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FarWest, dagli scontri di Torino e Milano ai cimiteri di Roma

Focus sul Faber Village ad Ostia e la malagiustizia con il caso di Giuseppe Melzi. Ecco le anticipazioni del 10 febbraio 2026

Algert Myrtja

di Algert Myrtja

10/02/2026 - 16:19

FarWest, dagli scontri di Torino e Milano ai cimiteri di Roma

Salvo Sottile torna questa sera, martedì 10 febbraio, con un nuovo appuntamento di FarWest, il programma di approfondimento della prima serata di Rai 3.

Anticipazioni del 10 febbraio 2026

La nuova puntata parte dalla manifestazione dei gruppi antagonisti di sinistra contro le Olimpiadi Invernali. A una settimana dagli scontri di Torino, durante il corteo per il centro sociale Askatasuna, cinquemila persone hanno sfilato a Milano, unite nella protesta contro la presenza dell’ICE e contro i grandi eventi in città; le telecamere di FarWest le hanno seguite fino agli scontri scoppiati nel quartiere Corvetto.

FarWest ritorna anche a Torino per raccogliere le voci dei militanti, che rivendicano le proprie battaglie e la logica dello scontro di piazza, e quelle dei reporter che hanno seguito da vicino i fatti nella loro interezza. Un racconto diretto che prova a rappresentare tutte le facce di una protesta che continua a dividere. Al centro, la rete dei violenti che collegherebbe i fatti di Torino alle storiche mobilitazioni No Tav in Val di Susa. In primo piano, le testimonianze degli uomini delle forze dell’ordine in servizio durante i fatti. Si indaga anche sull’ipotesi dell’esistenza di una vera e propria “palestra” dell’antagonismo che, dalla valle piemontese, si riverserebbe poi sul tessuto sociale del capoluogo.

A seguire, un viaggio nei principali cimiteri di Roma, tra incuria, degrado e mancanza di sicurezza. L’inchiesta prova ad individuare responsabilità e soluzioni per restituire dignità a spazi che appartengono a tutta la città.

FarWest si sposta poi a Ostia, sul litorale romano, per indagare sul Faber Village, un ex stabilimento balneare confiscato alla criminalità organizzata, occupato e divenuto da tempo simbolo di abbandono e degrado. Le immagini mostrano il complesso e documentano cosa accade al suo interno, seguendo il blitz delle forze dell’ordine che hanno identificato gli occupanti.

Infine, si torna sui drammi della malagiustizia con un’intervista che ripercorre il caso di Giuseppe Melzi, noto avvocato milanese arrestato con l’accusa di essere un pericoloso capoclan della ’ndrangheta. Secondo l’impianto accusatorio, la cosca avrebbe avuto la propria sede operativa nel suo studio legale, accuse che in seguito si sono rivelate del tutto infondate.

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