9
febbraio

Sanremo 2019, pagelle quarta serata

7 al duetto Achille Lauro - Morgan. L’ironia della sorte ha voluto che il cantante accusato di fare un inno alla droga venisse affiancato proprio da Morgan, che da Sanremo era stato escluso per delle dichiarazioni sulla droga. Qualche problemino c’è stato nell’esibizione (la voce di Morgan praticamente non si è sentita), però l’effetto rock and roll è più che riuscito. Stupefacenti.

7 alla scelta di Cristina D’Avena al fianco di Federica Carta e Shade.  Apparentemente rischioso, il coinvolgimento dell’eroina delle sigle di cartoni animati è furbo e azzeccato. Un nomone, ammesso che avesse accettato, avrebbe stonato con il pezzo, mentre di un giovane interprete ex talent i due non ne avrebbero avuto bisogno. Tutti cantano Cristina.

7 alla serata dei duetti. I duetti rinverdiscono l’interesse attorno ad una gara a 24 che va avanti da martedì senza classifica o eliminazioni e per questo la serata parte bene in un crescendo di attese, smorzate però brano dopo brano da performance non sempre memorabili. Two is megl che one.

6 alla vittoria di Motta con Nada. La giuria d’onore premia il duetto più radical e politico e questo non promette nulla di buono per stasera. Va detto che la presenza di Nada ha realmente arricchito il pezzo; tuttavia qualche perplessità sul fatto che fosse il miglior duetto rimane. Diamoci un tono.

6 al monologo di Bisio sul rapporto padre figlio. Puntuale come una tassa, a Sanremo non manca il “pippone”: Claudio Bisio rispolvera un suo vecchio monologo teatrale. Il paradosso è che l’abbiamo visto più a suo agio in vesti serie piuttosto che negli sketch fatti sinora. La presenza di Anastasio, che ha portato un buon pezzo, era inopportuna (non era meglio un giovane di Sanremo Giovani?) e peraltro ha rasentato il conflitto di interesse; l’ospite di Bisio, volto in esclusiva di Sky, è il vincitore, non troppo conosciuto, di un programma Sky. Scusa ma non me ne importa.

5 a Claudio Baglioni. Con un solo ospite, Baglioni si è visto pochissimo sul palco preferendo non sporcarsi le mani con le presentazioni. Della serata però ricordiamo l’imitazione di Maurizio Costanzo: laddove Virginia Raffaele latita ci pensa lui! Defilato.

1 agli sketch di “ispirazione” americana. Come rivela Selvaggia Lucarelli, la maggior parte dei momenti comici è stata tratta da programmi a stelle e strisce. Da un lungo elenco di autori lautamente pagati e da due comici di razza ti aspetti che facciano lavorare l’ingegno. Mezzuccio anche poco etico. Desolante.

1 a Melissa Greta Marchetto e Anna Foglietta, insignite a conduttrici-ospiti della quarta serata. Il Dopofestival ha avuto fior fior di padroni di casa che raramente hanno poi avuto tanto spazio sul palco dell’Ariston; per loro due, invece, le porte del paradiso sanremese sono state spalancate. Benedette dal Signore.



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