11
novembre

Rai, il ministro Gualtieri concede il tesoretto a Salini. Poi lo silura: «Nuovi vertici per voltare pagina»

Roberto Gualtieri, Ministro dell'Economia

Bastone e carota. O il contrario, se preferite. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, intanto, li ha usati entrambi. Nel corso dell’audizione tenuta oggi in Vigilanza, l’esponente di governo ha infatti confermato l’inserimento nella Legge di Bilancio di una norma per assegnare il 5% del canone alla Rai. Questo – ha detto “a parziale compensazione dei mancati introiti legati alla crisi economica in atto“. Poi, però, ha rifilato una serie di frecciate all’attuale governance, arrivando a parlare della necessità di un rinnovo (bye bye ) come l’occasione per “voltare pagina e rilanciare l’azienda“.

Lo Stato ha accolto l’invito rivolto non solo dalla Rai ma da un’ampia schiera di operatori che fanno parte dell’indotto. Risulta evidente che questo intervento debba essere accompagnato da un intervento più ampio e complessivo da parte del management

ha affermato Gualtieri, annunciando l’intenzione di restituire al servizio pubblico una quota che – secondo le stime – ammonterà ad 85 milioni di euro (tanto vale il suddetto 5%). Poi, dopo aver snocciolato i dati sul calo degli introiti pubblicitari e l’aumento dei debiti, il Ministro ha precisato che per il 2020 è stessa Rai a prevedere una perdita consolidata di 43 milioni di euro, con ulteriore aggravio della posizione finanziaria netta.

Alla luce dei dati, il sottotesto dell’intervento ministeriale è apparso abbastanza chiaro: non basterà l’assegnazione del 5% del canone a risanare una situazione già di per sé complessa. A fronte di un andamento economico con risultati netti in perdita contenuta – ma stabile – Gualtieri ha parlato di peggioramento” nella struttura finanziaria ed ha fatto partire una serie di stoccate ai vertici Rai.

I problemi economici della Rai non riflettono solo la flessione congiunturale, ma mettono a nudo problemi strutturali che richiedono una rivisitazione del piano industriale (…) L’incremento strutturale delle entrate da canone deve impegnare innanzitutto il vertice dell’azienda a presentare un piano serio di riorganizzazione e rilancio della Rai“.

Auspicando anche un ripensamento dell’informazione (sentirlo dire da un politico fa sempre uno strano effetto) in termini di pluralismo ed estensione del racconto, il Ministro ha poi accennato alla necessità di “fare network con le altre grandi emittenti europee“, nonché al bisogno di “mettersi al passo dei cambiamenti“. Da qui, un passaggio fondamentale dell’intervento:

Tutto questo sarà un compito da svolgere nel prossimo futuro e sarà la missione che vorremmo poter affidare al prossimo Cda e ai nuovi vertici che si insedieranno entro le scadenze previste (…) Il rinnovo dei vertici Rai e del Cda sono un’evidente scadenza giuridica ma anche un’opportunità, un’occasione per provare a voltare pagina e rilanciare l’azienda, per cercare di affrontare in modo adeguato ed efficace sfide e criticità evidenti“.

Da una parte, insomma, un “doveroso ringraziamento” pro forma all’AD Salini, dall’altra tanti saluti e avanti il prossimo. Non è certo la prima volta che un esponente di governo caldeggia la necessità di un cambiamento ai vertici Rai: non più di un mese fa lo aveva fatto anche Andrea Martella, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria. Il piano d’azione, del resto, è abbastanza chiaro e lo stesso Gualtieri non ne ha fatto mistero parlando alla Vigilanza di una necessità ripensare modello di governance per l’emittente pubblica.

Sarebbe opportuno lavorare su tre pilastri: un indirizzo parlamentare chiaro ed utile, organi sociali di alto profilo e infine un nuovo management individuato tra persone del più alto livello manageriale, che sia messo in condizioni di lavorare secondo le migliori prassi di autonomia e responsabilità manageriale” ha affermato il Ministro.



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