Antonio Ricci



27
novembre

ANTONIO RICCI VS LE IENE: LA REPLICA DI STRISCIA

Virginia Raffaele, Antonio Ricci, Michelle Hunziker

Caro Corriere.it, voi dite che non è stata smentita finora “l’indiscrezione” su presunte pressioni esercitate per stoppare il passaggio de Le Iene da Italia 1 a Canale 5, perché l’intervista di Davide Parenti su Libero di domenica 24 sembrava una rettifica più che sufficiente.

È chiaro a tutti che non c’è stato nessun blocco, ma solo la constatazione che, per ottenere gli ascolti necessari a Canale 5, è sufficiente programmare, come è stato fatto domenica scorsa, la soap Il Segreto o ripristinare, prolungandola, Striscia la domenica. Facciamo presente che Striscia la domenica, pur trasmettendo repliche di servizi andati in onda in settimana, otteneva nella scorsa stagione risultati comunque superiori a quelli de Le Iene, pure in onda alla domenica.

Ricordiamo come il passaggio da Italia 1 a Canale 5 sia sempre avvenuto per trasmissioni con exploit di pubblico (gli 8 milioni di Paperissima e Zelig), non certo il caso de Le Iene che, dopo 16 anni, naviga sui 2,8/3 milioni di ascolto. Per quali ragioni Mediaset avrebbe dovuto, tra l’altro in un momento generale di crisi, non programmare trasmissioni come Il Segreto o la versione extralarge di Striscia la domenica con l’ascolto garantito, e trasferire Le Iene, spogliando Italia 1 della sua trasmissione simbolo?

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24
novembre

DAVIDE PARENTI SULLA MANCATA PROMOZIONE DE LE IENE: NON CREDO CHE RICCI DECIDA LE SORTI DELL’AZIENDA. INTERVISTARE BERLUSCONI? SAREBBE UN CASINO

Davide Parenti, Le Iene

Ha il dente avvelenato, Davide Parenti. Il padre de Le Iene non affatto gradito la mancata promozione del suo programma su Canale5, prospettata per gennaio 2014 e poi stoppata quando ormai sembrava tutto deciso. Siamo in cinquanta che ci facciamo il mazzo. Non abbiamo mai sbagliato un colpo, ma ci sentiamo come capocannonieri in panchina” ha lamentato l’ideatore del programma di Italia1, intervisto da Libero. Nelle sue parole, il rammarico per quello che sarebbe stato un riconoscimento da parte del Biscione. E invece niente.

Davide Parenti: non credo che Antonio Ricci decida sorti dell’azienda

Secondo indiscrezioni, a bloccare il trasloco de Le Iene su Canale5 sarebbe stato Antonio Ricci, forse contrario all’arrivo sulla rete ammiraglia di un programma forte negli ascolti e simile a Striscia la Notizia per contenuti. Riguardo a tali ricostruzioni, circolate nei giorni scorsi, Parenti ha commentato:

Non credo che Ricci decida le sorti dell’azienda. Con lui ho un buon rapporto. Siamo sempre stati ‘amichetti’. E’ anche grazie a lui che ho iniziato questo lavoro. E’ vero che noi da qualche anno vogliamo andare su Canale5, ma Mediaset ha deciso diversamente, secondo me sbagliando (…) Abbiamo insistito per la promozione. Non siamo più un programma per soli giovani. Siamo sempre stati generalisti. Vorremmo parlare a tutti

Davide Parenti: Italia1 ha perso tanto, si sta spegnendo

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19
novembre

LE IENE: LA PROMOZIONE SU CANALE5 ‘STOPPATA’ DA ANTONIO RICCI?

Le Iene

Questo matrimonio non s’ha da fare… avrebbero detto i Bravi di Don Rodrigo. In effetti, la citazione di Manzoniana memoria calza a pennello al ‘caso’ televisivo del giorno, relativo alla mancata promozione de Le Iene, programma di punta di Italia1, sull’ammiraglia Mediaset a partire dal prossimo gennaio 2014. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera di oggi, era già tutto pronto, assenso di Piersilvio Berlusconi compreso anche se – in quel di Cologno Monzese (che non dista poi così tanti chilometri dal lago di Como) – avevano fatto i conti senza l’oste che in questo caso risponde al nome di Antonio Ricci.

Le Iene su Canale 5 – Il veto di Antonio Ricci

Il papà di Striscia la Notizia, infatti, avrebbe opposto un netto rifiuto al passaggio della trasmissione di Davide Parenti su Canale 5 e il motivo è facilmente ipotizzabile. Satira, inchiesta e informazione sono contenuti già offerti al pubblico dell’ammiraglia proprio dal tg satirico condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker. Perché duplicare i suddetti temi (peraltro, aggiungiamo noi, affrontati molto meglio da Le Iene) e costringere il pubblico del canale a un inevitabile confronto tra le due produzioni? Chissà se, inoltre, a pensar male si fa peccato ma spesso si azzecca – diceva qualcuno – , a Ricci sarebbe andato a genio il ritorno in pompa magna dell’ex allievo prediletto Teo Mammucari sul ’suo’ canale. Già, il suo canale. Perché se il patròn di Striscia avesse addirittura un diritto di veto su ciò che può andare in onda o meno, il suo atteggiamento non sarebbe quello di un dipendente ma si avvicinerebbe molto più a quello del proprietario.

Le Iene su Canale5, un’operazione vantaggiosa?

Ferme restando le considerazioni espresse sopra, una domanda ci sovviene. Siamo sicuri che il passaggio de Le Iene a Canale5 avrebbe giovato ai due sposi (il programma e l’ammiraglia) e all’”amante tradito” (Italia1)? Il canale di Tiraboschi, infatti, perderebbe l’ultimo dei suoi programmi di punta, l’unico ad ottenere un ascolto superiore alla media di rete e inoltre, il ragguardevole 13% raggiunto sulla rete giovane sarebbe stato, comunque, un mezzo flop sull’ammiraglia. Non c’è la controprova, insomma, che la promozione avrebbe apportato migliorie alla trasmissione e all’emittente diretta da Giancarlo Scheri.

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9
aprile

SE MISS ITALIA DOVESSE CHIUDERE, COME LA METTIAMO CON LE VELINE?

Antonio Ricci

Se Miss Italia dovesse davvero chiudere, come la mettiamo con le veline? La domanda, ovviamente, è rivolta ad Antonio Ricci. Ma facciamo un passo indietro. Nella primavera 2011, il concorso estivo per selezionare la nuova bionda e la nuova mora alle quali “consegnare” il bancone di Striscia la Notizia fu duramente contestato dal Gruppo Editoriale L’Espresso, che accusò la trasmissione di danneggiare la dignità delle donne.

Un’accusa che portò il patron Ricci alla decisione di cancellare la quarta edizione di Veline dal palinsesto di Canale 5. Una rinuncia, però, con riserva.

La riserva, in realtà, fu una vera e propria provocazione: via le veline da Striscia la Notizia se anche la Rai avesse cancellato Miss Italia, “programma dove la donna per antonomasia è militarizzata” disse. Una provocazione non raccolta dalla tv di Stato; così Federica Nargi e Costanza Caracciolo tornarono a “sgambettare” nell’access di Canale 5 nella stagione 2011/2012, così come è tornato in onda Veline nella scorsa estate.

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7
novembre

STRISCIA LA NOTIZIA: 25 CANDELINE PER IL TG SATIRICO

Ezio Greggio e Michelle Hunziker

Era il 7 novembre 1988 quando un “tiggì” fuori dal comune debuttava con la nobile missione di approfondire i costumi di un Paese smascherandone le ipocrisie e le truffe. Parliamo di Striscia la notizia, una delle creature più longeve delle tv generalista che oggi si appresta a spegnere le candeline dei suoi 25 anni di programmazione. Ancor prima de Le Iene, il patron Antonio Ricci era intenzionato a inaugurare un nuovo modo di fare informazione perché, alla fine, di questo si tratta: di un giornalismo refrattario e innovativo.

Negli anni ne abbiamo viste e scoperte tante: dai devastanti effetti dell’uranio impoverito denunciati per la prima volta nel 1999 allo storico fuorionda del 25 novembre 1994, quando, prima di uno Speciale del Tg4, l’allora segretario del partito popolare Rocco Buttiglione propone al vicino Antonio Tajani di Forza Italia di stringere un’alleanza in vista delle nuove elezioni. Non solo politica e attualità, ma anche costume in senso stretto a cominciare dall’anticipazione della classifica del Festival di Sanremo 1990 da parte di Ezio Greggio e Raffaele Pisu. E ancora l’affaire Vanna Marchi sollevato da Striscia nel 2001 e lo smascheramento di un espediente scenico da parte di un inviato della Cnn durante l’attacco iracheno a Tel Aviv, nel gennaio 1991.

Ma la forza del prodotto, oltre ai suoi contenuti, un  tempo più graffianti e innovativi e ora pian piano più dimessi e tediosi, sta in quel team che da un venticinquennio condanna, ironizza e balla dietro e sulla scrivania del tg satirico: parliamo, naturalmente, del pioniere Ezio Greggio e delle Veline che con i loro stacchetti sono riuscite ad ammaliare o ad “inorridire” il pubblico pagante. Greggio, a il Giornale, si toglie qualche sassolino dalla scarpa parlando della sua fantastica esperienza nella squadra di Ricci e svela dei dietro le quinte del programma come “le culate che si sono prese le Veline mentre planano sulla scrivania: le prime ragazze erano più in carne e avevano più materiale su cui atterrare. Alle ultime fanno fare addirittura le ginnaste”.





27
settembre

STRISCIA LA NOTIZIA: IL PERIZOMA DI PIZZO DELLA MARCEGAGLIA. SATIRA O FANGO?

Striscia la Notizia- il perizoma di 'pizzo' di Emma Marcegaglia

Se l’avesse mandato in onda una costola di Video News forse sarebbe già un caso di indignazione del web, come e più del calzino azzurro del giudice Mesiano. Ma siccome la cornice è il programma ridereccio e satirico Striscia la notizia il perizioma di pizzo di Emma Marcegaglia, la presidente di Confindustria, forse rimarrà semplicemente una burla boom da prima puntata della stagione.

O forse no. Il trattamento è vagamente in stile macchina del fango anche se la bordata dell’intellettuale (di sinistra) Antonio Ricci. Moltissima la curiosità nel vedere quali saranno le reazioni. Come interpreterà questa bischerata d’esordio Repubblica e la cordata di opinione che ne discende a catena?

Ci saranno nuove beghe tra Lerner e il patron di Striscia per questa frecciatina alla rappresentante massima degli industriali in rivolta contro il premier, tanto da chiedergli un passo indietro? La sensazione è che si possa agitare il sospetto che sul banchetto post tg ci vogliano marciare un po’ su questa ambiguità di fondo, su questo sospetto che lo smutandamento non sia troppo sconnesso rispetto al cambiamento di rotta politica della Marcegaglia.


26
settembre

TAPIRO “CAMMELLATO” A MANUELA ARCURI: STRISCIA LA NOTIZIA COMINCIA DAL CASO TARANTINI

Tapiro "cammellato" a Manuela Arcuri

Dicono che l’Oscar non lo vincerà nemmeno facendosi il fegato amaro (o il Sangue caldo, se preferite). Sarà. Intanto, però, Manuela Arcuri si è aggiudicata un bel tapiro d’oro in versione “cammellata”, che come inizio non è male. Il premio speciale le è stato recapitato dalla banda di Striscia la notizia, che questa sera tornerà a suonare la gran cassa su Canale5. All’inizio della sua 24esima edizione, il programma di Antonio Ricci ha deciso di mazzolare – con ironia, si intende – l’attrice coinvolta nell’inchiesta della Procura di Bari su escort e appalti assieme a Silvio Berlusconi e all’imprenditore Giampaolo Tarantini.

Secondo le intercettazioni degli inquirenti, l’Arcuri sarebbe stata disposta a trascorrere una notte a casa del Cavaliere non prima di aver ottenuto in cambio la selezione del fratello Sergio nel cast di una fiction. La showgirl Francesca Lana, che la avrebbe accompagnata, in una conversazione del 2009 confida a Tarantini: “Manuela dice che se non vede sto cammello… Cioè lei non ha capito come funziona. Lei dice: io fin quando non ho una certezza che quello che voglio accada non faccio niente per lui. Io le ho detto: Manuela forse dovrebbe essere il contrario, prima fai qualcosa per lui” (maggiori dettagli sulle intercettazioni della Arcuri, qui)

Così, proprio in riferimento al metaforico “cammello” di quella conversazione, Striscia la Notizia ha pensato di consegnare all’attrice un tapiro dotato di gobbe. Il premio le è stato recapitato dall’inviato del programma Valerio Staffelli, come vedremo nella puntata in onda stasera. Il tapiroforo ha ‘inseguito’ la Arcuri sul lungomare di Napoli, dove si trovava, incalzandola con domande sul caso Tarantini e sulle intercettazioni a suo carico. Cosa avrà risposto Manuelona?


22
settembre

GAD LERNER, DOPO LA QUERELA DI ANTONIO RICCI, ATTACCA: ‘PRETESA SATIRA A SENSO UNICO’

Gad Lerner

Da quando si è fatto promotore della campagna contro la mercificazione del corpo femminile in televisione Gad Lerner ha dato vita una singolare battaglia con Antonio Ricci sfruttando le varie provocazioni che sono nate nei numerosi botta e risposta per far riflettere sullo strano destino dell’autore della rete ammiraglia di Mediaset, intellettuale di sinistra che si trova a respingere l’accusa di essere pioniere della filosofia berlusconiana sul piccolo schermo.

Fino al ricorso agli avvocati da parte del patron di Striscia che Lerner ha annunciato e commentato sul proprio blog non risparmiando una piccata frecciata al suo accusatore. Solo ieri l’annuncio di querela da parte di Fabrizio Del Noce per il suo accostamento a Tarantini nell’ultima puntata de L’Infedele. A Ricci invece non sarebbe andato giù uno scritto molto duro del giornalista datato 22 febbraio 2011, almeno secondo la ricostruzione dell’accusato.

Lasciamo alle parole di Lerner, versione blogger, la prima reazione:

Come Fabrizio Del Noce, anche il sedicente campione della libertà di satira e della controinformazione, Antonio Ricci, nei giorni scorsi  ha pensato bene di intentare contro di me un procedimento giudiziario con l’improbabile accusa di diffamazione a mezzo stampa.