Morte



23
gennaio

LUTTO AL TG1: E’ MORTA LAURA MAMBELLI.

Laura Mambelli

“Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi”. Con queste parole tratte da una famosa canzone di Francesco Guccini, i giornalisti del Tg1 hanno voluto ricordare la collega Laura Mambelli prematuramente scomparsa. La conduttrice e giornalista del Telegiornale di Rai 1, si è spenta a soli 50 anni nel giorno del suo compleanno, dopo una breve malattia.

La Mambelli aveva iniziato la sua carriera nella carta stampata collaborando con diversi quotidiani, tra cui Paese Sera e il Corriere della Sera, per passare poi alla tv. Entrata in Rai nei primi anni ‘90, per  il Tg1 aveva lavorato a lungo come inviata di cronaca seguendo tra i tanti casi il rapimento di Giuliana Sgrena, l’alluvione di Messina, il terremoto di San Giuliano di Puglia e la vicenda legata alle violenze dell’asilo di Pistoia.

Infine era arrivata alla conduzione in studio delle edizioni della notte e delle 13,30. Per due stagioni aveva inoltre collaborato alla trasmissione di Michele Santoro, Annozero. Un lutto per il mondo del giornalismo che, per il  segretario nazionale Usigrai Carlo Verna, con la morte della Mambelli, perde un volto pulito che come pochi altri ha interpretato appieno l’impegno del servizio pubblico.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, ,




15
novembre

E’ MORTO ROBERTO PREGADIO

Roberto Pregadio

Roberto Pregadio è morto questa mattina dopo una breve malattia. Lo annunciano i suoi familiari. Nato a Catania il 6 dicembre 1928 fu musicista, direttore d’orchestra e compositore. Dopo il diploma al Conservatorio di Napoli (in pianoforte), divenne pianista nell’Orchestra di Musica Leggera della Rai nel 1960. Accompagnò Claudio Villa in un famoso concerto alla Carnegie Hall di New York nel 1961.

Alla fine degli anni’60 l’incontro con l’amico di sempre, Corrado. Deve la sua fama proprio al ruolo di direttore d’orchestra ricoperto alla Corrida, accanto, prima, a Corrado e, poi, a Gerry Scotti. Dopo un polemico abbandono al programma di Canale 5, avvenuto nel 2009 per dissidi con la produzione, entrò a far parte del cast dei Raccomandati di Rai1.

Di lui ricorderemo il senso dell’umorismo e la sua innata simpatia. Ciao Maestro.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, ,


21
settembre

E’ MORTA SANDRA MONDAINI

Sandra Mondaini

Cosa volete che si dica di più…

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,





12
settembre

E’ MORTA CLAUDIA VINCIGUERRA

Claudia Vinciguerra

[Il Messaggero] E’ morta questa mattina alle 5 nell’ospedale San Carlo di Nancy dove era ricoverata, Claudia Vinciguerra, critico televisivo che per le sue sonore risate e le argute recensioni era diventata uno dei personaggi di Teo Teocoli.

Venerdì mattina la giornalista aveva avuto i primi disturbi ed era stata portata dal 118 in codice rosso al San Carlo dove la situazione è apparsa subito grave. Nelle ore successive Claudia Vinciguerra è peggiorata ed è entrata in coma fino alla morte di questa mattina avvenuta nel reparto di medicina di urgenza del dottor Romolo Petrucci. «Era in coma irreversibile da almeno 24 ore – spiega il primario -, non era possibile fare altro».

I funerali si terranno martedi alle ore 11 presso la Parrocchia San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,


8
luglio

ADDIO A LELIO LUTTAZZI, ULTIMO SIGNORE DELLA TV CHE FU

Il maestro e compositore Lelio Luttazzi è morto stanotte nella sua casa di Trieste. Aveva 87 anni e soffriva da tempo di una grave neuropatia.

Dopo la scomparsa di Mike e Vianello se ne va un altro grande esponente dell’epoca d’oro della televisione italiana, protagonista di memorabili trasmissioni a cavallo tra gli anni 60 e 70, tra le quali ricordiamo Studio Uno, Ieri ed Oggi ed il Paroliere. Probabilmente l’apice della popolarità lo ha toccato col programma radiofonico Hit Parade, il primo esempio italiano di trasmissione dedicata alle classifiche con il piglio del varietà. Impresso nella memoria di moltissimi italiani il suo annuncio col titolo dilatato (Hiiiiit Parade!) in pieno stile Broadway.

Ma Luttazzi è stato molto di più. Compositore, cantante ed attore popolarissimo, la sua carriera fu bruscamente interrotta da una vicenda di droga dai contorni mai chiariti sulla cui responsabilità Luttazzi non ha mai voluto sbilanciarsi ma che lo segnò profondamente negli anni successivi, tanto da costringerlo ad una sorta di esilio volontario dal mondo dello spettacolo.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,





29
giugno

L’APOTEOSI DEL CATTIVO GUSTO: IL COCCODRILLO “PREVENTIVO” DI PIETRO TARICONE.

La terminologia legata alla morte mi provoca da sempre un fastidio quasi epidermico. Funerale, camera ardente, cremazione, tumulazione e cordoglio non appartengono al mio vocabolario. Per non parlare delle condoglianze, parola della quale non ho mai capito il significato e – soprattutto – l’efficacia. Credo di non essere mai stato in grado di pronunciarla e ho sempre preferito affidarmi ad un meno tradizionale “mi spiace tanto”. Professionalmente, invece, mi disturbano i coccodrilli, trasposizione giornalistica dell’ipocrisia dell’ultimo dei detrattori del defunto che, in punto di morte, non solo si trasforma nel primo degli estimatori ma è pronto a tesserne persino le lodi. Soprattutto per quanto riguarda le straordinarie qualità morali della persona che ci ha lasciato.

Per non parlare delle rivoltanti riabilitazioni post mortem che spesso e volentieri accompagnano tanto il coccodrillo di turno quanto le lacrime dell’ultimo dei detrattori redenti di qualche rigo fa. Come se nella tomba ci si possa godere alcunchè. Ne saprà qualcosa quella poverina di Mia Martini.

Ma ieri s’è fatto di più con Pietro Taricone. Si è sperimentato il coccodrillo preventivo. Ieri mattina, già alcune agenzie di stampa parlavano del Taricone che fu, dell’ultimo guerriero, delle gesta del primo Grande Fratello, dandolo per spacciato quando ancora il concorrente reinventatosi attore lottava – sotto i ferri – tra la vita e la morte. E poco importa se la situazione era ben chiara a tutti. Ci vuole rispetto per il dolore. Rispetto che è mancato anche nel pomeriggio quando, nel corso di A Gentile Richiesta, si è continuato a ricordare Pietro come se fosse già passato a miglior vita al cospetto del solito gruppo di opinionisti dalla lacrima facile e dall’onniscenza del nulla.


17
aprile

CHE BARBA, CHE NOIA… CHE DOLORE.

Anche Lui se n’è andato lassù alle 6.50 di questa mattina e come sempre, anche in questo caso, con classe, senza clamore, con discrezione. Mi piacerebbe vedere l’espressione del suo viso: sono convinto che un leggero sorriso sia  “stampato” sul suo volto da monello senza età. Non vorrei inoltrarmi in ricordi, elegie, epitaffi   perchè credo che qualsiasi parola,  anedotto, considerazione  sia superflua. Ognuno di  noi ha dentro di sè un proprio ricordo, una propria idea sulla persona.

Preferirei, invece, completare questo mio pezzo chiedendo la Vostra collaborazione in una sorta di esperimento di  partecipazione interattiva riempiendo, nel corso della giornata, i puntini che vedete di seguito con le vostre memorie e i ricordi di  ciò che Raimondo Vianello è stato per Voi.

Andrea 80 ha scritto alle 13:13

Unico ed inimitabile uomo di spettacolo, senza eguali per sarcasmo, simpatia e capacita’ di ironizzare su tutto e tutti, in primis sulla amatissima moglie Sandra e il loro rapporto, senza mai essere offensivo.
Muore con lui un pezzo di televisione che non tornera’ mai piu’…..
Addio Raimondo e senza retorica………GRAZIE DI TUTTO

GIOBOND ha scritto alle 13:25

Un Grande! Credo che i nuovi volti della tv possono solo inchinarsi davanti ad una persona come Raimondo Vianello!
Non si potrà mai dimenticare quello che ha fatto per la televisione italiana.
..sì ma come ha scritto Dorati, non ci sono parole, ogno dentro di noi, ha il propio ricordo indimenticabile!
Ciao Raimondo …e goditi i mondiali in piena tranquillità ahahaah!
Giovanni

mats ha scritto alle 13:35

Ho vent’anni e a causa della mia giovane età mi sono perso gran parte della sua carriera… Ma ho sempre seguito Casa Vianello e ho seguito con interesse, nell’estate del 2004, uno speciale condotto da lui e la Mondaini su Canale 5 la domenica nel preserale, nel quale parlavano della loro carriera passata a dei ragazzi giovani mostrando dei filmati… e ho anche segutio repliche di vari spettacoli loro trasmessi negli anni 80 su Happy Channel… Era dotato di un’ironia a dir poco GENIALE, e per me che adoro l’ironia in tutte le sue forme è stato un grande!

Francesca Galici ha scritto alle 13:36

Per me Vianello è stato per tanti anni, insieme alla cara Sandra, un compagno di tanti pomeriggi, invernali ed estivi, di quando ero bambina e Casa Vianello era un po’ anche casa mia… Grazie Raimondo, sarai sicuramente in buona compagnia lassu.

ester ha scritto alle 14:03

La notizia ha rinnovato un dolore grande, quello della morte di mio padre. Era suo grande ammiratore, lo adorava e non si perdeva un suo programma. lo vedevo ridere divertito ed io ero felice di questo, perchè in casa non si rideva molto…Grazie Raimondo per i sorrisi di mio padre e per i miei, hai riscaldato casa quando c’era gelo… Un bacio

chris_85to@yahoo.it ha scritto alle 14:25

Il febbraio 2010 è morto mio nonno dopo una lunga sofferenza, due mesi dopo ho perso un’altro nonno, perke tale consideravo Raiomondo Vianello. Sono cresciuto guardando tutti gli episodi di casa Vianello etc.. Spero ke lassù dove stai ora. stia bene. se vuoi salutami mio nonno. Christian

Pape Satan ha scritto alle 14:48

Quasi quasi stasera mi leggo la gazzetta a letto. Così, per vedere l’effetto che fa. Ora guarda questa tv dall’alto in basso da sommo vate della quale come si conviene. Buon viaggio

schzz ha scritto alle 15:05

raimondo stamattina appena sentita la notizia della tua scomparsa mi sono messo a piangere e non mi vergogno a dirlo ho 22 anni e tu per me sei stato un grande con le tue parodie che mi hanno fatto crescere e sopratutto ridere.. non potro mai dimenticarti… una parte del mio cuore t avra sempre.. grazie raimondo.

Ornella Marmeggi ha scritto alle 23:10

Per me Raimondo oltre ad essere un genio dello spettacolo è stato un uomo onesto, pulito, che ha seminato buon umore e voglia di vivere. In un mondo troppo spesso grigio e senza ideali ci ha lasciato un raggio di sole per non perdere la speranza. Sandra siamo tutti con te, come voi siete stati sempre con noi, grazie

 

……………………………………………………………………………………………………………………

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,


15
aprile

RAIMONDO VIANELLO: 50 ANNI DI IRONIA RIPERCORSI IN NUMEROSI SPECIALI. ECCO LE VARIAZIONI DI PALINSESTO

Elegante, simpatico, e raffinato: difficile trovare al giorno d’oggi personaggi come Raimondo Vianello che, insieme ad altri illustri colleghi scomparsi recentemente, ha fatto senza alcun dubbio la storia della televisione italiana. Morto, citando Paolo Bonolis, serenamente all’età di 87 anni (ne avrebbe compiuti 88 a maggio), Raimondo, praticamente un’istituzione del piccolo schermo assieme all’inseparabile moglie Sandra Mondaini, lascia un vuoto, forse incolmabile, nel mondo dello spettacolo.

Nato a Roma nel 1922, figlio di un Ammiragglio della Marina militare, Raimondo Vianello si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e, durante la Seconda Guerra Mondiale, aderisce alla Repubblica di Salò, adesione che lo porta suo malgrado nel campo di concentramento di Coltano. Amante a 360 gradi dello sport, all’età di 28 anni decide di accantonare la laurea e si tuffa nel mondo del teatro di rivista con la ditta G&G: semplicemente l’alba di un grande successo. Sbarca quindi sul piccolo schermo con Ugo Tognazzi in Un due tre e arriva, grazie alla sua ironia tagliente ed elegante – proprio d’altri tempi, al sabato sera in qualità di valletto di Corrado.

L’incontro con Sandra Mondaini è l’inizio di una nuova vita, sia privata che professionale. La coppia, rappresentazione di quell’amore eterno che in tanti sognano, spopola in Rai tra gli anni ‘60 e ‘70 con Studio Uno e poi in Sai che ti dico?, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi… no, Sette e mezzo e Stasera niente di nuovo. Con il passaggio in Mediaset, la coppia entra nei cuori di tutti gli italiani grazie a Casa Vianello (e i vari spin off), diventata una vera e propria seconda casa per milioni di telespettatori. Ma Raimondo conduce anche Il gioco dei nove, Attenti a noi due, Sandra e Raimondo Show e Pressing, grazie al quale torna al suo grande amore: il calcio. Già anziano, nel 1998 la Rai gli affida il Festival di Sanremo, condotto con Eva Herzigova e Veronica Pivetti.