Reality



26
agosto

Da Emanuela Folliero a Luca Laurenti: ecco 10 concorrenti «vergini» ideali per un reality

Emanuela Folliero

Emanuela Folliero

Li abbiamo visti oziare in una casa, naufragare su un’isola, mungere vacche in fattoria, ma anche gestire ristoranti, andare a spasso nel tempo, domare elefanti, ballare, pattinare sul ghiaccio, tuffarsi o assumere le sembianze di star della musica; l’invasione dei reality show e di tutti i suoi “derivati” negli ultimi vent’anni ha mostrato i cosiddetti VIP in situazioni che mai avremmo potuto immaginare. Alla ricerca di un trampolino di lancio o con la speranza di rinverdire una popolarità in fase calante, sono ormai tantissimi i personaggi dello spettacolo ad aver ceduto alle lusinghe dei reality. Trovare dei volti “nuovi” per animare case, isole o piste da ballo, è diventato per gli autori tv sempre più difficile, ma non impossibile: ecco 10 celebrità “vergini” da poter sacrificare sull’altare dei reality.




29
maggio

Alone: soli contro la natura nel reality sulla sopravvivenza più estremo

Alone

Alone

La lotta alla sopravvivenza non è mai stata così aspra. Lo sanno bene i partecipanti di Alone, il reality estremo, ad alta dose di temerarietà, la cui seconda stagione approderà questa sera, a partire dalle 22.40, su Blaze (canale 119 di Sky).

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24
giugno

ALONE – SOLI NEL NULLA: SU HISTORY “LOST” DIVENTA REALTA’, ANZI REALITY

Alone - Soli nel nulla

Questo programma mostra esperti di sopravvivenza. Non imitateli“. Inizia così Alone – Soli nel nulla, il reality estremo in onda su History (407 di Sky) dalle 21:00 di domani – giovedì 25 giugno 2015 – che esplora in dieci episodi l’eterna sfida tra l’uomo e la natura. Altro che Isola dei famosi: qui agli spettatori sembrerà di veder concretizzarsi i peggiori incubi scatenati dalla serie cult Lost.

Alone – Soli nel nulla: su History un reality stile Lost

Dieci uomini di età compresa tra i 22 e i 47 anni, isolati dal mondo, senza nessuna troupe professionista e nessuna sceneggiatura da seguire, dovranno sopravvivere per mesi in completa solitudine, lontani l’uno dall’altro, sulla costa settentrionale dell’Isola di Vancouver, nell’inospitale foresta della British Columbia. In palio per chi resiste di più ben 500 mila dollari.

La serie, in onda in contemporanea con gli Stati Uniti, è l’esperimento di sopravvivenza più audace mai tentato in televisione. Nessun ausilio, nessun sostegno; solo un piccolo zaino con lo stretto necessario per sopravvivere, delle piccole video-camere per filmare la propria esperienza e un telefono satellitare da usare solo nel caso si decida abbandonare la gara. Ciascuno di loro dovrà procacciarsi il cibo, costruirsi un rifugio, respingere gli orsi e i puma. Ma soprattutto dovrà fare i conti con una solitudine estrema e un forte stress psicologico, cercando di mantenere una buona salute fisica e mentale per portare a termine la propria missione.

Alone – Soli nel nulla: tra i concorrenti un macellaio e un autore 





12
agosto

MISSION: REALITY O SOCIAL SHOW? E SULLA PUNTATA ZERO QUALCOSA NON TORNA

Giancarlo Leone

Non chiamatelo reality, per carità. Sennò poi qualcuno si indigna di nuovo, e se riparte la polemica buona notte ai suonatori: non ne usciamo più. Su Mission si è ormai detto tutto e il contrario di tutto, ma le critiche più aspre si sono scatenate in modo particolare attorno alla definizione da attribuire al format di Rai1 (roba da ridere ormai!). Non a caso, il direttore della rete ammiraglia, Giancarlo Leone, si è sentito in dovere di intervenire sulla querelle, nel tentativo di gettare acqua sul fuoco e di replicare alle accuse ricevute.

Si è montato un dibattito su una parola, reality, che non esiste nei fatti: la presenza dei personaggi sarà documentata in loco e successivamente oggetto di montaggio

ha detto il direttore, precisando che non ci saranno né diretta, né eliminazioni, né giochi, ma soltanto un racconto rispettoso delle drammatiche realtà documentate. Dunque, bandita la definizione di reality. Eppure, in una recente video intervista concessa a DM, Leone descriveva Mission come un “reality umanitario” e incasellava il format senza fare troppe precisazioni sul vituperato genere televisivo. Oggi, invece, il termine da lui usato per identificare la trasmissione è quello di “social show“. Cosa è cambiato?

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13
ottobre

SUPERCINEMA: GUENDALINA TAVASSI E FERDINANDO GIORDANO SI RICONOSCONO NEL “REALITY” DI GARRONE

Guendalina Tavassi

Una leggiadra musica da carillon e una ripresa suggestiva e colorata di una sontuosa carrozza che fa il suo ingresso trionfale in una sala ricevimenti grandiosa e kitsch: inizia così Reality, l’ultimo film firmato da Matteo Garrone nonché forte guanto di sfida al genere televisivo del reality show e alle speranze che promette a orde di giovani pronti a tutto pur di realizzare il vacuo sogno dell’apparire e del farsi conoscere a tutti i costi.

Potrà anche essere inconcepibile ai più, ma per alcuni entrare nella casa del Grande Fratello rappresenta davvero un’opportunità e una scappatoia dalla routine noiosa e stantia che li attende, permettendoli, anche se solo per pochi mesi, di ergersi a divi e sfoggiare sorrisi gratuiti e autografi a un nugolo di fan urlanti. La disgrazia di Luciano (Aniello Arena), il pescivendolo napoletano protagonista del film, è quella di credere fin troppo in questo sogno ancor prima di avere la sicurezza di varcare la famigerata porta rossa. Proprio quell’aspirazione che gli forniva il motivo valido per svegliarsi ogni mattina e di combattere la quotidianità diverrà la sua rovina, intrappolandolo in una dimensione inconscia schiava della tv e dei suoi meccanismi.

E’ amaro e triste il finale di Reality e Supercinema, la rubrica cinematografica settimanale di Canale5 curata da Mario Giordano, ha deciso d approfondire il tema interpellando due spettatori d’eccezione, nonché ex-concorrenti del Gf: Guendalina Tavassi e Ferdinando Giordano. I due ex-gieffini, dopo aver visto insieme il film, escono dalla sala per proporre il proprio punto di vista sull’amara visione di Garrone. La Tavassi si riconosce nel protagonista affermando di aver vissuto parte della sua vicenda in prima persona, enfatizzando ogni singolo istante antecedente l’ingresso nella casa più spiata d’Italia.





2
ottobre

MATTEO GARRONE: FATTE LE DOVUTE PROPORZIONI, CAMORRA E TELEVISIONE SONO PERICOLOSE UGUALE

Matteo Garrone

In questi giorni nelle sale con Reality, il film sul genere televisivo che più ha impressionato l’immaginario collettivo degli anni Duemila (e che probabilmente troveremo come cifra sociologica indicata per capire in futuro questo decennio così ambivalente e complesso), Matteo Garrone in un’intervista a Max si lascia scoprire e prova a spiegare meglio la sua avventura di regista, spiazzando con qualche gioco di similitudine.

Già da qualche mese aveva cercato di spiegare che non si trattava di una specifica pellicola contro il Grande Fratello, capro espiatorio preferito per ogni problema, anche perché sarebbe stata un’operazione di cliché e di corto respiro, visto l’apparente tramonto del fenomeno, uscito di scena in attesa di una revisione alla carrozzeria.

Per il nuovo film si è piuttosto sempre parlato di una sorta di Pinocchio dalle tinte postmoderne, come se il Gatto e la Volpe, fiere allegoriche di Collodi, avessero passato il testimone a quel grosso calderone di distrazione di massa, chiamato per l’appunto reality show. In effetti visto col senno di poi l’apogeo della televisione della realtà riporta alle lunghe code dei casting più disparati per la ricerca della popolarità a tutti i costi. Seguiamo però le riflessioni dell’autore per immagini di Gomorra per addentare meglio il nocciolo della questione speculativa:

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2
agosto

IL REALITY DI MATTEO GARRONE DAL 27 SETTEMBRE NELLE SALE. ECCO IL TRAILER

Reality - Matteo Garrone

Per vederlo nelle sale italiane dovremo attendere fino al 27 settembre, ma è già da parecchie settimane che il nuovo film di Matteo Garrone fa parlare di sé. Non tanto per la scelta del contenuto, dato che non è così difficile trovare le criticità di un genere, come il reality, ormai in difficoltà, ma per la prospettiva artistica: l’analisi di una parte della società italiana, che sfugge all’etichetta del sottoproletariato dei ragazzi di vita ma ne condivide parecchie caratteristiche.

Gran premio della Giuria al Festival di Cannes, Reality racconta la storia di un uomo comune, un pescivendolo trentenne, appassionato di tv e reality, che, entrato nel vortice dell’ascesa alla porta rossa, inizia a perdere il senso di realtà vivendo in funzione di quel programma televisivo che può e che deve cambiare la sua esistenza infelice, trasfigurando ogni attimo della sua vita a quell’unico scopo.

La pellicola arriva quando nel Paese è passata la febbre della real tv, che nell’apogeo del genere era diventata quasi una malattia nazionale, slittamento probabilmente necessario per un’analisi dei fatti che porti con sé la serenità del dato completo, una maturità a distanza. Il film punta sul grande equivoco ingenerato dall’illusione democratizzante del tubo catodico e duella con la rappresentazione del popolare, del genuino e il conseguente cortocircuito propugnato in Italia da quel fenomeno chiamato Grande Fratello.

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15
marzo

PARADISE HOTEL: UN GF HOT CHE INFIAMMA L’EUROPA

paradise hotel

Danimarca, Svezia, Norvegia, Olanda, Ungheria, Russia, Belgio, Repubblica Ceca e Slovacchia: negli anni nel cuore del Vecchio Continente il format Paradise Hotel ha fatto breccia, non ci sono dubbi (ad onor del vero anche Israele lo ha scelto per i propri telespettatori). Che poi siano prevalentemente i Paesi della Scandinavia o comunque la parte d’Europa più Nord Occidentale ad avere accolto la novità del programma non è sicuramente un fatto casuale, e presto capirete il perché.

Il concept sembra rispondere perfettamente alla regola del più semplice non si può. Si gioca tutto o quasi sulle affinità nella camera da letto. Un gruppo di ragazzi e ragazze, rigorosamente single, vivono per alcune settimane tra gli agi di un resort all comfort. Niente sfide per la sopravvivenza, prove ricompensa e stress correlati alle insidie del gioco. Il nucleo del voyeurismo è altrove.

In questi mesi è in onda in Danimarca, Ungheria, Norvegia e Slovacchia. L’idea nasce dalla casa di produzione britannica Mentorn che lo ha poi adattato ai diversi contesti televisivi nazionali. Ecco le pochissime regole del meccanismo: si formano le coppie, ad ognuna una camera d’albergo per trovare, diciamo, un po’ di feeling. Dopo una settimana si cambia e c’è un’eliminazione. Chi esce però viene immediatamente rimpiazzato.

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