15
settembre

MEDIASET INTERESSATA ALL’ACQUISTO DI LA7 E DEI MUX DI TELECOM ITALIA

Mediaset interessata a La7

Mediaset interessata a La7

Calma e sangue freddo, l’operazione è stata già bollata come semplice “azione di disturbo” e di conoscenza della concorrenza, anche a causa di alcuni paletti imposti dall’Antitrust. Parliamo ovviamente dei rumors circa il curioso interessamento di Mediaset nei confronti di La7 e delle frequenze in mano a Telecom Italia Media. Non è affatto un mistero che sia l’emittente che i due multiplex del gruppo telefonico siano da diverse settimane in vendita, così come non è un mistero che diversi network e alcuni operatori si siano già fatti avanti per sondare il terreno.

Tra questi pare ci sia anche l’azienda di Cologno che, stando a quanto rivelato da Radiocor e Repubblica, avrebbe manifestato interesse per l’acquisto dell’emittente di Telecom Italia Media e vorrebbe accedere alla seconda fase dell’asta, dove verrebbero consegnati i dettagli sulle società in vendita affinché gli interessati possano meditare su un’eventuale proposta d’acquisto. Per com’è stata strutturata l’asta da MedioBanca e Citigroup infatti, nella prima fase vengono semplicemente raccolte tutte le proposte non vincolanti di acquisto.

Mediaset vorrebbe presentarsi in doppia veste alla scadenza del 24 settembre, entro la quale dovranno arrivare sui tavoli di Telecom tali proposte: sia per l’acquisto di La7 che, tramite EI Towers, per l’acquisto delle frequenze in mano a Telecom. Ma le possibilità che realmente Mediaset acquisti La7 sono poche - come sottolineano gli organi di stampa- a causa dei tetti sulla raccolta pubblicitaria e del limite sui multiplex (massimo cinque a testa).

Ma Bernabè pare abbia già avvisato i piani alti di Cologno, che non confermano nè smentiscono. Comunque sia, oltre a Mediaset tra gli interessati ci sarebbero anche Discovery Channel e Cairo, assieme ad Abertis, il fondo di private equity Clessidra e un investitore asiatico.

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16 Commenti dei lettori »

1. warhol_84 ha scritto:

15 settembre 2012 alle 12:26

non gliela faranno mai comprare. Altrimento potremmo definitivamente strappare il cartellino “Democrazia” attaccato con lo sputo sul mappamando alla voce “italia”



2. iki ha scritto:

15 settembre 2012 alle 12:41

Me lo auguro warhol anche perchè il tentativo di mediaset è quello di togliere di mezzo la7 comprandola…



3. Ale ha scritto:

15 settembre 2012 alle 12:51

Ma cosa vogliono comprare questi di Mediaset che nn hanno un soldo



4. amazing1972 ha scritto:

15 settembre 2012 alle 13:02

comprare per eliminare un concorrente e rendere la rete come le varie italia2,mediaset extra ecc



5. FDv88 ha scritto:

15 settembre 2012 alle 13:12

Tanto per l’informazioni ci sono anche altri canali: Sky TG 24 e non solo. Se non sbaglio c’è uno spazio di Sky Tg 24 anche su Cielo… Per cui non è detto che in quel senso ci sia da preoccuparsi. Le notizie trapelano anche da internet per cui, non avrebbe senso non parlare di certe cose conosciute per altre fonti… Perderebbero solo pubblico.. Ma se avete notato, ultimamente, sono un po’ migliorati… di certe cose ne hanno parlato…



6. shiver ha scritto:

15 settembre 2012 alle 13:43

Che a Mediaset pensassero a migliorare la qualità dei loro programmi e soprattutto la loro informazione



7. Pippo76 ha scritto:

15 settembre 2012 alle 13:44

Non succederà per tanti motivi..



8. Fabio92 ha scritto:

15 settembre 2012 alle 13:54

Enrico Mentana ha già dichiarato che andrebbe via nel caso in cui La7 passasse a Mediaset

corriere.it/politica/12_settembre_15/mentana-la7-mediaset_bec214ae-ff10-11e1-ac8a-69b762be71b6.shtml



9. eldegge ha scritto:

15 settembre 2012 alle 14:25

x TUTTI I CRITICI DI MEDIASET:
Secondo me è meglio che LA7 venga comprata da Mediaset invece da Murdoch, DeBenedetti, Gazprom (Putin), dagli arabi o dai cinesi: perchè? Beh, semplice… Mediaset NON potrebbe fare “certe cose”, pena il bombardamento mediatico: si vedano i commenti degli altri qui sopra! Pensiamo invece a cosa potrebbero combinare i russi, gli arabi o i cinesi: non oso immaginare! E i cari DeBenedetti Murdoch? Beh, DeBenedetti trasforma in merda tutto quello che tocca (vedi Olivetti), mentre Murdoch è l’idolo della sinistra italiana: peccato che le sue televisioni (vedi in USA e in Inghilterra) sono talmente orrende che al confronto la Domenica5 della Panicucci sembra un esempio di televisione di qualità!



10. eldegge ha scritto:

15 settembre 2012 alle 14:41

x 8. Fabio92
Mentana ha fatto un ottimo lavoro sotto tutti i punti di vista, ma è la rete che non riesce a raggiungere il pareggio di bilancio, anzi: al confronto la RAI sembra una azienda ben gestita! Di conseguenza, se un azienda non guadagna, esistono solo due scelte: o si chiude o si cambia metodo di lavoro. Chiunque verrà sarà disposto a fare programmi “non importa dello share” (che è l’attuale filosofia de LA7)? Ed inoltre c’è spazio e quanto valgono le reti del grupppo TI in funzione degli ascolti complessivi? Assai poco… ricordiamoci che Dandini, Guzzanti, Cucciari, Parodi (entrambe), Lerner fanno scarsi ascolti e quindi, è facile che siano in perdita: per quanto potranno durare?



11. eldegge ha scritto:

15 settembre 2012 alle 14:47

x TUTTI I CRITICI DI MEDIASET:
Se LA7 venisse comprata da De Benedetti, e io dubito molto che questo avvenga, vi posso assicurare che LA7 farà la fine di Rete A e All Music: notare che DeBenedetti ha puri interessi politici e usa le sue reti (vedi il caso All Music) per i scopi e poi fa fallire le sue aziende quando non servono più (vedi il caso All Music). Speriamo che ad acquistare La7 sia un editore vero che abbia il solo interesse a farla crescere in quanto di editori politici alla DeBenedetti o Murdoch è meglio non averli tra le palle: la tv non si fa gratis, è fatta di idee ed investimenti, non si improvvisa!

Quindi meglio Mediaset: tanto, vi ricordo, che Berlusconi (Silvio) è politicamente finito (dal giorno in cui fu obbligato in II grado a pagare i famosi 540 milioni a DeBenedetti) e quindi il problema politico ormai è estinto… di certo, se Mediaset comprasse La7, forse sarebbe l’occasione giusta per fare il “restauro totale” al gruppo (vi ricordate di quando nacque Verissimo nel settembre 1996? Berlusconi aveva perso le elezioni nell’aprile precedente e ci fu la riorganizzazione completa delle tre reti) in modo serio.



12. Giuseppe ha scritto:

15 settembre 2012 alle 16:51

Fantascienza (almeno spero).



13. eldegge ha scritto:

15 settembre 2012 alle 19:04

x 12. Giuseppe
Pure a me sembra “fantascienza”: inoltre a me sembra TOTALMENTE ASSURDO che sia consentito a SKY, il MONOPOLISTA satellitare, di partecipare al digitale terrestre e soprattutto all’asta di La7. Comunque, il TG3 ha titolato “su La7 le mani di Mediaset” e io dico loro questo: se non volete Berlusconi (o SKY), allora il PD deve organizzare una colletta raccogliendo fondi dagli elettori, dagli iscritti al partito, dalle COOP, dalle municipalizzate di sinistra, dalle banche di sinistra e dagli imprenditori di sinistra per costituire un “fondo d’investimento” (un fondo “hedge”) ben dotato di soldi… cosa aspettano, CRIBBIO :D !



14. Valerio ha scritto:

15 settembre 2012 alle 21:24

@ Edlegge: non capisco se la tua è una provocazione, un auspicio, boh.

Queste notizie sono destabilizzanti perché in Italia chi rappresenta il “centrosinistra” non ha mai VOLUTO fare una legge sul conflitto d’interessi e lo promise a Berlusconi che non si sarebbe toccato alcunché (vedere Violante del Pd e quello che disse in un suo controverso discorso alla Camera dei Deputati qualche anno fa, girava il video su YouTube).

Mediaset è in crisi di liquidità, stanno riducendo le spese, dubito che possano mai presentare il miglior piano di investimenti rispetto ai suoi competitori tra i quali ce ne sono di veramente floridi sotto il profilo economico. A parte la blanda legge antitrust (che secondo il quotidiano La Stampa Mediaset pensa di non violare), Berlusconi se andasse avanti scatenerà timori e paure tali diffusi nella classe politica ed economica del paese nonché nella popolazione che è attenta ai temi della politica, che gli strascichi giudiziari di associazioni dei consumatori, esperti del diritto televisivo, Unione Europea, e chissà quali altri organi, saranno inevitabili. L’offerta di interessamento di Mediaset potrebbe essere anche un semplice escamotage dell’azienda per conoscere i piani di sviluppo della sua concorrente evidentemente più temuta, infatti Telecom Italia Media ha già mandato delle carte a Mediaset in cui – racconta La Stampa – sono presenti sia le prospettive economiche che quelle strategiche del gruppo. E se fosse allora una mossa di Mediaset per fare dello “spionaggio industriale” ai danni di La7, per anticipare sui tempi la concorrente? Chissà cosa contengono quelle carte, è certo che il Biscione dimostra per l’ennesima volta la sua spregiudicatezza.



15. Valerio ha scritto:

15 settembre 2012 alle 21:36

Di Rinaldo Gianola
15 settembre 2012

Le offerte ufficiali non ci sono ancora. Bisognerà aspettare poco più di una settimana, fino al 24 settembre, per conoscere chi intende mettere mano al portafoglio per acquistare il controllo de La7, la televisione di Telecom Italia. Mediobanca e Citigroup, le due banche d’affari chiamate con funzioni di advisor da Telecom, stanno lavorando con le quindici società o cordate che hanno manifestato interesse per l’operazione che, come sempre accade in Italia quando si tratta di mezzi di informazione, riveste un importante rilievo economico e anche politico.

La voce esplosiva che sta circolando attorno alla cessione della tv di Telecom, che non ha mai trovato un editore stabile e un preciso spazio di mercato, è che ci sarebbero almeno un paio di soggetti disponibili all’acquisto. Tra questi, notizia delle ultime ore, ci sarebbe direttamente Mediaset. La società di Cologno Monzese – di proprietà della famiglia Berlusconi – ha intenzione di presentare una proposta entro il prossimo 24 settembre, data in cui scadono i termini per al consegna di proposte “non vincolanti”. Mediaset presenterebbe una doppia manifestazione di interesse: la prima riguarda l’emittente televisiva La7, la seconda – attraverso la controllata EI Towers – l’infrastruttura per le frequenze. Lo scenario è clamoroso e fa tremare per il destino del pluralismo nel nostro Paese.

Al voto col nuovo editore tv. In primavera si vota. Si sa quanto contano i mezzi di informazione e le tv in particolare nelle battaglie elettorali. Entro la fine del 2012, cioè prima che inizi la campagna per il voto, Telecom intende vendere La7. Chi sarà il vincitore? Berlusconi direttamente oppure qualche suo vecchio amico? Per carità, non bisogna fare i processi alle intenzioni, però ci si può preparare a quello che potrebbe succedere dopo il 24 settembre. Prima della notizia di un interessamento diretto di Mediaset si era manifestato quello della cordata guidata dal Fondo Clessidra, amministrato da Claudio Sposito, un manager assai noto, sempre alla ricerca di investimenti profittevoli, che in passato è stato a lungo amministratore delegato della Fininvest, la holding di famiglia di Berlusconi.

Accanto a Sposito c’è Marco Bassetti, ex guida di Endemol, la società per l’ideazione e la produzione di format e programmi, nel cui capitale è rimasta per qualche tempo anche Mediaset che, tuttavia, ha poi abbandonato scontando una cara minusvalenza. Nel pacchetto di mischia di Sposito ci sarebbe pure Tarak Ben Ammar, investitore e produttore cinematografico tunisino, uomo vicino a Berlusconi e alla Fininvest per affari, consulenze e investimenti. Ben Ammar, inoltre, gode di una particolare posizione in questa vicenda: siede nei consigli di amministrazione di Mediobanca (cioè l’advisor di Telecom per la cessione de La7) e di Telecom Italia, la società che vuole vendere la tv. Non c’è che dire: Ben Ammar è uno che ha capito al volo quali sono i posti che contano in Italia e come mantenerli nel nostro capitalismo di relazione. Ma sarebbe un errore pensare che la partita della tv di Franco Bernabè sia già decisa.

C’è una lunga trafila da seguire, bisognerà valutare le offerte reali, ammesso che arrivino, e poi Telecom prenderà la decisione. È possibile che qualche operatore straniero, come Liberty media, Discovery Channel, Sky, magari Al Jazeera di ritorno o Sky Italia decida di avanzare un’offerta non solo per la tv ma anche per le infrastrutture, il secondo ramo conferito alla nuova srl di Ti Media che viene messa in vendita. Potrebbe spuntare un altro ex collaboratore di Berlusconi: Urbano Cairo, uomo della pubblicità e dell’editoria, proprietario del Torino calcio. Cairo è stato l’assistente personale di Berlusconi, un uomo di fiducia assoluta perché a quei livelli vuol dire iscrivere a scuola i figli del capo o negoziare gli affari più delicati. Cairo è stato tra i responsabili di Publitalia e poi della Mondadori Editore Pubblicità, prima di mettersi in proprio, di andare in Borsa con la sua Cairo editore e di comprarsi il Toro.

«Cairo ha un bel vantaggio sulla concorrenza» spiegano fonti vicine all’operazione, «conosce già La7 e il suo business in quanto raccoglie la pubblicità per la rete, ha dimestichezza con la tv e l’editoria, in più dimostra di saperci fare perchè ha una performance positiva nella raccolta pubblicitaria anche in un momento di crisi». Il 24 settembre si vedranno le offerte e se i candidati presenteranno carte convincenti a Bernabè che, pur non essendo riuscito a valorizzare la tv come desiderava, intende raccogliere un sensibile beneficio dalla cessione. In verità l’uomo giusto per La7 ci sarebbe. È Carlo De Benedetti, editore dell’Espresso-Repubblica. Lo scorso anno sondò Bernabè, ma non se ne fece nulla. In Telecom dicono che l’Ingegnere voleva tirare sul prezzo.

Quante vale? Oggi La7, dopo l’ultima campagna acquisti, sta diventando una piattaforma informativa che offre telegiornali, talk show, approfondimento e intrattenimento di livelli qualitativi assai diversi. Questa progressiva trasformazione non ha prodotto per ora risultati clamorosi sul fronte degli ascolti (share medio 2011: 3,8%), né ha contribuito a migliorare i conti di Ti Media che nel 2011 ha chiuso con una perdita di 83 milioni (54,4 milioni nel 2010) e nel primo semestre 2012 ha registrato un «rosso» di 35 milioni di euro, il doppio dei 18,5 milioni persi nello stesso periodo dell’anno passato.

In Borsa il titolo Ti Media si muove attorno ai 16 centesimi e la capitalizzazione è di soli 237 milioni. L’indebitamento netto supera i 200 milioni alla fine del primo semestre. Uno dei problemi che si porrà nel prossimo futuro, ammesso che la tv passi di mano, è se il nuovo editore vorrà mantenere fede alla missione informativa abbracciata da La7 oppure no. Nella formazione ci sono Lerner, Gruber, Mentana, Formigli, le sorelle Parodi, Porro&Telese, arriverà la squadra Santoro, più altri collaboratori tutti legati all’informazione.

Per La7 targata Telecom questa è la direzione scelta per i prossimi anni. Le svolte de La7 sono spesso sorprendenti e repentine. Nell’estate 2001 quando stava per partire la prima stagione de La7 con alcuni prestigiosi acquisti, il controllo di Telecom passò da Roberto Colaninno alla Pirelli di Marco Tronchetti Provera che ridimensionò le ambizioni e il progetto. Al governo era appena salito Berlusconi. I neoacquisti Fazio, Ferrara e Lerner vennero compensati con generose indennità e contratti ad personam, così poterono consolare le loro ansie professionali e moralizzatrici. Ora La7 si prepara a voltar pagina un’altra volta.

Fonte: L’Unità.it



16. Valerio ha scritto:

15 settembre 2012 alle 21:50

Quello che non si capisce – o meglio, vorremmo tanto non averlo capito – è perché Telecom voglia disfarsi di una televisione proprio ora che è in costante crescita, dopo che per anni se l’era tenuta sottotono e senza che facesse notizia. Certo, ora ha acquisito valore, e per chi vende è questo che conta. Ma bisognerebbe pensare anche al futuro dell’Italia: cederla a Berlusconi o ad una delle cordate costituite da suoi prestanome vorrebbe dire vederla depotenziata, tacitata, omologata alle altre reti Mediaset. A questo punto era meglio che se la tenessero quelli di Telecom. L’alternativa è consegnarla a qualche gruppo straniero che avrebbe anche i suoi limiti editoriali, a cominciare da quelli di identità. E poi è sospetta la tempistica: Telecom ha annunciato di vendere La7 quando si è insediato un governo tecnico con scadenza a tempo, e non è certo uno dei momenti più tranquilli per assistere ad operazioni del genere.



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