Morte



8
settembre

ADDIO MIKE: I PRIMI MESSAGGI DI CORDOGLIO DAI BIG DELLA POLITICA E DELLA TV

Berlusconi Mike Bongiorno Messaggi di Cordoglio

Era un amico, con lui scompare un grande protagonista della tv italiana”: la notizia della morte di Mike Bongiorno a Montecarlo ha letteralmente sconvolto il Paese, primo fra tutti Silvio Berlusconi che deve le sue fortune imprenditoriali anche al re del quiz, che credette nella scommessa della tv privata quando ancora per tutti esisteva solo la Rai. “Mamma mia, ma è proprio vero?”, ha detto commosso il premier ai giornalisti che lo hanno intervistato a caldo fuori dal Salone del Tessile di Milano; “L’ho sentito una settimana fa al telefono e gli avevo detto che negli spot l’avevo trovato in forma spettacolare. Mi spiace molto anche perché aveva un grande sogno che era diventare senatore a vita, l’unico traguardo che non ha mai raggiunto, ha poi aggiunto in diretta telefonica con Barbara D’Urso. Il presidente del Consiglio ha infine voluto sottolineare l’opera di unificazione linguistica compiuta dai programmi di Mike in quell’Italia post bellica ad ancora alto tasso dialettale.

Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato “uno straordinario esempio di laboriosità” mentre per Walter Veltroni “è morto un uomo intelligente, gentile e con una dote rara come il senso dell’umorismo”. Colpito dalla morte del presentatore anche il leader dell’opposizione Dario Franceschini che ricorda come il giovane Bongiorno avesse messo a rischio la sua vita, incarcerato dai nazisti a San Vittore, “per amore della libertà”. Il presidente del Senato Renato Schifani ha voluto rammentare “l’atteggiamento garbato, quella misurata familiarità con cui sapeva entrare nelle case e nei cuori degli italiani”, mentre l’onorevole Massimo Dalema ha detto “A lui mi sono sentito in questi anni legato in un rapporto di affettuosa simpatia”. Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, Mike Bongiorno è stato “un simbolo positivo”, per Pierferdinando Casini “un gentiluomo e un uomo libero”.

Ovviamente tutto il mondo dello spettacolo in queste ore sta rilasciando messaggi di cordoglio. Pippo Baudo ha parlato di Mike Bongiorno come di un punto di riferimento: “Quest’anno festeggio i 50 anni di tv e avevo pensato a una serata con Mike, perché non avrebbe avuto alcun senso festeggiare la mia carriera senza di lui”; per Maurizio Costanzo era l’essenza della tv; Fabio Fazio, che l’aveva intervistato lo scorso gennaio, l’ha definito ” ‘La televisione’, uno di quelli che se non ci fossero stati si avvertirebbe la differenza”; “E’ sempre stato se stesso” per Paolo Bonolis, “In realtà non è morto, continua a vivere” per Piero Chiambretti.




8
settembre

SI E’ SPENTA LA TELEVISIONE: MIKE BONGIORNO CI HA INSEGNATO L’ALLEGRIA. ECCO LA SUA BIOGRAFIA

Mike Bongiorno morte

55 anni, 8 mesi, e 5 giorni: il contatore da sempre presente sul nostro blog si fermerà a queste cifre, ricordandoci quanto tempo Mike Bongiorno è stato nel piccolo schermo, percorrendolo in lungo e in largo, cambiandolo e segnandolo per sempre, da Rai a Mediaset, da precursore e fondatore, da innovatore e garante di una tv che non si potesse mai dire volgare. 55 anni, 8 mesi e 5 giorni, un tempo che ha dato modo a tutti di percepire la sua presenza come di famiglia, un tempo che ha dato modo a tutti di pensare che fin quando la tv fosse rimasta accesa, Mike sarebbe stato lì, pronto ancora una volta a redarguire in modo paterno la valletta di turno, ad elencare le possibili risposte per una domanda, a salutare l’italia intera augurando un’allegria che nessun altro potrà mai ereditare

E’ difficile affermare che Mike Bongiorno fosse un simbolo della televisione italiana, perchè mai come in questi casi la parola simbolo appare debole nel suo significato. Difficile parlare di icona, mito o qualsiasi altra definizione che non rischi di sminuire le gesta del buon Mike.

Michael Nicholas Salvatore Bongiorno era per tutti la televisione, il quiz, il volto degli Italiani, proprio lui che Italiano lo è diventato nel 2003, nonostante fosse per questo popolo di teledipendenti il più Italico dei conduttori. Nel Belpaese, come nel mondo, Mike è stato colui che ha anticipato i tempi, portando alla Rai Lascia o Raddoppia, versione nostrana di The 64.000 $ Question; nessuno allora sapeva che cosa potesse significare l’adattamento di un format. Mike semplicemente lo fece, regalando al pubblico i primi appuntamenti fissi di fronte allo schermo, elargendo cultura, intrattenimento ed educazione.

Ripercorrere la storia di Mike sembra impresa impossibile, perchè la storia di un uomo in questo caso corrisponde con la storia di un mezzo, quel mezzo di comunicazione di cui aveva intuito forza e potere, e del quale si è servito allo scopo di creare un vero e proprio rapporto di fiducia con la gente. E così con lui muore quel garbo e quel savoir fair sempre più tipici di una televisione in estinzione, con lui se ne vanno i consigli per gli acquisti, le simpatiche gaffe, la ritualità di una televisione fatta con metodo e attenzione. Con Mike se ne va l’allegria, quell’allegria che ha insegnato al suo pubblico dopo anni e anni in cui questa semplice e banale parola è divenuta il suo saluto, il suo marchio e il suo congedo.

La biografia del conduttore dopo il salto:


8
settembre

E’ MORTO MIKE BONGIORNO

Mike Bongiorno morto

E’ morto Mike Bongiorno

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26
giugno

MUORE MICHAEL JACKSON, IL RE DEL POP, IL RE DEGLI ECCESSI

Michael Jackson

Michael Jackson è morto all’età di 50 anni, stroncato da un arresto cardico a Los Angeles, nella sua abitazione di Holmby Hills.

Mentre vi scriviamo la folla radunata all’esterno dell’UCLA Hospital cresce a vista d’occhio, e gli elicotteri delle reti televisive americane mandano in diretta le immagini di una tragedia del tutto inaspettata. Michael Jackson stava per tornare, con una serie di concerti, in un tour chiamato “This is It“, che avrebbe segnato l’addio alla musica dell’artista e sarebbe stato un vero e proprio ringraziamento a tutti i suoi fedelissimi fan. Era sotto controllo medico, continuano a ripetere i network all-news che convulsamente danno aggiornamenti sulla vicenda. La sua “ultima chiamata sul palco“, come lo stesso Michael l’aveva definita, non avrà mai una risposta.

Oggi il mondo non ha perso soltanto un cantante. La sua voce, la sua storia di bambino prodigio dall’infanzia difficile, la sua carriera, i suoi record, l’amore della gente per il mito che era diventato, hanno reso Michael Jackson una vera e propria icona dei nostri tempi. E stanotte l’icona diventa leggenda, come un re che prematuramente da l’addio al suo popolo. Se ne è andato da innocente, scagionato da quelle accuse che hanno infangato il suo nome; se ne è andato sorridente, dopo un’ultima conferenza stampa in cui aveva voluto parlare alla gente per confermare un ritorno in cui credevano ormai in pochi; se ne è andato inaspettatamente, facendo notizia come sempre aveva saputo fare nella sua vita.

E allora addio al Re del Pop, al re di quel mondo in cui l’arte si fa vicina alla gente, si fa colore e materia, si rende viva per tutti, accessibile e tangibile, si fa plastica, aria, si eleva ad uno status in cui non esistono distinzioni di alcun genere. Addio all’uomo che ha venduto più dischi nella storia della musica, addio ad un personaggio fuori dalla norma, ad una vita di contraddizioni, in cui cambiando colore della pelle si può cantare che “non ha importanza se si è bianchi o neri”, perchè quello proprio non conta. Addio al suo enorme carisma, alle interviste-evento, agli indimenticabili video che hanno fatto la storia non soltanto della musica, ma anche del piccolo schermo. Addio alla sua vita, complicata, giudicata, così esposta eppure così misteriosa. Come tanti altri miti prima di lui, Michael se ne va giovane, restando leggenda per sempre.

Dopo il salto un video e una biografia di Michael Jackson:


25
giugno

ADDIO FARRAH FAWCETT, ICONA POP ED INDIMENTICATO ANGELO BIONDO DELLA TV

Farrah Fawcett @ Davide Maggio .it

Se ne è andata poco dopo l’annuncio, da parte di Ryan O’Neall, il suo compagno, di un matrimonio da celebrarsi appena lei avesse avuto la forza di pronunciare il fatidico si. Stiamo parlando dell’angelo biondo Farrah Fawcett, che per il pubblico di tutto il mondo è rimasta nell’immaginario collettivo come la più popolare delle tre Charlie’s Angels.

Autentica icona pop, il cui mito è andato oltre la generazione di chi ha potuto apprezzarla all’apice del suo successo televisivo, Farrah Fawcett si è spenta oggi, a 62 anni, nella clinica di Los Angeles in cui era ricoverata per continuare la battaglia contro quel cancro di cui non ha mai fatto mistero, e dal quale era stata colpita nel 2006. Ha vissuto la malattia con dignità, l’angelo di Charlie, facendo anche discutere per la sua scelta di vivere parte delle cure sotto l’occhio impietoso delle telecamere, il cui scopo era quello di mostrare, in un documentario, la lotta per la sopravvivenza contro un male che troppe volte colpisce e vince. Da quando aveva incontrato la malattia, l’attrice si era dedicata ad attività di supporto e promozione della ricerca scientifica.

Farrah Fawcett è nata nel 1947. Dopo aver posato come modella per alcune pubblicità incontra la popolarità con il serial Charlie’s Angels, prodotto da un vero e proprio genio dei telefilm, Aaron Spelling, in cui interpreta Jill Munroe, l’angelo sportivo. Il suo volto è da sempre associato a questo show, che la rese famosa, e che grazie alla sua interpretazione, e a quella delle sue colleghe, Jaclyn Smith e Kate Jackson, entrò nel cuore di milioni di spettatori in tutto il mondo. Dopo aver lasciato il piccolo schermo prova la carriera cinematografica, tentativo che non si realizzerà mai veramente e che la vedrà impegnata in pochi film di successo, fra i quali Saturn III (1980), Oltre ogni Limite (1986), L’apostolo (1997) e Il Dottor T e le donne (2000).

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22
marzo

E’ MORTA JADE GOODY, UNA VITA SOTTO L’OCCHIO DEI SUOI TRE GRANDI FRATELLI (VIDEO DEL CONFESSIONALE)

Jade Goody @ Davide Maggio .it

Jade Goody è esistita perchè la televisione, perchè il reality esiste. E’ nata, mediaticamente parlando, sotto l’occhio attento del Grande Fratello, ed è morta così come si è fatta conoscere, con la luce dei riflettori puntati su quel viso tanto particolare da rimanere impresso.

Era diventata popolare in Inghilterra per l’irriverenza dimostrata nella casa più spiata del tubo catodico. La definirono “ignorante” e ”rozza” ma lei su queste definizioni ci marciò convinta, fino a diventare un vero e proprio personaggio dello show-business senza arte nè parte, nient’altro che il suo caratteraccio. E il pubblico fu dalla sua, dimostrandole tutto il suo appoggio nel televotarla come terza classificata e regalandole un podio insperato.

Nel gennaio 2007 la fama di Jade crebbe e sconfinò. Non solo Regno Unito, non solo Europa, il mondo intero venne a sapere della sua esistenza attraverso un episodio che l’ha consacrata come la “cattiva dei reality“: partecipa insieme alla madre al “Celebrity Big Brother” e viene espulsa per aver rivolto insulti razzisti alla star di Bollywood Shilpa Shetty. Le pubbliche richieste di perdono non bastarono, e l’immagine di Jade si sporcò ancora una volta di una macchia che le aveva impresso quella stessa tv in cui era nata.


19
febbraio

ADDIO A ORESTE LIONELLO, RE DEL BAGAGLINO. ECCO I RICORDI DEI COLLEGHI, IN ATTESA DEL TRIBUTO, QUESTA SERA, SUL PALCO DELL’ARISTON

Oreste Lionello @ Davidemaggio.it

Oreste Lionello è morto a Roma dopo una lunga malattia. L’attore era nato il 18 aprile 1927 a Rodi, in Grecia. Aveva 81 anni. 

La camera ardente per rendere l’ultimo omaggio al famoso attore, sarà ospitata da oggi in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca: sarà aperta dalle ore 21 alle 23 di oggi e per tutta la giornata di domani, dalle 9 alle 23. La cerimonia funebre, invece, si svolgerà sabato 21 febbraio, alle ore 13, presso la Basilica di Santa Maria d’Ara Coeli in Campidoglio. Oreste Lionello sarà tumulato nel Cimitero Monumentale del Verano – si legge in una nota del Comune di Roma- “quale riconoscimento alla sua importante figura di artista poliedrico che tanto ha saputo dare alla nostra città, soprattutto con la sua attività al Teatro Bagaglino, e all’Italia intera”.

Lionello può, a ragione, essere considerato il re indiscusso della compagnia teatrale del Bagaglino. Fondata a metà degli anni sessanta, è stata protagonista di numerosi spettacoli e film per la televisione. Proprio tra poco più di un mese la compagnia doveva tornare in onda su Canale5 con un nuovo show in prima serata, slittato rispetto alla consueta collocazione invernale di gennaio/febbraio. E Lionello sarebbe stato uno dei protagonisti assoluti.

Dopo il salto la carriera dell’artista e alcuni ricordi dei colleghi:


21
luglio

LUCIGNOLO, BELLA VITA?!?

Lucignolo 2006 @ Davide Maggio .it

Da poche ore sono tornato alla “base”.

Durante il viaggio, però, mentre ascoltavo Malo di Bebe (insomma…la canzone del nino que duerme ) si è illuminata una lampadina.

Lucignolo! Avrei parlato di Lucignolo, in un post!

E, Vi sono sincero, non avevo deciso di parlarne propriamente bene.

Se, da una parte, è innegabile che Lucignolo soddisfi quella curiosità che il telespettatore medio nutre per lo starsystem e per tutte le stranezze e gli eccessi che animano il mondo dello spettacolo, dall’altra, è altrettanto innegabile che lo fa proponendo dei servizi che, rimanendo a stento nei limiti del “consentito”, accendono nei telespettatori dei desideri e delle voglie che molto spesso non possono trovare, rispettivamente, realizzazione e appagamento.

Se si riuscisse a rimanere consapevoli e coscienti che la “Bella Vita” descritta nel settimanale di approfondimento di Studio Aperto non fosse la realtà ma una sorta di collage delle stranezze e delle stravaganze che a tutti, qualche volta, può capitar di fare…beh… il problema non si porrebbe.  

Ma, purtroppo, molto spesso, così non è. Nasce quella irrefrenabile bramosia di poter vivere ciò che stai guardando, di poterTi abbandonare a quel mix di eccessi, trasgressione e libidine capace di liberarti dai freni inibitori e far vivere anche a Te la Bella Vita. Ma in un lampo, Ti risvegli dalle Tue elucubrazioni mentali e Ti accorgi di essere seduto in poltrona a guardare e a fantasticare su qualcosa di difficilemente raggiungibile. E l’insoddisfazione prende il posto di quel coctail micidiale di divertimento.

E’ a questo punto che vorresti cambiar canale…

Ma Lucignolo è assimilabile a una droga…sai che ti fa male ma continui a vederlo perche’ non riesci a farne a meno.

D’altronde Lucignolo è diavolo tentatore! Un titolo che trovo divinamente perfetto!

Il mio post si sarebbe fermato qui. Questi sono i pensieri che si sono agitati nella mia testa mentre viaggiavo.

Torno a casa, apro il pc e prima di iniziare a scrivere controllo le ultime notizie. Tra le altre, trovo quest’ANSA :

TROVATO MORTO REGISTA DI LUCIGNOLO

In una camera d’albergo nelle Marche, nessun segno violenza

(ANSA) -ASCOLI,21 LUG- Sergio Semino, 35 anni, produttore e regista della trasmissione di Italia 1, ‘Lucignolo’, e’ stato trovato morto in un albergo di Grottammare. Sul corpo non sarebbero stati trovati segni di violenza, e la stanza in cui e’ stato trovato il cadavere, e dove Semino alloggiava, era in ordine. A dare l’allarme sono stati alcuni colleghi del regista, che con una troupe di Mediaset stava girando nell’ascolano alcune puntate della trasmissione ‘Lucignolo Bella vita’.

Sono rimasto senza parole…