Amadeus - conduttore e direttore artistico della kermesse canora – ha svelato quello che succederà nel corso della terza serata del Festival, dando modo ai telespettatori di apprendere parte del meccanismo di gara che porterà all’incoronazione della nuova canzone vincitrice.


Nello specifico, la terza serata (in onda giovedì 6 febbraio 2020) sarà dedicata alle canzoni che hanno fatto la storia del Festival; i venti big dovranno scegliere un brano che ha ‘visto la luce‘ a Sanremo e potranno beneficiare della presenza di uno o più ospiti con cui reinterpretarlo, incluso il suo cantante originale. Un meccanismo che, se non fosse per un significativo innesto, ricorderebbe quello già portato avanti, da anni, con la puntata dedicata alle cover (e/o ai duetti).

In tal senso, Amadeus ha pensato, infatti, di cumulare i risultati della serata ’speciale’ con quelli della gara vera e propria: la graduatoria, insomma, avrà un punteggio che verrà sommato a quello delle prime due serate ed il terzo appuntamento, proprio per questa ragione, non avrà più un circuito a sè stante ma si incastrerà completamente nella cerimonia del Festival.

Una scelta significativa in grado di cambiare, seppur in parte, le sorti della canzone che succederà a Soldi di Mahmood.



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8 Commenti dei lettori »

1. Ignazio ha scritto:

16 settembre 2019 alle 06:58

Considerato che è il festival della canzone italiana, non so cosa centrino le cover… La classifica si fa con la canzone di SanRemo 2020 e non quella di anni precedenti… altrimenti è un altro programma C’era una volta il festival (Canale 5, 1989 e 1990). Poi la formula del giovedì è veramente logora… ogni hanno fondamentalmente la stessa cosa.



2. Alex ha scritto:

16 settembre 2019 alle 09:21

Io credo che la serata delle cover, specialmente quest’anno che si festeggiano i 70 anni del Festival, abbia un senso.
E vista la pessima qualità della maggior parte delle canzoni in gara negli ultimi anni, la gente a casa ha sempre premiato con gli ascolti specialmente quella serata delle cover piuttosto che le altre.



3. Pad ha scritto:

16 settembre 2019 alle 09:51

La serata delle cover la trovo noiosa,per me sono meglio i duetti con i brani in gara,Baglioni aveva portato la giusta evoluzione del festival di Conti,Amadeus sembra voglia tornare indietro,sento parlare nuovamente di ospiti internazionali quando Baglioni ha ottenuto ottimi ascolti puntando solo ed esclusivamente sul made in italy facendo risparmiare un bel po alla Rai,a me Amadeus piace sia chiaro,lo trovo migliore di Conti che conduce come un vigile all’ora di punta tutto schematizzato e robotico,però alcuni cambiamenti che vuole portare Amadeus non li condivido.



4. Paoletta ha scritto:

16 settembre 2019 alle 13:49

La serata delle cover a me piace moltissimo e trovo azzeccata anche l’idea di dare la possibilità di duettare con il cantante originale. Ma trovo pessimo che questa serata influenzi la graduatoria. Se un cantante appartiene a una casa discografica potente in grado di farlo duettare (per assurdo) con cantanti famosi e popolari usciti da Sanremo e appartenenti alla stessa etichetta ne trarrebbe un vantaggio obiettivamente molto ingiusto. In teoria uno potrebbe duettare anche con Ramazzotti, Pausini, Zucchero, o Bocelli, tutti usciti da Sanremo.



5. Alex ha scritto:

16 settembre 2019 alle 15:12

Paoletta ma figurati se Ramazzotti, Pausini, Zucchero ecc.. sono disposti a cantare una loro canzone insieme a chissà chi e per di più in gara. Loro accettano di andare a Sanremo solo se vengono celebrati da soli come statuine.



6. Paoletta ha scritto:

16 settembre 2019 alle 15:52

Alex infatti ho portato un esempio estremo premettendo “per assurdo”. Ma è per far capire che l’appeal della canzone e del cantante chiamato a duettare dipenderà non dalla bravura di chi è in gara ma dal potere della sua etichetta, che chiaramente cercherà per il suo “assistito” la canzone ed il cantante che facciano maggiormente presa su chi voterà.
Siccome è un aspetto che nulla ha a che vedere con il valore della canzone in gara e del suo interprete, non trovo giusto che influenzi la classifica finale. Spero di essermi spiegata.



7. francesco33 ha scritto:

18 settembre 2019 alle 00:43

ufff che pizza ’sto Amadeus: non lo trovo per niente adatto alla conduzione di SanRemo, avrei preferito una conduzione al femminile (Simona Ventura/Antonella Clerici o Paola Cortellesi/ Vladimir Luxuria oppure Amanda lear/ Paola Barale oppure Raffaella Carrà/Eva Robbin’s. E poi non mi trova d’accordo il fatto che il punteggio delle cover venga sommato all’inedito! E’ un vero pastrocchio e una brutta idea.



8. Melomane ha scritto:

19 settembre 2019 alle 11:32

Sono un maniaco storico del Festival e vorrei lasciare un commento “ragionato”. A metà anni ‘90, visto l’enorme successo televisivo dell’evento, RAI e comune raggiunsero un accordo per aumentare il numero di serate a cinque. Visto che in linea di massima si segue lo schema di due serate, finale compresa, in cui vengono proposti tutti i brani dei Big, più altre due in cui vengono eseguiti in altrettanti gruppi, la serata rimanente, quella del venerdì, c’era la finale dei Giovani con piccole riesecuzioni dei Big e/o ospiti fuori gara. Quando nel 2003, in coincidenza con una brutta annata dei Giovani, si capì che una serata giocata principalmente su di loro era un flop di audience sicuro, hanno cominciato a riempirla inventando formule come i duetti, poi accoppiati alle cover nella prima infausta edizione di Morandi (colui che secondo me ha fatto più danni alla manifestazione negli ultimi anni, insieme a Renis e Bonolis senza dimenticare Panariello) finché si è preferito dare spazio solo alle cover, che però se non altro assegnavano un “premiolino” separato. Baglioni aveva avuto buone intuizioni, infatti la serata dei duetti dell’anno scorso è stata davvero bella, mentre quella di Amadeus è una trovata purtroppo in linea con la struttura dei programmi di oggi: si cerca di sfruttare al massimo i guadagni tramite il televoto, inoltre nessuna trasmissione punta unicamente sul “nuovo”, cioè non esiste più un solo programma televisivo che si basi solo su personaggi nuovi e/o su canzoni nuove, ci vuole sempre qualcosa di conosciuto per “rassicurare” il pubblico, specie quello dei matusa. Dal punto di vista della manifestazione, l’idea è davvero pessima per quanto detto da altri: il festival dovrebbe essere “della canzone” e non “del cantante”, invece, a differenza del passato, quando almeno, se c’erano dei “duettanti”, i voti che concorrevano alla classifica o all’eliminazione o al ripescaggio si riferivano pur sempre ai brani inediti, non a brani che con l’interprete festivaliero magari non c’entra nulla, è solo stato più bravo ad accaparrarselo, così come l’eventuale artista con cui duetta. Un altro passo verso la distruzione dell’unico vero concorso canoro nazionale che non sia un talent per debuttanti pressoché assoluti. Dato che non costa nulla, sogno che chi sarà al timone di Sanremo nel 2021, anche se fosse lo stesso Amadeus, su questo faccia un passo indietro. Una nota a chi ha detto che i grandi nomi non accettano di duettare con sconosciuti: ricordo che nel 2009, pur di dare una mano a parenti, amici o raccomandati, i vari Cocciante, Paoli, Daniele, Dalla, Zucchero divisero il palco con illustri sconosciuti, anche se in alcuni casi meritavano e infatti si sono affermati (non dico che sia stata una cosa giusta, era solo per precisare).



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