Morte



8
luglio

ADDIO A LELIO LUTTAZZI, ULTIMO SIGNORE DELLA TV CHE FU

Il maestro e compositore Lelio Luttazzi è morto stanotte nella sua casa di Trieste. Aveva 87 anni e soffriva da tempo di una grave neuropatia.

Dopo la scomparsa di Mike e Vianello se ne va un altro grande esponente dell’epoca d’oro della televisione italiana, protagonista di memorabili trasmissioni a cavallo tra gli anni 60 e 70, tra le quali ricordiamo Studio Uno, Ieri ed Oggi ed il Paroliere. Probabilmente l’apice della popolarità lo ha toccato col programma radiofonico Hit Parade, il primo esempio italiano di trasmissione dedicata alle classifiche con il piglio del varietà. Impresso nella memoria di moltissimi italiani il suo annuncio col titolo dilatato (Hiiiiit Parade!) in pieno stile Broadway.

Ma Luttazzi è stato molto di più. Compositore, cantante ed attore popolarissimo, la sua carriera fu bruscamente interrotta da una vicenda di droga dai contorni mai chiariti sulla cui responsabilità Luttazzi non ha mai voluto sbilanciarsi ma che lo segnò profondamente negli anni successivi, tanto da costringerlo ad una sorta di esilio volontario dal mondo dello spettacolo.

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29
giugno

L’APOTEOSI DEL CATTIVO GUSTO: IL COCCODRILLO “PREVENTIVO” DI PIETRO TARICONE.

La terminologia legata alla morte mi provoca da sempre un fastidio quasi epidermico. Funerale, camera ardente, cremazione, tumulazione e cordoglio non appartengono al mio vocabolario. Per non parlare delle condoglianze, parola della quale non ho mai capito il significato e – soprattutto – l’efficacia. Credo di non essere mai stato in grado di pronunciarla e ho sempre preferito affidarmi ad un meno tradizionale “mi spiace tanto”. Professionalmente, invece, mi disturbano i coccodrilli, trasposizione giornalistica dell’ipocrisia dell’ultimo dei detrattori del defunto che, in punto di morte, non solo si trasforma nel primo degli estimatori ma è pronto a tesserne persino le lodi. Soprattutto per quanto riguarda le straordinarie qualità morali della persona che ci ha lasciato.

Per non parlare delle rivoltanti riabilitazioni post mortem che spesso e volentieri accompagnano tanto il coccodrillo di turno quanto le lacrime dell’ultimo dei detrattori redenti di qualche rigo fa. Come se nella tomba ci si possa godere alcunchè. Ne saprà qualcosa quella poverina di Mia Martini.

Ma ieri s’è fatto di più con Pietro Taricone. Si è sperimentato il coccodrillo preventivo. Ieri mattina, già alcune agenzie di stampa parlavano del Taricone che fu, dell’ultimo guerriero, delle gesta del primo Grande Fratello, dandolo per spacciato quando ancora il concorrente reinventatosi attore lottava – sotto i ferri – tra la vita e la morte. E poco importa se la situazione era ben chiara a tutti. Ci vuole rispetto per il dolore. Rispetto che è mancato anche nel pomeriggio quando, nel corso di A Gentile Richiesta, si è continuato a ricordare Pietro come se fosse già passato a miglior vita al cospetto del solito gruppo di opinionisti dalla lacrima facile e dall’onniscenza del nulla.


17
aprile

CHE BARBA, CHE NOIA… CHE DOLORE.

Anche Lui se n’è andato lassù alle 6.50 di questa mattina e come sempre, anche in questo caso, con classe, senza clamore, con discrezione. Mi piacerebbe vedere l’espressione del suo viso: sono convinto che un leggero sorriso sia  “stampato” sul suo volto da monello senza età. Non vorrei inoltrarmi in ricordi, elegie, epitaffi   perchè credo che qualsiasi parola,  anedotto, considerazione  sia superflua. Ognuno di  noi ha dentro di sè un proprio ricordo, una propria idea sulla persona.

Preferirei, invece, completare questo mio pezzo chiedendo la Vostra collaborazione in una sorta di esperimento di  partecipazione interattiva riempiendo, nel corso della giornata, i puntini che vedete di seguito con le vostre memorie e i ricordi di  ciò che Raimondo Vianello è stato per Voi.

Andrea 80 ha scritto alle 13:13

Unico ed inimitabile uomo di spettacolo, senza eguali per sarcasmo, simpatia e capacita’ di ironizzare su tutto e tutti, in primis sulla amatissima moglie Sandra e il loro rapporto, senza mai essere offensivo.
Muore con lui un pezzo di televisione che non tornera’ mai piu’…..
Addio Raimondo e senza retorica………GRAZIE DI TUTTO

GIOBOND ha scritto alle 13:25

Un Grande! Credo che i nuovi volti della tv possono solo inchinarsi davanti ad una persona come Raimondo Vianello!
Non si potrà mai dimenticare quello che ha fatto per la televisione italiana.
..sì ma come ha scritto Dorati, non ci sono parole, ogno dentro di noi, ha il propio ricordo indimenticabile!
Ciao Raimondo …e goditi i mondiali in piena tranquillità ahahaah!
Giovanni

mats ha scritto alle 13:35

Ho vent’anni e a causa della mia giovane età mi sono perso gran parte della sua carriera… Ma ho sempre seguito Casa Vianello e ho seguito con interesse, nell’estate del 2004, uno speciale condotto da lui e la Mondaini su Canale 5 la domenica nel preserale, nel quale parlavano della loro carriera passata a dei ragazzi giovani mostrando dei filmati… e ho anche segutio repliche di vari spettacoli loro trasmessi negli anni 80 su Happy Channel… Era dotato di un’ironia a dir poco GENIALE, e per me che adoro l’ironia in tutte le sue forme è stato un grande!

Francesca Galici ha scritto alle 13:36

Per me Vianello è stato per tanti anni, insieme alla cara Sandra, un compagno di tanti pomeriggi, invernali ed estivi, di quando ero bambina e Casa Vianello era un po’ anche casa mia… Grazie Raimondo, sarai sicuramente in buona compagnia lassu.

ester ha scritto alle 14:03

La notizia ha rinnovato un dolore grande, quello della morte di mio padre. Era suo grande ammiratore, lo adorava e non si perdeva un suo programma. lo vedevo ridere divertito ed io ero felice di questo, perchè in casa non si rideva molto…Grazie Raimondo per i sorrisi di mio padre e per i miei, hai riscaldato casa quando c’era gelo… Un bacio

chris_85to@yahoo.it ha scritto alle 14:25

Il febbraio 2010 è morto mio nonno dopo una lunga sofferenza, due mesi dopo ho perso un’altro nonno, perke tale consideravo Raiomondo Vianello. Sono cresciuto guardando tutti gli episodi di casa Vianello etc.. Spero ke lassù dove stai ora. stia bene. se vuoi salutami mio nonno. Christian

Pape Satan ha scritto alle 14:48

Quasi quasi stasera mi leggo la gazzetta a letto. Così, per vedere l’effetto che fa. Ora guarda questa tv dall’alto in basso da sommo vate della quale come si conviene. Buon viaggio

schzz ha scritto alle 15:05

raimondo stamattina appena sentita la notizia della tua scomparsa mi sono messo a piangere e non mi vergogno a dirlo ho 22 anni e tu per me sei stato un grande con le tue parodie che mi hanno fatto crescere e sopratutto ridere.. non potro mai dimenticarti… una parte del mio cuore t avra sempre.. grazie raimondo.

Ornella Marmeggi ha scritto alle 23:10

Per me Raimondo oltre ad essere un genio dello spettacolo è stato un uomo onesto, pulito, che ha seminato buon umore e voglia di vivere. In un mondo troppo spesso grigio e senza ideali ci ha lasciato un raggio di sole per non perdere la speranza. Sandra siamo tutti con te, come voi siete stati sempre con noi, grazie

 

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15
aprile

RAIMONDO VIANELLO: 50 ANNI DI IRONIA RIPERCORSI IN NUMEROSI SPECIALI. ECCO LE VARIAZIONI DI PALINSESTO

Elegante, simpatico, e raffinato: difficile trovare al giorno d’oggi personaggi come Raimondo Vianello che, insieme ad altri illustri colleghi scomparsi recentemente, ha fatto senza alcun dubbio la storia della televisione italiana. Morto, citando Paolo Bonolis, serenamente all’età di 87 anni (ne avrebbe compiuti 88 a maggio), Raimondo, praticamente un’istituzione del piccolo schermo assieme all’inseparabile moglie Sandra Mondaini, lascia un vuoto, forse incolmabile, nel mondo dello spettacolo.

Nato a Roma nel 1922, figlio di un Ammiragglio della Marina militare, Raimondo Vianello si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e, durante la Seconda Guerra Mondiale, aderisce alla Repubblica di Salò, adesione che lo porta suo malgrado nel campo di concentramento di Coltano. Amante a 360 gradi dello sport, all’età di 28 anni decide di accantonare la laurea e si tuffa nel mondo del teatro di rivista con la ditta G&G: semplicemente l’alba di un grande successo. Sbarca quindi sul piccolo schermo con Ugo Tognazzi in Un due tre e arriva, grazie alla sua ironia tagliente ed elegante – proprio d’altri tempi, al sabato sera in qualità di valletto di Corrado.

L’incontro con Sandra Mondaini è l’inizio di una nuova vita, sia privata che professionale. La coppia, rappresentazione di quell’amore eterno che in tanti sognano, spopola in Rai tra gli anni ‘60 e ‘70 con Studio Uno e poi in Sai che ti dico?, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi… no, Sette e mezzo e Stasera niente di nuovo. Con il passaggio in Mediaset, la coppia entra nei cuori di tutti gli italiani grazie a Casa Vianello (e i vari spin off), diventata una vera e propria seconda casa per milioni di telespettatori. Ma Raimondo conduce anche Il gioco dei nove, Attenti a noi due, Sandra e Raimondo Show e Pressing, grazie al quale torna al suo grande amore: il calcio. Già anziano, nel 1998 la Rai gli affida il Festival di Sanremo, condotto con Eva Herzigova e Veronica Pivetti.


15
aprile

E’ MORTO RAIMONDO VIANELLO

Raimondo Vianello mortoMILANO – E’ morto Raimondo Vianello, attore e conduttore televisivo che con la moglie Sandra Mondaini è stato uno dei volti più noti della tv italiana. Il 7 maggio avrebbe compiuto 88 anni.

LA CARRIERA – La sua carriera professionale era iniziata con il teatro di rivista subito dopo la guerra, un’esperienza che lo aveva segnato (bersagliere che aveva aderito alla Repubblica di Salò, era poi stato detenuto nel campo di concentramento alleato di Coltano). Negli anni Cinquanta si dedica al cinema e recita in diverse pellicole al fianco di attori celebri quali Totò e Ugo Tognazzi. E proprio con quest’ultimo scopre la tv nel programma Un, due tre, che gli conferisce grande notorietà. Nel 1962 si è sposato con Sandra Mondaini e con lei ha dato vita a una delle coppie inossidabili della commedia italiana. Con lei ha condotto tra gli anni Settanta e Ottanta alcuni varietà sulla Rai, tra cui Sai che ti dico?, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi… no, Io e la befana il quiz Sette e mezzo e Stasera niente di nuovo.

 [via | Corriere.it]

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4
aprile

E’ MORTO SANTI LICHERI

Non c’è più neanche lui. E’ stato il simbolo, e sicuramente continuerà ad esserlo, del tribunale catodico più celebre della Penisola. Santi Licheri, o Santino, come ormai lo chiamava Rita Dalla Chiesa, ci ha lasciati oggi all’età di 92 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 13 aprile). Lo comunicano a DavideMaggio.it delle fonti vicine alla famiglia.

Magistrato, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione, è stato giudice di Forum sin dall’inizio della trasmissione (1985) e fino alla conclusione dell’edizione del 2009. La sua assenza, quest’anno, aveva già allarmato i telespettatori che continuavano a chiedersi il perchè della sua assenza.  

Santi Licheri, figlio di un magistrato sardo, nasce il 13 aprile del 1918 a Ghilarza, in provincia di Oristano, in una famiglia di dieci figli. Trascorre la sua giovinezza a Sassari, dove sviluppa le sue doti d’intellettuale, grazie all’importante biblioteca dello zio che lui stesso riordina con passione.

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4
aprile

BUON VIAGGIO MAURIZIO MOSCA

Quanto ci mancherà è ancora presto per dirlo (non ce ne rendiamo ancora conto), ma sicuramente ci mancherà tanto, tantissimo. Lui era uno di noi, un tifoso che viveva e pulsava di calcio, di onestà intellettuale, di passione sana. Un uomo pieno di valori, competente, amato da tutti perchè non si poteva non volergli bene. Fino all’ultimo ha resistito forte della sua passione, ancora più forte di quel male che probabilmente è stata la causa della sua scomparsa. Giornalista con un pedigree di razza, fu il primo giornalista che intuì la forza della televisione: abbandonò, infatti, presto la carta stampata  per diventare conduttore, opinionista  e, in alcuni casi, direttore delle news di alcune tv private. Compagno di avventura per alcune edizioni del “Processo di Biscardi”, dove inventò vari tormentoni: dalle famose “Bombe” al mitico pendolino, al “chi butti giù dalla torre”, alla moviola umana. Idee poi riprese un pò da tutti ed entrate nell’immaginario collettivo e in quasi tutte le trasmissioni che parlano di calcio, fino ad riapprodare definitivamente, da ormai molti anni, nella redazione di Sport Mediaset.  

Si ricorderanno i tanti anni in Gazzetta, il padre Giovanni, scrittore ed umorista, il fratello Paolo, scrittore e direttore di giornali, ma di questi argomenti se ne occuperanno sicuramente tutti. Invece a  noi piace ricordarlo nell’Appello del martedì su Italia 1, un programma sperimentale ed innovativo che inventò un Mughini opinionista televisivo, fino ad allora conosciuto ai più come giornalista, scrittore ed intellettuale con il suo storico “Aborroooo”, la geniale partecipazione  del grande  mago Helenio Herrera, le atmosfere da teatro dell’assurdo  apparentemente trash con vallette prosperose e personaggi coloriti; ma Lui ebbe il merito di inventarsi una nicchia, un modello mai più riproposto da nessuno: la rilettura critica dei programmi sportivi e delle discussioni generate dai fatti accaduti la domenica precedente.

Ci piace ricordare che non aveva la patente, girava solo coi mezzi, ricordiamo il suo rapporto con la vecchia madre che accudiva come un Angelo. Ci piace inoltre rimembrare il suo secondo grande amore, la boxe; un amore ai più poco conosciuto, ma quei pochi che frequentavano il Palalido di Milano, potevano scorgerlo a bordo ring a gustarsi gli incontri e scrivere di boxe: credo fosse il periodo del dualismo Benvenuti Mazzinghi, dei Ghelfi, dei Branchini, tempi eroici di uno sport che allora vedeva noi Italiani primeggiare in tutti i ring del mondo.

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3
aprile

E’ MORTO MAURIZIO MOSCA

All’età di 69 anni, a giugno ne avrebbe compiuto 70, è morto questa notte all’ospedale San Matteo di Pavia Maurizio Mosca. Ne dà notizia la famiglia. Noto giornalista sportiva, opinionista nei più importanti salotti calcistici, è l’inventore del mitico “pendolino” per prevedere i risultati dei big match di calcio. Di Maurizio Mosca rimaranno il suo temperamento e la sua passione per il mondo dello sport.  Nonostante fosse malato da tempo, il giornalista aveva continuato a lavorare, di ieri l’ultimo articolo scritto sul suo blog.

Il primo ad annunciare in diretta televisiva la sua scomparsa è stato il collega Gianfranco Mazzoni che, nel corso delle qualifiche del Gran Premio della Malesia di Formula1, ha espresso il cordoglio di RaiSport.

Ciao Maurizio.