Ghigliottina



17
maggio

L’EREDITA’: LA GHIGLIOTTINA SI FA SUPER E LA RILEVAZIONE AUDITEL CAMBIA

SuperGhigliottina de L'Eredità

SuperGhigliottina de L'Eredità

La Ghigliottina de L’Eredità diventa super! Il game show del pre-serale di Rai 1, condotto da Carlo Conti, da alcuni giorni ha presentato interessanti novità riguardanti la Ghigliottina – il segmento finale che convoglia milioni di spettatori a ridosso del Tg 1.

Una novità su tutte? Il concorrente non sceglie più una tra le due parole presentate dalla Ghigliottina, ma deve associarne una terza alle prime due proposte, che fungono da stimolo. A disposizione avrà – ecco un’altra novità – soli quindici secondi per deciderla. Se la terza parola è giusta, il concorrente non dimezza, altrimenti si procede alla decurtazione del montepremi.

Questo nuovo meccanismo si ripete per 5 volte, tante quante sono le parole da ‘associare’, al fine di comporre la cinquina finale per indovinare col vecchio sistema – ora si chiama Super-Ghigliottina – la parola che potrebbe assicurare al concorrente la vittoria del montepremi, “sopravvissuto” al dimezzamento.

Maggior tensione, dunque, anche grazie all’inserimento del tempo che scorre in ogni segmento che prevede la scelta della (terza) parola, uscendo finalmente dalla logica che vede al centro della scena concorrenti sicuramente bravi ma spesso abili “solo” – si fa per dire – in nozionismi e riflessioni ‘a lungo termine’.

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27
gennaio

L’EREDITA’: IL PREMIO OSCAR NICOLA PIOVANI DIFENDE LA GHIGLIOTTINA DAL QUALUNQUISMO ‘INTELLETTUALE’

L'Eredità- la ghigliottina

Qualcuno che (finalmente!) reagisce al qualunquismo, quel vizietto snob che colpisce spesso gli intellettuali quando si parla di televisione. Non viviamo certo nel migliore dei mondi mediatici possibili ma onore al merito a Nicola Piovani che, in barba all’idea della cultura che rimpiange Pasolini maledicendo la tv praticamente ad ogni istante, si schiera e ci mette la faccia. E lo fa pure con determinazione.

Esce allo scoperto addirittura a difesa de L’eredità e della sua leggendaria ghigliottina, un segmento calamita capace di attirare nel tempo anche autori di format stranieri, e, al di là di tutto, meritevole di resistere indenne all’usura del tempo in un contesto mediatico che polverizza tutto in maniera frenetica. A destare la rabbia di Piovani è un articolo apparso su Il Venerdì, l’inserto chiccoso di Repubblica. In particolare una frase, piuttosto denigratoria, di Ruggero Cappuccio così preso dal disquisire amabilmente, e in tono apocalittico, del degrado culturale del Belpaese da trascendere in una leggerezza, che ha la colpa principale di generalizzare all’eccesso. Questa l’espressione incriminata:

“Prima del Tg 1 propinano quiz con domande per pazienti in stato crepuscolare”