Maurizio Gasparri



21
ottobre

Maurizio Gasparri contro Francesca Fialdini: «Una corista che fa domande ridicole. A Ruota Libera esempio di giornalismo a lingua srotolata»

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri senza freni contro Francesca Fialdini. Nella puntata di ieri di Da Noi… A Ruota Libera la conduttrice ha ospitato in studio Virginia Raggi, sindaca di Roma, con cui ha affrontato una serie di aspetti della sua vita privata e professionale. C’è un telespettatore, però, a cui questa intervista non è andata decisamente giù, e stiamo parlando di Maurizio Gasparri, che su Twitter non ha speso parole lusinghiere verso le due donne.




21
ottobre

Propaganda Live, Gasparri contro Zoro e Makkox: «Falliti, provocatori senza ascolti»

Propaganda Live

Quelli di Propaganda Live dovevano aspettarselo. Chiamando in causa Maurizio Gasparri, avrebbero innescato una sua replica via social. Ad ogni azione corrisponde una reazione: e infatti così è stato. Ieri sera, durante il programma di La7 condotto da Zoro, è stata trasmessa una vignetta di Makkox (la riportiamo in apertura) che ridicolizzava il senatore forzista e quest’ultimo – che non stava nemmeno seguendo la diretta – non ha esitato a rispondere su Twitter prendendo di mira i protagonisti della trasmissione ed i loro ascolti.


21
luglio

RAI1, ANDREA FABIANO: “BAUDO È UNA MIA SCELTA. INGENEROSO COSTRUIRCI UNA TEORIA SULLA MANCATA INNOVAZIONE”. E GASPARRI LO IRRIDE

Andrea Fabiano, Rai

Baudo è una mia scelta, come tutte le scelte della rete“. Sul ritorno a Rai1 del Pippone nazionale Andrea Fabiano ci mette la faccia. Durante l’audizione tenutasi ieri in Commissione di Vigilanza, il direttore del primo canale del servizio pubblico ha rivendicato la discussa decisione di affidare la prossima edizione di Domenica In al celebre presentatore siciliano. Poco prima, il senatore forzista Maurizio Gasparri lo aveva pure irriso, definendo la sua scelta “una cosa incredibile”.





2
giugno

RAI: 11 GIUGNO SCIOPERO E MANIFESTAZIONE CONTRO I TAGLI. PER M5S E FI “SCIOPERO GIUSTIFICATO”, PER RENZI “UMILIANTE”

Rai - Viale Mazzini

Rai - Viale Mazzini

I dipendenti Rai scendono in piazza contro il taglio di 150 milioni di euro imposto dal decreto IRPEF del governo, che mostrerebbe “evidenti profili di incostituzionalità“. Lo sciopero e la manifestazione, previsti per il prossimo 11 Giugno, saranno illustrati martedì prossimo in conferenza stampa dai leader di CGL, CISL e UIL Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Per ora si ipotizza una forte riduzione dell’informazione e il blocco delle trasmissioni in diretta, proprio alla vigilia della partenza dei mondiali di calcio, prevista per il 12 Giugno.

Sciopero Rai: le motivazioni

Secondo una nota diffusa dai sindacati: “I tagli imposti non colpirebbero gli sprechi, per la riduzione dei quali siamo disponibili al confronto, ma i posti di lavoro, creando le condizioni per lo smantellamento delle sedi regionali e per la svendita di RaiWay alla vigilia del 2016, data in cui dovrà essere rinnovata la concessione per il servizio pubblico, lasciando intravedere inquietanti ritorni a un passato fatto di conflitti di interessi e invasione di campo dei partiti e dei Governi“.”Indicare in Raiway e nelle sedi regionali – si legge ancora - i luoghi verso cui operare vendite o riduzioni significa infatti far morire la Rai e compromettere seriamente il rinnovo della concessione per il servizio pubblico. L’affermazione condivisibile secondo cui ‘anche la Rai deve contribuire al risanamento del Paese‘, nasconde un’operazione poco trasparente che rischia di mettere in ginocchio il servizio pubblico e la tenuta occupazionale della più grande azienda culturale del Paese, che non deve essere usata per fare cassa“.

Sciopero Rai: il dibattito politico


19
dicembre

MAURIZIO GASPARRI: PIPPO BAUDO VADA IN PENSIONE COME LARRY KING

Pippo Baudo

I volti del piccolo schermo son sempre quelli, i sederi attaccati alle poltrone pure: ormai il problema del ricambio generazionale interessa tutti i settori della società, tv inclusa. Passano i lusti, arriva il digitale, ma ad animare i palinsesti ci sono sempre gli stessi showmen, le medesime idee. Una Gerontocrazia. Le novità arrivano dagli Usa: Larry King, il decano degli intervistatori americani, ha scelto di ritirarsi dopo 25 anni di carriera. A 77 anni  il mitico conduttore del programma serale della Cnn ha deciso di cedere il testimone al giovane collega Piers Morgan. E in Italì? Qualcuno è convinto che pure l’immarcescibile Pippo Baudo debba fare altrettanto.

L’esempio di Larry King, che è andato in pensione ritirandosi dalle scene e lasciando il posto ai giovani, lo dovrebbe seguire in Italia Pippo Baudo, per una questione di età“. A parlare è Maurizio Gasparri, membro della commissione di Vigilanza Rai. Secondo il senatore del Pdl, anche il più rappresentativo dei conduttori italici dovrebbe ora salutare il suo pubblico e accomodarsi su una panchina dei giardinetti. Il diretto interessato – che pare non abbia mai considerato questa eventualità, nemmeno per sbaglio – gli ha sùbito replicato.

“Il problema della tv italiana è molto serio, e più che i volti, riguarda soprattutto la creatività e la sua efficacia. Quelle si che stanno velocemente invecchiando. In merito a Gasparri, viste le tante legislature che ha alle spalle, forse in pensione ci dovrebbe andare anche lui“. Una risposta piccata e sarcastica quella del Pippone nazionale, del cui pensionamento si discute e si ironizza già da qualche tempo. Anche in Rai. La stoccata del conduttore ha colpito Gasparri (arrivato ormai alla sua XVI legistatura ndDm) in un punto sensibile, costringendo il senatore a controbattere: “Stia tranquillo, quando raggiungerò la sua età sarò già in pensione”.





19
dicembre

LE PAGELLE DELLA SETTIMANA TV (12-18/12). PROMOSSA SIMONA VENTURA SU CANALE 5, BOCCIATI GERRY SCOTTI vs DONELLI E GASPARRI vs BAUDO

Simona Ventura

10 al sussurrato passaggio di Simona Ventura a Mediaset. Nulla è certo ma la sola idea che la Simo Nazionale possa ricongiungersi al network che le ha dato la fama non può che farci piacere. Se Rai1, infatti, l’ha snobbata, Canale 5 la renderebbe ancor più regina.

9 al Checco Zalone versione Nichi Vendola a Parla Con Me. Il comico canta “Gesantropia”: “A chi ti dice che il mio partito è un’utopia rispondi che la sua è gesantropia, diventerà rosso rosso e paonazzo perché non sa che la gesantropia non vuol dire un ca..o. Se sei smarrito e in preda alla confusione, se non riesci a capire quale sia la mia posizione; io non sto al centro, né a destra, né a sinistra né con Di Pietro, io sono avanti e allora tu vienimi dietro, in questo mondo buio”. Una conferma.

8 a Kalispera. L’esordio tanto atteso di Alfonso Signorini fa il botto, numeri che il predecessore Chiambretti non ha neanche sfiorato. Un programma che sa intrattenere con leggerezza.

7 a Don Matteo. La fiction non è propriamente un capolavoro ma gli ascolti delle sue repliche sono più alti di tante fiction inedite targate Mediaset di questa stagione. De gustibus.

6 al ritorno di Antonella Elia alla Corrida. La “valletta” più famosa che torna sul luogo del delitto è una notizia che incuriosisce e, per molti versi, fa piacere. Qualche perplessità su un salto indietro nel tempo di quasi vent’anni.


25
novembre

MAURIZIO GASPARRI CONTRO L’OKKUPAZIONE DE I LICEALI 2, UNA FICTION “CRIPTOCOMUNISTA E APPROSSIMATIVA”.

I LICEALI 2 OCCUPAZIONE DISCUSSIONE SENATO MAURIZIO GASPARRI

Considerare politica e tv d’intrattenimento due mondi lontani sarebbe oggi cosa evidentemente sbagliata; temi come quelli della satira, censura e par condicio, dimostrano che in realtà il piccolo schermo è molto più vicino alle aule del parlamento di quanto non si possa pensare.

L’ultimo caso di “ingerenza“, se tale si vuol considerare un commento politico ad un prodotto artistico di cui si potrebbe rivendicare autonomia di ideali e di intenti, riguarda la serie tv dei “I Liceali 2“. Fiction, dunque, non satira o salotti politici in cui proposte di legge e gossip si mischiano spesso troppo grossolanamente. Come riferisce Alessandra Menzani di Libero, infatti, la messa in onda della seconda puntata della serie interpretata, fra gli altri, da Claudia Pandolfi, non ha mancato di suscitare malcotento in Senato, fra le fila del Pdl. Il racconto dell’occupazione del liceo romano in cui si svolgono le vicende, c’è da ammetterlo, non conteneva nessun messaggio che fosse sconvolgente o nuovo agli occhi di uno spettatore attento.

Le proteste studentesche, infatti, sono indubbiamente fatti ciclici, che hanno riguardato nel corso degli anni legislature di destra e di sinistra, e risparmiato pochissimi ministri che si sono occupati di Istruzione; molto spesso, chi le ha vissute lo sa, si risolvono in una bolla di sapone, restando ricordi importanti per l’esperienza personale, senza però rappresentare svolte epocali nella storia della democrazia che si fa piazza e segna un punto contro “i potenti“. Sulla base di tali premesse, l’autogestione di una scuola potrebbe entrare a pieno titolo nella sfilza di momenti topici che una qualunque fiction del Belpaese potrebbe utilizzare per raccontare la nostra realtà, tanto sterotipata quanto vera. Eppure, quest’ultima occupazione televisiva somigliava troppo a ciò che l’Italia sta realmente attraversando, e la preoccupazione di Maurizio Gasparri, riguarda proprio questa vivida analogia.