TG La7



9
giugno

LA7, MENTANA SUONA L’ALLARME: CON DE BENEDETTI SAREMMO MENO LIBERI

Enrico Mentana, La7

Sul futuro di La7 e del nascente terzo polo ci sono grandi aspettative. Si guarda ad essi come al nuovo che avanza, alla tv dei liberi professionisti che tutti aspettavano da tempo. Ma Enrico Mentana, che ha l’olfatto più fine di un segugio, ha fiutato che sul grande sogno mediatico soffia un venticello sospetto, di quelli che impediscono anche al nocchiero più esperto di prendere il largo. Da qualche tempo, infatti, l’emittente di Telecom Italia Media è in vendita (lo ha confermato nei giorni scorsi anche il suo AD Giovanni Stella) ed è in attesa di arruolare un socio che ne acquisisca il 40% della proprietà. L’avvento di un nuovo “padrone” ha subito fatto drizzare le antenne al direttore del Tg La7, già in allarme per gli eventuali condizionamenti che una diversa governance da quella attuale potrebbe imporgli.

La7 cambierebbe sia con Rcs sia con De Benedetti, soprattutto con De Benedetti” dice il  Mitraglietta in un’intervista a Il Giornale. I nomi da lui citati non sono affatto casuali, anzi, sono proprio quelli che - secondo le indiscrezioni – avrebbero messo gli occhi sull’emittente del terzo polo tv. In particolare, il patron di Repubblica è in attesa di una sentenza sul Lodo Mondadori che potrebbe regalare al suo gruppo un consistente gruzzolo (ai danni Mediaset, ndDM) pronto da investire in una quota societaria nel piccolo schermo. Un’eventualità che turba Mentana. “Stiamo bene con un editore forte, politicamente incolore” come Telecom, dice, ribadendo: “questo ci garantisce una libertà invidiabile“. “Se venissero Murdoch, De Benedetti o un prestanome di Berlusconi non sarebbe più così“.

Il giornalista rivendica di non aver mai ricevuto condizionamenti dall’attuale dirigenza  (“non mi hanno mai detto cosa fare. Il vantaggio è che, in televisione, la libertà si vede subito“) e sogna una La7 sempre più competitiva e terzopolista, precisando che “terzietà non significa schierarsi con il terzo polo di Fini e Casini, significa avere la forza di realizzare un prodotto libero per i telespettatori“. Al momento, però, nella squadra dell’emittente ci sono diversi giornalisti schierati e l’arrivo di Santoro sarebbe la ciliegina sulla torta della faziosità. Che dice, a riguardo, l’indipendente Mentana?




9
giugno

SANTORO A LA7? E’ GIA’ L’INCUBO DI BERLUSCONI

Michele Santoro

Manco fosse su Scherzi a parte. In questo periodo a Berlusconi ne capitano di tutti i colori. Prima la batosta elettorale, conseguenza di una improvvida campagna mediatica Silviocentrica, e ora l’effetto boomerang originato dal divorzio tra Michele Santoro e la Rai. Gli incubi non vengono mai soli e, se tanto gli dà tanto, stavolta il Cav vince la tombola della sfiga. Ad occhi distratti l’azzeramento di Annozero e l’allontanamento del suo conduttore dagli schermi pubblici potevano sembrare vittorie per il premier, da sempre intenzionato a far fuori l’indomabile giornalista. Sbagliato: dopo la “separazione consensuale” da Viale Mazzini, l’arcangelo Michele ha le ali sciolte e potrà svolazzare indisturbato negli alti cieli della faziosità.

Ora infatti Berlusconi sembra preoccupato dell’eventualità che Santoro decida di approdare a La7, dove avrebbe carta bianca e diventerebbe il volto di punta di un terzo polo televisivo lanciato verso il 15% di share. Tutti ascoltatori che la tv di Telecom, con il teletribuno in testa, rosicchierebbe a Rai e Mediaset. Un autogol per il Cavaliere e per le emittenti del suo gruppo. Nel tentativo di evitare il peggio, si dice che in queste ore ci sia un’intesa attività di pressing su Telecom Italia Media da parte di Mediaset e di uomini vicini al governo. Lo rivela l’Unità, secondo la quale sarebbe in corso un ultimo tentativo di frenare la firma del contratto sul futuro professionale di Santoro.

Il piano sarebbe quello di lasciare il conduttore al palo ma ormai sembra davvero impossibile che si possa fermare un treno in corsa. Anzi, è molto più probabile che stasera il ‘frecciarossa’ Santoro sciolga ogni indugio e comunichi in diretta ad Annozero la sua prossima destinazione lavorativa. Allora i giochi saranno già fatti, e a Berlusconi non resterà che incassare il colpo. Intanto in Rai c’è grande fermento per l’approvazione finale dei palinsesti autunnali che – come saprete – è appena saltata. A riguardo, sembra che i discussi programmi di punta di Rai3 – in via teorica – siano stati confermati e che a Fabio Fazio sia stata nuovamente concessa la prima serata del lunedì, quella con Saviano e Vieni via con me.


8
giugno

MICHELE SANTORO AD AGORA’: VADO A LA7? CHIEDETELO A MENTANA (VIDEO)

Michele Santoro

Divorziato e felice. Michele Santoro non sembra affatto struggersi della separazione consensuale siglata lunedì scorso con mamma Rai. Il suo contratto è stato “risolto” serenamente, all’apparenza senza forzature dalle parti in causa. E te credo: per smontare baracca e burattini, il mangiafuoco della libera informazione avrebbe intascato dalla tv pubblica una buonuscita da 2milioni e 300mila euro. Una cifretta mica male che però, tutto sommato, Sant’oro  ritiene congrua alla sua professionalità. “Vado via con quello che qualunque altro dipendente della Rai può ottenere andando via, per disposizione del Cda, cioè trenta mensilità” ha commentato a riguardo il conduttore in un’intervista rilasciata ad Agorà.

Ai microfoni di Raitre il conduttore di Annozero appare sereno e incline, come sempre, alla battuta pronta. Si dice di umore ottimo e in fermento, ma sul suo futuro televisivo non scuce alcuna parola. “Ma è vero che va a La7? Mentana lo dà praticamente per certo” domanda la giornalista in cerca dello scoop. E Santoro: “Se l’ha detto Mentana… Chieda a Mentana, io non ho detto niente ancora“. L’arcangelo Michele, infatti, parlerà urbi et orbi domani sera e durante l’ultima puntata del suo talk show romperà gli indugi sui suoi prossimi impegni professionali.

Alcune indiscrezione lo danno praticamente certo come nuovo volto di La7, ma anche su questo punto non vi sono ancora conferme definitive. Resta infatti aperta la possibilità che in futuro Santoro possa continuare a collaborare con la tv di Stato in forme diverse da quelle sperimentate sinora. “E’ una delle cose che io ho chiesto” ha commentato il giornalista ad Agorà, aggiungendo: “non si esclude che io possa tornare a collaborare in futuro con la Rai“.





5
giugno

IL VERDETTO FINALE DI VERONICA MAYA FA CROLLARE IL TG1. E IL TG LA7 NE APROFITTA

Veronica Maya nello studio di Verdetto finale

Mentre sono ancora al vaglio le ipotesi per il prossimo autunno (leggi qui e qui), Verdetto finale sta diventando un problema da risolvere anche per la stagione in corso. Nell’inedita collocazione delle 12.35, infatti, il programma condotto da Veronica Maya non riesce a decollare, registrando ascolti ben al di sotto della media di rete. Nella settimana appena trascorsa il tribunale di Rai1 si è attestato attorno all’8% di share (tranne giovedì 2 giugno al 15% trainato dai festeggiamenti per la Repubblica), mentre, trasmesso qualche ora prima, la media superava senza difficoltà il 20%.

Certo, si tratta di repliche, ma i numeri sono gli stessi che la foca Robbie totalizza sul secondo canale. Ma Rai1 non è Rai2 e, volendo fare una previsione, nelle prossime settimane si dovrà correre ai ripari, soprattutto per salvare il Tg1 di Minzolini, in discesa libera nell’edizione delle 13.30. L’auditel registra un ascolto inferiore al 20% e nel contempo una considerevole ascesa del tg concorrente de La7.

Significativi i dati auditel di venerdi: il Tg1 (dopo Verdetto finale all’8.24%) totalizza 3.527.000 spettatori (19.40%) mentre il Tg diretto da Enrico Mentana 1.174.000 pari al 6.47% di share. Il tg dell’ammiraglia Rai è ancora in netto vantaggio ma un’estate senza un traino forte potrebbe ridurre le distanze. Nostalgia de La signora in giallo? Molta, considerati i risultati deludenti delle altre proposte del day time di Rai1.


31
maggio

LA7 DA RECORD CON I RISULTATI DEI BALLOTTAGGI. IN CALO IL TG1 DI MINZOLINI

Enrico Mentana gongola per i risultati de La7

La sberla. Il vento che cambia. Il Ko dei berlusconiani. Chiamatelo come vi pare, ma il risultato dei ballottaggi, con Pisapia e De Magistris vincitori a Milano e Napoli, riflette una nuova situazione politica e, se vogliamo, anche televisiva. Ebbene sì, poichè analizzando bene i dati auditel di ieri, sono molte le sorprese che hanno riguardato gli speciali elettorali sulle varie reti.

La leadership del Tg1 non brilla più come un tempo: lo speciale del pomeriggio ha totalizzato appena 1.296.000 spettatori pari al 12.07% di share, facendosi superare dal Tg3 di Bianca Berlinguer che ha raccolto 1.433.000 spettatori e il 13.82% di share. Numeri ben sotto la media per Rai1, mentre risultati lusinghieri per il terzo canale. Tra i due, Enrico Mentana che su La7 ha tenuto incollati ben 1.163.000 spettatori con l’11.68% di share.

Insomma, La7 si sta facendo sentire e se si avvicina così pericolosamente ai dati dell’ammiraglia Rai qualcosa sta cambiando (o è cambiato). Tra multe, richiami ed evidenti prese di posizione, sempre più italiani scelgono di informarsi su La7. Ieri l’ultima conferma con il boom di ascolti per il Tg delle 20 (3.106.000 – 13.78%), Otto e mezzo di Lilli Gruber (2.540.000 – 9.68%) e L’infedele di Gad Lerner (2.385.000 – 10.77%). E inoltre, per 34 minuti non consecutivi (dalle 15:23 alle 16:46) La7 è stata la prima rete in assoluto più seguita del pomeriggio.





26
maggio

L’AGCOM PIZZICA IL TG3: DI PARTE, ORA PIU’ SPAZIO AL CENTRODESTRA.

Tg3, Bianca Berlinguer

Cartellino rosso contro ‘bandiera rossa’. Tanto tuonò che piovve, e un bel giorno anche l’Agcom si accorse che in tv le informazioni da riequilibrare non riguardano soltanto il centrodestra. In una nota, il Garante ha infatti richiamato il Tg3 di Bianca Berlinguer a dare spazio, entro domani, ad un esponente dello schieramento opposto a quello di Antonio Di Pietro, dopo l’intervista del 20 maggio scorso al leader Idv sul ballottaggio a Napoli. Il provvedimento è stato emanato dall’Autorità a seguito di un esposto presentato da Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Commissione di Vigilanza Rai.

A richiamare l’attenzione dell’Agcom è stata dunque l’intervista che il Tg3 rivolse in diretta ad Antonio Di Pietro, senza che alle sue parole seguissero repliche di diversa natura politica. Per bilanciare quei minuti di ‘Tonino show’ la Commissione servizi e prodotti dell’Autorità ha deliberato, a maggioranza, di richiamare il notiziario della Berlinguer a concedere eguale spazio ad un esponente della maggioranza di Governo. Tra i voti favorevoli al richiamo, anche quello del Presidente dell’organo di garanzia Corrado Calabrò.

Lunedì scorso l’Agcom era intervenuta con fermezza contro i principali tg nazionali che avevano offerto una sovraesposizione al premier Silvio Berlusconi. Le multe avevano colpito in particolare il Tg1 e al Tg4 (maggiori info qui). Ma alla luce dei dati resi noti dal Garante a motivazione di quei provvedimenti, qualcosa non tornava. Alcuni infatti notarono che, in quegli stessi giorni,  il Tg3 aveva riservato il 51,89% dello spazio alle opposizioni e solo il 35,83%  a maggioranza e governo (assieme). Non che a Rainews24 le cose andassero meglio: il notiziario di Corradino Mineo aveva riservato il 50,39% dei minuti a disposizione alla sinistra e il 36,45% per cento a Berlusconi e Bossi. Possibile che la solerte Commissione non se ne fosse accorta?


25
maggio

DM LIVE24: 24 MAGGIO 2011. LE CASSATE DI MATTINO CINQUE, LA PERFORMANCE DI BEYONCE’ COME QUELLA DELLA CUCCARINI, LA SOSPENSIONE DEL PRETE DI ITALIA’S GOT TALENT, I TAGLI DEL TG LA7

Diario della Televisione Italiana del 25 Maggio 2011

>>> Dal Diario di ieri…

  • Vai da Maria e poi… vieni sospeso!

Raffa ha scritto alle 07:28

[da Corriere.it] Parroco «disobbedisce» al vescovo e canta in tv dalla De Filippi: sospeso. Il religioso disattende il veto dei superiori e si esibisce a «Italia’s Got Talent»: ora non dirà messa per un mese.

  • Le Cassate di Mattino Cinque

lauretta ha scritto alle 10:56

A Mattino Cinque, dopo che Parpiglia e la Ripa di Meana avevano giocato per un pò con la parola ‘cassate’, prende la parola Del Debbio e nel congedarsi: “Bene, ora siamo alle cassate finali”.

  • Beyonce come la Cuccarini
Vincenzoo ha scritto alle 11:47

In rete circola un video in cui si mettono a confronto la performance di Beyoncé ai recenti Billboard Music Awards di Las Vegas con quella di Lorella Cuccarini al Festival di Sanremo nel 2010 per presentare il rock musical “Il Pianeta Proibito” con regia di di Luca Tommasini. Le immagini sullo schermo, alcuni passi e idee sono molto, ma molto simili. Chi ha copiato chi? [Fonte TGCOM]

  • Tagli al Tg La7

mats ha scritto alle 20:26


24
maggio

AGCOM: SUPER MULTE AI TG CHE HANNO ‘SOVRAESPOSTO’ IL PREMIER. ERA INEVITABILE?

Silvio Berlusconi, Tg1

L’Agcom non perdona e picchia duro. Rocky gli fa un baffo. Ieri l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha tartassato i principali tg di Rai e Mediaset, multandoli sonoramente per aver violato la par condicio in occasione delle interviste rilasciate venerdì scorso dal premier Silvio Berlusconi. Una stangata senza precedenti, emessa a maggioranza dalla Commissione servizi e prodotti dell’Authority per punire la sovraesposizione che Tg1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto avrebbero ‘regalato’ al Cavaliere in questi delicati giorni di campagna elettorale. L’onerosa batosta ha suscitato reazioni, critiche ed anche perplessità sul ruolo assunto dal Garante.

Alla luce degli esposti presentati” ieri l’Agcom ha deliberato di infliggere a Tg1 e Tg4 la sanzione massima prevista dalla legge (258.230 euro), in quanto recidivi, mentre a Tg2, Tg5 e Studio Aperto una multa di 100 mila euro ciascuno. Tanto costò loro un’intervista a Berlusconi. Dopo aver ricevuto la bastonata, i diretti interessati hanno manifestato il loro disappunto. Secondo il direttore del Tg1 Augusto Minzolini la sanzione avrebbe messo da parte il criterio giornalistico, mentre il responsabile del Tg5 Clemente Mimun ha affermato che ”quel che è accaduto è di una gravita inaudita e si manifesta come una pesante intimidazione“. In un comunicato, Mediaset ha fatto sapere che “ricorrerà immediatamente al Tar“.

Intanto le multe emesse del Garante gravano sulle principali testate telegiornalistiche – solo Tg3 e Tg La7 si salvano - gettando benzina sul già rovente clima politico raggiunto negli ultimi giorni in vista dei ballottaggi per le Amministrative. L’informazione televisiva non ne esce certo rafforzata nell’immagine. Anzi. Così, viene spontaneo domandarsi se la super tirata d’orecchie dell’Authority si potesse in qualche modo evitare. Dopotutto la notizia delle interviste a  Berlusconi era stata divulgata diverse ore prima della loro trasmissione (se ne parlava già dalle 9 del venerdì mattino, ndDM), e qualche dirigente avrebbe potuto valutare per tempo l’opportunità di bloccarne la messa in onda integrale causa par condicio. Pare che questa accortezza non ci sia stata.