Daria Bignardi



18
febbraio

RAI, PARLANO I NUOVI DIRETTORI DI RETE. ECCO LE DICHIARAZIONI. BIGNARDI: I MIEI FLOP? UNA LEGGENDA METROPOLITANA

Rai, nuovi direttori di rete

Abbiamo scelto le migliori competenze per portare avanti il nostro progetto“. Così il DG Rai Antonio Campo Dall’Orto ha presentato alla stampa i nuovi direttori di rete (Andrea Fabiano a Rai1, Ilaria Dallatana a Rai2, Daria Bignardi a Rai3, Angelo Teodoli a Rai4, Gabriele Romagnoli a Rai Sport), le cui nomine sono state oggi confermate dal CdA. In una conferenza stampa tenutasi a Viale Mazzini, il top manager del servizio pubblico ha inaugurato il nuovo corso. Ecco le dichiarazioni dei protagonisti.




17
febbraio

NOMINE RAI: ECCO I NUOVI DIRETTORI

Daria Bignardi

La Rai cambia volto. Antonio Campo Dall’Orto ha scelto la sua nuova squadra di direttori: Andrea Fabiano a Rai1, Ilaria Dallatana a Rai2, Daria Bignardi a Rai3, Angelo Teodoli a Rai4, Gabriele Romagnoli a Rai Sport, Antonio Marano a Rai Pubblicità. L’amministratore delegato ha comunicato le sue decisioni nel corso di una riunione informale con i consiglieri di amministrazione. La nomina formale arriverà nella riunione del Cda di domani.


5
gennaio

PAGELLE TV DEL 2015: I BOCCIATI

Raffaella Carrà

Raffaella Carrà

1 a Raffaella Carrà. Tornata in prima serata su Rai1, la regina del Tuca Tuca si è resa protagonista di uno dei flop più fragorosi (e ad onor del vero prevedibili) della stagione, quello di Forte Forte Forte. Come se non bastasse Raffaella ne è uscita indebolita anche per le fastidiose celebrazioni che il programma metteva in scena trasmettendo suoi filmati del passato e affidandole un ruolo dominante in giuria. Un insuccesso per cui la Carrà si è dovuta confrontare per la prima volta con le pesanti critiche del web, talmente feroci da risultare in alcuni casi ingiustificate. Fallita l’esperienza su Raiuno, alla star bolognese non è rimasto che fare un passo indietro e tornare con la coda tra le gambe a The Voice. Grimilde ammansita.





25
marzo

LE INVASIONI BARBARICHE, STASERA L’ULTIMA PUNTATA. DARIA BIGNARDI E CAIRO: NON E’ CHIUSURA ANTICIPATA

Daria Bignardi

Stop a Le Invasioni. Non è l’ultimo slogan anti-immigrazione di Matteo Salvini, ma la sorte del programma televisivo condotto da Daria Bignardi su La7. Dopo una stagione caratterizzata da ascolti molto bassi (media del 3% di share con 660 mila spettatori), Le Invasioni Barbariche si congedano dal pubblico con la decima puntata in onda stasera, mercoledì 25 marzo.

Le Invasioni Barbariche: chiusura anticipata?

Per alcuni si tratterebbe di una chiusura anticipata rispetto ai dodici appuntamenti di prima serata inizialmente prospettati. Non solo: il sito del Gruppo Cairo Communication riporta tutt’ora il programma in palinsesto fino al primo aprile prossimo. L’editore, però, ha smentito la tesi dello stop anzitempo, precisando all’Ansa: “erano previste dieci puntate, come da contratto con Endemol. Poi potevano essere anche undici, ma il programma ha fatto la sua stagione“. E per il futuro – ha aggiunto – si vedrà.

Sull’argomento è intervenuta anche la stessa Daria Bignardi, che su Facebook ha commentato:

Divertiti e compiaciuti dall’interesse generale sulla durata delle Invasioni, come se dopo undici anni fare dieci o undici o dodici puntate in una stagione fosse una notizia rilevante. La realtà come al solito è sfumata e noiosa, quindi non la riprenderà nessuno: la Rete ha sempre pensato a dieci puntate, il produttore inizialmente ne preferiva dodici (per me, con questo formato, sei sarebbero più efficaci, ma mi adatto alle esigenze produttive ed editoriali)…

Strano. Anche perchè, in relazione alla stagione scorsa, rispondendo proprio a noi su Twitter, Daria parlava di ’solite 12 puntate’…

Le Invasioni Barbariche: ospiti e interviste di stasera


10
marzo

DARIA BIGNARDI STANCA DI FARE LE INVASIONI: E’ DIVENTATO UNA FATICA!

Daria Bignardi

Maurizio Crozza a parte, capace di strappare ancora risate e ascolti (le prime due puntate di Crozza nel Paese delle Meraviglie hanno raccolto in media quasi 2 milioni e mezzo di telespettatori, pari all’8.54% di share), in casa La7 i sorrisi latitano al pari dei numeri. Quel settimo canale del telecomando che sembrava destinato ad infastidire i primi sei vive una fase di stanca. Uno dei simboli di questa “sofferenza”, per sua stessa ammissione, è Daria Bignardi.

Daria Bignardi: “Faccio fatica a fare Le Invasioni”

La conduttrice, al timone della decima edizione de Le Invasioni Barbariche (ogni mercoledì alle 21.10 su La7), inizia a palesare una certa stanchezza. In effetti, quella Daria barbarica, ficcante, talvolta anche antipatica, ma pur sempre stimata e temuta dall’intervistato di turno, sembra essersi un po’ raffreddata. La Bignardi, per dirla con un suo sfortunato programma, è quasi “glaciale”. Gli ascolti non aiutano (Le Invasioni si attestano attorno al 3% di share, mentre un anno fa erano al 4.68%) così come non aiuta una diretta di oltre tre ore a settimana, fatta di faccia a faccia di cui la tv ormai abusa tutti i giorni.

“Io adesso faccio un programma troppo lungo, con troppe interviste. E’ diventato una tale faticaFaccio troppa fatica sia a prepararmi come vorrei che a dare sempre tutto quello che vorrei dare”





5
marzo

LE INVASIONI BARBARICHE E IL ‘COMPAGNO’ INSINNA: “SOGNO UN PAESE IN MANO A LANDINI, DON CIOTTI E STRADA”

Flavio Insinna e Daria Bignardi

Se le aspiranti Miss sognano la pace nel mondo, Flavio Insinna non è da meno e aspira ad un Paese “che dia lavoro, serenità e lavoro un po’ a tutti”. E’ il manifesto “elettorale” del conduttore di Affari Tuoi, che sembra asfaltare l’attuale classe politica, senza se e senza ma. Fosse un film sarebbe Salvate il compagno Insinna, autoproclamatosi “giullare e pagliaccio”, ma di fatto incline all’attivismo politico a Le Invasioni Barbariche:

Sogno l’Italia in mano a Don Ciotti, Maurizio Landini e tutta la sanità a Gino Strada”.

Logorroico ed iper-elettrico come da tradizione, Insinna inonda la Bignardi di alta retorica e raffinato populismo accolto da applausi fragorosi:

Mi piacerebbe un Paese senza Affari Tuoi, ma con un altro bel gioco dove non ci sia bisogno di dare una chance in più ad una famiglia. Vorrei che alle 20.40 si potesse cantare”.

Informarlo che a fine marzo tornerà il Karaoke forse potrebbe tranquillizzarlo. Sui politici, invece:

“Si fa fatica a dare l’esempio. La mattina accendo la tv e vado a lavorare già sconfitto. Li vedo litigare, sono beghe di cortile difendono il loro orticello. Nel mio Paese dei sogni la classe politica non si fa corrompere, non devo pensarlo lontanamente, devono essere migliori di noi, invece ogni giorno è una sconfitta”.


5
marzo

SCINTILLE A LE INVASIONI, BIGNARDI A SCAMARCIO: “ME LE STAI FACENDO GIRARE”

Riccardo Scamarcio - Invasioni Barbariche

Riccardo Scamarcio - Invasioni Barbariche

Riccardo Scamarcio non parla volentieri della propria vita privata, e questo lo sapevamo. Ma che arrivasse quasi a negare l’evidenza delle pubblicazioni di matrimonio con Valeria Golino, tenendo il broncio alla Bignardi durante quasi tutta l’intervista alle Invasioni Barbariche, oggettivamente se lo aspettavano in pochi.

L’attore, ovviamente in promozione del suo nuovo film “Nessuno si salva da solo”, prima la butta sull’ironia fingendo problemi di audio, poi innesca un duello verbale e di occhiatacce con la conduttrice, che spara sul video wall il documento che attesta le future nozze.

Non voglio esplicitare in questo luogo la mia gioia taglia corto Scamarcio – io sono iper-socievole, per quanto posso cerco di non condividere…

La Bignardi insiste, credendo di poterla avere vinta (“Dicci almeno perché ti sposi! La risposta te la dico io dai: perché la amo!”), tuttavia è costretta ad incassare l’ennesimo affondo del suo ospite: “Guarda, non lo dico a te”.

E’ il punto di rottura. La Bignardi non cela l’irritazione e ricorda come, al contrario, si fosse trovata in piena sintonia nell’intervista con la Golino. Eppure Scamarcio prosegue nella provocazione: “Potremmo litigare. Sarebbe sicuramente più vero, non sarebbe male”.

A quel punto la padrona di casa affila le unghie:

“Sei molto bravo (parlando del film, ndDM) anche se ammetto che me le stai facendo girare!”.

Il precedente a “L’era glaciale”


18
febbraio

IL VOLO E L’ITALIA REALE (CHE NON E’ QUELLA DI DARIA BIGNARDI)

Il Volo

Daria Bignardi, sulle pagine di Vanity Fair, invita a farsene una ragione: “per il resto del mondo Il Volo siamo noi“.

La giornalista, che si definisce ironicamente radical chic (e noi che credevamo avesse preso finalmente coscienza di sè), spiega che il trio di “tenorini” si inquadra perfettamente nella visione stereotipata che il resto del mondo ha del nostro Paese. Un cliché, quello della “bella Italia”, che avremmo tentato invano di scrollarci di dosso negli ultimi anni. Ora però siamo costretti a rassegnarci.

Daria Bignardi “fattene una ragione”

La verità è che chi dovrebbe farsene una ragione è proprio Daria Bignardi e con lei tutto il popolo di Twitter e di radical chic, “inorridito” dalla vittoria de Il Volo. Ginoble, Boschetto e Barone non sono (solo) dei prodotti d’esportazione ma “siamo noi“. Non solo Il Volo non partecipava all’Eurovision (dove con ogni probabilità trionferanno) bensì al Festival della Canzone Italiana, ma il 56% del pubblico sanremese televotante non è mica composto da immigrati o americani in vacanza.

Da escludere pure che a votarli siano stati solo mamme, nonne e parentame vario, in considerazione della mole di voti ricevuti e del fatto che Grande Amore stia volando su Itunes. Ma probabilmente gli stessi che gridavano al fenomeno per Lorenzo Fragola, primo sulla stessa piattaforma subito dopo X Factor, questa volta taceranno o forse parleranno sì di fenomeno, ma da baraccone. Prima o poi agli snob 2.0 bisognerebbe far capire che l’Italia non è Twitter, che il talent show più visto nella storia della tv non è X Factor – ma la seconda edizione di Ti Lascio Una Canzone (quella in cui i futuri componenti de Il Volo muovevano i primi passi) – che ci sono più teenager sintonizzati su Un Medico in Famiglia che su Gomorra.