Glee



21
novembre

MATTHEW MORRISON (GLEE): MIKA? NON LO CONOSCO PROPRIO. NON MI VESTIREI MAI COME SCHUESTER!

Di Schuester ama la pazienza e con lui condivide la passione per le arti performative. Quello che, invece, a Matthew Morrison non va giù del suo personaggio di Glee è l’abbigliamento. Non si vestirebbe mai come lui, confessa. L’attore statunitense è arrivato a Milano per partecipare alla puntata di stasera di X Factor 7 dove si esibirà sulle note It Don’t Mean A Thing, brano che fa parte della sua raccolta di rivisitazioni di classici americani. L’abbiamo incontrato, nel corso di una tavola rotonda con altri giornalisti, ecco cosa ci ha detto.

Adam Levine produce il tuo disco. Com’è nata questa collaborazione?

Eravamo amici prima ancora che nascesse questo progetto. Siamo entrambi di Los Angeles, abbiamo sempre parlato di musica e un giorno gli ho detto che mi sarebbe piaciuto realizzare un album con l’ausilio di una grande orchestra – perchè oggi gli arrangiamenti sono perlopiù computerizzati – e lui sin da subito si è mostrato interessato. All’inizio pensavo pure scherzasse! Levine è uno che sa trattare con gli artisti. Sono cresciuto sulle note di Sinatra e Dean Martin e confesso che mi sarebbe piaciuto veramente vivere negli anni Cinquanta perchè mi trovo molto a mio agio con quella musica.

Ricorderete ancora Cory Monteith a Glee?

C’è già stato un tributo, il suo nome emerge in tutta la serie, perciò non ci siamo già limitati a quell’unico episodio. La sua è stata una presenza di grande importanza, farà sempre parte di Glee.

Ti vedremo alle prese con qualche performance particolare nei nuovi episodi della serie?

In questa stagione interpreterò in coppia con Jane Lynch, Cheek to cheek, sarà una rappresentazione in stile Fred e Ginger. Mi sono appena cimentato con Blurred Lines nell’episodio sul twerking; in generale ci sono sempre delle belle canzoni anche se, arrivati al seicentesimo numero musicale, siamo un po’ a corto di idee!

Cosa puoi dirci del tuo personaggio?

Will Schuester ha fatto davvero un ottimo lavoro, è stato di ispirazione per i suoi ragazzi e ci vorrebbero più persone come lui nelle scuole soprattutto in un periodo in cui le arti stanno quasi scomparendo. Abbiamo bisogno di ispirare i giovani.

Cosa ti accomuna e cosa ti differenzia dal tuo personaggio? Cosa potrebbe insegnarti Schuester?

Io e Will siamo entrambi molto positivi e abbiamo passione per l’arte, la mia è grande al punto dal voler istituire una scuola per le arti performative. Quello che non farei mai è vestirmi come lui! E’ uno show televisivo e non vorrei mai trovarmi nelle sue situazioni, non vorrei mai che la gente parlasse dei mie capelli. Io amo i miei capelli! (ride) Quello che potrei imparare da Schuester, invece, è la sua pazienza con gli studenti.

Qual è l’X Factor di Glee?

Il cast. Hanno veramente scelto le persone migliori per interpretare quei personaggi. C’è una serie di archetipi: dalla ragazzina che vuole diventare una star al ragazzo gay e hanno scelto degli attori perfetti per quei ruoli. Per quanto riguarda il mio X Factor, parto dal dire che il mio grande idolo è Gene Kelly, che è stato attore, ballerino, cantante, una figura completa che nella nostra generazione – almeno negli Stati Uniti – non esiste più. Il lavoro che sto facendo è proprio quello di portare, con le grandi orchestre, la musica e il sapore degli anni Cinquanta e Sessanta.

Qual è il punto in comune tra X Factor e Glee?

Glee è una serie molto eclettica, apre le menti a diversi generi musicali, io addirittura nelle prime stagioni mi sono spesso cimentato con brani rap. Ci sono state canzoni pop che non conoscevo e successi del passato che probabilmente erano sconosciuti alle generazioni più giovani. Sotto questo punto di vista Glee e X Factor potrebbero essere simili.

Dicevi che l’X Factor di Glee è stato il cast, alla luce del calo d’ascolti, c’è stato qualche problema di casting nelle ultime stagioni?




20
ottobre

GLEE: IL FINALE DELLA SERIE CON RACHEL E FINN PENSATO DA RYAN MURPHY

Cory Monteith e Lea Michele

Era tutto pronto e scritto: il modo in cui gli attori si sarebbero congedati, le canzoni che avrebbero intonato, i percorsi che trovavano la propria fine e, naturalmente, i due attori che avrebbero chiuso l’intera serie di Glee. Ryan Murphy ha sempre saputo come concludere il musical drama e, come c’era d’aspettarsi, avrebbe fatto calare il sipario sul tanto atteso lieto fine fra Rachel e Finn, i due protagonisti interpretati da Lea Michele e Cory Monteith.

Glee: la sesta stagione sarà l’ultima

Ma la morte dell’attore canadese ha cambiato tutto, costringendo l’autore a cambiare le carte in tavola, ma non i piani precedentemente concordati: è ufficiale, la sesta stagione di Glee sarà l’ultima. Vista l’impossibilità di riavvicinare Rachel al suo Finn per l’ultima volta, Ryan Murphy è stato costretto a stravolgere il suo proposito iniziale, decidendo comunque di chiudere lo show con un nuovo tributo a Monteith, già affrontato in The Quarterback, terza puntata della quinta stagione. “L’ultima stagione della serie, che sarà la prossima, era stata creata attorno alla storia fra Rachel e Finn”, ha dichiarato Murphy ad Entertainment Weekly. “L’ho sempre saputo. Avevo già deciso l’ultima scena: Cory c’era. Conoscevo già l’ultima battuta: Rachel la diceva a Finn. Quando accade una tragedia come questa, non ti resta che fermarti, prendere una pausa e cercare di capire cosa puoi fare”.

Lo sceneggiatore ha aggiunto che è molto soddisfatto del nuovo finale, che permetterà ancora una volta di salutare Cory e che porrà fine al racconto delle avventure dei ragazzi del Liceo McKinley e della NYADA di New York dopo ben sei stagioni, trasmesse fra alti e bassi. La chiusura di Glee già stabilita trova gli attori d’accordo. “Cosa si può ancora dire dopo una sesta stagione? Credo che sia un ottimo numero e il giusto tempo da dedicare ai nostri personaggi”, ha commentato Chris Colfer/Kurt Hummel.

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17
settembre

LE PAGELLE DELLA SETTIMANA TV (9-15/09/2013). PROMOSSI FRIZZI E REAZIONE A CATENA, BOCCIATA LA MAMMA DI SANTIAGO DE MARTINO

Pagelle tv

Fabrizio Frizzi Piero Pelù

Promossi

9 a Fabrizio Frizzi. Stanco di progetti non sempre all’altezza, il conduttore si è rimesso in gioco a Tale e Quale Show, dove ha sorpreso tutti con un’imitazione di Piero Pelù che rimarrà negli annali del programma di Rai1.

8 a Reazione a Catena. Il preserale di Rai1 si è confermato vincente, merito – assenza di concorrenza a parte – di una formula gradevole e di giochi che si prestano alla partecipazione del pubblico da casa di qualunque età e livello di istruzione.

7 a Dmax che si aggiudica per i prossimi tre anni i diritti del 6 Nazioni di Rugby. Discovery spariglia le carte del palinsesto del canale al maschile con un evento sportivo di primo piano. L’unico dubbio: quanto sono costati i diritti?

6 a La Gabbia. Gianluigi Paragone per il suo esordio su La7 punta sul sicuro affidandosi, per la prima parte della trasmissione, a due fuoriclasse dello scontro dialettico, quali Daniela Santanchè e Marco Travaglio. Un inizio prudente nel segno, però, dello stile distintivo del giornalista ex Rai.

Bocciati





25
luglio

GLEE: NAYA RIVERA AL GIFFONI PARLA DEL DESTINO DI SANTANA E CHIEDE UN MINUTO DI SILENZIO PER CORY

Naya Rivera

E’ uno dei personaggi più irriverenti e politicamente scorretti di Glee. Con la sua lingua biforcuta, il corpo perfetto e una voce potente, è riuscita a far breccia nel cuore di ragazzi e ragazze e, ieri, il sogno di incontrarla (almeno per alcuni di loro) si è tramutato in realtà. Parliamo di Naya Rivera, interprete dell’ex cheerleader Santana Lopez e ospite del Giffoni Film Festival 2013 (nel 2012 c’era stata Dianna Agron, interprete di Quinn).

Avvolta in un abito rosa, decisamente anticonvenzionale per la rude Santana e il suo classico look fatto di minigonne attillate e giacchette ecopelle, Naya scatena immediatamente l’euforia dei fortunati Gleeks accorsi da ogni parte d’Italia per prendere parte al Meet and Greet con la star di Glee. L’emozione è palpitante, gli applausi incontrollati e l’ospite è lieta di essere lì, come dimostrano i diversi tweet cinguettati dalla Rivera negli scorsi giorni. Si parla della sua avventura a Glee, della sua volontà di rimanere fedele al suo personaggio e alla serie fino a quando avrà ragione di esistere e, naturalmente, dell’evoluzione della sua interpretazione. Con la scorza dura ma un cuore fragile, Santana è riuscita a ritagliarsi un suo posto nel mondo, abbandonando il vagabondaggio di locali e negozi per dedicarsi alla sua prima passione: la danza.

Immancabile, poi, un fugace ma intenso tributo a Cory Monteith, compagno d’avventura di Naya in quel di Glee e commemorato con un minuto di silenzio richiesto dalla stessa attrice ai suoi fan.“Vi chiedo un minuto di silenzio e voi sapete perché” ha dichiarato la Rivera: un minuto interrotto solo dai singhiozzi e da un applauso liberatorio in grado di sciogliere la sala in un grande a braccio a Finn


17
luglio

DA PIETRO TARICONE A CORY MONTEITH: QUANDO DALLA MORTE DI UN ATTORE DIPENDE LA VITA DI UN PERSONAGGIO

Pietro Taricone

La morte prematura di Cory Monteith ha spiazzato tutti e gettato nella disperazione i suoi ammiratori. Da un punto di vista pratico per Fox la morte di uno dei protagonisti di Glee ha causato una sorta di black out momentaneo: come fare adesso con la nuova stagione in cantiere? Riscrivere ciò che era già scritto? Sostituire l’attore conservando il personaggio? Oppure far uscire Finn Hudson di scena insieme a Cory e, se sì, come? Facendo morire anche lui? Non sono ragionamenti facili da fare, perché ogni decisione scontenterebbe qualcuno: far morire il personaggio vorrebbe dire non permettere all’attore di sopravvivere almeno nell’immaginario collettivo, sostituirlo vorrebbe dire mancare di rispetto alla sua memoria e fare finta di niente sarebbe anche peggio.

Una questione spinosa, insomma. Che di certo non si verifica ora per la prima volta, visto che la tv americana conta molti altri casi simili e ognuno “risolto” in maniera diversa. Jock Ewing di Dallas morì in un incidente aereo dopo la dipartita dell’interprete Jim Davis mentre nella nuova serie l’omicidio di J.R., dovuto alla scomparsa del suo interprete Larry Hagman, ha avuto un ruolo fondamentale nella storyline della seconda stagione. Sally Spectra, storico personaggio di Beautiful, invece, è in giro per il mondo a godersi la vita da quando l’attrice Darlene Conley è stata stroncata da un cancro allo stomaco (anche se lo scorso anno il suo personaggio ha fatto una comparsata…). Dopo la scomparsa di John Ritter la sitcom 8 semplici regole è andata avanti senza di lui, che ne era protagonista con il suo Paul Hennessy, cambiando però registro e trasformandosi in una commedia dai toni più seri. Al contrario la morte di Jerry Orbach è passata praticamente sotto silenzio in Law & Order: ad un certo punto si accenna al fatto che il suo Lennie Briscoe è morto ma senza dire come, quando e perché.

I casi italiani di questo tipo sono molti di meno. L’ultimo riguarda l’attore Damiano Russo, morto in un incidente nel 2011 e dunque non presente nel seguito di Come un Delfino che gli è però stato dedicato; la sceneggiatura è stata modificata e il suo personaggio, Nazi, è morto con lui, permettendo agli autori di mettere in scena un funerale col quale omaggiare Damiano. Ma il caso più eclatante, che risale al 2010, è la morte di Pietro Taricone, star del primo Grande Fratello, che cinque giorni dopo il volo col paracadute che gli costò la vita avrebbe dovuto iniziare a girare la terza serie de La Nuova Squadra, di cui erano già stati scritte per intero sette serate e della quale lui sarebbe stato protagonista.





17
luglio

CORY MONTEITH (GLEE), L’AUTOPSIA CONFERMA: MORTO PER COCKTAIL DI EROINA E ALCOOL

Cory Monteith - L'ultima foto scattata

Cory Monteith - L'ultima foto scattata

Mentre Fox sta ancora decidendo se posticipare o meno la première della quinta stagione di Glee, iniziano ad emergere alcuni dettagli circa la morte del suo protagonista maschile, Cory Monteith. L’attore, deceduto inaspettatamente lo scorso sabato, era appena uscito dalla riabilitazione e sembrava pronto a riprendere uno stile di vita normale, sia sul lavoro – da cui si era allontanato – che nel privato, al fianco della mai assente Lea Michele.

E’ stata dunque un fulmine a ciel sereno la notizia della sua tragica scomparsa, ed è per questo che i fan ma anche i colleghi hanno atteso i risultati dell’autopsia, conclusasi lunedi e di cui vi possiamo dare i primi risultati: Cory è morto a causa di un mix di droga (eroina) e alcool. Come riportato da Perez Hilton, inoltre, pare che nella camera dell’albergo Fairmont Pacific Hotel di Vancouver fosse presente una quantità considerevole di alcool, ma anche di altre sostanze.

A ciò bisogna aggiungere il passato non proprio tranquillo dell’attore, che potrebbe aver ulteriormente influito  sulle sue condizioni fisiche. Oltre all’autopsia, iniziano ad emergere anche le prime voci sulla sua ultima notte: tutte le fonti, raccolte come sempre dal noto blog statunitense, parlano sì di qualche drink al The Roxy, ma nulla di particolarmente eccessivo. Insomma, sembra sia stata una delle più classiche serate con i propri amici. Eppure, in base ai primi risultati, pare sia stato comunque fatto uso di droghe e altre sostanze illegali, a questo punto ipotizziamo lontano da occhi indiscreti.


14
luglio

GLEE: FOX E MEDIASET GIA’ IN FERIE IGNORANO LA MORTE DI CORY MONTEITH

Glee su Fox

Glee su Fox

Si dirà: c’è ancora tempo. Fatto sta che né Fox né tantomeno Mediaset hanno per ora omaggiato uno degli attori più in voga negli ultimi anni, morto a sorpresa in circostanza ancora poco chiare: Cory Monteith. Ed è vero che non parliamo di una colonna portante del piccolo e grande schermo internazionale, ma sarebbe stata cosa gradita che i due network che hanno trasmesso Glee in questi quattro anni fossero usciti come di consueto dal loro orticello, come già avvenuto in passato per altri casi, anche meno noti, dove hanno fatto letteralmente a gara.

Invece tutto tace, e dire che siamo nel periodo estivo, e oggi è per giunta un giorno festivo. La generalista ha chiuso per ferie, la pay tv anche, e i palinsesti – riempiti con le solite repliche in mancanza d’altro – scorrono veloci sui nostri schermi. Ma nè Fox, che ha trasmesso Glee in contemporanea con gli Stati Uniti in prima tv assoluta, né tantomeno Italia1 e La5, che hanno replicato la serie in prima tv in chiaro, si sono sforzate di mettere mano alle rispettive programmazioni in seguito alla morte dell’attore. C’è da scommettere peraltro che la variazione avrebbe pagato anche in termini di ascolti. Come se non bastasse Fox Italia, solo parecchie ore dopo la divulgazione della notizia, si è ricordata si segnalarla sulla propria pagina Facebook.

E se il Biscione quasi potrebbe sentirsi giustificato, lo stesso non si può dire per la piattaforma satellitare, che ha costruito la propria identità sull’”amore” per le serie tv e ha senza dubbio gli spazi per cambiare in corsa: possibile che tra tutti i canali in pancia, non ce ne fosse manco uno che potesse ospitare una mini maratona o quantomeno una serata speciale con il pilot della nota serie?

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14
luglio

CORY MONTEITH: IL CORDOGLIO DEI COLLEGHI E DEI FAN. LEA MICHELE CHIEDE RISPETTO PER LA SUA PRIVACY

Cory Monteith

Update delle 19.50: A People, tramite un suo rappresentante, Lea Michele chiede rispetto per la sua privacy.

“We ask that everyone kindly respect Lea’s privacy during this devastating time”

Una delle inevitabili conseguenze della passione per una serie televisiva è quella di empatizzare con i suoi protagonisti. E così, capita di apprendere della morte di Cory Monteith alias Finn Hudson, una delle colonne portanti di Glee, e chiedersi se sia vero, come sia potuto accadere e quali saranno le ripercussioni che la serie che gli ha conferito la fama dovrà affrontare. A soli 31 anni e, nella piena solitudine di una stanza d’albergo, Cory ci ha lasciato in punta dei piedi e circondato dai commenti stupiti e dolorosi di colleghi, conoscenti e di quanti vedevano in Finn un amico di famiglia anziché un semplice eroe delle Nuove Direzioni.

Capita, così che l’hashtag #RipCoryMonteith sia balzato in cima ai Trend Topic di Twitter e che molte star del mondo dello spettacolo si siano unite al cordoglio espresso dai fan per l’improvvisa scomparsa dell’attore canadese. Certo, un po’ stupisce e spiazza che i suoi compagni d’avventura come Naya Rivera e Chris Colfer o di vita come Lea Michele non si siano ancora pronunziati in merito (intanto su Twitter è nato l’hashtag #prayForLea), rendendo la tragica notizia ancora più palpabile e reale di quanto non sia.

A spezzare il silenzio dei componenti del Glee Club e del suo ideatore Ryan Murphy, ci pensano amici ed estimatori come Rihanna, Kaley Cuoco, interprete dell’esuberante Penny in Big Bang Theory, la cantante Demi Lovato, la collega Kristin Chenoweth, interprete di April Rhodes nella prima stagione di Glee, Nina Dobrev di The Vampire Diaries, Katie Cassidy di Arrow o della nostra connazionale Elisabetta Canalis che, oltre a ribattezzare l’attore “Corey”, dà per scontato che la sua fine sia stata dettata dalla dipendenza da droghe che l’ha afflitto per anni. La verità è che le cause del decesso non sono state ancora appurate e che l’autopsia è prevista per lunedì.

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