28
marzo

David di Donatello 2017: tutti i vincitori. Show di Valeria Bruni Tedeschi: “Ringrazio la mia povera psicanalista e anche gli uomini che mi hanno abbandonato” (foto e video)

 Valeria Bruni Tedeschi

Valeria Bruni Tedeschi

Rapida e quasi marziale, la 61esima edizione dei Premi David di Donatello firmata da Sky è scivolata tra una premiazione e l’altra verso il trionfo come miglior film de La Pazza Gioia, che ha dovuto attendere non poco prima di veder fioccare i riconoscimenti importanti, tra cui il premio per la miglior regia a Paolo Virzì e quello come miglior attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi.

Quest’ultima ha chiamato sul palco la collega di set (e rivale ai David) Micaela Ramazzotti e ha fatto una lunga lista di ringraziamenti, dalla sua amica di infanzia Barbara fino ai suoi figli, passando per la povera psicanalista:

Non sapevo la cosa dei 45 secondi. Vorrei condividere questo premio con Micaela Ramazzotti, perché senza Donatella, Beatrice non potrebbe esistere, un po’ come Stanlio e Ollio… Cerco di fare in fretta. Ringrazio Franco Basaglia, che cambiò radicalmente l’approccio della malattia mentale in Italia. Ringrazio Paolo Virzì, che mi guarda da anni con tenerezza, allegria e senza paura. Ringrazio la mia amica Barbara, che mi propose ufficialmente la sua amicizia il primo giorno d’asilo e mi dette un po’ della sua focaccia, facendomi sentire magicamente non più sola. Ringrazio le mie amiche e i miei amici, senza i quali non potrei vivere (ride e piange, ndDM), la mia povera psicanalista. Faccio in fretta. Ringrazio Leopardi, (ride) Ungaretti, (ride) Pavese, ma soprattutto Natalia Ginzburg, i cui libri mi illuminano e mi consolano. Ringrazio Anna Magnani, Gena Rowlands e suo marito, De Andrè, mia madre, mia sorella, mia zia. Ringrazio di nuovo Paolo Virzì per avermi offerto di interpretare questo personaggio meraviglioso, triste, buffo e fantasioso e tutti i registi che mi hanno accolto nei paesi della loro fantasia, e in anticipo ringrazio quelli che forse mi accoglieranno ancora e mi permettono di vivere questa vita parallela che è il cinema. Ringrazio gli uomini che mi hanno amata e che ho amato, e anche quelli che mi hanno abbandonata… perché mi sento fatta di tutti loro ed è a loro che mi racconto. Ringrazio gli sconosciuti che mi fecero un sorriso, un gesto, nei giorni più bui, ringrazio i miei due meravigliosi bambini e grazie a voi, scusatemi“.

La sua reazione tra gioia e pianto ha pensato a riscaldare una serata fin troppo gelida, condotta da un Alessandro Cattelan sicuramente più calmo rispetto alla precedente edizione, ma non ironicamente supportato da una platea ingessata e parca nel concedere applausi.

Nelle due ore di messa in onda – in cui si è sentita la mancanza di un valido supporto comico – non sono mancati comunque i riferimenti alle sviste dei cugini hollywoodiani e qualche gaffe delle vittime mietute dai 45 secondi tassativi per i ringraziamenti. Tra l’esibizione di Manuel Agnelli (che ha portato sul palco la causa per Giulio Regeni) e il premio alla carriera di Roberto Benigni, le premiazioni sono state piuttosto eque, suddividendosi tra Veloce come il vento (con Stefano Accorsi miglior attore protagonista) e Indivisibili, mentre Fai bei sogni è invece rimasto a bocca asciutta.

David di Donatello 2017: i ringraziamenti di Valeria Bruni Tedeschi (video)

David di Donatello 2017: tutti i vincitori

MIGLIOR FILM:

La pazza gioia regia di Paolo Virzì

MIGLIOR REGIA:

Paolo Virzì per La pazza gioia

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE:

Nicola Guaglianone, Barbara Petronio, Edoardo De Angelis per Indivisibili

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA:

Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti, Salvatore De Mola per La stoffa dei sogni

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA:

Stefano Accorsi per Veloce come il vento

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA:

Valeria Bruni Tedeschi per La pazza gioia

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA:

Valerio Mastandrea per Fiore

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA:

Antonia Truppo per Indivisibili

MIGLIOR PRODUTTORE:

Attilio De Razza, Pierpaolo Verga per Indivisibili

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA:

Michele D’Attanasio per Veloce come il vento

MIGLIORE MUSICISTA:

Enzo Avitabile per Indivisibili

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE:

Dal film Indivisibili “Abbi pietà di noi”
MIGLIORE SCENOGRAFO:

Tonino Zero per La pazza gioia

MIGLIOR COSTUMISTA:

Massimo Cantini Parrini per Indivisibili

MIGLIOR TRUCCATORE:

Luca Mazzoccoli per Veloce come il vento

MIGLIOR ACCONCIATORE:

Daniela Tartari per La pazza gioia

MIGLIOR MONTATORE:

Gianni Vezzosi per Veloce come il vento

MIGLIOR SUONO:

Presa diretta: Angelo Bonanni – Microfonista: Diego De Santis – Montaggio e Creazione suoni: Mirko PERRI – Mix: Michele Mazzucco per Veloce come il vento

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE:

Marco Danieli per La ragazza del mondo

MIGLIOR DOCUMENTARIO:

Crazy for football di Volfango De Biasi

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI:

Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network per Veloce come il vento

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA:

Io, Daniel Blake di Ken Loach

MIGLIOR FILM STRANIERO:

Animali notturni di Tom Ford

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO:

A casa mia di Mario Piredda

DAVID GIOVANI (votato da oltre seimila studenti di scuole superiori):

Pierfrancesco Diliberto per In guerra per amore




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5 Commenti dei lettori »

1. Luca ha scritto:

28 marzo 2017 alle 11:19

Roberto Benigni negli ultimi 20 anni non ha fatto più nulla di memorabile come regista
Lasciamo perdere le sue contraddizioni quando elogiava la costituzione e alcuni mesi dopo decantava la sua distruzione con la riforma renziana
Per il premio alla carriera deve ringraziare solamente la sua vicinanza al PD e a certi ambienti radical chic
Che poi il premio alla carriera si dovrebbe dare ad un regsita alla fine della sua vita e non mi pare che benigni sia così anziano…..
Un altro regista forse anche più bravo di lui ,Pasquale Squitieri,per il suo coraggio nel contrapporsi a questo sistema dichiarandosi apertamente di destra non ha avuto nemmeno un decimo degli elogi che ha avuto e ha il sig. Benigni



2. Vince! ha scritto:

28 marzo 2017 alle 13:10

La valanga di odio sputata sui social contro Roberto Benigni è stata davvero sorprendente e massiccia: spiace vedere che sia arrivata anche qui.
Non riconoscerne i meriti cinematografici solo per ragioni politiche è davvero miope.



3. Vince! ha scritto:

28 marzo 2017 alle 13:17

In quanto alla serata, ho notato un netto abbassamento del livello rispetto a quella dell’anno scorso, già a partire dal filmato iniziale, meno riuscito rispetto a quello con The Jackal, nonostante i tanti personaggi presenti.
Battute non proprio divertenti di Cattelan, accolte con il solito gelo siberiano dalla platea, che si è sciolta solo con lo straordinario discorso di ringraziamento della Bruni Tedeschi.



4. Nina ha scritto:

28 marzo 2017 alle 17:07

@Luca: complimenti per le tue analisi sempre così lucide e mirate. Concordo su tutto.
Valeria Bruni Tedeschi, semplicemente meravigliosa in quel film ma, d’altronde, Virzì riesce sempre a valorizzare al meglio le protagoniste dei suoi film.



5. Luca ha scritto:

28 marzo 2017 alle 21:06

@ Vince
Io non provo nessun odio per Benigni
Se lei interpreta una mia opinione come una manifestazione di risentimento ha proprio sbagliato indirizzo
Io ho visto e rivisto film come Johnny Stecchino,come La vita è bella,il piccolo diavolo,il mostro
Non discuto della sua bravura ,ma ,dopo la vittoria dell’Oscar ad Holywood ,nel 1998 ,la sua vena artistica si è spenta
Uno dei film più brutti che abbia mai visto in vita mia è stato Pinocchio una inutile rivisitazione della fiaba collodiana
Cosa ha fatto come regista negli ultimi venti anni ?
Due film tutte e due brutti se non orrendi
E poi si è dedicato alla televisione grazie alle sue amicizie nella sinistra radical chic ,andando a recitare Dante ,i dieci comandamenti pagato milioni di euro
Dunque ? Ha diretto 5-6 film
Ritengo che questo premio alla carriera sia stato un mero ringraziamento da parte della sinistra radical chic ,null’altro di più
D’altra parte se la suonano e se la cantano sempre tra di loro
E ribadisco la vergognosa colpa della cultura italiana che non ha speso se non pochissime parole per la morte di un grande regista come Pasquale Squitieri



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