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agosto

Vigilanza Rai, Fuortes fa a pezzi i predecessori: «In 3 anni persi 300 milioni, io non andrò mai in perdita». Ecco i budget di Rai1 e Rai3 dopo i ‘mini’ tagli

Carlo Fuortes

Una gestione economica virtuosa rappresenta la precondizione indispensabile” per la Rai del futuro. Le parole scandite ieri dall’AD di Viale Mazzini, Carlo Fuortes, hanno segnato un ideale spartiacque con il passato. Il cambio di passo rispetto alle precedenti gestioni dell’azienda non è più, pertanto, una deduzione giornalistica. Ma è una vera e propria linea programmatica dettata alla nuova governance dall’uomo indicato da Palazzo Chigi per guidare il servizio pubblico. 

Vi assicuro che nel futuro, per tutta la durata del mio incarico, non presenterò mai, all’approvazione del Cda, un budget previsionale in perdita. Si tratta di un tema di responsabilità che sentiamo in maniera particolarmente forte per realizzare una gestione attenta e rigorosa delle importanti risorse che i cittadini ci affidano attraverso il canone

ha affermato Fuortes davanti alla Commissione parlamentare, evidenziando un problema di risorse dovuto all’entità del canone (rispetto alle altre emittenti pubbliche europee – ha detto – “siamo certamente sottofinanziati“) e reputando “estremamente importanteriportare l’azienda in pareggio. Proprio per questo motivo, nel CdA tenutosi la settimana scorsa, il top manager aveva presentato una revisione di bilancio.

Sulla gestione delle casse di Viale Mazzini, Fuortes non ha usato giri di parole ed ha esplicitamente criticato l’operato dei suoi predecessori.

La Rai in tre anni ha peggiorato la sua situazione finanziaria di circa 300 milioni di euro. Per ripianare una cifra simile un’azienda che non ha utili, perché di fatto non può averne e mira al pareggio, non lo so quanto ci potrà mettere. Le perdite di un’azienda come la Rai non vengono ripianate. Nella legge non c’è. Se qualcuno la fa una legge in tal senso, può essere anche una strategia quella di finanziare il prodotto e la qualità in perdita, ma attualmente le perdite non vengono ripianate dallo Stato e rimangono tutte in azienda. In tre-quattro anni, se si continuava con questa dinamica, si portavano i libri in tribunale

ha detto l’AD, che per rimettere in carreggiata il carrozzone Rai ha già chiesto ai direttori di rete e delle principali strutture tagli “in media non superiori all’1%. Il che, ad esempio, significa che a Rai 1 su un budget di 124 milioni e 825 mila euro sono stati tagliati solo questi ultimi 825 mila. “Un taglio di questo tipo può essere sopportato senza minimamente ridurre la qualità” ha chiosato al riguardo Fuortes. Mentre a Rai 3 sono stati tolti 855 mila euro su 53 milioni totali. A Rai Play verranno invece tagliati 100 mila euro su un complessivo di 7 milioni e 800 mila euro. Quanto a Rai2, Fuortes ha smentito le indiscrezioni di stampa su una possibile messa in vendita del canale, bollandole come “poco meno che disinformazione“. E ha fermato pure i rumors sull’uscita del canone dalla bolletta elettrica, spiegando che l’argomento “non è all’ordine del giorno né del governo né del Ministero“.

I tagli – ha infine ribadito il top manager – “non avranno alcun effetto sul prodotto” e sulla sua qualità. Tra gli argomenti affrontati in audizione, anche la gestione Rai sulle Olimpiadi, con la tanto criticata formula dello “spezzatino” su Rai2 e con l’assenza di replay e live in formato digitale.

Per il futuro, l’intendimento mio, della presidente e del CdA è di prevedere sempre l’acquisto dei diritti streaming e web dei grandi eventi sportivi in aggiunta a quelli lineari. Così è già successo con la Serie A nel primo CdA della settimana scorsa. E voglio tranquillizzare gli sportivi italiani perché la Rai per i mondiali di calcio Qatar 2022 possiede già i diritti digitali e web, così come per i prossimi giochi Paralimpici di Tokyo“.

Infine, riferendosi alla mancata riconferma di Enrico Varriale come vicedirettore di Rai Sport, Fuortes ha spiegato che la decisione, secondo il regolamento, è stata esclusivamente del direttore della testata, Auro Bulbarelli.

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