19
luglio

Il Commissario Montalbano: quale futuro per la serie tv con Luca Zingaretti?

Luca Zingaretti e Andrea Camilleri

Luca Zingaretti e Andrea Camilleri

Tra i tanti ricordi e messaggi di cordoglio per la morte di Andrea Camilleri non poteva mancare quello di Eleonora Andreatta. Il direttore di Rai Fiction ha definito lo scrittore una sorgente viva e vitale di storie. Ecco le sue parole.

“Andrea Camilleri ci consegna un’esperienza e un lascito unici, per tutti, per i lettori, per gli spettatori e, in particolare per la Rai il cui cammino che s’intreccia in modi diversi e sempre significativi con la sua vita. È giusto ricordare la sua capacità di essere trasversale ai mezzi della comunicazione, portandovi sempre l’istinto e la cultura del racconto, della storia che ha radici profonde, a cominciare da quella inconfondibile sicilitudine a cui apparteneva, e che ha in sé la qualità e i valori per diventare universale. Per Rai Fiction Camilleri è stata una fonte, una sorgente viva e vitale di storie, che hanno trovato un volto amatissimo nel Commissario Montalbano, venti anni di indagini segnate dal distacco, dal senso di giustizia, dalla compassione profonda verso l’umano che è in tutti e dall’ironia che mette in distanza le cose e assurge a una visione della vita. Un modo di essere, di parlare, amare, mangiare, vivere. E poi con la produzione dei suoi preziosi romanzi storici, intrisi del passato della sua isola, ma in cui si rispecchia tutta la nostra italianità, i nostri difetti e la nostra grandezza, un racconto popolare che scava nella realtà ed entra in sintonia con il presente. Camilleri è stato sempre congeniale a un’idea di cultura che non può che coincidere con quella del servizio pubblico e di chi in questa cornice ha la responsabilità di costruire storie e di dare forza e senso a un immaginario riconoscibile e condiviso. Restano le sue trame e i suoi personaggi e, nel suo nome, continuano. Grazie” .

La Andreatta celebra Camilleri e sottolinea il successo senza tempo de Il Commissario Montalbano. Vent’anni fa esatti, nel 1999, dopo l’ottimo riscontro ottenuto in libreria con i primi romanzi, il commissario faceva la sua prima apparizione sugli schermi di Rai2. Il successo fu immediato, al punto che dopo alcune stagioni la serie prodotta dalla Palomar di Carlo Degli Esposti venne promossa su Rai1, divenendo nel corso degli anni un vero e proprio evento tv. Tanti i fattori che sin da subito contribuiscono all’affermazione del personaggio interpretato sul piccolo schermo da Luca Zingaretti, a partire naturalmente dalla penna di Camilleri. Le sue storie fatte di intrighi di provincia, con protagonisti personaggi dalle mille sfumature, anche nella fedele trasposizione televisiva conquistano i telespettatori.

Il pubblico impara il “vigatese”, una lingua formata da un inedito mix tra italiano e siciliano, e si innamora di Vigata, immaginaria cittadina sicula dove sono ambientate tutte le avventure di Montalbano, dell’eterna fidanzata Livia, e degli amici e colleghi Augello, Fazio e Catarella. Porto Empedocle, Santa Croce Camerina e le altre località in cui la serie viene girata diventano vere e proprie mete di pellegrinaggio per i tanti fans della serie. Un successo che si trasforma in numeri importanti.

Ad ogni passaggio televisivo Montalbano fa il pieno di ascolti. Gli episodi in prima visione raggiungono e superano in alcuni casi i 12 milioni di spettatori, quelli in replica, anche all’ennesimo passaggio, ottengono risultati che qualsiasi altra fiction non raggiunge solitamente neppure in prima tv. Trasmesso in più di 20 paesi al mondo, nel 2016 Montalbano è risultato tra i dieci programmi più visti nel Regno Unito. Ma dopo la morte del suo ideatore, quale sarà il futuro della serie?

Il futuro de Il Commissario Montalbano

In queste settimane sono sul set 3 nuovi episodi de Il Commissario Montalbano, la cui messa in onda è prevista su Rai1 nei primi mesi del 2020. Il primo film tv, intitolato La rete di protezione e tratto dall’omonimo romanzo del 2017, vedrà il Commissario alle prese con il mondo dei social network, mentre Vigata sarà in subbuglio a causa dell’arrivo di una troupe svedese impegnata a girare una fiction ambientata negli anni ‘50. Il secondo film tv, intitolato Il metodo Catalanotti e tratto dall’omonimo romanzo del 2018, vedrà Montalbano impegnato a indagare all’interno di una compagnia teatrale amatoriale. Il terzo episodio invece si intitolerà Salvo amato Livia mia, come l’omonimo racconto presente nella raccolta Gli arancini di Montalbano del 1999, e sarà – come già accaduto in passato – un mix di racconti, in questo caso incentrati sulla relazione tra Montalbano e la sua Livia.

Nel corso di questi 20 anni, tra i 34 film tv de Il Commissario Montalbano e le 2 stagioni del prequel Il Giovane Montalbano, è stata trasposta in tv buona parte della produzione letteraria di Camilleri con protagonista l’amato Commissario. Al momento resta fuori Il cuoco dell’Acyon, ultimo romanzo della saga di Montalbano, pubblicato lo scorso maggio ed attualmente in vetta alle classifiche di vendita. Camilleri era però già al lavoro su un nuovo romanzo con protagonista il commissario: “È in cottura. È la storia di due fratelli che si odiano e uno escogita un modo spaventoso per vendicarsi”. Non sappiamo se questo nuovo romanzo abbia già un titolo e una stesura avviata, ciò che è certo, è che nei cassetti della Sellerio, casa editrice che ha pubblicato e portato al successo il Montalbano letterario, è presente da anni Riccardino, un romanzo che rappresenta il finale della saga di Montalbano.

A non avere goduto di una vetrina televisiva è inoltre Acqua in bocca, romanzo scritto a quattro mani da Camilleri e Carlo Lucarelli, nel quale i due “maestri del giallo” fanno interagire i loro personaggi di maggior successo, ovvero il commissario Montalbano e l’ispettrice Grazia Negro. Nel romanzo i due protagonisti si trovano a dover risolvere insieme un caso piuttosto insolito. Una donna è stata ritrovata morta nella stazione di Bologna con in bocca un pesciolino rosso, e l’ispettrice Negro, capito da subito di non trovarsi di fronte a un banale omicidio, decide di richiedere l’aiuto del suo collega di Vigata, paese del quale era originaria la vittima. Una trama avvincente e ricca di colpi di scena, perfetta per un film tv, che vedrebbe peraltro per la prima volta il Commissario agire fuori dalla Sicilia. Chissà che un eventuale film tv tratto dal romanzo pubblicato nel 2010 da Minimun fax non possa vedere nel cast anche Lorenza Indovina, che già nel 2000 rivestì al cinema, in Almost Blue (tratto dall’omonimo romanzo di Lucarelli), proprio i panni dell’Ispettrice Negro. Ad attendere una trasposizione tv ci sono inoltre una ventina di racconti, compresi nelle raccolte Un mese con Montalbano, Gli Arancini di Montalbano, La paura di Montalbano, e nelle antologie Un anno in giallo e Una giornata in giallo. Un insieme di storie e avventure che, Rai permettendo, potrebbero tenere compagnia al pubblico ancora per alcune stagioni.

Camilleri oltre Montalbano

Oltre a Montalbano la prolifica penna di Andrea Camilleri potrebbe portare alla realizzazione di altri film e serie tv, cosa già accaduta con La mossa del cavallo (2018) e La stagione della caccia (2019), entrambi inseriti nel ciclo C’era una volta Vigata, e i 10 cortometraggi del ciclo Donne (2016).

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