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ottobre

RIFORMA RAI APPROVATA ALLA CAMERA. ROBERTO FICO: INQUALIFICABILE, PEGGIO DELLA GASPARRI

Matteo Renzi, Rai

Con 259 voti favorevoli e 143 contrari (4 invece gli astenuti), ieri la Camera ha dato il via libera alla riforma della Rai targata Renzi. Tra i punti più significativi e discussi della norma vi sono la trasformazione del Direttore Generale in Amministratore Delegato, un Cda più snello non più eletto dalla Vigilanza e un Presidente di garanzia. In attesa che il provvedimento ritorni al Senato, divampano ancora le polemiche: tra le voci più critiche, quella del Presidente della Vigilanza Roberto Fico.

Riforma Rai: l’Amministratore Delegato

A dividere le opinioni è soprattutto il ruolo dell’Amministratore Delegato, che – a riforma approvata – sarà ricoperto dall’attuale DG Antonio Campo Dall’Orto. Secondo quanto previsto dall’art.2 della riforma, l’Ad è nominato dal Cda su proposta dell’Assemblea dei soci (il Tesoro) e resta in carica per tre anni. I poteri a lui affidati sono ampi: egli può nominare i dirigenti, ma per le nomine editoriali deve avere il parere del Cda (che, nel caso dei direttori di testata, è vincolante se fornito a maggioranza dei due terzi).

Tra le sue facoltà, anche quella di assumere, nominare, promuovere e stabilire la collocazione anche dei giornalisti, su proposta dei direttori di testata; potrà inoltre firmare contratti fino a 10 milioni di euro e avrà massima autonomia sulla gestione economica. All’Ad spetterà anche l’approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale, con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti. La sua figura sarà incompatibile con cariche di Governo.

Riforma Rai: CdA e Presidente di Garanzia

La riforma prevede inoltre un CdA più snello rispetto a quello attuale. I componenti del Consiglio saranno sette al posto degli attuali nove: quattro eletti da Camera e Senato, due nominati dal governo e uno designato dall’assemblea dei dipendenti. Previsti precisi requisiti di onorabilità per i consiglieri. Verrà infine introdotta la figura del presidente ‘di garanzia’, che viene nominato dal Cda tra i suoi membri, ma deve ottenere il parere favorevole della Commissione di Vigilanza con i due terzi dei voti.

Riforma Rai: trasparenza sui compensi

Con un emendamento dei relatori all’artioclo 2 del ddl, viene introdotta una norma sulla trasparenza dei compensi nella Rai, con cui saranno resi pubblici gli stipendi dei “soggetti, diversi dai titolari di contratti di natura artistica, che ricevano un trattamento economico annuo onnicomprensivo a carico della società pari o superiore a 200mila euro”. Restano quindi esclusi dalla norma i compensi delle star televisive.

Riforma Rai: Roberto Fico vs Renzi

Tra le critiche più severe alla riforma renziana della Rai c’è sicuramente quella del Presidente della Vigilanza Roberto Fico, che ai microfoni de ilfattoquotidiano.it ha dichiarato:

E’ una riforma inqualificabile, via i partiti dalla Rai e dentro il governo a gamba tesa, senza nessun tipo di cuscinetto il governo nominerà l’amministratore delegato, non ci sono contrappesi, una legislazione simile c’è in Bulgaria e in Moldavia richiamate più volte dalle istituzioni europee perché è impossibile, inqualificabile, inimmaginabile che il governo nomini l’Amministratore Delegato della tv pubblica“.

Secondo Fico, l’attuale riforma è “peggio della legge Gasparri, molto più grave“. L’esponente grillino ha anche criticato il progetto per il nuovo canone in bolletta: “l’idea della rateizzazione in bolletta non solo è incostituzionale, ma genererà una marea di ricorsi” ha commentato.

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1 Commento dei lettori »

1. Giuseppe ha scritto:

22 ottobre 2015 alle 16:42

Praticamente la riforma ha reso legale quanto nei fatti avviene da sempre. Personalmente mi rode solo il fatto che sia obbligatorio pagare il canone.

La questione via partiti e dentro il governo vale anche per la BBC, con la differenza che quest’ultima fa cose più decenti della RAI forse perché ci lavora gente più competente.



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