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L’Invisibile, Valsecchi trasforma la cattura di Matteo Messina Denaro in un romanzo

Stefania Stefanelli

di Stefania Stefanelli

05/02/2026 - 12:28

L’Invisibile, Valsecchi trasforma la cattura di Matteo Messina Denaro in un romanzo

© US Rai

3.5 /5

Più che La Cattura di Matteo Messina Denaro, il sottotitolo de L’Invisibile doveva essere La firma di Pietro Valsecchi. Perchè l’impronta del produttore nella miniserie CamFilm terminata ieri sera su Rai 1 è stata non solo “visibile”, ma totalizzante.

Valsecchi ha firmato soggetto e sceneggiatura di queste due puntate ispirate all’Operazione Tramonto, che ha condotto all’arresto del mafioso nel 2023, e l’ha trasformata in un racconto cinematografico tipico del suo repertorio. Impossibile, infatti, non fare un parallelo con Ultimo, che produsse nel 1998 sempre con Michele Soavi dietro la macchina da presa, ma anche con i vari Squadra Antimafia & co.

L’Invisibile come Ultimo

La storia è stata romanzata per renderla più accattivante. Molto spazio è stato dato alla squadra creata dal Colonnello del Ros Lucio Gambera (Lino Guanciale), portando in scena alcuni componenti realmente esistiti ed innestando storie inventate per creare maggiore empatia nel pubblico.

Il risultato, stando alla media di share ottenuta del 23%, si è rivelato vincente, e questo nonostante non fossimo nella “solita” Canale 5 ma su Rai 1, da sempre specializzata in biopic. Ai puristi del genere la cosa non sarà andata a genio, ma la visione ha offerto al pubblico un racconto adrenalinico ed emozionante.

Le pecche, ça va sans dire, non sono mancate, a partire dal forzato dialetto siciliano usato da Guanciale e dall’eccesso di drammi personali messi in scena, che hanno scatenato commozione aiutando a vincere facile. Molto buono, però, il cast e in particolare le prove di Ninni Bruschetta, Leo Gassmann, Roberto Scorza e Paolo Briguglia.

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