Gianluigi Paragone



14
settembre

L’ULTIMA PAROLA: GIANLUIGI PARAGONE DA’ VOCE ALLA PIAZZA. “SARA’ UN TALK SHOW FUNARIANO”

Gianluigi Paragone

L’Ultima Parola spetterà ai cittadini, alle piazze, ai giovani precari imbelviti dalla crisi. Perché è chiaro, no? I politici di professione non hanno più nulla da dire, se non le solite menate. “Sono morti”, come friniva quel tale. Gianluigi Paragone ha già deciso a chi allungare il microfono in occasione del suo ritorno in tv. Stasera, alle 23.25, il giornalista inaugurerà su Rai2 la quarta stagione del suo talk show e l’attenzione sarà tutta rivolta ai temi sociali, alle storie della gente comune, ma anche alle manovre discusse a Cernobbio dai tecnici.

In studio ci sarà pure un pubblico composto da cento ragazzi impegnati in politica e nel sociale, i quali incalzeranno senza censure gli ospiti di turno; le loro voci si intrecceranno a quelle della piazza e stasera toccherà agli operai di Torino farsi sentire. Questa formula, di ispirazione vagamente santoriana, ha portato fortuna al talk show di Rai2 e dunque la si ripeterà.

La soluzione di lasciare la parola direttamente ai cittadini ha sempre funzionato. Nel 2011 abbiamo raggiunto il 10,6% di share in una stagione in cui i talk show hanno vissuto la prima vera crisi




20
luglio

L’ULTIMA PAROLA: ROBERTO MARONI OSPITE STANOTTE A “POVERI NOI”

Gianluigi Paragole

Ritorna stasera alle 23.40 su Rai2 il secondo dei due speciali de L’Ultima Parola, il programma condotto da Gianluigi Paragone che stasera si occuperà della crisi economica e del conseguente aumento della povertà nel Belpaese con il titolo “Poveri Noi”. Secondo i recenti dati Istat, infatti, sembra che la rigida manovra finanziaria proposta dal Governo stia mettendo in ginocchio l’Italia colpendo soprattutto la classe operaia ma, anche, il ceto medio. La domanda è: i provvedimenti europei sono davvero efficaci e necessari come si vuole far credere all’opinione pubblica?

Per affrontare il problema e confrontare le diverse posizioni a riguardo, Paragone ospita in studio il giornalista Oscar Giannino, lo scrittore Paolo Bernard, la sondaggista Alessandra Ghisleri, il professore Luca Fantacci dell’Università Bocconi e Roberto Maroni, alla sua prima apparizione televisiva nelle vesti di segretario federale della Lega Nord. Personalità di spicco, ferrate sull’argomento, che possono dare una testimonianza attiva e concreta a uno dei problemi più gravi attraversati dagli italiani in questa estate torrida e austera.

In che modo Maroni proporrà soluzioni che possano arginare le difficoltà economiche che molti vivono sulla propria pelle, chiamati a reagire alla crescente disoccupazione e alla traumatica diminuzione del potere d’acquisto? Certo l’esponente di spicco della Lega dovrà stare attento a non deludere le aspettative del partito e dei suoi sostenitori, proponendo un’immagine di sé quanto più trasparente e competente. Riuscirà a sfruttare la vetrina de L’Ultima Parola a tale scopo?


18
maggio

BYE BYE GIOVANNI MINOLI: BOCCIATO IL PROGETTO IN PRIMA SERATA SU RAI2. PERCHE’ NON PUNTARE SU PARAGONE?

Giovanni Minoli

Giovanni Minoli

Buone notizie da Viale Mazzini. Il Consiglio di Amministrazione della Rai, dopo aver visionato i palinsesti per la prossima stagione televisiva, pare abbia bocciato tout-court il nuovo progetto di Giovanni Minoli. L’ex Direttore di RaiStoria, fortemente voluto da Lorenza Lei e Pasquale D’Alessandro, era infatti in pole position per una prima serata sulla seconda rete, sullo stile di Mixer, che sostituisse il “vuoto” (soprattutto d’ascolti) lasciato da Michele Santoro, ma anche per un daytime à la Dixit e il proseguimento de La storia siamo noi.

Pare però che il CdA, come riportato da Il Giornale, abbia storto il naso leggendo la proposta di contratto per il giornalista, la cui onerosa consulenza per I 150 anni dell’Unità d’Italia – è infatti già in pensione – è in scadenza. Sembrerebbe che Minoli abbia chiesto un rinnovo per 2 o 3 anni per 600 mila euro l’anno, cifra ritenuta poco consona visto il periodo tutt’altro che roseo. In Rai in sostanza non si vuole un altro “caso Ferrara”, pressoché impossibilita ad agire in caso di ascolti disastrosi.

Il progetto però potrebbe rimanere in piedi, ma nelle mani di un altro conduttore. I consiglieri vorrebbero puntare anche su volti nuovi, adatti anche al target di riferimento. Potrebbe avere quindi delle buone possibilità Gianluigi Paragone: il giornalista di Varese sta facendo faville con L’Ultima Parola che, nonostante la collocazione scomoda nella seconda serata del venerdì, tocca senza troppi problemi il 13% di share. Paragone sarebbe probabilmente l’unico che riuscirebbe nell’impresa di non far rimpiangere gli ascolti di Annozero.





31
marzo

GIANLUIGI PARAGONE POLEMICO CON GIANCARLO LEONE, CHE DIFENDE GLI ASCOLTI DI VOLO IN DIRETTA: “QUANDO SI TRATTA DI PROGRAMMI DEI VOSTRI AMICI DATE LA COLPA AL TRAINO”

Giancarlo Leone e Gianluigi Paragone

Giancarlo Leone e Gianluigi Paragone

Uno è il Direttore della nuova struttura Intrattenimento dell’azienda pubblica, l’altro è ViceDirettore della seconda rete. Entrambi sono accomunati, oltre che dai ruoli manageriali all’interno di Viale Mazzini, dalla mania dei “140 caratteri” di Twitter, che li ha talmente contagiati da portarli anche a polemizzare sui rispettivi commenti televisivi. Parliamo di Giancarlo Leone e Gianluigi Paragone, che si sono ritrovati a “discutere” sul popolare social network sul nuovo programma di Fabio Volo.

Tutto nasce ieri da un commento di Leone sugli ascolti della seconda puntata settimanale di Volo in Diretta che, come la scorsa settimana, è crollata al 3.40% di share dopo il rincuorante 8% della puntata del mercoledì. Per il Direttore la colpa è principalmente del traino debole del prime time” della terza rete, che il giovedì propone una puntata di Medium seguita da due di Law&Order, fermi ad ascolti ben al di sotto della media di rete.

L’opinione però non è stata particolarmente apprezzata dal giornalista in forze a Rai2, di cui tutto si può dire tranne che di seconda serata non se ne intenda, che ha replicato per le rime al collega:

“Quando si tratta dei programmi dei vostri amici il problema è il traino…”.


23
marzo

L’ULTIMA PAROLA: NELL’ERA DEI TECNICI IL TALK SHOW DI GIANLUIGI PARAGONE HA SUCCESSO. ECCO PERCHE’

Gianluigi Paragone, L'Ultima Parola

A guardare i dati d’ascolto il Paragone sorge spontaneo. Pare infatti che L’Ultima Parola sia l’unico talk show che naviga in buone acque in un periodo di secca per tutti i dibattiti televisivi. L’era della sobrietà montiana ha asciugato l’interesse del pubblico e pure qualcos’altro, e così gli approfondimenti giornalistici, impegnati a fare l’inchino al nuovo governo tecnico, si sono incagliati. Non è accaduto al programma di Gianluigi Paragone, che ha trovato una formula vincente.

L’Ultima Parola, infatti, ha provato a destrutturare le logiche del dibattito tv ponendo dei limiti all’attitudine al monologo dei politici. Lo ha fatto coinvolgendo il pubblico in studio, che è diventato parte integrante del programma. Così nell’arena di Paragone, oltre a giornalisti ed onorevoli, hanno iniziato a parlare anche gli operai inferociti, i cassintegrati, gli imprenditori coraggiosi, i giovani senza lavoro. Una scelta insolita, ma azzeccata: il talk show della seconda serata di Rai2 sta registrando ascolti soddisfacenti, di poco inferiori all’11% di share.

In studio i ritmi del confronto sono sostenuti e capita spesso che dal pubblico intervenga qualcuno a briglie sciolte per scagliarsi direttamente contro i politici. L’imprevisto, manco a dirlo, è sempre dietro l’angolo. Ed ecco così svelato il ’segreto’ dell’Ultima Parola: in un periodo in cui il Palazzo non ha più nulla da dire, il programma di Rai2 ha dato voce alla piazza e alle sue ragioni, anche a quelle più demagogiche e lagnose. Un genere, questo, inventato da Michele Santoro, che L’Ultima Parola ha ripreso ed adattato con arguzia.





7
ottobre

GIANLUIGI PARAGONE A DM: MI SONO ROTTO DEL TALK SHOW E DEI POLITICI CHE TIRANO IL GUINZAGLIO. TRA SANTORO E LA POLITICA HA VINTO SANTORO.

Gianluca Paragone, L'Ultima Parola

A voler fare il corsaro, Gianluigi Paragone si è trovato in mano la sciabola. Il suo programma L’Ultima Parola, infatti, sta mettendo a punto una formula sempre più tagliente, in grado di infilzare il vecchio concetto di salotto politico in tv. “Smetto i panni del giornalista di centrodestra e torno a fare il cronista” aveva annunciato il conduttore prima di lanciarsi all’arrembaggio. E così è stato. Ad un mese dal suo esordio, la trasmissione di Rai2 ha già mandato a ramengo l’attitudine dei politici al monologo, restituendo il microfono alla gente comune. Roba da far invida alle compiante scorribande di Michele Santoro. Senza fare il Paragone col teletribuno, si noti solo il titolo della puntata odierna dell’Ultima Parola (23.40, Rai2), che è tutto un programma: “Politici, ora basta!“. E, guarda caso, l’annunciata presenza in studio del sindaco leghista Attilio Fontana non è stata confermata. Ci saranno invece  Daniela Santanchè, Pietrangelo Buttafuoco, Maurizio Landini, Maurizio Zamparini e Luigi Furini.

Direttore, un netto cambiamento di prospettiva, annunciato e avvenuto, per la tua trasmissione. Come lo stai vivendo?

“Sono contento perché rischiamo di vincere la scommessa più azzardata, cioè quella di far sviluppare il racconto della politica dal pubblico e non dai politici, che hanno parlato per 15 anni. Penso che la politica si sia dimenticata della quotidianità di questo Paese, trascurando gli studenti, i lavoratori, gli imprenditori, i dipendenti pubblici e le famiglie… Noi portiamo in televisione le loro lamentele e chiediamo ai politici presenti di darvi una risposta“.

Credi che questa ‘inversione di rotta’ abbia in qualche modo spiazzato i telespettatori?

“No, il pubblico ha reagito bene e il programma ha fatto quello che doveva fare. Se analizziamo gli ascolti dei tre talk debuttanti, mi sembra che rispetto al programma di Banfi siamo andati decisamente meglio, mentre rispetto alla trasmissione di Formigli bisogna considerare che lui è durato un’ora in più rispetto alla nostra puntata d’esordio. Storia diversa è la seconda serata: grafici alla mano, noi prendiamo la rete al 3% e la riconsegnamo con una curva che è sempre sul 17-18%, e la media è del 10,5%. Questo nelle prime puntate, per il futuro mi tocco… (ride)”

Con questi risultati speri che L’Ultima Parola possa tornare in prima serata?

“Col senno di poi dico che il nostro è un programma che ha cambiato totalmente formula e punti di appoggio. E’ una trasmissione completamente diversa che cerca di destrutturare il concetto di talk show. Io mi ero rotto le scatole del talk e l’avevo detto sin dall’inizio. Poi, alla luce dell’ultima puntata, credo che la strada che stiamo seguendo sia giusta, anche se non siamo ancora arrivati a destinazione. Quando avrò terminato e messo in equilibrio quello che vuole essere L’Ultima Parola, allora chiederò all’azienda di appoggiare questo nuovo prodotto”.

In questo processo di rinnovamento stai attingendo solo da tue risorse o ti ispiri anche ad altri format? Qualcuno parla di “santorizzazione”…


2
ottobre

L’ULTIMA PAROLA: MAI PIU’ UN LEGHISTA DA PARAGONE. PAROLA DI UMBERTO BOSSI

Umberto Bossi e la guerra a L'ultima parola

L’ultima parola più che a Gianluigi Paragone stavolta spetta ad Umberto Bossi e per il talk show nato per fare da contraltare a Michele Santoro sono cavoli amari. Dal quartier generale della Lega Nord vento di guerra contro il conduttore de L’ultima parola, nonchè vicedirettore della seconda rete della tv di Stato. Il Senatur è stato chiaro, e un quotidiano amico come Il Giornale gli attribuisce questo monito:

Da Paragone non bisogna andarci, se qualcuno ci va è per farsi vedere, vuol dire che pensa a sé e non alla Lega.

A monte dell’improvviso cambiamento di rotta c’è il dietrofront di Paragone, d’ispirazione maroniana, che ha pubblicamente preso le distanze dalla recente politica della maggioranza, un esecutivo che naviga da mesi in acque sicuramente turbolente. Lui deluso dalla centralizzazione del partito che ha smarrito man mano la propria forza propulsiva contro i guai della politica italiana, loro delusi dalla sua disobbedienza e dal suo riversarsi nell’antipolitica generalizzando il malcontento.


14
settembre

L’ULTIMA PAROLA, GIANLUIGI PARAGONE: RACCONTERO’ LA CRISI DEL CENTRODESTRA. SANTORO? FATTO FUORI DALLA POLITICA

Gianluigi Paragone

Gianluigi Paragone gioca a carte scoperte. All’esordio della terza stagione del suo talk show, L’Ultima Parola, il giornalista di Rai2 mostra l’asso della schiettezza e non le manda a dire. Prima striglia il centrodestra, poi invita la Rai ad avera più coraggio, ed infine tende la mano a Michele Santoro: urca, qualcosa sta davvero cambiando. Quest’anno la sua trasmissione racconterà la crisi del mondo politico minuto per minuto, a cominciare dagli autogol della ‘premiata ditta’ Berlusconi & Bossi. Per farlo, ascolterà la voce degli “indignados” italici, cioè gli imprenditori, i giovani e gli operai, che oggi guardano al Palazzo con estrema delusione.

Rimetterò gli abiti del cronista, questa non è un’Italia da raccontare in giacca e cravatta” ha affermato il conduttore alla conferenza stampa di presentazione del programma. Poi, decrivendo la situazione politica attuale, ha ammesso:

Se devo dirla con una battuta, io ho fallito perchè ho puntato tutte le mie fiches su un progetto politico liberale e riformista che è entrato in crisi. Prima ho tifato perché convinto che le ricette fossero giuste e i direttori d’orchestra i migliori possibili, ora invece non regalo più ai politici di centrodestra una fiducia smisurata. Non divento di sinistra, resto convinto che il Paese vada cambiato con ricette di centro destra, ma poi non è colpa mia se la Lega non vuole tagliare le Province o se Berlusconi non fa una manovra di questo tipo”.

Una presa di posizione netta, espressione di quel “taglio critico” che L’Ultima Parola intende adottare nella sua terza edizione. Il programma, in onda da venerdì 16 settembre, avrà uno studio ed un format nuovi: quest’anno il pubblico in sala sarà composto soprattutto da giovani che interagiranno con gli ospiti politici e daranno voce alle problematiche della vita quotidiana. La puntata d’esordio vedrà protagonisti Roberto Formigoni, Matteo Salvini, Antonio Di Pietro, Maurizio Landini e sarà eccezionalmente trasmessa in prime time. Sul ritorno del talk show alle 23.30 a partire dal secondo appuntamento, Paragone ha espresso la propria delusione.