21
marzo

Mediaset vs Vivendi, parte il processo civile su Premium. I francesi chiedono i danni, il Biscione contrattacca

Mediaset

Vivendi attacca, chiede i danni. E Mediaset risponde. L’ennesimo scambio di colpi tra il colosso francese ed il Biscione si consuma nel giorno della prima udienza per il processo civile che vede contrapposte le due società sul caso Premium. Stavolta a fare il primo passo sono stati i transalpini, che hanno depositato in Tribunale una domanda riconvenzionale di risarcimento danni per diffamazione in merito alla “campagna mediatica” che avrebbero subito dopo il mancato accordo sulla pay tv di Cologno.

Secondo quanto riferiscono fonti legali interpellate in occasione della prima udienza della causa Mediaset-Fininvest contro Vivendi, il gruppo francese ha presentato una richiesta risarcimento sostenendo che la controparte, subito dopo la mancata vendita di Premium, avrebbe condotto una campagna mediatica ritenuta diffamatoria. Al momento, però, il presunto danno non sarebbe ancora stato quantificato.

Ma Mediaset, dal canto suo, non si è fatta trovare impreparata ed ha reagito al colpo presentando una controquerela nei confronti di Vivendi a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate dai vertici del colosso francese. La mossa legale, in particolare, riguarda le affermazioni di Arnauld de Puyfontaine (Ceo Vivendi), secondo cui Premium era stata venduta da Mediaset come se fosse “una Ferrari” mentre era in realtà “una Fiat Punto”.

E’ come se ci avessero invitato a cena in un ristorante a tre stelle e poi ci siamo ritrovati in un McDonald’saveva anche detto il top manager, ribadendo il concetto.

Non solo. In una recentissima intervista al Financial Times, De Puyfontaine ha definito “ingannevoli” le informazioni fornite da Mediaset nel corso del negoziato su Premium. Parole che hanno fatto scattare la querela del Biscione. Fininvest inoltre ha rappresentato un nuovo elemento in udienza: nella sua scalata fino a quasi il 30% del capitale sociale di Mediaset, Vivendi avrebbe violato il patto parasociale che prevedeva una partecipazione di Vivendi non oltre il 3,5%.

Il procedimento cominciato oggi a Milano è nato da due denunce. La prima è quella intentata da Mediaset contro il gruppo francese per richiedere “l’esecuzione coattiva” del contratto per l’acquisto di Premium da parte di Vivendi e un risarcimento di 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo nell’esecuzione. A sua volta Fininvest aveva avviato una azione legale quantificando in 570 milioni i danni da immagine e da caduta del titolo Mediaset in Borsa. Il giudice civile Vincenzo Perrozziello ha deciso di unificare i due procedimenti.

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