19
aprile

Di Padre in Figlia: un dramma così marcato da offuscare la speranza

Di Padre in Figlia - Stefania Rocca

Di Padre in Figlia - Stefania Rocca

La fiction italiana ci ha insegnato che si può raccontare tutto con leggerezza senza per questo perderne in credibilità o veridicità, basti pensare a La Mafia uccide solo d’Estate per averne l’esempio più eclatante. Sarà per questo e per il fatto che gli anni ’60, televisivamente parlando, sono da sempre sinonimo di sorriso, ma Di Padre in Figlia all’esordio è risultato ostico ed eccessivamente drammatico per essere gustato davvero.

Di Padre in Figlia: un racconto all’esordio troppo drammatico e pesante

Va bene il racconto crudo di un patriarcato irrispettoso e becero, ma cominciare una prima serata a suon di urla, sesso spicciolo, violenza psicologica e bambini spariti nei boschi crea un carico d’angoscia che difficilmente passerà con l’andare avanti della puntata. E infatti questo debutto è stato troppo pesante, a fronte di una storia corale ben più ricca di sfaccettature e sulla carta foriera di speranza. Roba che, prima di vedere il seguito, verrebbe da farsi un grappino (tanto per restare in tema).

La storia della famiglia Franza in prima battuta è sembrata infatti una di quelle destinate a scatenare frustrazione e basta: un padre padrone ignorante e con una morale tutta sua, una moglie succube ed infelice, una figlia fiera ed intelligente che vive nella continua mortificazione ed un’altra che usa il fascino per ottenere tutto da uomini capaci solo di comandare ma non di capire.

Ma è una storia destinata a cambiare, come la trama promette, e dunque in questa circostanza specifica sarebbe forse stato utile ricorrere a quell’espediente che in troppi usano nel racconto filmico a volte senza una reale ragione, ovvero il flashback: partire dal futuro, cioè dal superamento dei limiti e delle ingiustizie, per poi tornare indietro a raccontarli avrebbe forse pagato di più e reso più godibile il prodotto che, per il resto, è stato confezionato a dovere.

Di Padre in Figlia: Boni e Capotondi nei loro ruoli tipici

Il cast è ineccepibile e gli interpreti giusti per i propri personaggi, nel caso dei due principali perfino “troppo”: Alessio Boni è impegnato in uno di quei ruoli “nervosi” in cui sa calarsi con estrema convinzione e Cristiana Capotondi dà vita ad una ragazzina molto più giovane di lei come sovente capita – forse per una questione di aspetto –  ma con la quale risulta credibile come non le accade in altri contesti.

A spiccare su tutte sono però le prove di Stefania Rocca e Francesca Cavallin, la cui storia nella storia – l’amicizia nata tra una donna e la prostituta con cui il marito si intratteneva – è forse l’elemento più originale dell’intera fiction.

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15 Commenti dei lettori »

1. andrea ha scritto:

19 aprile 2017 alle 14:59

mi chiedo è mai possibile che non ogni fiction che fanno non vi va mai bene!!!!!



2. Stefania Stefanelli ha scritto:

19 aprile 2017 alle 15:06

@andrea: si chiama diritto di critica. E, visto il lavoro che facciamo, anche dovere.



3. MarcioDentro ha scritto:

19 aprile 2017 alle 15:46

Una analisi davvero impeccabile, io ero in forte imbarazzo ieri per l’inizio della fiction in un bordello in cui ogni stanza mostrava scene di se550 spicciolo con nudità e azioni che hanno ben poco di rete ammiraglia pubblica alle 21:30.

Ci sono ancora bimbi svegli a quell’ora!!! per cosa poi? Dimostrare che il marito cornifica la moglie… sarebbe bastato molto meno che far vedere alessio boni dimenarsi nudo fra le gambe della cavallin!!!

Fra l’altro ho notato che non è stato affatto approfondito il motivo che porta il padre a comportarsi così nei confronti della figlia maggiore (e solo di quella) umiliata in ogni scena sia da bambina che da adolescente… ecco magari un cu10 in meno ma un po’ più di trama.



4. ellis ha scritto:

19 aprile 2017 alle 16:21

Ecco diciamo che il commento nr.3 riassume anche il mio pensiero oltre ad essere divertente:)



5. Psquared ha scritto:

19 aprile 2017 alle 17:31

Che pa11e sto’ moralismo estremo per cui alle 21.50 non ci deve essere un nudo perchè ci sono i bambini… ai bambini magari non la si fa vedere una fiction così no? Paradossalmente il sesso serve a descrivere bene il carattere del padre-padrone che non si preoccupa di umiliare né la moglie né la figlia, quindi è funzionale al contesto. Per dire, il sesso in games of Thrones fa sorridere e ammiccare, in una fiction italiana è invece becero e scandaloso… suvvia



6. Stefania Stefanelli ha scritto:

19 aprile 2017 alle 17:46

@Psquared: l’ammiraglia dell’azienda pubblica ha un altro target rispetto a GoT e, ove necessario per la trama, deve e può mostrare scene forti, ma magari non in apertura e non in modo così massiccio.



7. mafalda ha scritto:

19 aprile 2017 alle 18:34

@StefaniaStefanelli: anch’io sarò molto diretta e mi spiego. Non sono molto d’accordo sulle sue considerazioni, anche se posso comprenderle: diciamo che la cosa è soggettiva. La fiction a me però è piaciuta, e pensare che inizialmente non volevo seguirla! Rispecchia un’epoca, un tempo passato, e, sicuramente una realtà che è stata (ad esempio nella rappresentazione di un genitore che vuole solo comandare), in qualsiasi latitudine, anche della stessa nostra Italia. Tra l’altro, la fiction è stata trasmessa dopo le 21.30! E i più piccoli si possono ‘affidare’ a un altro canale, magari i cartoni animati. Anche ‘Il Segreto’, che non è comunque nel servizio pubblico, non scherza come storie!



8. Psquared ha scritto:

19 aprile 2017 alle 18:48

@Stefania lo state descrivendo come un porno, avrò visto si e no 3 scene di sesso. Per quanto riguarda il target… magari è più consono a quel target quel tipo di descrizione così cruda piuttosto che a Italia1



9. MarcioDentro ha scritto:

19 aprile 2017 alle 19:29

@psquared scusa ma non ci sto a passare per bigotto.
Forse non hai figli e non conosci l’imprevedibilità delle loro azioni, che possono trovarsi dalla parte opposta della casa ma se sentono un urlo in tv (tipo la rocca che si manteneva la pancia per mezza bassano) o una musica tensiva si precipitano a vedere cosa sta succedendo.

Il programma non aveva e non ha indicazioni di “visione consigliata con la presenza di un adulto” sono tornato anche su raiplay per controllare.

Si contesta solo che la fiction inizia con:
- Sigla con scene delle teche rai d’epoca
- Scorcio di bassano con scritta anno 1958
- Donna incinta che si sveglia di colpo nel letto attraversa la città tenendosi il pancione entra in un palazzo
- Donne discinte che blaterano qualcosa e lei che spalanca porte
- Prima porta: uomo in mutande seduto sul letto con i gomiti sul materasso e ragazza accanto che si gira di scatto
- Seconda porta non si vede all’interno ma esce un uomo in mutande poco dopo
- Poi trova il marito che si dimena come già descritto sopra
- Lei partorisce fra urla disumane
- Lui che va ad accarezzarla dopo 5 minuti in cerca di…
- Lui che a picche dalla moglie torna dalla cavallin e le ficca le banconote nel decoltè e giù i pantaloni
- Le figlie che origliano i genitori che ci danno dentro in camera da letto
- le tre sorelle che parlano di arnesi dei maschi in bagno
- i fratellini gemelli che dormono nello stesso letto (bah!)
- la rocca in versione vegetale mentre lui si dimena
(tutto questo nella prima mezz’ora)

Certo non e’ un p0rn0 ma qualcosa di più da una “mamma” che si fa chiamare Rai te lo aspetti…



10. pappy ha scritto:

19 aprile 2017 alle 19:58

d’accordo con Psquared. Dove sono queste scene di sesso eccessivamente spinto? il sedere (anzi mezzo sedere) di Boni si vede per un secondo circa a metà della fiction … Basta con questo moralismo ridicolo!



11. daniele ha scritto:

20 aprile 2017 alle 10:07

Fiction straordinaria, COMMENTI NEGATIVI inutili!!!
fatela voi la prossima!!!



12. Stefania Stefanelli ha scritto:

20 aprile 2017 alle 10:45

Guardate che non si parla di sesso spinto ma di sesso spicciolo e continuo.



13. fuffa ha scritto:

20 aprile 2017 alle 13:42

@Stefania ma che concetto sarebbe il “sesso spiccolo”?!?!? se si decide di mostrare un bordello…quello è. Sareste più onesti (insieme a @MarcioDentro) a criticare proprio la scelta autoriale di mostrare una casa chiusa in una fiction rai di prima serata!
addirittura poi essere perplessi perché si mostrano due fratellini che dormono insieme…e non voler passare per bigotti??? ahahah



14. Bassanese ha scritto:

22 aprile 2017 alle 08:30

Sono di Bassano ed in teoria sarei più o meno coetaneo della figlia Maria Teresa. Ho vissuto quegli anni in quei posti e conosciuto molte famiglie che avevano un padre-padrone esattamente così. Non la trovo male come storia anche se vederla (e sentirla) da bassanese non può che suscitare ricordi e percepire tutte le inesatezze. La cosa peggiore è il dialetto, nessuno a Bassano parla in quel modo, con quella cantilena. Anche Bassano viene presentata “troppo bella”, nel 68 era grigia, semi disabitata e con una popolazione anziana perchè il boom edilizio aveva svuotato il centro storico. Le poche macchine storiche che si vedono vanno benissimo ma mancano le tante biciclette e motorini che popolavano le strade. Comunque, tutto sommato il mio parere è positivo.



15. Engy ha scritto:

26 aprile 2017 alle 15:07

condivido la recensione, è tutto “troppo”.
Trovo invece inadatto Alessio Boni nel ruolo, al di là dell’eccessiva esasperazione dei toni e dell’esagerata concentrazione di tante caratteristiche negative su un unico personaggio; avrei visto meglio l’attore Pierfrancesco Favino…. ma forse ha troppo la faccia da buono, mentre Boni ha la bellezza del fetenteissimo, dello stronzo.
E alla Capotondi fanno recitare la parte della brava, buona, studiosa … ma troppo oca, troppo ingenua, troppo veramente: la scena dove lei chiede al suo amico di fare l’amore (per favore, per cortesia), è ridicola.



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