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dicembre

FICTION RAI: NIENTE RIPRESE ALL’ESTERO. SET IN ITALIA PER VALORIZZARE IL PAESE E RIVITALIZZARE IL SETTORE

La terrazza de Il Commissario Montalbano

Niente più fiction girate all’estero. La Rai chiederà ai produttori indipendenti di non delocalizzare le riprese come stava accadendo sempre più spesso negli ultimi anni. E’ questa la decisione presa dalla Tv di Stato al termine del confronto tra il Direttore Generale Luigi Gubitosi, i responsabili delle direzioni Fiction e Risorse Umane della Rai, e le rappresentative sindacali SLC CGIL- FISTEL CISL – UILCOM UIL guidate dai rispettivi Segretari Generali Massimo Cestaro, Vito Vitale e Bruno Di Cola.

Una decisione importante e di rottura, che arriva dopo anni di proteste e lamentale da parte delle maestranze italiane, che attraverso petizioni e manifestazioni da tempo denunciavano la situazione. La delocalizzazione all’estero delle numerose fiction prodotte per la Rai, con il relativo indotto in termini occupazionali arriva, infatti, a sottrarre ogni anno al nostro Paese decine di milioni di euro di reddito ai lavoratori e all’industria. Cifre importanti, alle quali vanno aggiunte le consistenti perdite per l’erario in termini di contributi (Iva, Irpef, etc.).

La Rai ha finalmente deciso di prendere una posizione netta a riguardo, e attraverso un comunicato chiarisce i motivi di tale scelta:

“In questo modo,  accogliendo le istanze di tutte le componenti dei lavoratori dello spettacolo (attori, tecnici, troupe, generici), l’azienda contribuirà a rivitalizzare il settore dando spazio alle professionalità e ai talenti del nostro Paese, favorendo e garantendo la formazione dei giovani. Inoltre si tornerà a valorizzare il territorio italiano, le sue bellezze artistiche e paesaggistiche, dando nuovo impulso al tessuto economico locale e al turismo, vero volano dell’economia nazionale”


Grande soddisfazione è stata espressa dal  segretario generale di Slc Cgil, Massimo Cestaro che in una nota riportata da Adnkronos ha dichiarato:

“L’esito dell’incontro di ieri con i vertici Rai segna un punto di svolta importante nella politica dell’azienda sul versante della produzione di fiction. La decisione aziendale di mantenere in Italia la realizzazione di queste produzioni è la migliore risposta che potevamo ricevere dopo anni di iniziative e di proteste contro la politica di delocalizzazione. Quella delle delocalizzazioni è una politica che, sulla base dell’unico criterio dell’abbassamento dei costi, stava determinando una serie di fattori distorsivi in tutto il settore della produzione audiovisiva: la costante perdita di giornate di lavoro per tecnici e artisti; la riduzione di entrate fiscali e previdenziali nell’ambito nazionale; la dispersione di professionalità tecnico-artistiche che invece rappresentano uno dei nostri patrimoni più importanti; la realizzazione di opere dal profilo anonimo con effetti negativi sia sul versante della raccolta pubblicitaria che su quello della loro futura commercializzazione, ma, soprattutto, l’offerta di prodotti a volte non coerenti con il livello di qualità che si deve pretendere dalla più grande azienda di produzione culturale del Paese. Auspico che questa impostazione rimanga nel tempo e ciò possa consentire anche la realizzazione del contratto di lavoro per gli artisti del settore cine-audiovisivo, considerando che l’Italia è l’unico paese in Europa ad esserne sprovvisto”.

La decisione della Rai di chiedere ai produttori di fiction per le prossime stagioni di girare tutto in Italia e di non ricorrere alla delocalizzazione, salvo espresse esigenze di racconto, è stata accolta positivamente anche da Carlo Degli Esposti. Il proprietario della Palomar, casa di produzione di fiction di successo come Il Commissario Montalbano ha dichiarato sempre all’ Adnkronos:

“Auspicavo da parecchi anni la decisione annunciata dalla Rai. E’ un gesto importante, molto importante per la nostra industria dell’audiovisivo. Dobbiamo fare degli sforzi per fare diventare la nostra industria forte e competitiva senza degli escamotage come quello della delocalizzazione. Non solo. L’industria dell’audiovisivo deve trarre dall’ambientazione italiana quella forza che gli permetterà di valorizzare l’immagine dell’Italia nel mondo come accaduto nel caso di ‘Montalbano’, che con la Palomar è stato l’artefice del successo televisivo del famosissimo commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri, che oltre ad aver macinato record d’ascolto ha creato un vero e proprio fenomeno di turismo ’sui luoghi di Montalbano’ da vari Paesi del mondo”.

Più polemica è invece la reazione di Ida Di Benedetto, produttrice per la tv di stato di numerose fiction, tra cui Paura Di Amare 2, in onda nei primi mesi del 2013 su Rai1.

“La Rai vuole che le sue fiction siano girate in Italia? Ci metta in condizioni di farlo. Io negli ultimi anni ho dovuto girare in alcuni casi a Praga e in Serbia gli interni di fiction ambientate in Italia perché con il budget che ci da’ la Rai, solo lì è possibile portare a casa un prodotto di una certa qualità. Gli studi costano di meno, la manodopera costa meno, il sabato si lavora, la giornata lavorativa dura di più. Si può tornare a girare tutto in Italia solo se cerchiamo tutti quanti di darci una mano. Ma se le condizioni italiane rimangono quelle di sempre, allora non possiamo farcela. Ed anche i sindacati devono passarsi una mano sulla coscienza abbandonare certe rigidità, sennò non se ne esce”.

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4 Commenti dei lettori »

1. antonio ha scritto:

3 dicembre 2012 alle 17:39

che inizino allora finanziando la quarta serie di tutti pazzi x amore e la seconda di questo nostro amore



2. PierVivaCanale5 ha scritto:

3 dicembre 2012 alle 17:46

magari anche uno spinoff di Capri



3. mugnezz ha scritto:

3 dicembre 2012 alle 18:34

della serie : non abbiamo più un soldo !!!



4. matteo quaglia ha scritto:

3 dicembre 2012 alle 21:40

ma questo nostro amore e’ finita che e’ poco se lo continuano ci vuole tempo



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