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dicembre

MEDIASET, VIVENDI HA IL 25,75%. PIERSILVIO BERLUSCONI: NON ARRETRIAMO DI UN PASSO

Piersilvio Berlusconi

La linea di Vivendi è sempre più aggressiva. Nella giornata di ieri, 20 dicembre, il gruppo francese ha raggiunto il controllo del 25,75% del capitale di Mediaset, pari al 26,7% dei diritti di voto. La scalata al Biscione continua, con il colosso guidato da Vincent Bolloré che ha annunciato di essere intenzionato a salire nel capitale di Mediaset entro il limite del 30%. Una quota che consentirebbe ai transalpini di esercitare una certa influenza sulle decisioni della società milanese.

Mediaset, intanto, si difende a suon di azioni legali e atti formali. Il Cda dell’azienda ha deliberato la presentazione di un esposto all’Agcom in cui si segnala l’illegittimità della condotta posta in essere da Vivendi “in violazione della disciplina di settore“. In particolare, dal Biscione si ipotizzano la violazione dell’articolo 43 comma 11 del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici. Inoltre, Mediaset lamenta un possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato di Vivendi, primo azionista di Telecom con il 24,6%, con l’ex-monopolista delle tlc.

Io, mio padre e la mia famiglia non arretriamo di un passo. Noi siamo qui e qui rimaniamo” assicura il Vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi. Intanto, Fininvest ha denunciato Vivendi alla Consob. L’obiettivo della holding della famiglia Berlusconi sarebbe quello di ottenere il congelamento dei diritti di voto del gruppo francese.

Il sospetto è che il colosso di Bolloré abbia già in tasca l’annunciata partecipazione entro il 30%. A quel punto – ipotizza il Sole24Ore – Vivendi potrebbe convocare un’assemblea e proporre una nuova costituzione del consiglio di amministrazione per Mediaset. Avrebbe inoltre il potere di bloccare in assemblea operazioni straordinarie come eventuali fusioni.

Per Mediaset, insomma, il punto è capire quali intenzioni abbiano ora i transalpini. E muoversi di conseguenza. Al momento Fininvest ha già raggiunto la soglia del 38,3% oltre la quale sarebbe necessario lanciare un’offerta totalitaria, mentre Vivendi  - qualora arrivasse a quota 29,9% – potrebbe mettere in discussione il controllo sulla società della stessa Fininvest attraverso il supporto di altri investitori in occasione dell’assemblea degli azionisti.

Le mosse di mercato prenderanno forma delle prossime ore. E le conseguenze non si faranno attendere.

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