21
maggio

Pay tv pirata: oscurati altri 10 siti dopo la denuncia della Serie A

Pay tv pirata

Il contrasto alle pay tv pirata segna un altro punto a proprio favore. Per arginare il dilagante fenomeno, infatti, alle autorità non resta che stanare le singole violazioni e chi le mette in atto. E’ notizia di oggi che il Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari – ha disposto il sequestro preventivo, mediante oscuramento, di altri 10 siti web che consentivano l’accesso abusivo a contenuti audiovisivi non autorizzati, in particolare eventi sportivi, a un numero indeterminato di utenti finali.

L’azione di contrasto è avvenuta nell’ambito della stessa indagine che a gennaio scorso aveva portato al blocco di 15 collegamenti web utilizzati per la visione di contenuti multimediali ad accesso condizionato. Il provvedimento richiesto dalla Procura della Repubblica è stato emesso sulla base degli accertamenti svolti dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza.

Le modalità con cui le immagini venivano divulgate in modo gratuito – a proprio per questo abusivo – è ormai nota alle forze dell’ordine, che da tempo si adoperano contro questi tipi di reato. Attraverso la cosiddetta Iptv (Internet Protocol Television) i “pirati” acquisiscono e ricodificano i palinsesti televisivi delle maggiori piattaforme a pagamento per poi distribuirli sulla rete internet sotto forma di un flusso di dati ricevibile dagli utenti fruitori, con la sottoscrizione di un abbonamento illecito e un semplice Pc, tablet, smartphone o decoder connesso alla rete.

In questo caso, i militari hanno sviluppato gli elementi acquisiti a suo tempo da una denuncia presentata dalla Lega Nazionale Professionisti di , contitolare, con i singoli club, dei diritti audiovisivi relativi a tutti gli eventi disputati nelle competizioni di cui la stessa è organizzatrice (Campionato di Serie A Tim, Coppa Italia, Supercoppa e Competizioni Primavera).

Ma la guerra all’abusivismo è ancora lunga: in Italia, infatti, il giro d’affari legato alla pay tv pirata ammonta infatti a circa 200 milioni di euro l’anno e gli abbonamenti illegali si aggirano attorno ai 2 milioni. Purtroppo, il fenomeno è tutt’altro che residuale.

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