Condanna



21
settembre

CASO SEMPRINI: RAI CONDANNATA PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

Semprini e Bignardi

Semprini e Bignardi

Non bastava il flop d’ascolti. Ora c’è pure una condanna. Il giudice del lavoro di Roma ha infatti accolto il ricorso di Usigrai e Fnsi ed ha condannato la Rai per comportamento antisindacale in relazione all’assunzione di Gianluca Semprini. Il conduttore di Politics, strappato a Sky, era approdato in Rai tra le polemiche. In particolare, l’Usigrai aveva denunciato che l’assunzione del giornalista era avvenuta senza che fosse stato seguito l’iter previsto dal contratto di lavoro della sua categoria.




21
marzo

LE IENE: FILIPPO ROMA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

Le Iene - Filippo Roma

Il Moralizzatore, per una volta, la morale dovrà farla a se stesso: lo showman e inviato de Le Iene Filippo Roma (noto, appunto, per il suo ruolo da “moralizzatore” nel celebre programma di Italia1) è infatti stato condannato in primo grado per diffamazione a mezzo stampa, e per questo dovrà pagare un risarcimento di 52mila euro a favore dell’editore Urbano Cairo, dei direttori responsabili dei settimanali Nuovo e Diva e Donna, e di una giornalista. Tutti gli altri imputati sono stati assolti: tra loro il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi, l’autore e regista della trasmissione, Davide Parenti, ma anche le presentatrici Vanessa Incontrada ed Eleonoire Casalegno oltre a Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.


18
marzo

DIRITTI TV GONFIATI: PIERSILVIO BERLUSCONI E FEDELE CONFALONIERI CONDANNATI IN APPELLO PER FRODE FISCALE. “SENTENZA INCOMPRENSIBILE”

Piersilvio Berlusconi, Fedele Confalonieri

Sentenza ribaltata per Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. Nell’ambito del processo Mediatrade, la Corte d’appello di Milano ha condannato il Vicepresidente e il Presidente di Mediaset a un anno e due mesi di carcere per frode fiscale. Il verdetto, emesso ieri, ha smentito il pronunciamento di primo grado ed ha sancito l’assoluzione degli altri sei imputati coinvolti, tra cui il produttore statunitense Frank Agrama. Secondo l’accusa, i diritti tv oggetto di compravendita sarebbero stati “gonfiati” per ragioni fiscali.





15
dicembre

CASO FERRARIO: MINZOLINI CONDANNATO A 4 MESI PER ABUSO D’UFFICIO. “DECIDERE E’ UNA COLPA”

Augusto Minzolini

Quattro mesi di reclusione per abuso d’ufficio. E’ la condanna emessa oggi dalla quarta sezione del tribunale di Roma a carico dell’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini per la vicenda riguardante la rimozione di Tiziana Ferrario dalla conduzione del notiziario delle 20. I fatti risalgono al 2010, quando la giornalista si dichiarò vittima di una vendetta da parte del suo superiore.


28
ottobre

RAI, AUGUSTO MINZOLINI CONDANNATO IN APPELLO PER PECULATO. L’EX DIRETTORE: SONO ALLIBITO

Augusto Minzolini

I giudici hanno cambiato idea: ora Augusto Minzolini non è più innocente. L’ex direttore del Tg1, oggi senatore di Forza Italia, è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per peculato continuato, nonostante lo scorso anno fosse stato assolto in primo grado per la medesima accusa. La Corte d’Appello di Roma ha ribaltato quella sentenza e ieri ha giudicato il giornalista colpevole di aver utilizzato in modo improprio la carta di credito della Rai durante la permanenza a Saxa Rubra. Per l’ex direttore, il tribunale ha anche disposto l’interdizione dai pubblici uffici per l’intera durata della pena.

Sono allibito, attonito” ha dichiarato il senatore su Twitter, chiedendosi dove fosse finita la certezza del diritto. Riguardo alla vicenda della carta di credito, a Minzolini era stato contestato di aver sforato, in quattordici mesi, il budget a sua disposizione nella misura di circa 65 mila euro. L’ex direttore – è doveroso precisarlo – aveva rimborsato a Viale Mazzini l’intera somma contestatagli. In primo grado i giudici avevano assolto il giornalista, riconoscendone la buona fede: a seguito di quel pronunciamento, il giornalista aveva chiesto il reintegro alla direzione del Tg1. Ora invece le toghe hanno gli hanno inflitto più di quanto l’accusa avesse richiesto (due anni).





16
maggio

FABRIZIO CORONA RESTA IN CARCERE, CONFERMATA LA CONDANNA A 15 ANNI. LA CASSAZIONE: PERICOLOSITA’ SOCIALE

Fabrizio Corona

Fabrizio Corona deve restare in carcere. La Cassazione ha infatti confermato la misura di sorveglianza speciale (15 anni di reclusione) disposta a carico dell’ex fotografo dei vip dalla Corte di Appello di Milano nel maggio 2013. Nel loro verdetto, in particolare, i giudici hanno attestato la “pericolosità sociale” del re dei paparazzi con motivazioni molto severe: secondo la Corte, la vita lavorativa di Corona era scandita da “numerosi e cospicui precedenti penali” e “caratterizzata da frequentazioni criminali e da atteggiamenti fastidiosamente inclini alla violazione di ogni regola di civile convivenza”.

Cassazione: Corona, condotta senza scrupoli

Corona è attualmente detenuto nel carcere milanese di Opera, dove sta scontando la condanna a 15 anni di reclusione per vari reati. Nella sentenza 20347 depositata ieri, giovedì 15 maggio, i supremi giudici hanno rilevato come il “modus vivendi” di Fabrizio fosse caratterizzato dalla “ricerca ad ogni costo di facili (ed illeciti) guadagni e da condotte prive di scrupoli volte ad accaparrare risorse da investire in un tenore di vita lussuoso e ricercato”. Motivazioni categoriche, che non lasciano spazio ad interpretazioni e mettono un punto fermo all’iter giudiziario che ha portato il ‘re dei paparazzi’ dietro le sbarre.

Senza successo, nel ricorso in Cassazione Fabrizio Corona aveva sostenuto che i reati contestatigli “hanno avuto un valore patrimoniale minimo, come ad esempio la spendita di monete false per 200 euro in una occasione e di meno di cinquemila in un’altra occasione” e che non erano così gravi da giustificare la misura di prevenzione fissata in un anno e sei mesi. In proposito, la Suprema Corte ha ricordato al condannato che, al contrario, i reati non sono di poco conto: si tratta di “estorsioni, ricettazione e spendita di carta moneta falsificata, reati fallimentari, evasioni fiscali, recenti denunce per truffa”.Le sentenze si rispettano non si commentano, specialmente quando sono definitive, ma stavolta l’impressione è che Corona abbia pagato il conto anche per altri.

Corona scrive a Chiambretti dal carcere: la lettera

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16
aprile

BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI: POTRA’ ANDARE IN TV QUANDO VUOLE (O QUASI)

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi vedrà il bicchiere mezzo pieno: tutto sommato, poteva andargli peggio. Ieri il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso all’ex premier la pena alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare, al netto del condono, la condanna di un anno nel processo Mediaset. Il leader di Forza Italia lavorerà almeno una volta alla settimana, per 4 ore consecutive, in un centro per anziani della Fondazione Sacra Famiglia a Cesano Boscone. Le disposizioni diventeranno esecutive entro fine mese.

L’ex Cavaliere subirà delle limitazioni della libertà personale prescritte dai giudici, ma gli sarà concesso di fare attività politica. E, soprattutto, di andare in tv. Un dato per nulla irrilevante, questo, visto che tra poco più di un mese si voterà per le elezioni europee. Berlusconi potrà incontrare chiunque, ad eccezione dei pregiudicati, ma non potrà uscire di casa dalle 23 alle 6 del mattino. Inoltre, non potrà lasciare la Lombardia ma sarà autorizzato, come da sua richiesta, a recarsi a Roma dal martedì al giovedì, con ritorno ad Arcore entro le ore 23 del giovedì stesso.

Questo gli consentirà di partecipare, qualora lo desiderasse, anche alle trasmissioni televisive in onda dalla Capitale. L’ex premier, infatti, potrà apparire in video tutte le volte che vorrà, pur nei limiti della par condicio vigente. Nessun problema per gli approfondimenti politici di seconda serata che termineranno dopo le 23: Berlusconi potrà collegarsi da casa o chiedere una speciale deroga al giudice di sorveglianza, la dottoressa Beatrice Crosti, per trattenersi in studio.


28
agosto

BERLUSCONI: TORNO IN TV A SPIEGARE LE MIE RAGIONI. COSI’ IL CAV VUOLE RIBALTARE IL PROCESSO (MEDIATICO)

Silvio Berlusconi

I giudici di Cassazione lo hanno dichiarato colpevole e condannato a quattro anni di reclusione per frode fiscale. Ma Silvio Berlusconi non ci sta. Dal giorno in cui è stata emessa la sentenza definitiva del processo Mediaset, il Cavaliere ha più volte affermato la sua innocenza, schierandosi contro quella parte di magistratura che gli avrebbe dichiarato guerra. Parole al vento, direte, visto che ormai la Cassazione si è espressa e all’ex premier non resta che scontare la pena stabilita. In verità, quella messa in campo da Berlusconi pare sia una strategia mirata proprio a ribaltare le sorti del processo (mediatico).

Silvio Berlusconi: Torno in tv

Tornerò in tv a spiegare le mie ragioni e continuare la battaglia di libertà e democrazia” avrebbe detto il Cavaliere durante un vertice tenutosi nei giorni scorsi ad Arcore. I modi e i tempi della possibile incursione televisiva non sono stati resi noti e anzi, è pure probabile che Sua Emittenza decida di tornare sui suoi passi. Tutto dipende dall’evolversi della situazione politica, col governo Letta messo sotto pressione e con la Giunta per le elezioni pronta a valutare la decadenza di Berlusconi da Senatore. Come andrà a finire? Nei talk show di fine estate la questione tiene banco con insistenza.

I dibattiti tv sul Cavaliere

Del resto, in Italia fanno più rumore i dibattiti televisivi che i dibattimenti giudiziari e le sorti dell’ex premier sono l’argomento prediletto dai conduttori dei salotti tv. Se ne discuteva proprio ieri sera a In Onda con Luca Telese, che per l’occasione ha riportato davanti alle telecamere Antonio Di Pietro, dopo la “tranvata” elettorale. La pitonessa Daniela Santanché, da parte sua, ha affilato gli artigli, perché è di nuovo tempo di lottare.

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