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ottobre

GUIA JELO A DM: C’E’ CHI DIVENTA ATTORE SCOPANDO CON LE PERSONE GIUSTE. SE SONO BRAVI, FORTUNATI LORO. MA SE SONO CANI…

Guia Jelo

Guia Jelo

E’ una grande attrice di teatro che non si risparmia al piccolo schermo. Ruoli forti che hanno lasciato il segno in fiction come L’Onore e il Rispetto e Io non dimentico, o soap amate e longeve come Un Posto al sole, dove vestiva i panni di una divertente vigilessa zitella in cerca dell’amore. Dopo aver sfiorato la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1994 per la sua straordinaria interpretazione del film Le Buttane di Aurelio Grimaldi, la talentuosa Guia Jelo, cresciuta alla palestra di Giuseppe Di Martino e Giorgio Strehler, continua a mietere successi e a investire in nuovi progetti, come la nuova fiction Pupetta – Il Coraggio e la Passione al fianco di Manuela Arcuri.

Parliamo di Pupetta-Una storia italiana, la nuova serie presentata in anteprima al Roma Fiction Fest con Manuela Arcuri. Tu conoscevi il personaggio storico di Pupetta?

Si, certo che ne ero al corrente. Poi non appena mi hanno offerto il ruolo sono andata a documentarmi a fondo, come facciamo sempre tutti prima di gettarci in un progetto. Poi in quel periodo stavo girando Un Posto al sole, quindi mi trovavo lì a Napoli, per cui ho attinto informazioni dagli autisti, dagli addetti ai lavori, dai napoletani veracissimi oltre che dai colleghi di Upas. Mi sono molto intristita e affezionata dal punto di vista umano a questa storia.

Un personaggio così complesso incontrerà i favori del pubblico?

Io me lo auguro, se non altro per la particolare interpretazione e tipologia artistica di Manuela Arcuri. Lei, oltre che un’attrice è una star, è una diva come non ce ne sono più e questo riempie lo schermo e anche la mente dello spettatore che smanetta con il telecomando, attratto dalla sua bellezza e dal suo particolare modo di esprimersi. Le altre attrici cercano, in questo dilagare di naturalismo, di imporre la propria personalità nei personaggi che interpretano. Lei no, è sempre calata nel personaggio, si trasforma. Io ho fatto con lei L’Onore e il rispetto, Io non Dimentico e Il Peccato e la vergogna che sta girando in questo momento anche se io non ci sono più. Non vengo a spiegare la sua bravura, ma la sua peculiarità: fa sempre quel dato ruolo e non è mai se stessa.

Una donna risoluta e sola che si fa strada in un mondo di soli uomini in quel terribile universo che è quello malavitoso. Secondo te è possibile definire il personaggio, per certi versi negativo, di Pupetta come un’eroina?

Negativo sicuramente per le forze dell’ordine. Non ha certo fatto la suora e detto le preghiere, ma poi la condanni e la perdoni, la perdoni e la ricondanni, l’accetti ma ti fa paura: tutte cose che creano intorno al personaggio un certo fascino mistico. Queste persone che hanno a che fare con la mafia sono talmente un prodotto del diavolo e del maligno che hanno una loro religiosità; i loro covi sono pieni di Madonne e Gesù, quasi per cercare di esorcizzarsi.

E il tuo rapporto (cinematografico) con la mafia com’è?

Quando interpreto ruoli legati alla Mafia, alla N’drangeta e alla Camorra, non ne posso più: vorrei fare ruoli dove parlo d’amore, famiglia, bambini o anche di eutanasia perché la morte ha il suo fascino ed è sempre attuale, ma ripenso alle parole della figlia di Paolo Borsellino, in risposta alla lettera  piena di lacrime e disperazione della figlia del capomafia di cui non farò il nome che era in carcere. La richiesta alla figlia di Borsellino era: “Ti sembra giusto che io che non ho alcuna colpa debba vedere mio padre dietro il vetro di un carcere? Non c’è forse perdono?”. E la figlia del giudice: “E a te sembra giusto che io debba vedere mio padre dentro una lapide?”.

Nella tua carriera cinematografica e televisiva, hai spesso interpretato il ruolo di “madre”. Alla lunga sei affezionata a questo ruolo o inizia ad andarti un po’ stretto?

I ruoli di madre non mi stancheranno mai, perché penso che per una donna sia anomalo non apprezzarli. Certo, mi piacerebbe interpretare un ruolo diverso come una poliziotta armata di pistola (ride, ndDM), ma fare la madre mi è davvero congeniale oltre che  facilissimo. Poi ho un rapporto davvero materno con l’Arcuri nella vita, di grande stima e tenerezza; sarò sua madre per la terza volta. Penso di essere diventata quasi l’identificazione di sua madre e spesso la mamma vera di Manuela scherza sul set e mi chiede “Vedi più tu mia figlia che io”.

Da ruoli decisamente intensi e drammatici a quello più leggero e divertente di Un posto al sole: che ricordo hai di questa recente esperienza nella soap?

Per me non è una novità, perché vengo dalla commedia di teatro e faccio molti spettacoli divertenti soprattutto in Sicilia. Poi non ci dimentichiamo che in Agrodolce la struttura principale della mia performance era di gran lunga comica e questo ruolo ha incontrato un grande successo di pubblico e di quanti in Rai hanno deciso di scritturarmi. Il comico non è stata per me un’avventura nuova, tanto che spero di fare anche Tutti pazzi per amore che adoro. Ed è per questo che in Upas, stessa struttura Rai di Agrodolce, io sono stata scelta per il ruolo comico di una vigilessa, ma con un risvolto dolente. E sono stata scelta proprio perché  ho divertito tanto i produttori nel mio ruolo in Agrodolce. Faccio sempre la zitella io! Le donne lasciate, le single, le sfortunate in amore come nella vita!

Sei nata sicuramente dal teatro, cresciuta alla palestra di Giorgio Strehler e Giuseppe Di Martino: attore si nasce o si diventa?

Tutte e due le cose: si nasce in questo terreno dove è cresciuto questo seme di attore, poi dal seme nasce la pianta. Il semino ha fatto la pianta, ma col cavolo puoi continuare a fare l’attore se non curi la pianta!

Spesso in alcuni talent e reality show i giovani concorrenti esprimono il desiderio di fare l’attore/attrice. E’ così facile intraprendere questa carriera?

No, non è facile. Ma la verità è che molti di questi scopano, e con quelli giusti. Siccome non lo puoi scrivere ti dico che la maggior parte di queste persone hanno opportunità nepotistiche sia verticali, e quindi legate al padre, alla famiglia, allo zio, che orizzontali. Poi durano, non durano, imparano o meno, io confido sempre nella Provvidenza. Alcuni lo fanno anche bene, beati loro che hanno trovato le porte aperte! Ma mi dà fastidio quando sono cani, quando sono entrati nelle lenzuola di un politico e quando hanno percorso un corridoio in casa con papà e mamma. Io non posso sentirmi defraudata da chi è più fortunato di me se, ovviamente, è bravo. Se sono cani me ne dispiace, soprattutto per i miei allievi che sono bravissimi e che non hanno alcuna oppurtunità.

Oltre al nepotismo, un’altra arma sfoderata da queste ragazzine che sognano di diventare attrici è la bellezza, della serie “io sono carina, sono giovane e nulla può fermarmi”. Quanto conta la bellezza per affermarsi come attrice?

L’Italia, in tutti questi anni, è stata sempre specializzata nella ricerca di attori caratteristi. L’Italia trasporta i caratteri, ma smettiamola di rifiutare la bellezza! La bellezza serve eccome e quelli che la criticano e dicono “quella è solo bella”, come possono fare con la Arcuri, sono solo invidiosi. La figa o il figo servono, è preferbile che siano belli e bravi e che non se la tirino, che non siano arroganti e, soprattutto, che non usino la loro bellezza per far sentire in difetto gli altri. La bellezza non è tutto nella vita, ma è molto, è un dono di Dio!

Nel 1994 hai recitato in “Le Buttane”, un film controverso e di grande successo sulla realtà sicula di alcune prostitute legate ad una sorta di “codice d’onore” e, soprattutto, alla clandestinità. Pensi che i tempi siano cambiati? Si preferisce la luce dei riflettori all’ombra?

La prostituta è sempre uguale, solo che prima lo Stato la legalizzava. Prima si chiamavano “di alto bordo” e avevano i vestiti delle Sorelle Fontana, oggi si chiamano escort e vestono magari Armani o Versace. Non è cambiato niente: le escort sono sempre uguali tranne che per l’età, comunque era decisamente preferibile quando era lo Stato a essere ‘magnaccio’ e non il privato che può picchiarle. Molte escort fanno le alternative e le spiritose, hanno i figli da mantenere nei collegi in Svizzera, soffrono e sopportano amaramente la loro scelta, hanno il terrore della vecchiaia e hanno timore di donne come me. Tutto ha un prezzo da pagare. Secondo te che differenza c’è fra le mogli che sposano i vecchi solamente perché sono ricchi e le prostitute di alto bordo? Mi dispiace ma io le difendo, non difendo solo la violenza e spero che in futuro la prostituta possa gestirsi da sola, magari come segretaria e non dipendendo più dal magnaccio.

Cosa bolle in pentola e dove ti vedremo prossimamente?

I miei progetti per il futuro al momento sono tre: due di lavoro e uno di vita. Il primo è che entro l’anno devo girare un film a cui tengo moltissimo e che era in programma da molto tempo, ma è incorso in alcune disavventure burocratiche: si tratta de “I giorni delle feste” per la regia di Mario Spinocchio e la sceneggiatura di Salvatore D’Angelo che è anche il co-protagonista. Non sono altro che bozzetti siciliani molto identificativi della mia vita e io ho un ruolo bellissimo sulla falsa riga delle mie precedenti interpretazioni. Poi mi occuperò dal di fuori della Film Commission di Catania e sarò una delle sostenitrici di un concorso di bellezza per il cinema intitolato “Un sogno per il cinema”, sovvenzionato dalla produzione CinemaSet diretta da Antonio Chiaramonte. Io sarò una sorta di  factotum di questo concorso che vanta la partecipazione sia di Miss che di Mister: ragazzi e ragazze con requisiti non solo di bellezza, come abbiamo detto prima. E il progetto di vita è che ogni giorno prego gli angeli di farmi trovare l’amore perché, anche se ho sessant’anni, non mi arrendo!



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11 Commenti dei lettori »

1. MisterGrr ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 15:10

Non solo attori ma anche

non continuo



2. Giuseppe ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 15:31

Questa cosa delle opportunità nepotistiche verticali e orizzontali non mi suona nuova.



3. warhol_84 ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 17:00

Tutto giusto il ragionamento sugli attori che non sono attori e diventano attori perchè passano dal letto giusto. Peccato poi faccia le fiction con Gabriel Garko e la Arcuri. Il mio Rotweiller ha una tecnica recitativa decisamente migliore.



4. Davide Maggio ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 19:06

Warhol: con questo cosa vorresti dire?



5. Alessandro ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 19:15

“Lei, oltre che un’attrice è una star, è una diva come non ce ne sono più e questo riempie lo schermo e anche la mente dello spettatore che smanetta con il telecomando, attratto dalla sua bellezza e dal suo particolare modo di esprimersi. Le altre attrici cercano, in questo dilagare di naturalismo, di imporre la propria personalità nei personaggi che interpretano. Lei no, è sempre calata nel personaggio, si trasforma.”

Bene. E ora scusate ma vado a prendere un Alka-Seltzer.



6. warhol_84 ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 19:16

Davide Maggio: quello che c’e’ scritto!



7. Davide Maggio ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 19:18

warhol: ovviamente ti assumi la responsabilità di ciò che scrivi.



8. warhol_84 ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 19:28

Ovviamente mi assumo la responsabilita’ di pensare che i tizi sopracitati recitino peggio dei Rotweiller.



9. Davide Maggio ha scritto:

27 ottobre 2012 alle 19:30

warhol: non fare troppo lo spiritoso perche’ dal tuo commento si capisce ben altro. Il tuo problema è proprio questo.



10. Laura ha scritto:

28 ottobre 2012 alle 19:44

L’Arcuri grande attrice???!!!
La Magnani si sta rivoltando nella tomba.



11. marco ha scritto:

8 novembre 2012 alle 02:31

Davide Maggio mi assumo anche io la responsabilità. Non capisco perchè si dà spazio, nn alla jelo che è una brava attrive.. ma a prodotti con l’arcuri e garko… anche se vanno bene sono il verso, la farsa del mestiere dell’attore.
L’arcuri è un’attrice? ragazzi purtroppo le fiction tranne poche…. sono davvere imbarazzanti, con cast fatti da onorevoli… e raccomandati… basta guardarne 10 minuti.. per capire…
per fortuna qualche isola felice con bravi attori esiste ancora…
ma davvero fare un’intervista e adulare l’arcuri mi fa specie…



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