Urbano Cairo



12
luglio

CAIRO SCARICA IL COSTOSO CROZZA: ASCOLTI CROLLATI, IL SUO ADDIO A LA7 E’ UN’OPPORTUNITA’. C’E’ UN TESORETTO DA 10 MLN

Maurizio Crozza

Urbano Cairo non le manda a dire. La perdita di Maurizio Crozza, da alcuni considerata quasi catastrofica, per il patron de La7 è un’opportunità. Già, perché, come rivela l’imprenditore nel corso della conferenza stampa di presentazione dei palinsesti La7 (qui maggiori info), dal prossimo gennaio La7 avrà un “tesoretto” di oltre 10 milioni di euro da investire in nuove produzioni. A tanto – sottolinea Cairo – si aggira il costo dei 21 prime time di un’ora circa che il comico e la ITC dell’agente Beppe Caschetto realizzano per La7 (sì, per un comico in solitaria in un teatro spoglio con pubblico pagante ci vogliono quasi 500 mila euro). Budget importanti che vanno in controtendenza rispetto agli ascolti registrati dal programma – continua Cairo – e che riguardano solo una piccola porzione di palinsesto.

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21
marzo

LE IENE: FILIPPO ROMA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

Le Iene - Filippo Roma

Il Moralizzatore, per una volta, la morale dovrà farla a se stesso: lo showman e inviato de Le Iene Filippo Roma (noto, appunto, per il suo ruolo da “moralizzatore” nel celebre programma di Italia1) è infatti stato condannato in primo grado per diffamazione a mezzo stampa, e per questo dovrà pagare un risarcimento di 52mila euro a favore dell’editore Urbano Cairo, dei direttori responsabili dei settimanali Nuovo e Diva e Donna, e di una giornalista. Tutti gli altri imputati sono stati assolti: tra loro il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi, l’autore e regista della trasmissione, Davide Parenti, ma anche le presentatrici Vanessa Incontrada ed Eleonoire Casalegno oltre a Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.


16
marzo

URBANO CAIRO: NON VENDO LA7, LA SVILUPPERO’ CON NUOVI CANALI. PIU’ SOLDI ALLA RAI PER PAGARE ASCENSORI E SPOSTAMENTI? (VIDEO)

Urbano Cairo

Urbano Cairo ha le idee chiare. Dalla riforma Rai alla Rizzoli, passando per la situazione presente e futura de La7, l’editore piemontese sembra avere un progetto per tutto. DavideMaggio.it l’ha incontrato durante la conferenza stampa di presentazione di Eccezionale Veramente, il nuovo talent della comicità, con Paolo Ruffini, Selvaggia Lucarelli e Diego Abatantuono, in onda a partire da domani in prima serata. Ecco le sue dichiarazioni.





14
maggio

MICHELE SANTORO STUDIA NUOVI PROGETTI: POTREBBE LASCIARE LA7?

Michele Santoro

Michele Santoro s’è stufato e non ne fa mistero. Dopo aver trascorso anni in trincea, a condurre talk show battaglieri, ora il giornalista ha desiderio di voltare pagina, di dedicarsi a nuovi progetti televisivi. Basta tribune politiche vecchio stile e dibattiti anacronistici destinati a perdere ascolti: è arrivato il momento di cambiare. Michele lo va ripetendo ormai da tempo, e la prossima stagione tv potrebbe essere quella buona per realizzare il suo proposito.

Santoro, contratto in scadenza: lascerà La7?

Il giornalista, infatti, non ha alcuna intenzione di mettere in piedi una nuova edizione di Servizio Pubblico ma sarebbe piuttosto interessato a lanciarsi in qualcosa di inedito. Non necessariamente su La7. Il suo contratto con la rete terzopolista è infatti in scadenza ed il rinnovo sarebbe ancora oggetto di discussione con l’editore. “Dipenderà dalle idee” aveva detto Urbano Cairo, comunicando anche l’intenzione di ridurre (o addirittura di dimezzare) le trasmissioni politiche del prime time. Secondo indiscrezioni, se le condizioni non fossero quelle desiderate e se l’accordo saltasse, Santoro potrebbe lasciare La7.

Urbano Cairo incontra Minoli

Michele sta scaldando i motorici aveva svelato in un’intervista Carlo Fraccero, riferendosi ai progetti dell’amico giornalista, che in un suo video-editoriale aveva ammesso di voler tornare in Raianche soltanto per una notte. Così il quadro sembra meglio delinearsi, anche se potrebbe passare ancora qualche tempo prima che il conduttore – cui piace giocare di logoramento – decida sul da farsi. Intanto, Urbano Cairo non starebbe stato con le mani in mano: come riporta Dagospia, nei giorni scorsi l’editore ha incontrato a Roma il giornalista Giovanni Minoli. Che i due abbiano parlato anche di una futura collaborazione televisiva?


2
gennaio

PAGELLE TV DEL 2014: ADDETTI AI LAVORI

Carlo Degli Esposti

Promossi

9 a Carlo degli Esposti (Fondatore e Presidente Palomar). Il papà di Montalbano – la più imponente produzione italiana per ascolti e introiti degli ultimi anni – con il remake italiano di Braccialetti Rossi ha saputo proporre una fiction assolutamente innovativa per la prima rete. Tematiche nuove e coraggiose ma soprattutto ottime strategie di lancio e promozione 2.0. Un unicum per la tv generalista e per l’”anziana” Rai 1.

8 a Andrea Scrosati (Executive Vice President Programming di Sky Italia). Masterchef, Gomorra e X Factor sono quanto di meglio la tv abbia offerto nell’ultimo anno. L’abilità di Scrosati sta nel cavalcare i punti di forza di tali produzioni per illuminare l’intera offerta, costruendoci attorno roboanti strategie di marketing e comunicazione. Con il risultato che tutto ciò che Sky tocca sembra oro, anche quando oro non è. Grande nota a favore è altresì il circolo virtuoso innescato tra volti, programmi e sponsor.

8 a Lorenzo Mieli (Amministratore Delegato Fremantlemedia Italia). Inimicarsi Maria De Filippi e l’intera Mediaset, portando Italia’s got talent su Sky è stata una mossa ardita, sulla cui bontà sarà possibile esprimersi con cognizione di causa soltanto nel lungo periodo. Intanto si gode un contratto principesco con la tv satellitare e un rinnovato accordo per la produzione di fiction con Mamma Rai. La prima edizione di X Factor su Sky, interamente prodotta da Fremantlemedia, è stata la più seguita con una finale da urlo.

7 a Marco Tombolini (Amministratore Delegato Toro e Talpa Italia). Il 2014 ha segnato una svolta. Straordinario il successo di Suor Cristina che ha regalato a The Voice 2 una sorprendente eco mediatica a livello internazionale; quasi epocale, invece, l’allargamento del business con l’ingresso in Mediaset di Rising Star (primo talent musicale che ‘osa’ sfidare Amici) e Shark Tank. Con I Re della Griglia e Il Più Grande Pasticcere, invece, si poteva dare di più.

7 ad Angelo Teodoli (Direttore Rai2). Non è esente da critiche o rimostranze ma tra i direttori della tv generalista è quello che ha lavorato meglio lanciando nuovi programmi (non tutti riusciti intendiamoci) e idee che hanno conferito un’ossatura alla rete. Peccato per la minore attenzione riservata ai telefilm.

7 a Antonella D’Errico (Direttore Cielo). D’accordo, qualcuno potrebbe obiettare: “ti piace vincere facile”, visto il faraonico budget – rispetto a quello delle reti concorrenti – del canale 26 che può contare su Olimpiadi, Motociclismo, Serie A, importanti prime visioni e persino film erotici (che altrove sarebbero stati massacrati). Ma la verità è che, facendo leva sulla sua esperienza maturata a Discovery, ha saputo imporre un palinsesto (arte in cui a Sky non eccellono) fortemente riconoscibile, al di là dei grandi eventi proposti.

7 a Laura Carafoli (Senior Vice President Content & Programming Discovery Networks International). E’ stata un’annata intensa, caratterizzata dall’allargamento delle proprie responsabilità e competenze. Le soddisfazioni maggiori provengono da DMAX. Sul fronte della “corazzata” Real Time è controverso l’arrivo di Amici. Condivisibile la scelta di non farsi scappare il talent di Maria De Filippi; peccato però che il programma non si sia incastrato perfettamente nel palinsesto. Nel frattempo il sovraesposto lifestyle ha ceduto spazio con successo allo storytelling. Giallo ha del potenziale inespresso (la library di serie tv rimane povera) mentre per i canali kids si intravedono tentativi di miglioramento ma per ora Frisbee e K2 rimangono indietro. Buonissime le performance dell’”originale” Discovery Channel.

6 a Maria de Filippi (Fascino PGT) e Sabina Gregoretti (Produttrice Fascino PGT). Con Temptation Island hanno dimostrato che se c’è una cosa che a Fascino sanno fare è il racconto delle “dicotomie sentimentali”, meglio se accese. Infelici le novità introdotte nel meccanismo di Tu si que vales per differenziarlo da Italia’s got talent; dalla striscia quotidiana di Amici su Real Time ci si aspettava un linguaggio nuovo e non la riproposizione di schemi già percorsi su Canale 5. Bisognerebbe forse allargare gli orizzonti.





2
gennaio

LA7 E LA FISSA PER “BALLA COI LUPI”: STASERA IN ONDA PER LA QUARTA VOLTA IN UN ANNO

Balla coi Lupi

Balla coi Lupi

Tu chiamale se vuoi ossessioni. Venerdì 2 gennaio La7 trasmetterà per la quarta volta in un anno “Balla coi lupi”. L’ultima messa in onda risale solo al 2 settembre scorso, quando la pellicola interpretata da Kevin Costner catturò il 2,78% di share.

Precedentemente, il film vincitore di sette premi Oscar era stato proposto il 18 maggio e in occasione della passata Epifania, sempre in prima serata. E l’elenco si allunga ulteriormente se si inserisce nel computo pure l’appuntamento del 12 settembre 2013. Se alcune collocazioni rituali nel palinsesto strizzano l’occhio alla tradizione (vedi Una poltrona per due, fissa su Italia1 ad ogni festività natalizia), in questo caso emerge una indiscutibile pigrizia di La7 nella scelta dei film da piazzare.

Sul canale di Urbano Cairo, Costner se la gioca a tutti gli effetti con Clint Eastwood, altro jolly che riciccia sistematicamente con “Nel centro del mirino”, produzione del 1993 usata per ben quattro volte tra il 13 maggio e il 22 novembre.

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29
ottobre

PAOLO BARNARD VS URBANO CAIRO: E’ L’IMPRENDTORE PIU’ STUPIDO D’ITALIA. GESTISCE UNA TV COME UNA SQUADRA DI CALCIO

Paolo Barnard

Paolo Barnard sembra non darsi pace. Dopo essere stato cacciato da La7 (ma egli dichiara di essersene andato spontaneamente), l’economista non perde occasione per sparare a zero contro l’emittente di Urbano Cairo e contro il conduttore de La Gabbia Gianluigi Paragone, reo di averlo bistrattato. E’ capitato anche ieri, in diretta su Radio24. Ospite de La Zanzara, Barnard non si è trattenuto ed ha esordito attaccando a testa bassa l’editore della rete terzopolista.

Paolo Barnard vs Urbano Cairo

L’imprenditore più stupido d’Italia in questo momento è il proprietario della esimia rete televisiva La7, che si chiama Cairo. E’ uno che gestisce una tv con la mentalità del proprietario di una squadra di calcio: la tv va di m*rda, fa schifo, ha dei programmi che non si vedono e lui acquista i campioni. Ma questo è proprio un fuso di testa. Ha una televisione che sta crollando, fa degli ascolti da ridere… Io spero, non per me che me ne sono andato sbattendo la porta in faccia a Gianluigi Paragone bugiardo, che per la pietà di questa televisione qualche imprenditore la compri. Ma Tronchetti Provera tornasse indietro! Questo era Leonardo Da Vinci confronto a Cairo

ha detto Barnard, ribadendo di essere stato lui stesso ad aver sancito il definitivo strappo con La7 e con Paragone. L’economista ha poi affermato che i suoi editoriali a La Gabbia non venivano pagati (“perché sono degli str*nzi“), né godevano di copertura legale. In seguito, ha lamentato di essere stato mandato in onda sempre più tardi, adducendo questa scelta a cause vagamente complottiste, che avrebbero coinvolto Urbano Cairo e persino Silvio Berlusconi.

La Gabbia: il complotto anti Paolo Barnard


20
ottobre

SANTORO VS TRAVAGLIO, URBANO CAIRO: ERO D’ACCORDO CON MICHELE, FARE DOMANDE NON E’ LESA MAESTA’

Urbano Cairo

Michele Santoro è salvo. “Ha fatto bene a riaffermare il principio che Servizio Pubblico offra a tutti la possibilità di dire quello che pensano e anche di replicare” ha dichiarato Urbano Cairo a Repubblica, dimostrando di aver seguito con attenzione la lite consumatasi giovedì scorso tra il conduttore e Marco Travaglio. Commentando il diverbio avvenuto in diretta tv, l’editore di La7 ha detto di concordare con Santoro, che intimò al collega ed editorialista di lasciare possibilità di replica agli interlocutori.

Urbano Cairo sulla lite tra Santoro e Travaglio

Travaglio è molto bravo nel fare le domande. Ma è giusto che anche a lui possano fargliene. Non è reato di lesa maestà ricevere domande da un ragazzo genovese (un angelo del fango) che ha dimostrato personalità anche di fronte a Beppe Grillo. Ero pienamente d’accordo con Santoro quando diceva che Burlando doveva poter dire la sua

ha affermato Cairo, aggiungendo anche di aver parlato con Santoro (“Travaglio non lo sento mai“) e di aver stipulato un accordo di reciproco rispetto. “Lui è libero di fare il talk con chi vuole, ha scelto Travaglio, che ha dato ottimi contributi“. Il manager ha anche ribadito di non interferire sulla “linea politica” del programma ed ha smentito le voci, circolate nei giorni scorsi, di una possibile chiusura anticipata di Servizio Pubblico.

Urbano Cairo: smentisco chiusura anticipata di Servizio Pubblico