11
febbraio

SANREMO 2017, SANDRA MILO SULL’IMITAZIONE DI VIRGINIA RAFFAELE: “MEGLIO LA SATIRA CHE UN BEL FUNERALE”

Sandra Milo

La bravura degli imitatori sta nel saper rappresentare, senza particolari pruriti di reverenza, il personaggio preso a bersaglio nella sua stratificata interezza potenziandone i lati comici tramite la caricatura. Virginia Raffaele rappresentando Sandra Milo, nella quarta serata del Festival di Sanremo 2017, è stata dunque brava sebbene, va detto subito, eccessiva e facilona con le battute a sfondo sessuale. La voce c’era, il trucco pure, e soprattutto c’era il mondo della Milo: la Raffaele ha rappresentato l’attrice come una donna che gestisce la fama e i flirt con fare naïf e, nel contempo, come un’anziana imprigionata dentro la gabbia dorata della fanciullezza un po’ furbescamente distaccata dalla realtà. La Raffaele-Milo ha, non a caso, concluso il suo intervento sul palco dell’Ariston cantando, con un coro dell’Antoniano molto cresciuto, una canzone ingenuotta che si è trasformata in una scena circense, del tipo 8 1/2 di Fellini (di cui Sandra fu musa).

Questo per quanto riguarda la misurazione della bravura di un imitatore. La grandezza dei personaggi, invece, si misura anche attraverso le loro occasionali dimostrazioni di quell’intelligenza mista a lungimiranza che è materiata soprattutto dall’autoironia. E come ha preso Sandra Milo l’imitazione che ha fatto di lei Virginia Raffaele? Bene e con una battuta:

“La parodia di Virginia Raffaele? Non l’ho vista, perché ero in scena a teatro. Ma mia figlia Debora stamattina mi ha chiamato e mi ha raccontato tutto. E’ come se l’avessi seguita anch’io. E comunque i personaggi li si omaggia o con la satira o con un bel funerale, in cui tutti parlano bene del defunto… Meglio la satira, no?

Abbiamo detto del taglio netto col quale Debora Ergas abbia raccontato alla madre il mini-show sanremese (qui il suo tweet di ieri), ma la diretta interessata-omaggiata-parodiata, raggiunta dall’Ansa durante la sua tournée teatrale con la commedia Centro metri quadri di Juan Carlos Rubio (in questi giorni è al teatro Manzoni di Roma), ha anche dichiarato di essere un’ammiratrice della Raffaele e ha ribadito di essere aprioristicamente serena sulla vicenda:

“Trovo che Virginia sia bravissima, sono una sua ammiratrice: mi sarebbe piaciuto essere sul palco con lei, sono divertita e lusingata. Se si riesce a rendere omaggio a una persona e insieme a far ridere, credo che sia perfetto“.

Sì, la Milo s’apprezza agilmente pure per questo suo modo imperturbabilmente solare di vivere la vita, questa leggerezza con la quale vola alto (almeno da qualche anno) sopra quello che le capita attorno e oltre a ciò che si dice su di lei. E in effetti Carlo Conti, uno che conosce bene l’attrice (l’ha avuta ospite in più occasioni nelle sue trasmissioni) aveva previsto, durante la consueta conferenza mattutina con i giornalisti della Sala Stampa del Teatro Ariston, che Sandra potesse prendere bene la parodia di Virginia, “conoscendo l’intelligenza” dell’attrice ottantaquattrenne. E così è stato: happy end.



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