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aprile

Pagelle TV della Settimana (6-12/04/2020). Promossi Unhortodox e Tiger King. Bocciati Ferro e Mentana

finale gf vip

Finalisti GF Vip

Promossi

9 alle rivelazioni primaverili di Netflix: Unhortodox e Tiger King. Due racconti agli antipodi accomunati dalla rappresentazione di paradossi e nonsense dell’era moderna, in particolare degli Stati Uniti d’America. Da un lato, la storia vera (romanzata) di un’ebrea ultra ortodossa alla ricerca non facile di emancipazione, dall’altro la storia vera (al 100%) di un uomo talmente antieroe da sbandierarlo in un contesto di situazioni e personaggi ancor più torbido. Da vedere.

8 ai Gladiatori di Pechino Express. Sempre pronti nel gioco, il più delle volte abili a gestire le difficoltà del viaggio e dalla battuta pronta, Max Giusti e Marco Mazzocchi avrebbero meritato di arrivare in finale. Per il conduttore, finalmente un contesto più “sporco” e meno impostato in cui cimentarsi e dare sfogo alla vena ironica.

7 a Paola di Benedetto. A sorpresa a spuntarla nel reality di Alfonso Signorini è stata la modella vicentina. Una vittoria che rafforza una tesi e ne confuta un’altra: da un lato Paola si inserisce nella lunga tradizione dei concorrenti “meno protagonisti” nelle dinamiche che arrivano alla vittoria, dall’altro entra a far parte della minuscola schiera di donne belle che ce l’hanno fatta a conquistare il televoto.

6 ad Antonella Elia. Ennesimo reality per l’effervescente personaggio, ma se nelle precedenti esperienze i suoi eccessi in un modo o nell’altro avevano sempre divertito, nel caso del GF Vip recriminazioni e liti hanno iniziato a contornarla di un alone negativo. Per il programma e per il pubblico è risultata comunque fondamentale.

Bocciati

5 al Grande Fratello Vip 4. Un cast con personaggi davvero famosi era il buon punto di partenza per l’edizione che doveva risollevare il genere in casa Mediaset.  Si è scelto, osando sin troppo, di iniziare sin da subito con una doppia puntata finendo per sfinire le poche dinamiche esistenti e mortificare gratuitamente il format con il continuo inserimento di elementi dell’esterno. Con l’andare delle settimane e con il comparire dell’emergenza Coronavirus tutto è cambiato e, al netto della sensazione di straniamento provocata, il programma è tornato all’essenzialità giovandone sotto molteplici aspetti.

4 all’appello di Tiziano Ferro al Governo – pronunciato a Che Tempo Che Fa – sul ritorno dei concerti. Non è sbagliato chiedersi il destino dei tour ma sono i toni e le modalità che stonano col periodo. Sono tanti gli aspetti sui quali il Governo non ha dato – spesso perchè impossibilitato – risposte precise e la ripresa di un settore ricco e meno essenziale di altri non può essere in cima alla lista delle priorità. A parlare poi è un anello forte della filiera che non ha neanche bisogno della vetrina televisiva per comunicare le proprie necessità a chi di dovere.

3 al ritornello che rimbalza, avvallato dal compiacimento dello stesso conduttore, di Alessandro Cattelan a Sanremo. Non riusciamo a capire a quale titolo possa ambire seriamente alla conduzione della più importante kermesse nostrana.

2 al Mentana scatenato contro Giuseppe Conte che ha tirato in ballo apertamente Salvini e Meloni durante una conferenza stampa (qui maggiori info). Che il giornalista de La7 possa stigmatizzare le esternazioni del Premier, non solo, è comprensibile ma è anche auspicabile in quanto va proprio nella direzione di offrire al telespettatore una voce diversa. Il suo lungo intervento è parso eccessivo soprattutto quando dichiara che non avrebbe trasmesso quella parte dell’incontro stampa se l’avesse saputo prima. L’inopportunità del Premier non è essa stessa una notizia? Inoltre, farne una questione di opportunità rischia di distogliere dal nocciolo ossia la veridicità o meno delle affermazioni pronunciate dai politici protagonisti della querelle.

1 alle variazioni di palinsesto in casa Mediaset. Anche in periodi di crisi pubblicitaria, a Cologno si divertono a giocare con i palinsesti mescolando e rimescolando carte. Chiaramente non ci riferiamo agli stop delle produzioni imposti per l’emergenza ma al valzer di repliche. Tra i casi: la casella del venerdì sera, prima riempita con Paperissima, poi il 10 aprile con un film e dalla settimana successiva Scherzi a Parte, ora un altro film e dal 24 è risbucata Paperissima.



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3 Commenti dei lettori »

1. Cristjna ha scritto:

17 aprile 2020 alle 16:53

Lo spettacolo è un “settore ricco” per i grandi artisti. Spesso, anzi, quasi sempre, ci si dimentica che dietro ad un grande show c’è tantissima manodopera – anche sottopagata – che dovrà necessariamente riconvertirsi in altro, in assenza di tour da seguire (tecnici del suono, luci, montatori). Tiziano Ferro sarà stato anche inopportuno, ma questo commento davvero superficiale.



2. Rosario Fucarino ha scritto:

18 aprile 2020 alle 10:46

Mediaset sta facendo bene con italia 1 e rete 4 che stanno anche giovando in certe fasce con gli ascolti, canale 5 va detto che con le repliche di bonolis ci ha preso in pieno e tutto il resto che è molto discutibile…scippare i film di italia 1 facendoli inziare alle 10 e terminarli in tarda serata o balzi di palinsesto hanno rotto. Poi, francamente hanno un access pesantissimo, un’ora di striscia è sfiancante, non può essere che ogni volta una cosa deve iniziare non prima delle 21,45 e deve chiudere tardissimo. BASTA.



3. Oscar Newon ha scritto:

18 aprile 2020 alle 12:58

…e il 1° maggio nuovamente “Scherzi a parte”. :D



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