Carlo Freccero



24
dicembre

FRECCERO VS MENTANA: E’ UN PRESUNTUOSO E LOTTIZZATO, ERA SICURO DI FARE IL DG RAI MA RENZI HA CAMBIATO IDEA

Carlo Freccero

Enrico Mentanala deve piantare di fare sempre il primo della classe“. La staffilata natalizia arriva direttamente da Carlo Freccero. Il Consigliere d’Amministrazione Rai ha bacchettato il direttore del TgLa7 dopo che quest’ultimo aveva criticato la riforma del servizio pubblico appena varata, esprimendo le sue perplessità sia sulla carta stampata che in tv.




29
ottobre

SANREMO, INCHIESTE E SCANDALI. FRECCERO: QUEST’ANNO SPOSTEREI IL FESTIVAL A GENOVA

Carlo Freccero

Le note musicali possono attendere; per ora a Sanremo risuonano solo gli scandali. In questi giorni, la città che ospita il Festival della Canzone Italiana è finita sulle prime pagine dei giornali per l’inchiesta sugli impiegati comunali assenteisti – 35 gli arrestati per peculato e truffa – ma anche per un’indagine sugli appalti truccati in Rai. Secondo gli inquirenti, il presunto giro di mazzette avrebbe coinvolto anche l’organizzazione della celeberrima kermesse canora. E, alla luce degli scandali abbattutisi sulla Città dei Fiori, c’è chi avanza una soluzione provocatoria: spostare il Festival altrove.


1
ottobre

CARLO FRECCERO VS RENZI: IN RAI VUOLE IL CONFORMISMO TOTALE E UN UOMO SOLO AL COMANDO

Carlo Freccero

Renzi vuole una Rai della nazione, vuole l’Eiar, che racconti come tutto è bello e tranquillo. Diciamo una Rai di un conformismo totale“. Carlo Freccero si è fatto sentire. Come sempre, senza usare mezzi termini. Nei giorni in cui il Pd e Renzi hanno manifestato apertamente (e non) le proprie critiche a Rai3, il Consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini ha tuonato dai microfoni di Radio24 contro gli attacchi governativi riservati alla rete diretta da Andrea Vianello. Le parole che aspettavamo sono arrivate.

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10
settembre

CARLO FRECCERO A DM: LA POLEMICA SU VESPA E’ RIDICOLA, NON SPETTA AL CDA INTERVENIRE. LA VERA NOTIZIA E’ MEDIASET CHE PERDE IL 3% DI SHARE SENZA SKY

Carlo Freccero

Nessuno tocchi il Vespone. Dopo aver ospitato i Casamonica a Porta a Porta, ieri sera Bruno Vespa ha replicato alle critiche, severe e pretestuose, piovutegli addosso dopo la trasmissione incriminata. “Lasciateci fare il nostro mestiere” ha tuonato. Nelle ore in cui divampava la polemica, però, il popolare conduttore non è stato lasciato solo: tra le voci levatesi in suo favore, infatti, c’è stata anche quella autorevole e forse inaspettata di Carlo Freccero. Rintracciato da DavideMaggio.it, il neoeletto Consigliere d’amministrazione Rai ha commentato a modo suo la vicenda (e non solo quella).


10
agosto

CARLO FRECCERO VORREBBE SANTORO IN RAI. E SE IL TELESOGNO SI AVVERASSE?

Carlo Freccero, Michele Santoro

Il Telesogno di Carlo Freccero ora può avvenire ad occhi aperti. E, forse, persino avverarsi. Con la propria elezione nel CdA di Viale Mazzini, il brillante guru della comunicazione è passato dalla dimensione onirica a quella reale, arrivando a riaffermare il desiderio – mai tramontato – di rivedere Michele Santoro in Rai.

Io so che lui ha delle idee, sta lavorando a dei progetti, potrà fare delle proposte ai direttori di rete, io credo proprio che ci sarà spazio per lui, potrà fare cose importanti. Perché no?” ha detto Freccero al Corriere.

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5
agosto

CDA RAI, FRECCERO SUL CASO PENSIONATI: LAVOREREI GRATIS E IN CATENE PUR DI FARE DISPETTO A RENZI

Carlo Freccero

Il nuovo CdA Rai non si è ancora insediato, ma la sua strada inizia già in salita. Il ministero dell’Economia starebbe infatti verificando la regolarità della nomina di quattro (su sette) consiglieri in pectore indicati ieri dalla Vigilanza: si tratterebbe di Carlo Freccero, Guelfo Guelfi e forse anche di Giancarlo Mazzuca e Arturo Diaconale. Secondo quanto segnalato da L’Unità, infatti, i quattro risulterebbero pensionati e – in base alla legge n. 114/2014 - non potrebbero quindi assumere incarichi nelle società controllate dallo Stato.

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4
agosto

CDA RAI: ECCO I NUOVI SETTE COMPONENTI

Carlo Freccero

La nuova Rai inizia con il vecchio stile. Nel pomeriggio di oggi, martedì 4 agosto, la Commissione parlamentare di Vigilanza ha eletto sette (su nove) componenti del CdA di Viale Mazzini, secondo le proprie competenze. E secondo le quote di influenza dei vari partiti. Ecco i nomi degli eletti: Arturo Diaconale, Giancarlo Mazzuca (in quota Forza Italia), Franco Siddi, Rita Borioni, Guelfo Guelfi (proposti dal Pd), Paolo Messa (Ncd) e Carlo Freccero (sostenuto da M5S e Sel). Domani il governo indicherà gli altri due consiglieri ma anche i candidati per la Direzione generale e la presidenza del servizio pubblico.

CdA Rai, chi sono i nuovi eletti

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31
marzo

CARLO FRECCERO A DM: LA RAI RIFORMATA? SARA’ RENZIANA E MONOCOLORE. L’ISOLA DEI FAMOSI E’ TV ANNI ‘90. SANTORO HA UN NUOVO PROGETTO, STA SCALDANDO I MOTORI. E SU ITALIA’S GOT TALENT…

Carlo Freccero

Ha l’occhio dell’analista, Carlo Freccero. Del guru che osserva il flusso televisivo accomodato sulla riva del fiume. “Io non sono un critico della tv, ma uno che cerca di capire come funziona il piccolo schermo” ci dice, mentre parla a tutto campo – e col piglio del professore – dei programmi che più richiamano l’attenzione del pubblico. L’ex dirigente Rai e Mediaset sbertuccia L’Isola dei Famosi, commenta il palinsesto della prima rete della tv pubblica, senza trascurare il satellite con 1992 – La serie e l’altra produzione di Lorenzo Mieli Italia’s Got Talent, migrata sul satellite. Ma soprattutto si accende quando gli chiediamo della riforma della Rai targata Renzi, che ha ottenuto un primo via libera dal Consiglio dei Ministri.

Come le sembra?

Non è ancora una riforma, Renzi ha presentato solo un’ipotesi di legge. L’attuale governance Rai è in scadenza, quindi il premier ne ha approfittato per dire che ci sono tre mesi di tempo. Qui ci sono diversi format renziani, per usare un linguaggio televisivo. Il primo è quello di annunciare le cose prima che esse si avverino, occupando così l’agenda mediatica. Un secondo format è l’idea che chi comanda in Rai debba essere uno solo: si chiama economia della disintermediazione, cioè eliminare le mediazioni del CdA ed avere un uomo solo al comando, che in questo caso abbia il profilo del renzista. Un ulteriore format è quello della demagogia, con la proposta di eleggere un rappresentate dei dipendenti Rai. Ma siccome lì molti sono super raccomandati, forse anche questo sarà un renziano. Non mi sembra una riforma che caccia i partiti dalla Rai, mi aspettavo che questo premier seguisse un criterio e presentasse un piano editoriale, industriale, economico. Invece sarà una Rai monocolore.

Renzi ha anche dichiarato di voler fare della Rai “la più innovativa azienda culturale che esiste in Europa”…

Ma questi sono luoghi comuni. La situazione è più complessa, il modello Rai era legato ad una specificità europea, quella del welfare, che la legava in qualche modo ad una continuazione della pubblica istruzione. Ma nel momento in cui l’economia diventa neoliberista, ecco che la Rai diventa un ossimoro, una contraddizione. Ormai le agenzie culturali sono molteplici e non legate ad un’entità statale, quindi capite perché è un luogo comune.

Un’altra caratteristica della nuova Rai dovrebbero essere le nomine trasparenti. A suo avviso questo sarà un obiettivo raggiungibile?

Per raggiungerlo ci vorrebbe – come dicevo – un progetto industriale, culturale, finanziario. Invece per ora è tutto poco chiaro, è ancora una volta un effetto speciale renziano che il premier aggiunge a quel treno di annunciate riforme lanciato nell’immaginario delle persone.

Cosa pensa, invece, della riforma dell’informazione Rai messa a punto da Gubitosi?

Diciamo subito che è un’assurdità che la Rai abbia così tante testate e redazioni, ma questo è dovuto al fatto che una volta ogni rete rappresentava un punto di vista, un’interpretazione della realtà. Questa era la lottizzazione. Oggi la Rai è un’azienda commerciale quindi deve nascere una razionalizzazione dell’informazione, ma spero che questa non sia solo una mossa economica. Quello che ha fatto Gubitosi va bene però non basta, serve un piano editoriale che specifichi cosa deve fare l’informazione: oggi infatti la tv pubblica assolve a due ruoli, cioè l’informazione e la produzione di immaginario attraverso la fiction, mentre tutto il resto è in mano alla tv commerciale. Ma la Rai ha un personale adatto a questa cosa?

Parliamo di trasmissioni in onda, invece, che ne pensa del palinsesto di Rai 1?

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