27
febbraio

Bruno Vespa: “tetto agli stipendi rischia di uccidere la Rai”. Non ci si poteva pensare prima?

Bruno Vespa

Si rischia di uccidere la Rai. E’ l’uomo azienda che parla, e il suo è un vero e proprio grido d’allarme. Dopo le pacate dichiarazioni dei giorni scorsi, Bruno Vespa è tornato sul caso del tetto agli stipendi dei conduttori Rai e stavolta lo ha fatto con parole decisamente chiare. Secondo il conduttore di Porta a Porta, che a Viale Mazzini ci ha costruito un’intera carriera, occorre risolvere la questione al più presto. Altrimenti finisce male.

Sono profondamente addolorato che, per un gioco scappato di mano a tutti, si rischi di uccidere la Rai proprio mentre operatori stranieri stanno sempre più prendendo piede nei media italiani: da Sky a Discovery, alla partecipazione francese in Mediaset, che mi auguro resti italiana…” ha affermato Vespa, intervistato dal Corriere della Sera.

Il conduttore, in particolare, teme che il tetto di 240mila euro annui rischi di sottrarre alla Rai risorse professionali che hanno reso assai più di quanto sono costate. Con conseguenze apocalittiche.

Significherebbe impoverire la Rai, far precipitare la pubblicità, peggiorare i bilanci, farla uscire dal mercato televisivo, licenziare personale. Credo che nemmeno coloro che oggi festeggiano vorrebbero tutto questo“.

Dopo l’indicazione espressa dal CdA (che farà scattare il provvedimento da aprile), la palla è passata alla politica. Si attende infatti che il Ministero del Tesoro si esprima in merito all’interpretazione della legge 198 del 26 ottobre 2016, quella che appunto stabilisce un limite agli stipendi. Nei prossimi giorni, il DG Campo Dall’Orto incontrerà il ministro competente, Pier Carlo Padoan, e la speranza di Vespa è riposta nell’azione di quest’ultimo.

Nutro molta stima verso di lui. È una persona di buonsenso e lo dimostra nella tenuta difficilissima dei conti dello Stato. Spero decida per il meglio sulla Rai. Ma non può essere lasciato solo: qui il gioco del cerino non può funzionare…” ha detto il giornalista, che ha parlato di scelta necessaria per “permettere alla Rai di continuare ad esistere”.

Ma, forse, quella del giornalista è una fiducia mal riposta. I politici chiamati ora a sbrogliare la matassa sono infatti gli stessi che hanno promosso una legge poco chiara e di controversa applicazione. Quelle espresse da Vespa sono tutte riflessioni corrette ma la domanda è: non ci si poteva pensare prima? Il ritardo di reazione del Ministero (da cui sono mesi che si attendono lumi) è stato peraltro proprio uno dei motivi che hanno legittimato il CdA ad esprimersi con atto cautelativo.

Secondo il conduttore, il governo e tutti i partiti di buon senso dovrebbero sostenere una decisione “che salva il servizio pubblico“. Finora, però, i principali schieramenti si sono detti a favore di un tetto. Posizione che Vespa contesta con un ragionamento chiaro: se un conduttore fa ricavare alla Rai più del suo compenso, merita quel denaro.

Infine una precisazione sull’ammontare degli stipendi, in riferimento ad alcune indiscrezioni riportate di recente da organi di stampa. Riguardo alla sua busta paga, Vespa ha specificato:

Mi dispiace che molti continuino ad attribuirmi un compenso annuo di 1 milione e 800 mila euro, più 1 milione per prestazioni straordinarie. In realtà, 1 milione e 800 mila euro è il tetto massimo insuperabile, tanto è vero che nelle ultime due stagioni ho maturato 356.250 euro in più che non mi sono stati accreditati. Questo significa che ho lavorato gratis per 30,6 seconde serate“.

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7 Commenti dei lettori »

1. Filippo ha scritto:

27 febbraio 2017 alle 12:06

Povero Bruno… ragazzi perché non facciamo una raccolta fondi per integrare il suo stipendio?! Prendiamo spunto dal bravo Cattelan… dona anche tu un neurone a Bruno Vespa.



2. kalinda ha scritto:

27 febbraio 2017 alle 13:48

Io sperimenterei questo tetto vediamo dove andranno i conduttori strapagati.



3. sboy ha scritto:

27 febbraio 2017 alle 14:27

Ma quale uccidere la Rai! L’unico che conta lì e che potrebbe essere ricoperto di soldi per passare dall’altra parte è Carlo Conti. Chi si prenderebbe presunte star come Clerici, Insinna o Frizzi che oggi sul mercato non valgono niente? Con quei target orrendi della gente che li segue hanno tutte le porte sbattute in faccia..Mediaset, Discovery e Sky! Traget completamente opposti! Questi che ho elencato sono talmente alla deriva che pur di lavorare si fanno abbassare lo stipendio. Vespa pure. Trovo comunque esagerato il tetto di 240,000 euro all’anno. Secondo me bisogna pagare gli artisti in base agli ascolti che portano. Sinceramente vedere una Clerci che prende più di Carlo Conti e ormai non è azzecca più una dal suo Sanremo è scandaloso!



4. ale88 ha scritto:

27 febbraio 2017 alle 14:27

secondo me Conti e Clerici (ma anche Vespa) rimarrebbero comunque.
Nutro dei dubbi invece su Fazio…



5. kalinda ha scritto:

27 febbraio 2017 alle 14:46

ma Conti senza Tale e quale, l’eredità e I migliori anni che sono format non vale nulla, gli unici che si sono creati un gruppo produttivo sono Fazio (che pure conduce un format però debole), Bonolis e la De Filippi.



6. Srich ha scritto:

27 febbraio 2017 alle 17:16

Magari il compromesso starà nei 240mila (o forse qualcosa in più) fissi più un tot variabile legato ai risultati di raccolta pubblicitaria, un po’ come i bonus per i calciatori.
Io rimango dell’idea che molti di loro, premiati più dal format che dai propri meriti (o non premiati proprio, tipo Vespa), per i 240mila all’anno dovrebbero già baciare terra.



7. Lorenzo ha scritto:

27 febbraio 2017 alle 23:40

Ahahahahahahah poverino rischia di diventare povero … Ma io spero con tutto me steso che passi questa legge .. X chi sono pochi che se ne vadano, ma chi se li prende??? Clerici,Vespa e Frizzi proprio sono anti-discocery e anti-sky e Mediaset ne ha già troppi e bravi conduttori. Un forse su Fazio che potrebbe essere preso da Mediaset o La7 ma Il resto rimarranno li, altrimenti se 240 mila€ sono pochi che si stessero a casa … C’è la fila x prendere kl loro posto e quei soldi! Ridicoli.
P.s. A mio avviso questo avrà conseguenze anche nelle Tv commerciali che abbasseranno i cachet



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