Urbano Cairo



5
gennaio

DMLIVE24: 5 GENNAIO 2014. CAIRO: REAL TIME HA PERSO IL 10%, NOI ANDIAMO AVANTI (BEH VA BEH)

Urbano Cairo, La7

Urbano Cairo, La7

Il DM Live 24 è un post pubblicato ogni giorno (a mezzanotte circa) nel quale, tramite i commenti, vengono raccolte in tempo reale le segnalazioni degli utenti su qualunque programma in onda e, più in generale, in relazione a qualsivoglia notizia televisivamente rilevante. I più interessanti verranno pubblicati nel DM Live 24 del giorno successivo.

Lena: Amore della mia vita, la soap di Rai Premium

Markos ha scritto alle 13:23

Da martedì 14 Gennaio 2013 sbarca alle 08:45 su Rai Premium la soap tedesca “Lena: Amore della mia vita”, trasmessa interamente fino allo scorso anno su Rai 3. (Fonte: Ufficio Stampa Rai)

Urbano Cairo: Real Time ha perso il 10%, noi andiamo avanti

tania ha scritto alle 20:48

Stiamo scalando (LA7) posizioni nella classifica delle reti più seguite. Real Time nel dicembre 2013 ha perso il 10 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Noi invece andiamo avanti”. Mah… (Fonte La Stampa)

Rugby su DMax

Il grande rugby è alle porte e DMAX (Canale 52 del digitale terrestre, 28 di Tivùsat) prepara il campo con una serie di programmi dedicati, produzioni originali, documentari e iniziative social. Tra le Prime TV esclusive, i due documentari dedicati al glorioso club neozelandese degli ALL BLACKS “L’ANIMA DELLA NUOVA ZELANDA” e “DRITTI ALLA META”, in onda rispettivamente domenica 5 e domenica 12 gennaio alle ore 23.15.




3
gennaio

PAGELLE DEL 2013: GLI ADDETTI AI LAVORI

marinella soldi

Marinella Soldi

10 a Marinella Soldi (Amministratore Delegato Discovery Italia e General Manager Southern Europe Discovery Communications). Il 2013 ha sancito definitivamente la consacrazione e l’ascesa di Discovery che, complice l’acquisizione di Switchover Media, è diventato il terzo editore italiano alle spalle dei colossi Rai e Mediaset. E nel 2014 gli obiettivi si fanno ancora più ambiziosi con l’arrivo di Amici su Real Time e il 6 Nazioni di Rugby su Dmax.

9 a Ilaria Dallatana (AD Magnolia). Fremantle incalza, Endemol è sempre là ma rimane Magnolia la miglior casa di produzione per l’intrattenimento, anche se costretta a rinunciare a format identitari (Isola dei Famosi e X Factor).

8 a Carlo Freccero (ex Direttore Rai4). Un doveroso saluto ad un eccellente professionista della nostra tv, pensionato dalla Rai, che ha dovuto dire addio al suo gioiellino Rai4. Lucide e condivisibili pure le sue analisi sul mezzo televisivo.

8 a Lorenzo Mieli (AD Fremantle Media Italia). Da X Factor a Ginnaste, passando per il sempreverde Un Posto al Sole, Fremantle sa come confezionare buoni prodotti. Manca però ancora la consacrazione nazionalpopolare (Italia’s got talent, coprodotto con Fascino, è un caso a parte).

7 a Nils Hartmann (Direttore produzioni originali Sky Italia e canali cinema). Sky ha scelto di scelto di concentrarsi su pochi prodotti da eventizzare, cassando i progetti più piccoli, e il manager d’origine teutonica ha dimostrato di saperci fare. Grosso neo sono le troppe produzioni culinarie in cantiere (su cinque progetti ambiziosi, tre sono tra i fornelli). Proprio come la tv generalista il satellite sembra cedere al desolante mood di “battere il ferro finchè caldo”.

6 a Maria De Filippi (Comproprietaria Fascino pgt) e a Sabina Gregoretti (Produttrice Fascino pgt). Nel 2013 si è deciso l’epocale sbarco del daytime di Amici su Real Time; una scelta con cui il duo di Fascino mira a far di necessità virtù. Se Canale 5 non deve essere, piuttosto che rimanere nelle “paludi” dei canali tematici del gruppo, meglio il piccolo canale 31 che, oltre al denaro che fa felice Mediaset, potrebbe valorizzare a livello comunicativo e d’immagine il prodotto. Per il resto, opportuna la scelta di far riposare C’è Posta Per Te mentre l’ennesimo tentativo di affrancarsi dalla De Filippi conduttrice, con il Music Summer Festival, non si è rivelato proficuo. Tuttavia rimaniamo convinti che Fascino debba cercare di aprirsi al mercato e al confronto. Da rivedere anche l’operazione Witty.


8
novembre

URBANO CAIRO: ASCOLTI DI LA7 NON ANCORA COME VORREMMO. CROZZA SAREBBE RIMASTO COMUNQUE

Urbano Cairo

All’inizio della sua governance aveva annunciato di voler abbattere i costi generali di La7, che ammontavano a circa 24milioni di euro, e si era scagliato contro quei 500mila euro spesi in taxi prima del suo arrivo. Decisamente troppi. A ben vedere, la riforma di Urbano Cairo è iniziata da lì. Da quel momento, infatti, l’operato dell’editore si è mosso su due piani: quello della razionalizzazione economica (qui, tutti gli sprechi di La7) e quello della sperimentazione televisiva, con un significativo intervento sul palinsesto della rete.

Abbiamo ridotto gli investimenti che producevano pochi ascolti e abbiamo cambiato il palinsesto in quelle parti in cui i programmi funzionavano meno pur avendo costi significativi. E i risultati di ottobre ci danno ancora in crescita

ha affermato Cairo in un’intervista al Corriere. Dichiarazione entusiastica, che in realtà deve fare i conti anche con percentuali Auditel non sempre soddisfacenti. Si pensi, ad esempio, a Miss Italia o agli ascolti ballerini di nuovi programmi come Linea Gialla e La Gabbia, attestatisi spesso sotto la media di rete. A tal proposito, il manager ha commentato:

Urbano Cairo sugli ascolti di La7: abbiamo un incremento

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17
ottobre

MAURIZIO CROZZA RIMANE A LA7 PER I PROSSIMI 3 ANNI

maurizio crozza la7

Maurizio Crozza

Niente Rai, “no grazie” a Mediaset, esclusa a priori Sky, Maurizio Crozza rimane a La7. Ebbene sì il “comico d’oro” ha deciso di firmare con La7 di Urbano Cairo per i prossimi tre anni facendo un passo indietro nei confronti della tv pubblica, rinunciando ad “un’offerta importantissima” di Mediaset e scegliendo di non trattare con una pay tv in quanto non si rivolge ad un pubblico generalista. A rivelarlo, durante una conferenza stampa in corso in questi minuti, Beppe Caschetto. Il manager dell’artista, di solito restìo ad apparire, ha deciso di vuotare il sacco e di svelare tutta la verità sulle trattave di mercato che nelle ultime settimane hanno riguardato il suo assistito.

Maurizio Crozza resta a La7. Beppe Caschetto “vuota il sacco” sulla trattativa con la Rai

A cominciare dal turbolento rapporto con Viale Mazzini, Caschetto mette a tacere le polemiche sui compensi che – a suo avviso – sarebbero stati sì elevati ma in grado di generare utili sul piano di equilibrio costi-ricavi. La serata Crozza su Rai1 (che avrebbe preso 110.000 euro a puntata) sarebbe costata circa 600 mila euro (475 mila per lo show + 125 mila per una produzione non identificata), una cifra inferiore al costo di un prime time di intrattenimento sulla prima rete pubblica che si aggirerebbe intorno ai 950 mila/1 milione di euro. Non elevato nemmeno il prezzo che la Rai paga a Maurizio Crozza per la copertina di Ballarò pari a 2.500 euro.

Beppe Caschetto: La7 ha fatto di tutto per avere Crozza

Per Caschetto sarebbe altresì controproducente la tanto invocata trasparenza sui compensi Rai perchè il “rischio è che si sappia quanto più bassi siano” e più che considerare l’utilità di Cairo nel trattenere Crozza bisognerebbe considerare la perdita delle altre aziende per il mancato ingaggio. A proposito, la più interessata, La7 a parte, sembrava Mediaset che aveva offerto un contratto con solide garanzie e molto importante dal punto di vista economico. Ma alla fine, a spuntarla è stata l’emittente di Cairo che si aggiudica l’alter ego di Joe Bastianch per i prossimi tre anni in virtù di un rapporto già in essere e della ferma volontà dell’editore.

La7 ci è parso fosse il vettore che ha fatto tutto per tentare di averlo (…) Altrove sviluppate condizioni per far di tutto per non averlo.”


24
settembre

CROZZA IN RAI: MARANO (VICE DG RAI) CONFERMA LA TRATTATIVA, BRUNETTA CONTESTA IN PARLAMENTO, CAIRO NON SA NULLA

Maurizio Crozza

Maurizio Crozza lascia La7 e passa in Rai. Si o no? La risposta definitiva ancora non c’è. E’ bene, però, fare il punto della situazione e chiarire tutto il can can mediatico che si è scatenato attorno alla notizia. Le certezze, ad oggi, sono due: la trattativa per passare alla tv di Stato è confermata, così come è confermato lo show Crozza nel Paese delle Meraviglie che il comico genovese condurrà a partire da ottobre su La7.

Crozza in Rai, Antonio Marano (vice dg Rai): la trattativa c’è

Dopo la smentita via Twitter del direttore di Rai 1 Giancarlo Leone sul presunto contratto già firmato da Maurizio Crozza, dai vertici di Viale Mazzini arrivano le prime conferme sulla trattativa per “scippare” il conduttore alla tv di Urbano Cairo. A parlare è il Vice Direttore Generale della Rai Antonio Marano che, a margine del Prix Italia a Torino, ha posto l’accento sul “caso Crozza”, a cominciare dalle voci che parlano di un cachet di 4-5 milioni di euro in due anni:

“Il cachet di Crozza? Non è nelle mie deleghe, ne ho 14 ma non questa. Non penso siano queste le cifre, ma non sono assolutamente informato. So solo che c’è una trattiva.

Crozza in Rai, Brunetta (PdL) presenta un’interrogazione in Parlamento





19
settembre

LA7: URBANO CAIRO DA’ FIDUCIA A SOTTILE. SU CROZZA INVECE…

Urbano Cairo

Martedì ha debuttato nella prima serata di La7 Linea Gialla, il nuovo programma di cronaca condotto da Salvo Sottile. Una novità, nella programmazione della settima rete del telecomando, che ha ancora pochi affezionati: l’esordio si è fermato a 467.000 spettatori, con uno share del 2.35%. D’altronde, la trasmissione si rivolge ad un pubblico diverso da quello che segue tradizionalmente il canale; anche per questo il patron Urbano Cairo dà piena fiducia a Sottile e il suo gruppo di lavoro.

Urbano Cairo: La7 al martedì non è mai stata forte

Linea Gialla si è inserito nella serata del martedì che, come ricorda lo stesso Cairo, in passato non ha mai regalato grossi sussulti a La7. Fino alla scorsa primavera andava in onda SOS Tata e gli ascolti si aggiravano attorno al 2.5%. Da Sottile, comunque, alla fine si aspetta di più:

“Ora abbiamo fatto un investimento su Sottile con Linea Gialla, al martedì, un giorno in cui La7, storicamente, non è mai stata forte - dichiara a Italia Oggi - E’ un investimento sul lungo periodo, su 40 puntate. Ieri (martedì, ndr) era la prima, lui deve crearsi un pubblico, attirare gente che prima, magari, non seguiva La7. Come ha fatto Rai 3 con Chi l’ha Visto. Un pubblico diverso da quello tipico della rete. Certo, Linea Gialla si può mettere a punto, ma ho già visto cose buone [...] ripeto, è il caso di parlarne tra un po’. Quando iniziò su Rete 4 partì al 4%. In molti ancora non sanno che è arrivato a La7″.

Urbano Cairo: su Crozza e Miss Italia nulla è deciso


18
luglio

ALLA FACCIA DEL CA…IRO! IL PATRON DI LA7 COMPRA 12 MILIONI DI AZIONI (2.8% DEL CAPITALE) DI RCS

Urbano Cairo

Urbano Cairo

(Adnkronos) – Dopo i rumors e le smentite, la conferma: Cairo entra nel capitale Rcs. Non è l’11% che aleggiava intorno ai diritti e che prefigurava l’arrivo di un socio forte, ma abbastanza per doverlo comunicare alla Consob: 2,8%. La notizia la dà lui stesso: 11.989.643 azioni ordinarie acquistate a titolo personale.

In una nota, Urbano Cairo comunica che nei giorni scorsi, tramite la propria controllata U.T. Communications, “ha proceduto all’acquisto di 11.989.643 azioni ordinarie di Rcs Media Group”. In particolare, precisa la nota “11.789.643 azioni ordinarie sono state acquistate mediante esercizio di n. 3.929.881 diritti di opzione acquistati sul mercato regolamentato e 200.000 azioni ordinarie mediante acquisto dei titoli sul mercato regolamentato”. Cairo precisa che “l’investimento in Rcs Media Group e’ effettuato a titolo personale“.

E all’Adnkronos dice: ”Entro in punta di piedi, senza aver la pretesa di insegnare niente a nessuno”.

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18
luglio

LA7, TUTTI GLI SPRECHI: DAI 500 MILA EURO DI TAXI AGLI 11 MLN DI EURO PER PARODI LIVE

Urbano Cairo, La7

Urbano Cairo mica è mago Merlino, e per certi versi meglio così. Alcune operazioni, infatti, più che la bacchetta magica richiedono un uso energico della ramazza. Come a La7: da quando l’editore ha acquistato l’emittente, uno dei suoi obiettivi prioritari è quello di alleggerire i costi generali che – come egli stesso ha dichiarato presentando i palinsesti 2013-2014 – ammontavano a circa 24 milioni di euro. Un obiettivo ambizioso, il suo, da raggiungere con dei tagli mirati ed una riduzione degli sprechi. Qualcosa in tal senso si è già mosso (nella prossima stagione, ad esempio ci saranno dei grandi assenti in palinsesto), ma il futuro riserverà nuove sorprese.

Per il momento, Cairo non è entrato nei dettagli dell’intervento ma le sue prime mosse pare siano iniziate da un’osservazione delle criticità e degli sprechi passati, che di certo hanno avuto un peso sulle finanze della rete. Nella programmazione della rete, infatti, non ci saranno più né Cristina Parodi Live (e Cover) né G’Day – fatti fuori in extremis già dalla precedente gestione -, che secondo Milano Finanza costavano rispettivamente 11,7 milioni di euro e 10,9 milioni di euro, con ascolti poco esaltanti. Non riconfermato da Cairo, invece, I Menù di Benedetta, dai costi più abbordabili ma pur sempre non proporzionali allo share raggiunto. Rimarrà invece in palinsesto lo show comico di Maurizio Crozza, che nel 2012 sarebbe costato circa 14,3 milioni di euro per 30 puntate (ma con ascolti buoni). Sembra invece del tutto esclusa la messa in onda di serate evento nello stile di Quello che (non) ho.

Per celebrare la loro liturgia televisiva su La7, infatti, pare che Fabio Fazio e Roberto Saviano avessero incassato rispettivamente quasi 500 e 300mila euro. Non male. Secondo Il Giornale, inoltre, il costo complessivo dell’evento fu di circa 2,7 milioni di euro e gli incassi pubblicitari – di cui si occupava proprio il Gruppo Cairo – ammontarono a 1,9 milioni. A quel tempo, però, l’editore non poteva intervenire sui palinsesti mentre oggi sì… E allora, stop anche alla produzione di format dal dubbio successo come si rivelarono quelli di Serena Dandini, Sabina Guzzanti e Camila Raznovich. Addio anche a Gianfranco Vissani e Michela Rocco di Torrepadula, in giro per l’Italia con Ti ci porto io. Tutte novità, queste, introdotte dal direttore di rete Paolo Ruffini, che non ottennero gli effetti sperati in termini di ascolti.

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