13
giugno

LA VERA STORIA DI PUPETTA MARESCA

Manuela Arcuri e Pupetta Maresca

Sia chiaro, il pubblico più smaliziato difficilmente poteva aspettarsi di ritrovarsi di fronte ad un capolavoro destinato a passare alla storia del piccolo schermo. La miniserie Pupetta – Il Coraggio e la Passione, liberamente ispirata alla vita di Pupetta Maresca, si è rivelata sin dal suo primo appuntamento l’ennesimo feuilleton a firma della Ares. Un romanzo popolare ricco di passioni travolgenti, miserie e criminalità diffusa, con protagonista una Manuela Arcuri ancora una volta poco convincente nelle vesti d’attrice drammatica.

Proprio come i romanzi d’appendice del passato, rivolti a un pubblico di massa e con uno scopo prevalentemente commerciale, la miniserie – la cui seconda puntata andrà in onda questa sera alle 21,10 sempre su Canale5 – è riuscita nel suo obiettivo, ottenendo al suo debutto ben 5 milioni di spettatori. Un risultato importante che, unito alla narrazione sopra le righe di tutta la vicenda, fa in parte dimenticare le polemiche sorte negli scorsi giorni. Le paure di chi si domandava quanto potesse essere giusto raccontare la vita della Maresca in tv sono state, infatti, fugate (o quasi) proprio da una riproposizione della vicenda talmente caricaturale e lontana dalla realtà, da far perdere anche il più lontano rischio di beatificazione del personaggio.

Insomma, la Pupetta Marico proposta da Manuela Arcuri ha ben poco da spartire con la vera Pupetta Maresca, la cui vita, seppur meno romanzata rispetto alla fiction, appare altrettanto ricca di avvenimenti, degni più che di uno sceneggiato di un film neorealista. Nata a Castellammare di Stabia nel 1935, Assunta Maresca viene presto ribattezzata Pupetta per via della sua avvenenza, che le permette di vincere da giovanissima un concorso di bellezza locale. Nel 1954 conosce il camorrista Pasquale Simonetti detto Pascalone ‘e Nola, con il quale si sposa, già incinta, l’anno seguente.

Il matrimonio però dura poco. Tre mesi dopo, infatti, Pascalone viene sparato per ordine (ma i dubbi ancora rimangono) di Antonio Esposito, detto Totonno ‘e Pomigliano. Una morte che Pupetta decide di vendicare il 4 ottobre dello stesso anno, quando, incinta e vestita a lutto, va dritta in un bar nella zona della stazione di Napoli e ammazza a pistolettate Totonno. Arrestata, partorisce in carcere il suo primogenito, ribattezzato in onore del padre, Pasquale Junior. Condannata a 13 anni e 4 mesi, viene graziata e scarcerata nel 1965.

Cavalcando l’onda della “celebrità” raggiunta, recita in Delitto a Posillipo, pellicola vagamente ispirata alla sua vita, e recita nel film Londra chiama Napoli. L’avventura al cinema termina presto, e archiviati i sogni di gloria Pupetta preferisce dedicarsi alla gestione di due negozi di abbigliamento a Napoli. In quel periodo conosce il camorrista Umberto Ammaturo, dal quale ha due gemelli. Il rapporto da sempre tumultuoso con Ammaturo s’incrina quando quest’ultimo viene incarcerato con l’accusa dell’omicidio del figliastro, che per emulare il padre aveva nel frattempo intrapreso la via della malavita, per poi sparire nel nulla (nell’aprile del 1975 Ammaturo venne assolto per insufficienza di prove).

Negli anni successivi Pupetta viene accusata di essere la mandante dell’omicidio di Ciro Galli. Il pm chiede l’ergastolo, ma nel 1985 viene assolta per insufficienza di prove. Il 13 febbraio 1982, in piena guerra tra la nuova camorra organizzata e la nuova famiglia, indice una conferenza stampa nel corso della quale minaccia apertamente Raffaele Cutolo. Poco dopo viene accusata di aver ordinato il brutale omicidio dello psichiatra Aldo Semerari. Accuse dalle quali è assolta ancora una volta per insufficienza di prove.

Una vita dunque molto intensa e movimentata quella di Pupetta Maresca, che già in passato aveva incuriosito registi di cinema e tv. Nel 1958 Francesco Rosi s’ispirò al delitto del camorrista Pasqualone è Nola nel film La Sfida. Nel 1967, come già detto, fu la volta della pellicola Delitto a Posillipo, diretta da Renato Parravicini, mentre nel 1982 la Rai realizzò il film tv Il caso Pupetta Maresca a firma di Marisa Malfatti e Riccardo Tortora. Il film con protagonista Alessandra Mussolini nel ruolo di Pupetta, andò in onda soltanto nel 1994, dopo una lunga battaglia legale tra la tv di Stato e la Maresca che accusava lo sceneggiato di recare danno alla sua immagine.

Qui le schede di tutti i protagonisti

Qui la trama della prima e seconda puntata

Qui la trama della terza puntata

Qui la trama della quarta e ultima puntata

Qui la recensione

Qui le frasi cult di Pupetta – il coraggio e la passione

PUPETTA 2: CI SARA’?

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2 Commenti dei lettori »

1. Marco89 ha scritto:

13 giugno 2013 alle 14:56

Ma quindi l’ usura non c’ entra niente? In pratica se non ho letto male, l’ hanno quasi sempre assolta per insufficienza di prove. Di certo una persona non da emulare…fu graziata per quale motivo? Per aver vendicato il marito? No perchè allora ne dovrebbere essere graziati tanti.
Arcuri però è un volto inadatto completamente: se fosse stata più giovane avrei visto bene la De Sio, ma anagraficamente non ci siamo.
Brividi nell’ immaginare la Mussolini in pellicola.



2. tiziana ha scritto:

21 giugno 2013 alle 14:06

la De Sio sarebbe andata bene con tutto che’ grande visto che il trucco aiuta xche’ lei sarebbe stata perfetta xo’ anche l’arcuri e’ brava



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