Vincitore



3
dicembre

XFACTOR 3: TRIONFA MARCO MENGONI

Marco Mengoni vince XFactor 3

Una battaglia combattuta, giocata al fotofinish tra le due voci che più si sono messe in luce durante questa terza edizione di X Factor: Giuliano Rassu (capitanato da Claudia Mori) e Marco Mengoni (capitanato da Morgan). Alla fine trionfa Marco, talento cristallino, cantante eclettico che si è distinto sin dalle prime esibizioni del programma. Nonostante un brano inedito non indimenticabile, Marco ha confermato tutti quelli che lo davano come favorito vincitore e ha conferito a Morgan, per il terzo anno consecutivo, il merito della vittoria della sua categoria

La gara musicale della serata è stata intensa e variegata e ha dato l’ennesima dimostrazione delle abilità dei tre finalisti. Le Yavanna (terze classificate), sempre coerenti nel loro genere e nelle loro armonizzazioni, sono rimaste comunque nel complesso distaccate e un po’ leziose; “amate, per essere amate” questo è il monito della Maionchi e la speranza è proprio che le tre ragazze imparino a mettere in pratica quest’insegnamento. I due ragazzi invece si sono dati battaglia senza esclusione di colpi, mettendo d’accordo sulla loro bravura pubblico e  critica.

Il red carpet della serata è stato quanto mai di prestigio, ma talmente affollato da lasciare pochissimo spazio a tutti i protagonisti. Polemico e surreale Lucio Dalla, timido Alex Britti, impacciato Max Pezzali; 50 cent e Gianna Nannini a completare le guest star musicali. Ancor meno spazio per i pm del “Processo” e poco rilevanti i commenti di Lorella Cuccarini. C’è stata infine Antonella Clerici a vestire i panni della madrina benevola, pronta a dare il benvenuto al primo concorrente “big” ufficiale della prossima edizione della kermesse sanremese, la sessantesima.

[QUI UNA FOTOGALLERY DELLA FINALE]




21
aprile

GRANDE FRATELLO 9: FRA TEMI SOCIALI E ASCOLTI DA RECORD TRIONFA FERDI.

Grande Fratello 9 Vince Ferdi @ Davide Maggio .it

E’ Ferdi il vincitore di Grande Fratello 9. Il ragazzo 22enne di origini rom, arrivato clandestinamente in Italia più di 10 anni fa dal Montenegro a bordo di un gommone e ora perfettamente integrato nel nostro paese (lavora come aiuto cuoco a Fano e ha fatto il provino per GF agli open cast di Rimini), si è aggiudicato il montepremi finale di 300.000 euro, riuscendo a battere la concorrenza degli altri 3 finalisti: il “playboy” Gianluca (quarto classificato), la supermaggiorata Cristina (terza), e il fornaio Marcello (secondo classificato).

Abbandonato dalla madre quando era piccolissimo (l’ha rivista in un videomessaggio grazie a GF) e separato dalla sorella (anche da parte sua un videomessaggio durante il reality), Ferdi è arrivato nel nostro paese insieme al padre che l’ha costretto a rubare e a partecipare a combattimenti clandestini tra minorenni. I due sono stati separati dalle forze dell’ordine e Ferdi è cresciuto poi in un istituto. Nonostante le difficoltà non si è mai arreso e, infatti, il suo motto è “viviamo per qualcosa di più grande”. Tra i suoi sogni c’è quello di iscriversi all’università. Sin dai periodi bui della sua travagliata infanzia con il padre, Ferdi aveva intuito che la sua via di salvezza sarebbero stati lo studio, l’impegno e la dedizione al lavoro. Con la sua vittoria, dopo 99 giorni e 2.500 ore di diretta televisiva, si chiude un’edizione da record del padre di tutti i reality. A stasera, infatti, GF9 ha una media di oltre 6.500.000 spettatori e del 30,7% di share sul target commerciale, con puntate che hanno raggiunto picchi superiori ai 10.200.000 spettatori e vicini al 55% di share.

Il programma condotto da Alessia Marcuzzi (che con questa edizione e 63 puntate di prime time diventa la conduttrice più longeva del reality) ha registrato un grande successo anche sul web: il sito ufficiale registra ogni giorno oltre 100.000 visitatori unici, centinaia sono i gruppi nati su Facebook e i video caricati quotidianamente su YouTube dedicati ai protagonisti del reality. La puntata di questa sera si è aperta con un’enorme sfera, posizionata in giardino, che, sulle note di Knocking on heaven’s door, ha iniziato a pulsare come un cuore, simbolo delle forti emozioni vissute dai quattro finalisti. Tutti gli ex concorrenti si sono esibiti poi in un balletto in perfetto stile Bollywood sulle note di Jai Ho dal film The Millonaire.


22
febbraio

CARTA CANTA! SANREMO 2009 SI CHIUDE CON UN DEJA VU: A TRIONFARE E’ MARCO CARTA

Marco Carta e Maria De Filippi - Festival di Sanremo 2009

C’è l’ha fatta! A dispetto di tanti, troppi, insopportabili e spocchiosi fustigatori dei fuoriusciti da televisivi talent show, Marco Carta, cagliaritano classe 1985, è il vincitore della 59^ edizione del Festival della canzone italiana.

A meno di un anno, dunque, dal suo trionfo nella scuola di Amici, Marco “pulcino spaurito” Carta, torna, di fronte alla sua mamma televisiva, (Maria De Filippi), a sollevare lo scettro del vincitore. Un Festival che si è assunto, ab inizio, l’ambiziosa missione di celebrare, promuovere e santificare l’eccellenza italiana, avrebbe, forse, coerentemente dovuto avere un epilogo diverso (leggasi vittoria di Francesco “the voice” Renga, o trionfo di una superlativa Patty Pravo, stasera, intensa, struggente più che mai), ma è pur vero che ben peggiore pericolo abbiamo corso poche ore fa. Un liberatorio sospiro di sollievo ha, infatti, accompagnato la proclamazione della vittoria di Marco Carta, dopo che per circa un’ora, da quando, cioè, avevamo appreso sgomenti la terna finale (oltre a Marco Carta, per l’appunto, Povia e Sal Da Vinci) avevamo sudato freddo all’idea che la vittoria potesse arridere a chi meno, fra tutti, la meritasse.

Dopo aver avuto l’incontenibile tentazione di richiedere un’immediata prova etilometrica per i televotanti che, forse, in preda a trenini e sfrenate danze carnevalesche, debbono aver espresso le proprie preferenze per la maschera più riuscita (come si può, però, anche in questo caso, ignorare Maria De Filippi vestita da Nonna Papera o Alexia da mini wurstel?) il nostro pensiero è, però, subito corso alla sciagurata eventualità che a vincere fosse chi dopo “l’ode del piccione” ha avuto il cattivo gusto di proporre “l’invettiva contro il pentito ricchione”. Pericolo scampato. Un Festival, perfetto sotto ogni punto di vista, rischiava, infatti, di sbandare all’ultima curva, regalando ulteriore immeritata visibilità a chi, attraverso una mirabile operazione commerciale, ne ha guadagnata fin troppa (chapeau agli Afterhours che si sono appuntati un triangolo rosa al petto).





21
febbraio

SANREMO 2009, quarta serata: FORREST GUMP ARISA TRIONFA TRA LE PROPOSTE, ANCHE BONOLIS HA LA SUA CAVALLA PAZZA, ELIMINATI DOLCENERA E I GEMELLI DIVERSI

Arisa - Festival di Sanremo 2009

Commistione degli opposti, mescolanza di alti e bassi: è questo il segreto della carriera di Paolo Bonolis e della 59esima edizione del Festival di Sanremo. Così, in ossequio al trionfo di contrasti orchestrato da Bonolis, a vincere tra le proposte nel più elegante dei palchi è una Forrest Gump in gonnella alias Arisa, una che di nome fa Rosaria Pippa (Arisa è un acronimo delle iniziali sue, dei suoi genitori e delle sue due sorelle), con la canzone Sincerità. Mentre Big e non cercano in tutti i modi un significato morale, una nobilitazione delle loro canzoni, e ricorrono spesso, troppo spesso, a meri esercizi vocali per dimostrare la loro bravura, Arisa vince senza avere una gran voce con un motivetto semplice ma che ha il pregio di arrivare subito.

La vittoria di Arisa è il climax di una serata piacevole, forse meno della precedente ma pur sempre capace di percorrere tutte le possibili declinazioni dell’emozionarsi. Serata che non poteva che iniziare con una barocca fusione tra lirica e pop, con i cantanti lirici Dimitra Theodossiou e Gianluca Terrannova a intonare famose canzoni italiane e internazionali, da Caruso a We are the Champions, mentre a fare bella mostra sullo schermo scorrevano le immagini di ‘E la nave va’ di Fellini, cui è seguito un balletto del coreografo del musical ‘Across the Universe’, Daniel Ezralow.

La serata prosegue, poi, con i duetti dei big, o in alcuni casi semplici rivisitazioni dei brani, che non hanno, escluse poche eccezioni, sortito l’effetto di arricchire i pezzi. D’altronde, la levatura degli ospiti, era ben diversa dalla sera precedente. Stavolta bisognava non offuscare i cantanti. Le sole “star” erano Morandi, quarto uomo per Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour, D’Alessio con il clone Da Vinci e Daniela Dessì, star della lirica, che in coppia con Renga è parsa ben assecondare le velleità da novello Bocelli di quest’ultimo. Ben riusciti, i connubi  musica e recitazione di Albano sul palco con Michele Placido e di Masini con Francesco Benigno. Quest’ultima accoppiata riesce nell’arduo compito di rendere meno volgarmente banale la canzone.

Dopo il salto l’incursione della pornostar e le imperdibili pagelle di DM:


21
febbraio

ARISA VINCE CON “SINCERITA’” IL 59° FESTIVAL DI SANREMO PER LA CATEGORIA “PROPOSTE 2009″

Arisa (con Lelio Luttazzi) - Festival di Sanremo 2009
ARISA, con il brano SINCERITA’
VINCE LA 59^ edizione del Festival di Sanremo
nella categoria Proposte 2009




28
novembre

ALLA TALPA TUTTO E’ COME SEMBRA: TRENTALANCE E’ LA TALPA, KARINA TRIONFA

Si è conclusa la terza edizione della Talpa, reality-game targato Italia Uno, che, soprattutto nel corso delle ultime settimane, ha sbaragliato la concorrenza, ottenendo, in termini di ascolto e gradimento del pubblico, risultati più che lusinghieri, ben oltre le più rosee aspettative della vigilia.

Procediamo, perciò, con ordine, e ripercorriamo le tappe fondamentali dell’ultima puntata. Alle 21.10, con insolita puntualità, si parte. Dopo 1176 ore di duro lavoro, fatto di sabotaggi, finzioni e bugie, per la talpa arriva il momento della resa dei conti. Come da noi anticipato, nel pomeriggio, i 5 finalisti raggiungono lo studio a bordo di un’automobile, intonando, con entusiasmo, manco fossero in gita con il centro anziani, improponibili stornelli napoletani. Paola Barale elegante acconciatura alla Grace Kelly, ma inguardabile abito stile Alì Babà, si affretta a fare marcia indietro su alcune dichiarazioni, rilasciate qualche anno fa, tutt’altro che benevole nei confronti del genere reality. Ahi, ahi, cara Paola, mai sputare nel piatto dove, presumibilmente, potresti, un giorno, finire a mangiare! Mentre Vincenzo, ribattezzato (In)Cantatore, sposta gli immancabili disgustosi rettili da una teca all’altra con la stessa rapidità e la stessa disinvoltura con cui, abitualmente, Melita cambia fidanzato, ecco la futura moglie di Clemente Russo così sobriamente agghindata che la povera Perego, in più di un’occasione, rischia di scambiarla per una  aspirante parrucchiera che ha interrotto il suo corso di studi dopo la lezione sulla cotonatura anni ‘80 o, peggio, per una collega di Trentalance.

Alle 21.46 arriva il momento tanto atteso da milioni di italiani: Karina, colpita da raucedine fulminante, improvvisamente afona? Macchè! Più semplicemente, Pasquale è fuori. Incalzato da un raffinatissimo Tonon  che palesa la sua disponibilità a depilarsi i peli pubici, il buon Pasquale si difende come può e, sorprendentemente, senza far ricorso a nemmeno mezzo proverbio. Frattanto arrivano in studio alcuni rappresentanti della famiglia zulu intonando il motivetto tormentone che, già da qualche tempo, ha sostituito nel cuore degli italiani quello del gattino Virgola e della bella topolona. I più informati mormorano che i simpatici zulu non siano qui né per una visita di cortesia, né per uno scambio culturale, ma, esclusivamente, per chiedere, allo Stato italiano, un cospicuo risarcimento per gli incommensurabili danni psicologici provocati loro dalla convivenza forzata con Karina e Pasquale, nonché dall’indimenticabile visione, appena sveglia, di Joker, alias Fiordaliso. Temo che loro, giustamente, non si accontenteranno di una misera social card!


25
novembre

VLADIMIR LUXURIA VINCE L’ISOLA DEI FAMOSI 6

Isola dei Famosi 6 - Vittoria Vladimir Luxuria @ Davide Maggio .itA testa alta e a schiena dritta è salita sul gradino più alto del podio. In una puntata nella quale ha saputo riconquistare le simpatie di coloro che avevano disapprovato il discutibile gesto, seppur efficace ai fini delle dinamiche del reality, nei confronti della collega Belen, Vladimir Luxuria è stata incoronata sesta vincitrice dell’Isola dei Famosi.

Una vittoria che ha assunto un gusto tutto particolare. L’ex parlamentare ci credeva davvero, al punto tale da trasformare una partecipazione ad uno show televisivo in una vera e propria sfida. Probabilmente l’ennesima sfida di una vita difficile nella quale qualunque scelta è stata bersaglio di critiche serrate. Una sfida con se stessa, con i colleghi naufraghi, con il pubblico a casa ma soprattutto contro il pregiudizio. Un pregiudizio nei confronti della diversità che, a quanto pare, è più formale che sostanziale.

Il pubblico italiano sembra non aver avuto alcun dubbio nel consegnare la vittoria nelle mani di colei che rappresentava il simbolo della trasgressione e di una “non convenzionalità” ben distante da un’ortodossia tutta italiana. E a nulla è valso il tanto apprezzato e decantato Lato B di Belen Rodriguez, o, forse, quella stessa ortodossia ha preferito la “non convenzionalità” della transgender più famosa del Belpaese all’infedeltà presunta dell’argentina mozzafiato.


25
novembre

VLADIMIR LUXURIA TRIONFA ALL’ISOLA DEI FAMOSI: LE DICHIARAZIONI SULLA VITTORIA

Isola dei Famosi 6 - Vittoria Vladimir - 24 novembre 2008 @ Davide Maggio .it

Non credo che vincere l’Isola voglia dire essere la vincitrice effettiva del programma. Vincere vuol dire resistere fino a che non ti nominano, fino a che il pubblico non ti manda via o fino alla destinazione finale. Vinci solo se l’hai vissuta con la testa, come un’esperienza formativa e non come una vetrina.

Io oggi posso dire di avere vinto l’Isola perchè ho fatto la scelta giusta, ho ascoltato la mia voce e non quella delle critiche, come ho fatto quando ho deciso di essere libera, di essere la trans che sono dentro, di fare politica, di fare Mucca Assassina, di organizzare i Gay Pride, di fare l’Isola.

Ancora una volta posso dire di aver fatto la scelta giusta.

Sono contenta perchè ho resistito alla fame, ho resistito agli attacchi, a una vita di convivenza forzata e sono contenta perchè per tutta questa esperienza sono stata me stessa e ho trovato una me stessa migliore di quanto mi aspettassi.

Ho deciso di devolvere la parte che andrà in beneficenza all’Unicef perchè so che non avrò dei bambini e quindi, a mio modo, voglio aiutare dei bambini che sono nati sfortunati.