27
luglio

NELLA TV MACEDONIA ORMAI UN BALLERINO DI MARIA E’ COME UN ATTORE DI BERGMAN?

Ascanio Celestini e la tv macedonia

La domanda è provocatoria, ma proprio per questa degna di riflessione. Non è un amletico ponderare di mezza estate a partorire questa potenziale equazione ma una intervista rilasciata qualche giorno fa da Ascanio Celestini nel corso del Giffoni Film Festival. Vecchie idee e nuovi contenuti che si intrecciano nel discorso dell’attore romano che da qualche anno è riuscito a ritagliarsi un profilo sia attraverso i suoi monologhi teatrali sia attraverso le capatine notturne nel salotto ‘bolscevico’ di Parla con me.

La polemica che sottende questa sua considerazione – ‘ormai un ballerino di Maria De Filippi è uguale ad un attore di un film di Bergman che va alle 2 di notte. La televisione è un frullatore dove la frutta viene mescolata. Quando mangi tutto insieme hai difficoltà a distinguere e alla fine poi ti ci abitui. Io penso che bisogna cercare di mantenere un proprio stile e frenare quel processo di rimescolamento‘- manco a dirlo tira in ballo, anche se con sfumature meno banali del solito, i talent, e quindi il programma principe in tal senso, Amici.

Come sostrato c’è ancora il grandissimo problema del potere invasivo del tubo catodico nell’argomentazione di Celestini. La sua idea di televisione come macedonia dove tutto convive senza ordine e gerarchia se, da un lato, coglie bene la dimensione di flusso in cui naviga la dieta mediale della popolazione digitalizzata, dall’altro, rischia di perpetuare ancora quell’idea di passività dello spettatore rispetto all’imposizione dei contenuti che era prettamente pasoliniana.

Nel frattempo però di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. E’ quasi come se l’attore romano mutasse in difetto quello che secondo molti è la vera liberazione del nuovo sistema mediale sganciato dalla dittatura del palinsesto generalista. Il principio della tv frullatore, da Enrico Ghezzi portata al successo con il suo Blob e così attaccato da Celestini, cos’ha di profondamente sbagliato?

L’idea che non ci sia una traccia paternalistica di gerarchia che dia giudizi di valore espliciti alle trasmissioni sottende il pericolo che un ragazzo talentuoso di Amici possa essere chiamato artista senza che coloro che lo fregiano di tale nobile etichetta sappiano disquisire ampiamente sul concetto di arte? E’ questo quello che lamenta uno dei più celebri monologatori teatrali del momento?

O all’interno della sua intervista c’è il pericoloso paradosso di chi predica libertà e democrazia per poi contrastare quegli stessi concetti non appena virino in senso contrario rispetto a quello che si ritiene giusto? Cioè Celestini aspira a un’ampia offerta di canali tematici che non sacrifichino un film di Bergman in un ciclo monografico notturno di estrema nicchia o anacronisticamente ad un palinsesto ancora fortemente tradizionale che respinga i prodotti ritenuti poco o per nulla culturali?

Lo spettro dell’argomentazione della televisione come male a prescindere, come macchina amplificatrice del sonno della ragione sempre e comunque aleggia fortemente anche da altre considerazioni incrociate che l’attore fa su aspetti legati in qualche modo al piccolo schermo. Parlando ad esempio di Beppe Grillo si esprime infatti in questi termini: ‘dice quello che pensa, ma come i politici in tv è un personaggio. Molte persone lo conoscono solo tramite la televisione.’

E’ come se l’utopia del ritorno alla condivisione della politica degli spazi aperti diventasse solo l’occasione per sparare a zero sul tubo catodico, come se si trascurasse la dimensione reale di unico intrattenimento e consolazione che questo medium svolge per milioni di italiani ai margini di circuiti più integrati e ampi, persone che anche se Il settimo sigillo o La fontana della vergine venissero trasmessi all’orario di Amici non avrebbero gli strumenti culturali per poter dare almeno un proprio livello di lettura.

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3 Commenti dei lettori »

1. Giuseppe ha scritto:

27 luglio 2011 alle 16:14

Totalmente d’accordo con l’analisi condotta in questo bell’articolo. Ascano Santini è un grande ma sparare contro la televisione intesa in quel modo è solo una “vecchia” moda.



2. Giuseppe ha scritto:

27 luglio 2011 alle 18:29

Chiedo scusa ad Ascanio Celestini per averne ridicolmente storpiato nome e cognome. Un Lapsus freudiano e il vizio di non rileggere quanto scritto.



3. mikimi ha scritto:

28 luglio 2011 alle 00:52

Gia’ una moda vecchia come il caro Celestini….
Oramai spararla sui talent e’ un modo per far parlare di se…
Ma poi sto Celestini chi cax e’?



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