Pay TV



11
ottobre

Sky, carcere e multa per chi evade il canone col «card sharing». Come funziona la truffa

Sky

Colpirne uno per educarne cento. Stavolta i giudici sono stati chiari: d’ora in poi, chi evade il canone delle tv a pagamento con mezzucci e taroccamenti, rischia grosso. Anche il carcere. La Cassazione ha infatti condannato a quattro mesi di reclusione e 2mila euro di multa un palermitano di 52 anni che vedeva Sky nella sua abitazione usando il sistema illegale del “card sharing“, ossia la condivisione tra più utenti-pirata dei codici per la visione della pay tv senza la relativa smart card. 

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7
luglio

MEDIASET PREMIUM: TELEFONICA NUOVO PARTNER. E IN SPAGNA IL BISCIONE ESCE DAL MERCATO PAY

Telefonica nuovo partner Mediaset Premium

Telefonica nuovo partner Mediaset Premium

Ora è ufficiale: Mediaset Premium diventa una pay tv internazionale. O meglio, rimarrà ben salda – almeno per il momento – nelle mani di Mediaset ma vedrà l’ingresso di soci esteri, pronti ad investire nella piattaforma di Cologno complice forse l’acquisizione dei diritti televisivi della Serie A recentemente vinti dal Biscione all’asta, che si è assicurato le 8 squadre “top” in esclusiva, rivendendo invece le restanti 12 (escludendo la Roma che sarà un jolly condiviso) a Sky. Ad entrare in Premium, per ora, è solo la spagnola Telefonica, già primo azionista di Telecom, che investirà 100 milioni di euro acquistando l’11% della nuova società.

Telefonica nuovo socio di Mediaset Premium

Così ha anticipato Pier Silvio Berlusconi in un’intervista al Corriere della Sera, dove ha anche precisato che, comunque, Telefonica non sarà l’unico investitore estero. Mediaset sta infatti discutendo anche con altri partner – Al Jazeera e Vivendi in primis, ma non sono escluse delle sorprese – interessati alle attività pay del gruppo, come peraltro vociferato da diversi mesi, che varrebbero la bellezza di 900 milioni di euro.

Va d’altro canto segnalato che la pay tv di Cologno non sta vivendo un periodo roseo, tanto che il pareggio di bilancio è stato rimandato “di anno in anno”, nonostante Berlusconi Jr si dichiari assolutamente ottimista in tal senso e, anzi, in riferimento ai presunti 400 milioni di perdite, ha voluto sottolineare che si tratta perlopiù di “investimenti”.

“Altro falso mito. I 400 milioni di perdite dei quali ogni tanto si legge sono in realtà gli investimenti. Lo stesso calcolo cumulato fatto sui conti di Murdoch in Italia, come sa chi conosce bene i bilanci, porterebbe a una cifra quasi doppia.”

Mediaset esce dalla pay tv spagnola, venduta a Telefonica

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12
ottobre

SERIE B TV: DA DOMANI IL CAMPIONATO CADETTO IN ONDA SULLA MAI DECOLLATA EUROPA 7 HD

La Serie B su Europa 7 HD

La Serie B su Europa 7 HD

Sì, anche se nessuno se ne era accorto, Europa 7 esiste ancora. La televisione dell’imprenditore Francesco Di Stefano è ancora on air, anche se il progetto originario di dar vita ad un nuovo polo televisivo in diretta concorrenza con i big del settore non è mai decollato. C’è  qualcuno però che, in mancanza di spazi su cui appoggiarsi, ha bussato alla porta di Di Stefano: è la Lega Serie B che da domani 13 ottobre (in occasione della nona giornata di Campionato) vestirà i panni dell’editore televisivo e offrirà un proprio bouquet di canali nel multiplex in DVB-T2 di Europa 7 (la cui copertura è pure piuttosto scarsa), in diretta concorrenza con Sky e Mediaset Premium (che però offre solo anticipi e posticipi).

Serie B TV – diretta da Massimo Caputi – offrirà nel fine settimana tutte le partite (esclusi anticipi e posticipi) delle squadre del campionato cadetto in “alta qualità” (quindi, non in HD), mentre il restante palinsesto sarà occupato dagli highlights di anticipi e posticipi, ma anche repliche, informazione e reportage. Ma veniamo ai prezzi della nuova pay tv calcistica, facendo un confronto con le proposte di Premium e Sky.

L’abbonamento a Serie B TV costa 99 euro l’anno, a cui bisogna aggiungere 39 euro di attivazione e l’acquisto del decoder DVB-T2, che costa 129 euro, per un totale di 270 euro circa. Premium offre tutto il Calcio (ma la B solo con anticipi e posticipi) assieme a Serie Tv, Documentari e Premium Play a 24 euro al mese, a cui bisogna aggiungere 59 euro di attivazione, per un totale di 347 euro l’anno. Sky invece offre la Serie B a 99 euro l’anno, ma bisogna essere abbonati almeno al pacchetto base della pay tv (Sky TV), che costa 19 euro al mese, a cui bisogna aggiungere i costi di installazione, pari a 49 euro, per un totale di 376 euro.

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24
aprile

DM LIVE24: 24 APRILE 2012. ANNALISA SPIEZIE NUOVO DIRETTORE DI STUDIO APERTO?, IN POLONIA IN PIAZZA PER LA TV CATTOLICA, CLONAVANO PAY TV… DENUNCIATI

Diario della Televisione Italiana del 24 aprile 2012

>>> Dal Diario di ieri…

  • In Polonia in piazza per la tv cattolica

Giuseppe ha scritto alle 05:13

Polonia: conservatori in piazza in difesa tv cattolica. Il rifiuto della autorità polacca delle telecomunicazioni di concedere una frequenza gratuita alla televisione cattolica TRWAM scatena la protesta dell’opposizione conservatrice. 20mila persone, guidate del leader della destra Jaroslaw Kaczynski, hanno manifestato a Varsavia contro il governo liberale di Donald Tusk. (fonte EuroNews.com)

  • A Palermo clonavano pay tv

Giuseppe ha scritto alle 07:41

Palermo: clonavano pay tv, 57 denunciati. Scoperta della Guardia di finanza di Bagheria (Palermo) che ha denunciato alle Procura 57 persone che riuscivano a guardare i principali canali satellitari a pagamento con una spesa di soli 15 o 20 euro senza abbonamenti regolari con il sistema del “card sharing”. Uno degli indagati riusciva a decodificare il segnale delle pay per view e a dirottarlo verso altri utenti, tramite internet, da un magazzino di Bagheria adibito a ricovero di automezzi agricoli dove era installato un laboratorio tecnico con pc, server e decoders. (fonte Televideo)

  • La Spiezie nuovo direttore di Studio Aperto?

Il criticone TV ha scritto alle 11:35


24
agosto

LA SERIE B E’ VISIBILE SOLO SU SKY, NON C’E’ L’ACCORDO PER LA VENDITA DEI DIRITTI PER IL DTT

Logo Serie B

Figli di un dio minore. E’ questa la sensazione dei tifosi di Torino e Sampdoria, solo per citare i nomi delle squadre più blasonate, che  - dopo esser rimasti al buio nel primo turno di Coppa Italia – non potranno vedere l’esordio del loro team nel campionato di Serie Bwin in partenza questo weekend a meno che non abbiano sottoscritto un abbonamento con Sky. Nella giornata di ieri, infatti, sono state aperte in Lega le buste relative alle offerte per il pacchetto Gold Live che consente la trasmissione dei match per la piattaforma digitale terrestre ma nessuna proposta d’acquisto è stata ritenuta all’altezza del valore del prodotto.

Così, al momento, resta Sky l’unica piattaforma in possesso dei diritti per trasmettere le gare della prima giornata del campionato cadetto che partirà domani sera alle 20.45 con l’anticipo di lusso Sampdoria-Padova. Peraltro la pay tv satellitare – ad eccezione degli anticipi serali – offre la Serie Bwin in pay per view (ma a tale metodo di trasmissione sarebbero obbligate tutte le piattaforme per esplicito accordo con la Lega), con la conseguenza che gli abbonati ai pacchetti Sport e Calcio dovranno sborsare ulteriori denari per poter seguire tutte le gare del torneo.

Si sente l’assenza sul mercato di Dahlia Tv che lo scorso anno aveva fatto della trasmissione del campionato di B uno dei fiori all’occhiello della sua programmazione. Il fallimento della piattaforma svedese, come ricorderete, ha causato l’accaparramento dei diritti del torneo cadetto da parte di Mediaset Premium che si è però limitata a mandare in onda le sole partite di Torino e Atalanta oltre a quelle serali, per un totale di sole 4 dirette settimanali contro le 11 gare previste in un weekend calcistico.





21
maggio

SKY: TANTI CANALI MA POCHI SPETTATORI ‘FEDELI’

Sky

Il bouquet intrattenimento di Sky

Una ricerca sui gusti degli italiani ha delineato qualche tempo fa i motivi che spingono i telespettatori italiani ad abbonarsi ad una pay tv. Il calcio è prevedibilmente in cima alla lista dei desideri dell’italico popolo, seguito poco dopo dal cinema e dalle serie tv. Non è un caso che la paytv di Cologno sta concentrando gran parte degli investimenti proprio sul calcio nazionale (Serie A e B) e internazionale (Europa League e Mondiale per Club) e su una library esclusiva di film e telefilm, che annovera tra le tante le pellicole di Warner e Universal.

Lo stesso dicasi per Sky che non si è fatta problemi (di soldi) ad accaparrarsi l’esclusiva della Champions League, arricchendo il proprio bouquet cinematografico con ben due nuovi canali. Una strategia che ripaga senza dubbio in termini di abbonamenti e che in linea teorica dovrebbe anche aiutare la restante offerta televisiva a crescere a livello di ascolti. Dati Auditel alla mano però, gran parte dei canali ospitati dalla piattaforma di Murdoch viene pressoché snobbata. Vuoi per l’assenza di una cultura prevalentemente americana sulla televisione a pagamento, vuoi per la particolarità del sistema televisivo italiano, il satellite sembra rappresentare ancora una “seconda scelta”, un’alternativa, per l’abbonato medio.

La televisione generalista rimane “centrale” nelle nostre abitudini televisive, come dimostrano d’altronde gli ascolti del bouquet Sky, che raggiungono picchi solo in seconda serata o in presenza di particolari eventi. Non aiutano in tal senso la notevole quantità di canali a disposizione e l’assenza di punti di riferimento dalla programmazione forte, studiata per un pubblico meno specifico.

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20
dicembre

DAHLIA TV IN REGIME DI AUSTERITY: INGRESSO DI NUOVI SOCI O FARA’ LA FINE DI GIOCO CALCIO?

Logo di Dahlia tv

Non è facile fare una pay tv in Italia, in un sistema fagocitato da colossi (Sky e Mediaset Premium) chiunque tenti l’avventura della trasmissione di contenuti a pagamento deve fare i conti le dure leggi di un mercato che non ammette la crescita di nuovi soggetti. E’ successo con Gioco Calcio (piattaforma satellitare nata agli albori del campionato di Serie A 2003/04) che, al fine di rosicchiare abbonamenti a Sky, si era accaparrata i diritti di squadre prestigiose e con un grande seguito di pubblico come Ancona, Chievo, Modena, Empoli e Perugia.

L’esito dell’esperimento fu disastroso: Gioco Calcio non pagò i club con i quali si era accordato e chiuse i battenti dopo un anno di vita e soltanto un paio di mesi di programmazione effettiva. A quel punto intervenne lo squalo Murdoch a “salvare” il campionato e portare tutta la Serie A su Sky. In casa Dahlia, pay tv digitale terrestre – che punta sulla trasmissione di partite di calcio di Serie A e B e di film a luci rosse – di proprietà degli svedesi di Air Plus, si teme di fare la stessa fine: proprio ieri, i giornalisti dell’emittente hanno comunicato che la programmazione e la produzione andrà in onda in forma ridotta fino a data da destinarsi.

Il motivo del contendere è relativo al fatto che FilmMaster, la società che si occupa della gestione della programmazione di Dahlia, pur avendo sino ad oggi garantito la corresponsione degli stipendi, ritiene di non poter più garantire un servizio adeguato, a causa dei mancati pagamenti, che avrebbe dovuto ricevere da Air Plus, per cui opera in outsourcing (in sostanza, effettua un servizio di sub-appalto, per conto degli svedesi).


11
ottobre

EUROPA7 HD: PARTONO LE PRIME TRASMISSIONI, MA NESSUNO CONOSCE IL PALINSESTO

Europa7 HD, partono le prime trasmissioni

Avevamo quasi perso le speranze. Con un consistente ritardo sulla tabella di marcia e dopo 10 anni di battaglie a colpi di sentenze, partiranno nella giornata di oggi le prime trasmissioni di Europa 7 HD, l’ “innovativa” paytv dell’imprenditore romano Francesco Di Stefano. Gli abitanti di Lombardia, Lazio, Campania, Abruzzo e Molise (ed entro fine ottobre anche di Friuli, Puglia, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia), purchè in possesso del decoder 7Box, potranno accedere ai contenuti della neonata paytv che si prefigge di diventare, almeno secondo quanto dichiarato, un punto di riferimento in ambito tecnologico.

Europa7 HD
è infatti il primo broadcaster in Italia a trasmettere con lo standard DVB-T2 che permette, rispetto al canonico DVB-T (con cui è compatibile), di incrementare del 30%-40% la banda di trasmissione. In altre parole i telespettatori avranno a disposizione fino a 8 canali in alta definizione (anche in 3D) e audio in Dobly Digital 5.1.

Dettagli prettamente tecnici a parte, è curioso notare che, nonostante gli spot parlino di “grandi film, telefilm, concerti, eventi in diretta e programmi per adulti”, non ci sia ancora dato conoscere, a poche ore dalla partenza, il palinsesto degli 8 canali nè tantomeno quali major abbiano stretto accordi con l’imprenditore romano. Ancora meno chiara risulta essere la struttura stessa della paytv che probabilmente, per ovviare al problema dei diritti (di fatto tutti in mano ai network nazionali, free e pay), proporrà al mese “pacchetti di film e telefilm in pay per view” (dal momento che, come dichiarato da Di Stefano, “le case non li danno in esclusiva, perciò li avremo tutti”).