Serie TV



13
aprile

COMMUNITY: COME VI SENTIRESTE A RIPETERE L’UNIVERSITA’?

Faceva l’avvocato, era bravo, ma non era un avvocato. Sì, questa la paradossale storia di Jeff Winger (Joel McHale) che malgrado una brillante carriera alle spalle da Principe del Foro si vede revocare la sua laurea in giurisprudenza. Non gli resta allora che tornare, a distanza di anni, tra i banchi dell’università al Greendale Community College del Colorado. Sarà l’occasione per rivivere la vita del college assieme ad un gruppo di improbabili nerd di cui Jeff diverrà leader.

Questo, in sintesi, il concept di “Community”,  la nuova serie tv che andrà in onda sul canale più divertente della piattaforma Sky, Comedy Central,  a partire da stasera ore 21. Rivelazione comica della stagione USA 2009/2010, la serie si è guadagnata – da subito - ottime critiche e una media di spettatori attorno ai 6 milioni su NBC.

Merito anche dell’esperienza del protagonista Joel McHale, conosciuto al grande pubblico statunitense per l’irriverente telefilm di culto The Soup e della sua partner femminile, Gillian Jacobs, nel ruolo dell’affascinante Britta.  Ma Community segna anche il ritorno di uno dei comici più noti degli anni Ottanta, Chevy Chase: vincitore di due Emmy Awards e di un Golden Globe, è stato uno dei personaggi di punta delle prime stagioni del Saturday Night Live e protagonista di svariate commedie. Il suo ruolo è quello di Pierce, attempato e pluridivorziato.




12
aprile

MATERIAL GIRL E SOPHIE PAQUIN: IL GLAMOUR E’ SU MYA.

Il glamour è di casa su Mya. Da stasera alle 21 l’appuntamento è con due nuove serie tv, Material girl e Sophie Paquin, incentrate sul mondo della moda e dello spettacolo.

Atmosfere fashion per la serie tv britannica in sei episodi, Material Girl, che è ispirata al libro “Fashion Babylon” edito dalla casa editrice Zero91. Material girl è una commedia romantica che racconta la vita di una giovane designer, Ali Redcliffe (Lenora Crichlow). Tra un ex capo particolarmente insidioso, un partner di lavoro geniale ma temibile (Marco), e  alcuni cultori del fashion decisamente snob, Ali è  alle prese con il fascino ma anche le complicazioni del suo lavoro.

Ma grazie al suo carattere irruente e grintoso e al suo immenso talento, la giovane venticinquenne saprà farsi strada. Accanto ad Ali, nella vita privata c’è un affiatato gruppo di amici: Alex, Mimi e Lydia. Alex (Nick Blood) è il coinquilino e il migliore amico del college, ma anche uno degli stilisti della “tremenda” star della moda Davina Bailey; Mimi (Ingrid Oliver) è la stilista di una rivista di moda molto prestigiosa, intuitiva e brillante come Ali; e Lydia (Anna Brewster), la modella con la faccia da angelo e la voce di un manovale. La serie è stata scritta da Joshua St.Johnston, Colin Bytheway, Ben Ockrent, Imogen Edwards-Jones e Jess Williams.

Dopo il salto scopri Sophie Paquin.


8
aprile

WHITE COLLAR: IL FASCINO CRIMINALE DEI COLLETTI BIANCHI DA STASERA SU FOX CRIME

Frodi, corruzioni, truffe telematiche, tutto quello che in gergo si chiama ”finanza creativa”: la criminalità spesso assume un volto non violento. E a commettere i reati non sono i “delinquenti da strada” ma individui di estrazione sociale medio – alta. Sono i cosiddetti “colletti bianchi” che, nell’ambito di remunerate professioni e proprio grazie alle loro posizioni di prestigio, si arricchiscono illecitamente. A difendere i cittadini dalle loro malefatte, con lo scopo di stanare i criminali in giacca e cravatta è sorta l’Unità Criminale White Collar del FBI.

Dopo la messa in onda del primo episodio sul web, parte da stasera ore 21.55 su Fox Crime, White Collar, nuova serie statunitense che volge lo sguardo su una realtà nuova per la fiction,  quella dei crimini dei colletti bianchi. Ideata da Jeff Eastin, White Collar mescola vari generi: dal poliziesco al dramma, dalla commedia al romanzo sentimentale. Protagonisti del telefilm, in onda Oltreoceano su Usa Network, un poliziotto vecchio stampo, Peter Burke (Tim DeKay: Ncis, Csi Miami) ed un astuto e a affascinate mago della truffa, Neal Caffrey (Matt Bomer: Tru Calling, Chuck).

I due si trovano inaspettatamente a collaborare quando Neal fugge dal carcere, in cui era rinchiuso, per capire che fine ha fatto la fidanzata, misteriosamente scomparsa dopo l’ultimo colloquio. Una volta scoperto, infatti, che della donna non c’è traccia, si lascia facilmente catturare dall’agente Burke per proporgli un patto. Il truffatore aiuterà l’agente nelle sue indagini, svelando i trucchi del mestieri, in cambio della tutela in semilibertà, in questo modo potrà continuare agevolmente le ricerche della fidanzata scomparsa.





6
aprile

GREY’S ANATOMY AL MATTINO DI ITALIA1. MA CHE FINE HANNO FATTO UGLY BETTY, DEXTER, HEROES?

Hanno appassionato milioni di telespettatori in tutto il mondo. Hanno scritto la storia della serialità televisiva. Eppure Mediaset ha scelto, da qualche mese, per le prime stagioni di Friends ed Er Medici in prima linea collocazioni di palinsesto penalizzanti  relegandole, per la gioia di pochi, alle 8.40 del mattino su Italia1 e alle 12 su Rete4. Non paghi di ciò, sta per subire lo stesso trattamento Grey’s Anatomy: le storie e gli amori di Meredith Grey tra le corsie del Seattle Grace Hospital, ritornano, infatti, dalla prima stagione, sulla rete giovane del gruppo di Cologno alle 10.30 di questa mattina, martedì 6 aprile, per sostituire Polpette e Jekyll non presenti più in palinsesto.

Una scelta che potrà far felici i (pochi) telespettatori del mattino ma che, a nostro avviso, sottovaluta le potenzialità di un telefilm che, malgrado i numerosi passaggi satellitari e digitali, avrebbe potuto fare bene in slot più prestigiosi. La riproposizione di Grey’s Anatomy costringe Rete 4, tra l’altro, a sospendere, a pochi episodi dalla fine, la seconda serie del sopraccitato ER. Al posto delle avventure del Pronto soccorso più famoso troveremo così le repliche di Distretto di Polizia, con la speranza che lo share sia superiore al 5% registrato dal medical targato NBC. Un risultato, quello di ER, che potrebbe sembrare negativo ma che racchiude una singolarità.

Il medical drama, infatti, è uno dei pochi programmi della terza rete del Biscione in cui la percentuale degli over 55 all’ascolto è inferiore a quella dei giovani. D’altronde è bene rammentare che la serie con George Clooney era partita in seconda serata, lo scorso autunno su Italia 1, registrando ottimi ascolti, pari o superiori al Chiambretti Night. Ascolti positivi che non ne hanno impedito la mortificazione nella mattinata da nano share di Rete4 con il pubblico costretto a vedere scene di sangue, amputazioni d’urgenza ed interventi a cuore aperto ad ora di pranzo.


21
marzo

NCIS LOS ANGELES: IN ACCOPPIATA CON LA SETTIMA STAGIONE DI NCIS DEBUTTA LA SERIE PIU’ ATTESA PER IL PUBBLICO DI RAIDUE

Un successo straordinario, costruito anno dopo anno, quello raggiunto da NCIS e che non poteva non “prolificare”. Da una costola del terzo show più seguito d’America è nato NCIS Los Angeles, serie pronta a debuttare stasera alle 21.50 su Raidue, in accoppiata con gli episodi inediti della serie madre. Per la prima volta, infatti, la seconda rete della TV di Stato viaggia a ridosso della programmazione telefilmica statunitense. Tra poche ore vedremo, dunque, la prima parte della settima stagione di NCIS e della prima stagione di NCIS Los Angeles che hanno debuttato Oltreoceano nel settembre 2009 con successo (quasi 20 milioni di spettatori la media d’ascolto sinora per NCIS; quasi 18 milioni per la serie costola).

Di NCIS Los Angeles gli spettatori più fedeli del telefilm interpretato da Mark Harmon e Micheael Weatherly hanno avuto già un assaggio, il 21 e il 28 febbraio scorso, quando Raidue ha trasmesso l’episodio doppio “Leggenda”, un back door pilot della nuova serie. Nell’episodio, a seguito di una indagine, gli agenti speciali del NCIS di Washington operavano un caso speciale in collaborazione con l’ufficio NCIS di Los Angeles, quello il cui raggio d’azione va dalla baia di San Francisco a San Diego. Il pubblico italiano ha potuto constatare così i numerosi punti in comune tra le due serie crime. 

Il back door pilot ha introdotto i protagonisti, Chris O’Donnell (Batman & Robin, Max Payne) e LL Cool J. (Swat, nella mente del serial killer). Il primo veste i panni di G. Callen, capo agente operativo, misterioso e caparbio,  che torna dopo quattro mesi di convalescenza e ritrova tutti i suoi compagni e il suo amato lavoro. LL Cool J. dà il volto, invece, a Sam Hanna soldato modello, ex-membro della sezione elite dei SEAL, in continua sfida con Callen, suo partner, per risultare sempre il migliore.





9
marzo

MISSIONE FRINGE PER IL DR HOUSE. DA STASERA ALLE 22.05 LO SCI-FI AL VIA SU ITALIA1

Nuova missione per il Dr House. Non si tratta però della solita malattia impossibile da diagnosticare ma di qualcosa di ben diverso. Al medico più famoso della tv Italia1 ha affidato l’ennesimo compito ”palinsestuale”, ossia fare da traino ad un nuovo telefim che, per l’argomento trattato, potrebbe risultare di difficile comprensione per il pubblico generalista. Dopo gli interrogatori di Brenda Leigh Johnson, è la volta, infatti, della scienza paranormale. Ad occupare lo slot post Dottor House da stasera troviamo Fringe.

La serie tv americana, di cui avevamo già parlato in occasione della messa in onda su Steel (per leggere l’articolo clicca qui), è un piccolo culto creato dallo specialista del genere J.J. Abrams, ideatore di Lost e Alias. Una storia, quella di Fringe, che ha appassionato oltre 9 milioni e mezzo di americani nella prima stagione, calati a 7 milioni nella seconda, numeri bassini quest’ultimi ma che sono bastati alla rete per confermare per una terza stagione la serie fantascientifica. Al centro delle vicende di Fringe è posta, infatti, la scienza di confine, quella in cui i metodi poco ortodossi che superano la validità scientifica sono ammessi e che studia fenomeni paranormali come il teletrasporto e il controllo della mente. 

La scienza Fringe era quella studiata da  Walter Bishop (John Noble), scienziato che conduceva esperimenti riguardanti fenomeni paranormali come il controllo della mente, il teletrasporto, la proiezione astrale, l’invisibilità, la mutazione genetica e la rianimazione. In seguito a un incidente di laboratorio, però, il professore venne dichiarato mentalmente instabile e rinchiuso in un istituto psichiatrico. Ora il laboratorio è tornato nuovamente in funzione: al suo interno si è insediato il quartier generale della “Divisione Fringe” comandata dall’agente della Sicurezza Nazionale Phillip Broyles (Lance Reddick). Una squadra d’indagine nata perchè in tutto il mondo si stanno verificando eventi apparentemente inspiegabili, che fanno riferimento a quello che viene definito “Lo Schema” e che, per questo motivo, non può fare a meno delle conoscenze del dottor Bishop. Accanto a lui nella divisione Fringe l’agente dell’FBI Olivia Dunham (Anna Torv), e suo figlio Peter (Joshua Jackson), che, nonostante abbia un’intelligenza alquanto sopra la norma come il padre, non si è mai laureato e ha sempre vissuto di truffe e inganni, avvantaggiati dal suo spiccato ingegno.


5
marzo

NURSE JACKIE – TERAPIA D’URTO: I DOTTORI NON CURANO FANNO SOLO LA DIAGNOSI. L’INFERMIERA CATTIVA DA STASERA SU SKYUNO

“I dottori non curano, fanno solo la diagnosi… Siamo noi che curiamo”. Questo è il refrain di Jackie Peyton, anticonvenzionale infermiera che sbarca in tv da stasera, alle 21 su Skyuno. Jackie fuma troppo, getta organi nella spazzatura, sniffa antidolorifici e anfetamine, fa sesso con il farmacista per farsi concedere le ricette. Ma ciò nonostante riesce ad essere un’ottima infermiera, spesso molto più brava dei medici che non esita a trattar male. Per questo motivo, quando si parla di Jackie è impossibile non pensare al Dr. House: proprio come il più famoso medico, la nostra fa di cinismo e scorettezza i sui marchi di fabbrica. Tutto il contrario, insomma, dello stereotipo dell’infermierina buona; non a caso l’irriverente personaggio ha suscitato una serie di proteste, da parte della Nysna (Associazione Infermiere dello Stato di New York), prontamente respinte al mittente dalla produzione che ha sempre invitato non confondere fiction e realtà.

 Polemiche a parte, Nurse Jackie, in onda su Showtime, ha convinto pubblico e critica  statunitensi. Oltre 1.35 milioni di telespettatori hanno seguito l’episodio pilota; un risultato che ha un significato particolare per il canale: è il miglior debutto di sempre per una serie tv. Un tale successo è anche frutto della straordinaria bravura  della protagonista che riesce ad essere credibile malgrado un “passato ingombrante”. A prestare il vosto alla spietata Jackie troviamo, infatti, Edie Falco, alias Carmela Soprano, moglie del più famoso Tony.

Accanto a Jackie, tra le corsie dell’All Saints Hospital di New York City, troviamo la dottoressa Eleanor O’Hara, il farmacista Eddie Walzer (con cui Jackie ha una relazione), la studentessa Zoey; l’infermiere gay Mo-Mo e il dottor Fitch Cooper che quando è nervoso non riesce a fare a meno di toccare il seno alle colleghe.


4
marzo

V – VISITORS: GLI ALIENI VENGONO IN PACE DA STASERA SU JOI

“Porteremo la cura per gravi malattie, porteremo tecnologie che miglioreranno il vostro modo di vivere, porteremo la pace in ciascuna Nazione  del vostro Pianeta. Siamo i Visitors.  Veniamo in pace. Sempre”. Con questo ambizioso proclamo Anna, leader del popolo dei Visitors, annuncia il pacifico arrivo degli alieni sulla Terra. Ma questo è solo l’inizio…

Ebbene sì, anche in Italia, da stasera ore 21 su Joi sbarcano i Visitors. Il telefilm, dal semplice titolo V, è il remake del famosissimo Visitors e ha debuttato lo scorso novembre negli USA, con le prime quattro puntate della stagione, con discreto successo. A differenza dell’originale, che in Italia andò in onda per la prima volta il 7 ottobre del 1985 su Canale 5, i nuovi visitors non indossano nè divise, nè tanto meno usano armi o minacciano guerra. I nuovi visitatori “vengono in pace”, i loro intenti di conquista si celano dietro uno straordinario padroneggiamento dei media e del marketing che porta gli individui ad esser devoti al loro popolo.

Proprio l’efficacia comunicativa e la devozione, con i Visitors che quasi si ergono novelli Messia, sono gli aspetti che colpiscono nell’avvincente pilot. Una puntata, quella che apre la serie, dotata di un’elevata tensione narrativa che si acuisce man mano che si fa conoscenza dei Visitors e si scopre che, in realtà, la loro visita è cominciata già molti anni addietro. Sì, i Visitors erano già sulla Terra a occupare posizioni di potere,  nascosti nell’ombra e pronti ad agire al momento opportuno. E così viene da chiedersi se 11 settembre, corruzione, decadenza della morale, siano le conseguenze di un disegno di conquista da parte degli alieni. Facile allora vedere, a livello macro, nei rettili invasori una metafora della società occidentale che ipocritamente si propone di risolvere problemi e nefandezze da essa stessa causati e alimentati di continuo. C’è, poi, chi ha visto nei Visitors, e nel loro obiettivo di garantire la “sanità per tutti”, una stoccata all’amministrazione Obama.