28
ottobre

Dottori in corsia: le telecamere di Rai3 tornano all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Dottori in Corsia

Dottori in Corsia

Dopo la serie I ragazzi del Bambino Gesù, incentrata sulle storie di dieci ragazzi in cura presso il reparto di Onco-ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, le telecamere di Rai3 tornano nell’ospedale pediatrico più grande d’Europa per raccontare, questa volta, non solo storie di pazienti ma anche le sfide umane e professionali di medici ed infermieri che quotidianamente salvano la vita di tanti bambini e ragazzi. Questa sera alle 23.45, nell’infelice collocazione della terza serata (in replica ogni venerdì alle 15,20), prende il via Dottori in corsia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, una docu-serie in 10 puntate da 50 minuti.

Nel corso di 16 mesi di riprese le telecamere di Dottori in Corsia hanno avuto accesso a numerosi reparti dell’Ospedale Pediatrico seguendo 22 casi e accompagnando i piccoli pazienti dal momento del ricovero o dell’inizio della terapia fino alla dimissione. In ogni puntata verranno raccontate tre storie di vita, tre grandi sfide ogni volta diverse – il trattamento di malattie rare e invalidanti, trapianti di organi, interventi chirurgici altamente complessi come la separazione di gemelline siamesi – per raccontare la battaglia quotidiana per la vita. Si alterneranno momenti tensivi a momenti più emotivi e intimi; due storie su tre si concluderanno all’interno del singolo episodio mentre la terza storia si concluderà nella puntata successiva. Ogni singolo episodio sarà scandito dall’iter medico della storia, con interviste ai medici che raccontano cosa sta accadendo e soprattutto permettono di dare informazioni mediche allo spettatore. L’iter medico verrà alternato in ogni storia con il punto di vista delle famiglie e dei piccoli pazienti protagonisti che daranno voce alle emozioni che accompagnano quei momenti delicati e difficili. Come nella passata stagione la narrazione sarà affidata a Geppi Cucciari.

Cos’è l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Il Bambino Gesù, nato a Roma nel 1869, si presenta oggi come il più grande Policlinico e Centro di ricerca pediatrico in Europa – circa 3300 professionisti - collegato ai maggiori centri internazionali del settore, punto di riferimento per la salute di bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’assistenza sanitaria del Bambino Gesù è articolata su 4 poli di ricovero e cura: la sede storica del Gianicolo e la sede di San Paolo Fuori le Mura, a Roma; quindi le sedi di Palidoro e Santa Marinella, sul litorale laziale. Un totale di 607 posti letto per una superficie complessiva di 500.000 metri quadri. Ogni anno si contano oltre 28.000 ricoveri, 29.000 procedure chirurgiche e interventistiche, 43.000 giornate di Day Hospital, 84.000 accessi al Pronto Soccorso, oltre 1.900.000 prestazioni ambulatoriali: una delle casistiche pediatriche più significative a livello europeo.

Nella sede di San Paolo, inoltre, nel 2014 sono stati inaugurati nuovi laboratori di ricerca, che si estendono per 5000 metri quadrati, attrezzati con le più moderne tecnologie per le indagini genetiche e cellulari. L’orizzonte di intervento dell’Ospedale si allarga oltre il territorio di Roma e del Lazio: il 29% di pazienti ricoverati proviene da fuori Regione, mentre il 15% è di nazionalità straniera. L’Ospedale Bambino Gesù è anche presente a livello internazionale con interventi di assistenza e cooperazione in diversi Paesi del mondo tra cui Cambogia, Repubblica Centrafricana, Giordania, Siria, Tanzania, Georgia, Russia, Cina ed Etiopia. L’impegno per le “periferie” del mondo non dimentica la città di Roma, dove l’Ospedale della Santa Sede è presente con una Unità sanitaria mobile nelle parrocchie e nei quartieri più disagiati. Il Bambino Gesù, in particolare, è l’unico Polo europeo in grado di rispondere a tutte le esigenze trapiantologiche in età pediatrica: cuore, midollo, cornea, compresa l’attività di trapianto da vivente che riguarda fegato e rene (321 trapianti complessivi solo nel 2017, di cui 10 impianti di cuori artificiali). All’attività clinica si affianca un’intensa attività di accoglienza per le famiglie (in particolare quelle che vengono da fuori regione impegnate in lunghi percorsi terapeutici). Con l’aiuto di una rete di associazioni, fondazioni, enti alberghieri, l’Ospedale riesce a garantire assistenza alloggiativa gratuita a più di 3500 famiglie, per un totale di circa 90.000 notti ogni anno.



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