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luglio

Lino Banfi a DM: «Un Medico in Famiglia chiude? Magari lo sapessi! La produttrice mi ha detto che si fa, ma solo la Rai può deciderlo»

Lino Banfi

Un Medico in Famiglia 11 ci sarà? Sì, no. Anzi, chi lo sa. A seguito delle indiscrezioni sulla possibile interruzione della popolare fiction di Rai1, abbiamo chiesto delucidazioni direttamente al protagonista assoluto della serie, Lino Banfi, alias il mitico Nonno Libero. Chi meglio di lui. Interpellato da DavideMaggio.it, l’attore pugliese ha ammesso di non avere certezze sulle sorti del progetto, la cui realizzazione gli era stata confermata nei giorni scorsi dalla stessa produttrice. Sua figlia Rosanna, più di recente, lo ha però informato di quelle strane voci su un improvviso stop che tuttora alimentano il dubbio e quasi spazientiscono il celebre interprete. Ecco la sua versione

Lino, sua figlia Rosanna ha condiviso su Twitter una petizione contro la cancellazione della fiction. Che sta succedendo, esattamente?

Rosanna ha sentito questa cosa da voci di corridoio. Io avevo parlato con la produttrice, Veridiana Bixio, e so che questa undicesima serie si fa. Addirittura mi avevano detto che per girare le prime scene saremmo andati in Alto Adige, ma altro non so. Non ho ancora parlato né con i dirigenti Rai, né ho risentito la produttrice per aggiornarci. Le riprese sono in programma per gennaio e febbraio prossimo, perciò ognuno si è preso del tempo. Rosanna però mi ha confermato: “papà, ho sentito da voci di dirigenti televisivi che la signora Andreatta non vuole più fare la serie”. Le ho risposto che mi sembrava strano. Ora devo capire, perché i primi a saperlo dovremmo essere noi: io, la Vukotić, Scarpati. Ma non sappiamo assolutamente nulla.

Quindi la voce di una possibile interruzione effettivamente c’è.

Io personalmente non l’ho sentita. Io al momento so che devo fare la serie, che dovrò incontrare gli sceneggiatori. Rosanna, invece, che è sempre in contatto anche con i fanclub del Medico, si è confrontata con loro su questa cosa. Ecco perché questa voce gira.

Secondo lei perché si ipotizza una chiusura? Forse le vicende erano diventate difficili da sviluppare ulteriormente?

Non ho idea. Quando si vuole, si trovano mille storie completamente diverse. Si era detto: facciamo una serie dove ci sono meno personaggi, ma i più salienti, dove tutto comincia a ricompattarsi, i litigi si mettono a posto e i quasi divorzi si aggiustano. Questo era quello che avevo sentito io. Ora, però, se non si fa più, non so…

Quindi la serie continua o no?

Magari lo sapessi! Solo la Rai può deciderlo e non la produttrice, che ho visto cinque o sei giorni fa e mi ha detto: “certo che la facciamo, cominciamo a gennaio o febbraio”. Basta che lo dicano per tempo, perché io ho altri impegni e devo capire cosa farò. Anche perché per adesso sto pensando al mondo agro-alimentare, che mi interessa di più.

Dunque nel futuro si vede più impegnato su questo ultimo fronte?

No. Se mi chiedono di fare Un Medico in Famiglia sono in dovere di farlo, perché non posso abbandonare la gente che ci vuol bene. Però nel frattempo mi sto occupando di un marchio di prodotti pugliesi che andrà in tutti i supermercati e che si chiama Bontà Banfi. Con Rosanna e i miei nipoti apriremo un’orecchietteria take away a Roma, quindi i progetti mangerecci sono tanti. Nel frattempo mi devo informare bene su questa cosa.

Sua moglie come sta? Di recente sono circolate notizie un po’ preoccupanti sulla sua salute…

Mia moglie non sta male. Come al solito, chi ne ha scritto ha esagerato. Io andai a ritirare un premio e il Presidente della regione Puglia disse: “Lino non doveva venire perché sua moglie non sta bene” e mi abbracciò, si commosse, perché anche lui ha un problema in famiglia. Allora chissà cosa capì la gente e qualche giornalista poi ne ha scritto. Certo, non sta benissimo, io invece sto alla grande, squarcerei otto elefanti. Sono un ottantunenne che come cervello ne ha quaranta, non di più. Non sento il peso dell’età, sento il peso del peso (ride, ndDM).

Per lei nessun altro progetto televisivo in vista?

No. Per quanto riguarda il cinema, invece, ho tanti progetti ma prima che vadano in porto ci vuole tempo. Ancora in pentola non c’è nulla: finché non si quaglia, che ne parliamo a fare?



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