14
gennaio

Liberi Sognatori: su Canale5 il ciclo di film dedicato a quattro eroi civili. Apre Libero Grassi

Liberi Sognatori - Libero Grassi

Libero Grassi, Mario Francese, Emanuela Loi, Renata Fonte. Uomini e donne che hanno vissuto a testa alta, con coraggio, ed hanno reso l’Italia un Paese migliore. Eroi del quotidiano contro le ingiustizie e la corruzione, liberi sognatori. Già, Liberi Sognatori: si intitola proprio così il ciclo di quattro film evento dedicato a queste figure illustri della società civile italiana, che Canale5 trasmetterà a partire da stasera – 14 gennaio – in prime time. Il primo capitolo della meritoria iniziativa sarà incentrato sulla figura di Libero Grassi, imprenditore antimafia ucciso nel 1991 da Cosa Nostra, interpretato da Giorgio Tirabassi.

L’attore romano presterà il volto e la voce all’uomo che si rifiutò di cedere al ricatto mafioso, pagando con la vita la scelta di difendere con dignità il lavoro di imprenditore svolto nella sua fabbrica, la Sigma di Palermo, che dava lavoro ad un centinaio di operai.

Quando interpretai Borsellino ero terrorizzato, poi leggendo una sua frase sulla paura mi ci son buttato. In questo lavoro su Grassi sono stato molto più sereno, penso sia stato una persona di una lucidità incredibile, un eroe con un grande coraggio che io non avrei mai avuto al suo posto, io il pizzo lo avrei pagato subito, addirittura in anticipo, ma io faccio l’attore

ha affermato Tirabassi, protagonista del progetto di Canale5 realizzato da Tao Due.

Per le riprese è stata utilizzata la vera abitazione dei Grassi, messa a disposizione dalla moglie Pina (interpretata da Michela Cescon) e riallestita nell’arredamento di allora di figli Alice (Diane Fleri) e Davide (Carlo Calderone), che stanno portando avanti l’attività imprenditoriale del padre.

Libero Grassi – La storie vera e la fiction

Libero Grassi – A testa alta (questo il titolo della prima puntata) ricostruirà la vicenda del protagonista a cominciare dal 1979, quando la fabbrica di Grassi deve abbandonare la vecchia sede in centro e trasferirsi in un seminterrato nel quartiere San Lorenzo, che è sotto il controllo del boss Francesco Madonia. Qui la mafia entra nella vita di Libero Grassi: l’anonimo ‘zu’ Stefano’ (nella fiction interpretato da Maurizio Marchetti) chiede soldi per le famiglie bisognose. Libero decide di non pagare. Dopo l’ennesima richiesta telefonica, a cui viene opposto un rifiuto definitivo, due uomini fanno irruzione nella sede della Sigma e rapinano gli stipendi. I dipendenti trovano però la forza di denunciare e i rapinatori vengono arrestati: sono membri del clan Madonia. Ma non basta a Libero che avvisa i giornalisti e scrive una lettera al Giornale di Sicilia; è una pietra scagliata nello stagno del silenzio e dell’omertà.

A Libero Grassi arriva l’invito da Michele Santoro, conduttore di Samarcanda, di andare a raccontare la sua esperienza. Libero accetta. Il mezzo televisivo amplifica a dismisura la denuncia e la figura di Libero Grassi, ma quella ribellione provoca una serie di reazioni diverse e contrastanti. Libero alla fine però viene lasciato solo da troppi esponenti della società civile siciliana. Giovedì 29 agosto 1991, Libero Grassi esce di casa e viene ucciso da un killer che gli spara  cinque colpi.

Ai funerali ci saranno le operaie, gli amici più stretti, ma complessivamente non più di trecento persone. Nel 2004, per l’anniversario della morte, un gruppo di studenti ha affisso per tutta la città migliaia di adesivi che ricordano Libero Grassi. Da loro prende vita l’associazione Addiopizzo, che oggi conta migliaia di aderenti, in un network di imprenditori, commercianti, ambulanti che hanno saputo dire No alla mafia, e Libera Futuro.

Mandare sullo schermo storie come queste è un compito che dobbiamo avere come editori. Un compito che per noi ha un particolare significato perché abbiamo un pubblico più giovane, al quale raccontare storie che non devono essere dimenticate

ha commentato il direttore di Canale5 Giancarlo Scheri presentando il progetto ai giornalisti.

Gli altri film del ciclo Liberi Sognatori, come anticipato, saranno dedicate a Mario Francese (interpretato da Claudio Gioè), cronista del Giornale di Sicilia che scriveva del potere mafioso dei Corleonesi, assassinato il 26 gennaio 1979, ad Emanuela Loi (interpretata da Greta Scarano), la poliziotta 24enne dilaniata dall’esplosione per l’attentato al giudice Paolo Borsellino il 19 luglio del 1992, e a Renata Fonte, incorruttibile assessore di un comune nel Salento, ammazzata nel 1984 e interpretata nella fiction da Cristiana Capotondi.



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1 Commento dei lettori »

1. Maurizio ha scritto:

15 gennaio 2018 alle 00:09

la puntata di stasera su canale 5 la storia dell imprenditore siciliano libero grsso mi è molto piaciuta . Io credo che in Sicilia la mafia non è ancora sconfitta perché è una piovra che rinasce e ci sarà sempre un capo. L imprenditore grasso sapeva che prima o poi che la mafia le a



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