Sarah Scazzi



16
gennaio

Il terzo indizio: una docufiction sul caso Sarah Scazzi apre la nuova stagione – Foto dei protagonisti

Barbara De Rossi

L’omicidio di Sarah Scazzi diventa per la prima volta una docufiction. La vicenda della ragazzina di Avetrana trovata senza vita nell’ottobre 2010, ad un mese e mezzo dalla sua scomparsa, verrà ricostruita, con il contributo di attori e comparse, nella prima puntata della nuova stagione de Il terzo indizio, il programma di Rete4 condotto da Barbara De Rossi. A partire da stasera, la conduttrice introdurrà in prime time i filmati che ripercorreranno i più grandi casi di cronaca che hanno diviso l’opinione pubblica, a cominciare proprio dal giallo della ragazzina pugliese.




22
novembre

Storie Maledette: Franca Leosini intervisterà Sabrina Misseri e Cosima Serrano

Franca Leosini

Sabrina Misseri e Cosima Serrano appariranno in tv, su Rai3. E chissà cosa comunicheranno con quei loro volti, ormai segnati da una sentenza definitiva ed inequivocabile: fine pena mai. Le due donne, giudicate responsabili dell’omicidio di Sarah Scazzi, saranno al centro di una speciale puntata del nuovo ciclo di Storie Maledette, il programma di Franca Leosini in onda sulla terza rete del servizio pubblico.


27
aprile

UN GIORNO IN PRETURA: DA STASERA SI RIPERCORRE IL PROCESSO SCAZZI

Michele Misseri al Processo Scazzi

Prende il nome da un film del 1953 con Alberto Sordi, ma non racconta affatto di finzione e di teleromanzi. Stiamo parlando di Un Giorno in Pretura, ogni sabato su Rai3 in seconda serata, dalle 23.50. Per un ciclo di sei incontri, uno alla settimana,  l’attenta Roberta Petrelluzzi ripercorrerà le tappe fondamentali di uno dei processi che ha attirato l’interesse mediatico degli ultimi anni: l’omicidio di Sarah Scazzi, la condanna in primo grado a Sabrina Misseri e Cosima Serrano e l’epilogo di Michele Misseri.

Tra innocentisti e colpevolisti, il programma trascurerà – come è nella sua natura – i punti di vista, puntando maggiormente sulle deposizioni e sui fatti confessati in aula, ponendo l’accento sulle incongruenze e sulle scelte giudiziarie, come degli imputati. Nel corso delle sei puntate spazio, dunque, al processo di Avetrana chiusosi lo scorso 20 aprile presso la Corte di Assise di Taranto, con la sentenza di condanna per tutti gli imputati.

Secondo quanto diffonde il programma, sarebbero stati 120 i testi, 52 le udienze, quasi 400 le ore di dibattimento, requisitorie e arringhe. Da stasera, vedremo una sintesi di tutto quello che è accaduto: dalla scomparsa di Sarah Scazzi, lo scorso 26 agosto del 2010, alle confessioni contraddittorie di Michele Misseri e ai possibili moventi che avrebbero portato all’omicidio.





14
dicembre

MICHELE MISSERI PIANGE IN AULA E MOSTRA UNA CORDA. LA VERITA’ PROCESSUALE STRANGOLATA IN TV

Michele Misseri

La verità processuale messa “alle corde” da Michele Misseri. Dagli studi tv alle aule di tribunale, lo zio di Sarah Scazzi continua a far parlare di sé, tra ammissioni di colpa e testimonianze contraddittorie pronunciate sempre a favore di telecamera. Mercoledì 12 dicembre scorso, il contadino di Avetrana si è presentato alla trentaduesima udienza del processo per la morte della nipote, e davanti ai giudici ha provato ad inscenare le fasi della sua uccisione, nel tentativo di scagionare dalle accuse di omicidio la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina.

Ho utilizzato la corda perché era appoggiata sul trattore” ha raccontato ‘zio Miché’. Poi ha estratto dalla giacca una funicella e si è alzato per mimare il presunto strangolamento della vittima. A bloccarlo, la presidente Rina Trunfio, la quale gli ha impedito di rilasciare dichiarazioni spontanee nell’ambito del controesame. Ormai, però, la ‘messinscena’ era stata data in pasto ai cronisti.

Tra le lacrime, Misseri ha inoltre dichiarato di provare sensi di colpa nei confronti di Sarah e davanti agli avvocati dell’accusa ha aggiunto: “voi non volete la verità, la verità la voglio solo io per quella poveretta. Io l’ho ammazzata una volta ma voi chissà quante volte la state ammazzando“. Parole che in tv hanno innescato dibattiti, approfondimenti, e perizie approssimative per capire il grado di (dis)onestà riscontrabile nelle testimonianze dell’«orco» di Avetrana. Il solito processo mediatico, che ormai prosegue di pari passo con quello celebrato in tribunale.


7
settembre

QUARTO GRADO: SALVO SOTTILE TORNA SULLA CRONACA NERA. NELLA PRIMA PUNTATA PARLA LA MAMMA DI SARAH SCAZZI

Salvo Sottile

La morte di Melania Rea, il giallo di Avetrana, l’omicidio di Yara Gambirasio. Ma anche la scomparsa di Roberta Ragusa e il truce delitto di Lignano. Quarto Grado torna a raccontare la croncaca nera ed i misteri che ne avvolgono i casi più efferati. Stasera, in prime time, il programma di Rete4 condotto da Salvo Sottile e Sabrina Scampini debutterà con una nuova edizione, forte dell’interesse che il pubblico ha sinora riservato ai cold case nostrani. La trasmissione, in particolare, proporrà alcune dichiarazioni rilasciate in esclusiva da Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, la quale è tornata a ‘gridare’ il suo dolore.

La morte di Sarah è un segreto che si porteranno sempre dentro Cosima e Sabrina. Quel 26 agosto ho avuto l’impressione che a Sarah fosse accaduto qualcosa di grave, ma non sapevo di preciso cosa. Mai avrei immaginato nulla del genere. Mia figlia è stata vittima della cattiveria di Sabrina e Cosima”

ha dichiarato a Quarto Grado la mamma della piccola Sarah. Nei mesi scorsi, la signora si era rivolta al programma di Rete4 con una lettera in cui esternava la propria indignazione nei confronti di Michele Misseri e delle sue ospitate in tv, divenute un impietoso format da rilanciare all’occorrenza. Ora, invece, Concetta parla della sorella Cosima e di sua figlia Sabrina, che l’accusa ritiene responsabili del delitto consumatosi nell’agosto del 2010 ad Avetrana.





21
aprile

SABRINA MISSERI A TGCOM24: “IVANO MI PIACEVA MA NON ERA UN’OSSESSIONE”. IN TV I RISVOLTI ‘HOT’ DEL PROCESSO SCAZZI

Sabrina Misseri

Con il passare dei mesi, il ricordo della piccola Sarah Scazzi si sbiadisce sempre più, offuscato dal tempo e dalle polveri dell’attenzione mediatica. Dopo settimane di trasmissioni strappalacrime e di interviste senza filtro allo zio Michele, ora la tv si trova a maneggiare carte processuali, testimonianze, deposizioni. E risvolti a luci rosse. Così, anche una lettera inviata da Sabrina Misseri, detenuta con l’accusa di omicidio, a Tgcom24 diventa l’occasione per sollevare dibattiti, per suggerire al pubblico sempre nuovi elementi in vista di una condanna o un’assoluzione fai da te.

Nella missiva spedita al canale all news di Mediaset, e ripresa ieri sera da Quarto Grado, la cugina di Sarah ha parlato della sua vita in carcere, del suo rapporto con il giovane Ivano, delle accuse che la riguardano e dell’attenzione mediatica piovutale (più o meno consapevolmente) addosso.

Spero di reggere fino in fondo. Mi sforzo di partecipare alle attività programmate dall’istituto. Ho letto gli atti processuali che mi sono stati notificati (…) La mia vita è cambiata completamente. Ti colpisce qualcosa della quale non ti sai dare una ragione” ha scritto Sabrina.

Poi la ragazza ha fatto riferimento a Ivano Russo, il ragazzo del quale si era invaghita e che sarebbe il presunto movente dell’omicidio Scazzi. Tra lui e Sabrina ci sarebbe stato anche un rapporto di intimità.


10
gennaio

PROCESSO SCAZZI: SABRINA DIMAGRITA PIANGE IN AULA, ZIO MICHELE CAMBIA LOOK. LA CORTE DICE SI’ ALLA TV

Processo Scazzi, Michele Misseri in aula

E via, che lo spettacolo è ricominciato. Tutti a guardare, mi raccomando. Nel carcere di Taranto si sta celebrando la prima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, e il circo mediatico dei teleguardoni è tornato ad accendere i suoi riflettori. Fuori dall’aula c’è il solito esercito di operatori con gli zoom spianati; dentro invece, sfilano i protagonisti della tragedia: Michele Misseri con la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina, accusate di omicidio. Sono presenti anche i familiari della vittima, sul cui dolore si è troppo spesso speculato.

Ora che siedono davanti al giudice, Sabrina e Cosima non vogliono le telecamere. La Corte, tuttavia, ha deciso che il dibattimento sarà ripreso dalla tv visto “l’eccessivo interesse della società alla rilevanza del processo“. Bisogna capire se questo sia un bene: la cronaca nera in tv è un’arma a doppio taglio. Dunque, in aula saranno ammesse solo le telecamere (3 per il momento) della trasmissione Rai ‘Un giorno in pretura’, che poi passeranno le immagini alle emittenti che ne faranno richiesta. Non si potranno invece fare foto né immortalare gli imputati che negheranno il loro assenso.

Non mancherà dunque il materiale per imbastire un nuovo capitolo del tragico Avetrana show. Ora ci si mette anche Twitter, dove impazzano i trend #avetrana, #sabrinamisseri, #sarascazzi. Fate voi. All’attenzione dei tele-sciacalli ci saranno soprattutto le deposizioni di Sabrina; la ragazza, che stamane è apparsa molto dimagrita e coi capelli lunghi, entrata in aula è scoppiata più volte in lacrime e si è sistemata in un angolo, alle spalle della madre. A pochi metri di distanza si è accomodato Michele Misseri, reduce da un tour di interviste televisivo che lo ha tenuto impegnato nei mesi scorsi.


26
novembre

QUARTO GRADO, IN UNA LETTERA CONCETTA SCAZZI GRIDA DI DOLORE: MISSERI ABOMINEVOLE, FA IL DIVO IN TV

Michele Misseri in tv

Ogni volta è uno schiaffo in pieno viso, una pugnalata al cuore. Mentre Michele Misseri piagnucola in tv, Concetta Serrano soffre in silenzio: non ha più lacrime da versare. Il dolore per la brutale scomparsa di sua figlia si rinnova ogni giorno, davanti al piccolo schermo che trasmette lo show della cronaca nera in diretta. Così, per la mamma della piccola Sarah Scazzi, le apparizioni televisive di “zio Michele” diventano una tortura all’anima, una profanazione dei sentimenti. E’ come se la sua bambina venisse gettata di nuovo in un pozzo, per sempre.

Questo insopportabile tormento si legge nitido tra le righe della lettera che la signora Serrano ha indirizzato all’inviata di Quarto Grado Filomena Rorro. Dalla missiva emergono la rabbia e lo sdegno di mamma Concetta nei confronti di suo cognato Michele Misseri, il quale sta compiendo un grand tour televisivo per dichiarare la sua colpevolezza.

Sono arrabbiata ed indignata da quest’uomo: manca di dignità – prima verso se stesso -  e le lacrime che versa, quando menziona anche solo il nome di Sarah, sono piene di falsità… come quelle che è stato abituato a vedere nella propria famiglia…” scrive la signora Scazzi.