20
luglio

RAI, CONCESSIONE DEL CANONE A RISCHIO

RAI

Guai a considerare il passivo in bilancio della Rai come conseguenza di investimenti sbagliati, cachet milionari e sprechi di varia natura. Se i conti della tv di Stato sono in rosso è per (de)merito di tutti quegli spettatori che non hanno pagato il canone. Questo, almeno, è il monito – riportato da una nota ASCA – di Antonio Verro, consigliere Rai:

“La Rai non ha come primo obiettivo produrre utili, ma offrire in maniera efficiente un servizio pubblico di qualità e accessibile a tutti. E’ evidente che ci sono margini di miglioramento per la nostra televisione pubblica sotto il profilo economico, ma è altrettanto vero che, se non ci fosse un tasso di evasione del canone tanto elevato, saremmo in attivo.

Un pensiero che, in termini prettamente matematici, forse non fa una piega. Eppure, proprio su quella capacità come obiettivo primario di offrire servizio pubblico, alcuni iniziano a dubitare. Al punto da mettere a rischio la concessione del canone; in poche parole, la Rai non sarà automaticamente la prossima concessionaria dell’abbonamento tv. Ad annunciarlo, a sorpresa, è il viceministro dello sviluppo economico Antonio Catricalà, che – come riporta Libero – invita il Parlamento ad una decisione, “anche con una norma di due righe di semplice proroga, ma dovrà comunque farlo”. L’intenzione, chiarisce, è di spronare la Rai, a partire da un mea culpa sull’evasione del canone:

“Il vero tema di fondo e forse l’unica vera grande ragione per giustificare la lotta all’evasione, ma addirittura le motivazioni del suo pagamento, non può non prescindere da un recupero di credibilità della Rai e della sua missione di servizio pubblico [...] Il pubblico deve avere la percezione che tutti i canali Rai sono canali di servizio pubblico e che tutta la programmazione risponde, con coerenza, alla logica di servizio pubblico”.

Ricordiamo che la concessione del canone alla Rai scade nel 2016.



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13 Commenti dei lettori »

1. Giuseppe ha scritto:

20 luglio 2013 alle 15:42

In parte ha ragione Antonio Verro. Ma sconfiggere l’evasione del canone non basterebbe. In Grecia non è possibile evadere perchè il canone si paga con la bolletta elettrica e tuttavia abbiamo visto la fine fatta dalla tv pubblica. Occorre eliminare anche gli sprechi e, in primo luogo, proprio i cachet milionari e gli stipendi troppo alti di dirigenti, funzionari e altre figure. Per non parlare di una certa programmazione da sfrondare decisamente.



2. fabulous ha scritto:

20 luglio 2013 alle 19:03

parole al vento quelle di Verro. sacrosante,per carità,ma alla politica la rai fa troppo comodo e non la metterebbero mai in condizione di diventare privata



3. lele ha scritto:

20 luglio 2013 alle 19:03

“La Rai non ha come primo obiettivo produrre utili”

qualcuno spieghi a verro che la rai è una società per azioni…



4. fabulous ha scritto:

20 luglio 2013 alle 19:40

lele,la rai ha il compito di fare servizio pubblico,fare tv di qualità e non andare in rosso coi conti. non di produrre guadagni



5. lele ha scritto:

20 luglio 2013 alle 20:05

se fai utili non sei in rosso… no? e poi sappiamo bene che ormai la rai non fa più solo servizio pubblico



6. pollon87 ha scritto:

20 luglio 2013 alle 20:18

x 6. lele
Non girarci in torno… la RAI deve fare servizio pubblico: poi, se la RAI è in rosso è principalmente colpa di chi evade e questo vale a prescindere da cosa fa la RAI o dagli sprechi interni alla RAI.



7. fabulous ha scritto:

20 luglio 2013 alle 20:42

che la rai non faccia servizio pubblico come dovrebbe,è ormai chiaro,ma questa è colpa della politica,che usa l’aziende per i loro comodi e questo verro lo sa benissimo,anche se dispensa queste perle di saggezza



8. lele ha scritto:

21 luglio 2013 alle 11:16

la rai non deve fare esclusivamente servizio pubblico, può anche fare tv commerciale e nessuno glielo vieta.



9. lele ha scritto:

21 luglio 2013 alle 11:16

magari evitando di usare i nostri soldi, ma può farlo.



10. DON IVANO ha scritto:

21 luglio 2013 alle 11:22

Il suo obiettivo è fare servizio pubblico, però poi quando un programma di intrattenimento , leggasi telefilm, va male, viene spostato e cambiato d’orario XD

Ovviamente concordo sulla faccenda dell’evasione troppo alta, però dovrebbero controllarsi sugli stipendi e “premi” di partecipazione ai programmi…

Parlo da semplice spettatore e poco esperto in materia, sia chiaro.



11. lele ha scritto:

21 luglio 2013 alle 11:22

*può farla



12. lele ha scritto:

21 luglio 2013 alle 12:27

@don ivano
ma infatti secondo me le due attività dovrebbero essere nettamente separate: da una parte il serizio pubblico “no-profit” finanziato da noi (che, se fatto bene, può diventare una risorsa come cerca di fare la bbc) e dall’altra le attività profit-oriented che ad una spa non si possono negare. Così ci guadagnamo noi contribuenti, che avremo finalemente un servizio pubblico decente e competitivo con le altre emittenti europee, e pure la rai che potrebbe far profitti con i suoi canali privati come meglio crede senza chiederci mezzo euro.



13. francesco ha scritto:

23 luglio 2013 alle 11:50

se la Rai è in rosso non è per gli evasori ma per la cattiva gestione e lo spreco di denaro che fanno! E la prova è che loro a differenza dei canali privati come mediaset che ha SOLO introiti pubblicitari..la rai ha la pubblicità (oramai alla stessa percentuale di mediaset) e ha il canone..QUINDI HA UNA DOPPIA ENTRATA rispetto agli altri..e se ci sono evasori prende comunque molto piu di mediaset..eppure è molto piu in rosso di mediaset..che vuol dire secondo voi???



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