15
giugno

Rai, Salini vuole ridurre il prime time per rinvigorire la seconda serata e comprimere i costi. Peggio di un autogol!

AD Rai Fabrizio Salini

AD Rai Fabrizio Salini

“Qual è il valore aggiunto di una produzione che finisce all’una di notte se non avere un punto di share e dire il giorno dopo che abbiamo battuto la concorrenza? Che vantaggio porta?”. Sono queste le parole con le quali l’AD Rai Fabrizio Salini ha annunciato, in un meeting interno con i dirigenti d’azienda, l’intenzione di ridurre la durata del prime time per rinvigorire la seconda serata, facendola partire ad un orario ‘decente’, e comprimere i costi.

Ad una domanda, in questo caso doppia, non si risponde mai con un’altra domanda, ma è doverosa: Salini, è sicuro di ciò che dice?, verrebbe da chiedergli. Già, perché in Rai – a differenza della concorrenza – è difficile trovare programmi che arrivino all’una di notte. Guardando a Rai 1, in particolare, soltanto il Festival di Sanremo e Ballando con le Stelle sono soliti tirare fino a tardi, a dispetto di tutti gli altri; Conti e Clerici, ad esempio, da anni sono fedeli all’orario di chiusura intorno alla mezzanotte, mentre le fiction – pezzo forte della rete – terminano tutte prima. Discorso analogo per Rai 2 e Rai 3.

Entrando più nel merito della rivoluzione auspicata da Salini, il dubbio di un clamoroso autogol risiede non tanto nel voler anticipare la chiusura dei programmi in onda in prima serata, quanto nel volerli far iniziare prima. E anche qui non si capisce dove si voglia andare a parare. Finché si parla di Canale 5, con serate che iniziano talvolta addirittura alle 21.50, è un conto, ma per la Rai non ha alcun senso, soprattutto se non parliamo di pochi minuti ma di misure radicali. Alle 21.20 Rai 2 e Rai 3 sono regolarmente in onda con le proposte di prime time, così come Rai 1 che al massimo ‘cede’ di dieci minuti. Per giunta, quale sarebbe il vantaggio di accorciare l’access della prima rete pubblica che ogni sera con I Soliti Ignoti batte ripetutamente, anche con le repliche, la concorrenza di Striscia la Notizia?

L’AD Rai ne fa anche e soprattutto una questione di costi, ma accorciando la durata del prime time non vai affatto a ridurre le spese, anzi sei costretto a ’sborsare’ di più perché vuoi riconsegnare più spazio ed importanza alla programmazione della seconda serata. Per non parlare, poi, dei blocchi pubblicitari, che andrebbero inevitabilmente persi perché a quel punto sarà difficile venderli all’interno, ça va sans dire, di Tv7, Patriae o Tg3 Linea Notte.

Se ne riparlerà il 17 giugno, data fissata per un infuocato CdA Rai. Nella proposta dell’AD, anche la riduzione dei compensi degli artisti – negli anni più volte sbandierata ma mai concretamente messa in atto – e la richiesta della Vigilanza di limitare il potere di agenti e società esterne.

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9 Commenti dei lettori »

1. Federico ha scritto:

15 giugno 2020 alle 20:09

Finalmente una posizione sensata, che credo non verrà portata avanti proprio per le convinzioni assurde che fervono in italia, come dimostra questo articolo



2. Jacaranda ha scritto:

15 giugno 2020 alle 20:14

Ma perché la TV Italiana non torna ad essere come tutte le TV del mondo che dopo il TG della sera iniziano la prima serata? Io questa cosa non la capirò mai, si aggiunge un costo enorme fisso, quello che voi chiamate “access primetime” su una fascia che già é cara, la più cara per una rete, ovvero…il prime time! Invece questo masochismo di avere il doppio access, e lamentarsi di aver poche risorse, boh.
In Italia vivete proprio in un mondo a parte.



3. Paolo ha scritto:

15 giugno 2020 alle 21:59

Ricordiamoci che la Rai è un’azienda ibrida: oltre agli ascolti, che sono importanti per soddisfare gli inserzionisti pubblicitari, ha una “mission” di servizio pubblico e non dovrebbe farsi condizionare troppo dai numeri auditel. Ogni discorso fatto per liberarsi da questa “tirannia” lo trovo sensato. E’ disdicevole che la Rai segua il suo competitor nel prolungare la prima serata uccidendo quella fascia, la seconda, che può ritornare ad ospitare nuove idee ed esperimenti. Concedendo il lusso ai direttori di sbagliare, di fare “flop” ma anche di portare idee e volti nuovi ad una tivù ingessata da troppo tempo.



4. Damiano ha scritto:

15 giugno 2020 alle 22:14

Forse Salini lavora per Mediaset? Accorciando l’access prime time inevitabilmente la fascia 20.30-22.30 potrebbe, in alcuni casi, aumentare gli spettatori ma nella maggior parte no: spesso I soliti ignoti sono la trasmissione più vista di tutte le reti! Quel che è peggio il daytime debole di Rai1 ne risentirebbe ancor di più.



5. Giò Lanza ha scritto:

16 giugno 2020 alle 08:17

Personalmente piuttosto che attendere la fine degli estenuanti Soliti Ignoti o dell’irritante Striscia la Notizia, scelgo di vedere qualcosa su Netflix dopo il TG, a quelle 20.30 che nei miei ricordi di bambino era l’ora di inizio del film o telefilm di prima serata. E come me tanti. Questi inutili programmi di access prime time, sempre più lunghi e sempre più stupidi, vengono visti non per reale interesse ma perchè costretti nell’attesa dell’inizio del programma successivo che avviene magari a ridosso delle 22. Chi lavora e si alza alle 6 non comincia a vedere un film alle 22.
Sono anni che a fronte della vana speranza di poter tornare ad avere una tv con orari sensati, mi sono spostato su altre piattaforme (che prima erano lo streaming selvaggio e che oggi sono Netflix e Amazon Prime). Sono pienamente d’accordo con Salini e col commento precedente: la seconda serata permetterebbe anche di sperimentare. Oggi quello slot è invece occupato dal brodo allungato di un programma che potrebbe durare un’ora e mezza e invece ne dura tre.



6. marco ha scritto:

16 giugno 2020 alle 09:18

Speriamo sia vero…..



7. Adriano ha scritto:

16 giugno 2020 alle 14:33

Parliamoci chiaro: Pur piacendomi i soliti ignoti è una trasmissione che si può concludere in 20 minuti. Basterebbe pretendere la chiusura del tg1 alle 20.30. Con tutto il blocco pubblicitario I soliti ignoti comincerebbero alle 20.40. Se durante i Soliti ignoti si evitassero le suspance, la trasmissione potrebbe tranquillamente chiudere alle 21 – 21.05 massimo.

Striscia la notizia è in caduta libera (lo testimonia il fatto che sia sempre stata battuta da delle repliche), quindi non dovrebbe preoccpuare come in passato.

Il problema è un altro. È la prima serata che dura troppo. Se vuoi fare una seconda serata di approfondimento non puoi andare oltre le 23- 23.15



8. PeppaPig ha scritto:

17 giugno 2020 alle 06:18

Bravo Salini! Non so più da quanti anni non sentivo un AD dire cose altrettanto sensate. La sua proposta non fa che cogliere un’insofferenza sempre più marcata da parte del pubblico verso orari insostenibili per i più. Sono moltissime le persone che auspicano il ritorno di una prima serata che segua immediatamente il tg, e benissimo fa il servizio pubblico a cogliere questa richiesta. Lascino i giochini di prestigio per il punto in più di share alla concorrenza.

Gli ascolti, beh …. premesso che non devono essere il faro dell’azione della Rai, potrebbero anche dare molte sorprese. La fascia di access è la più seguita per il semplice motivo che a quell’ora la gente è a cena, o la sta preparando, o sta riordinando, e guarda la tv, quel che c’è c’è. Personalmente, dopo le 20.30 pur di non guardare i Soliti Ignoti o Striscia, guardo la Gruber, cosa che non farei se alla stessa ora sulle ammiraglie iniziasse la prima serata. E non credo di essere la sola. A volte il culto della divinità-share rende un pò miopi.



9. PeppaPig ha scritto:

17 giugno 2020 alle 06:26

Per quanto riguarda la seconda serata sono completamente d’accordo con i commenti che mi hanno preceduta. Per tanti anni quella fascia è stata il luogo di trasmissioni interessanti e anche innovative, oggi chi investirebbe energie e idee in un programma che inizia dopo mezzanotte? Se parliamo di mediaset, anche dopo l’una. Oggi un programma come il Maurizio Costanzo Show non potrebbe esistere, a meno di non andare in onda all’alba.



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