Politica



21
gennaio

Rai Parlamento: al via i nuovi tg in tre edizioni quotidiane

Parlamento

Rai Parlamento inaugura nuovi spazi in diretta per raccontare la politica “a Camere aperte”. Da oggi – 21 gennaio – la testata del servizio pubblico che segue i lavori parlamentari sarà in onda con tre edizioni quotidiane dei notiziari trasmessi sui tre canali generalisti Rai: nello specifico, appuntamento alle 9.35 su Rai1, alle 15.15 su Rai3 e alle 18.00 su Rai2.

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15
gennaio

FESTIVAL DI SANREMO 2015: FINALMENTE UNA KERMESSE SENZA POLITICA?

Festival di Sanremo, Arisa, Conti, Marrone

Qualcuno lo ha già ribattezzato il Festival pop, la kermesse che romperà con il (recente) passato. E, a giudicare dalle premesse, le previsioni potrebbero avverarsi: quello presentato da Carlo Conti dal 10 al 14 febbraio prossimo sarà infatti un Sanremo all’insegna della musica e dell’intrattenimento. Uno show popolare. Non è certo un caso che i Big in gara siano passati da sedici a venti e che le giovani proposte siano state promosse in prime time, nella fascia tradizionalmente destinata all’anteprima. Una piccola rivoluzione dunque c’è già stata e, se tutto va bene, quest’anno all’Ariston potremmo anche vedere Al Bano e Romina di nuovo insieme.

Festival di Sanremo 2015: politica e polemiche all’Ariston

Sull’onda dei suoi recenti successi televisivi, sembra proprio che Conti abbia pensato ad un Festival dal carattere popolare, scanzonato, aggregativo. In questo senso, la grande assente nella 65esima edizione della kermesse potrebbe essere proprio la politica, che nelle passate rassegne si era volontariamente insinuata all’Ariston. Con la scusa della Bellezza, ad esempio, l’anno scorso Fabio Fazio aveva messo in piedi una kermesse culturalmente orientata, i cui ospiti sembravano usciti direttamente dal salottino buono di Che tempo che fa. E non dimentichiamo la tanto discussa protesta operaia in diretta o il fragoroso blitz di Beppe Grillo, apparso nella Città dei Fiori con il solo obiettivo di fare rumore. Anche nei Festival curati dal buon Gianni Morandi, però, non era mancata la politica: ricordate il polverone sollevato dall’ospite Adriano Celentano?

Con l’arrivo di Carlo Conti all’Ariston, la musica potrebbe cambiare. Del resto, il conduttore fiorentino ha sempre evitato i riferimenti politici nei suoi spettacoli e non si vede perché dovrebbe fare diversamente proprio ora, nella tanto attesa occasione d’oro della sua carriera. Dunque, spazio alla musica e via libera a quel tono nazional-popolare che forse gli snob vorrebbero togliere al Festival. Gli italiani gradirebbero assai una scelta di questo tipo: di certi temi sono già pieni i talk show, ormai spalmati a tutte le ore nei palinsesti televisivi.


7
aprile

LA TV DELLA POLITICA

Barbara D'Urso

Barbara D'Urso

Un tempo erano le grandi showgirl, poi i concorrenti dei primi reality show, adesso i politici. Ebbene sì, i protagonisti della televisione italiana sono ormai loro, presenti in tutti i momenti, in tutti i luoghi, in tutti modi (mancano davvero solo i laghi come canterebbe qualcuno).

Il pomeriggio domenicale è ormai una vera e propria tribuna politica: c’è quella più casereccia di Barbara D’Urso con personaggi molto più egocentrici come la Mussolini, e quella più seriosa di Giletti. La netta contrapposizione poi viene sottolineata dagli argomenti trattati. Mentre da una parte protagoniste sono le discussioni sui comportamenti di Grillo o di Renzi (non a caso i due personaggi più “nazionalpopolari”), dall’altra ci si interroga su ventuali manovre economiche e patti di stabilità. Non mancano ovviamente da entrambe le parti momentanee capatine sugli argomenti prediletti dall’avversario.

La questione ovviamente è facilmente estendibile alla programmazione settimanale delle nostre reti generaliste: in tutti i programmi televisivi ormai è immancabile la presenza di un politicante, o presunto tale, che dice la sua sulla situazione dell’Italia. Se a tutto questo si aggiunge l’immancabile e giustissima satira fatta dai più illustri comici del nostro paese, dalla Littizzetto a Crozza, passando per le divertenti e pungenti imitazioni della Raffaele, il quadro è compleato a 360 gradi.

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21
gennaio

ELEZIONI 2013: CICCIOLINA, MINZOLINI E RUOTOLO GUIDANO LA CARICA DEI ‘CANDIDATI FAMOSI’

Augusto Minzolini

Sportivi, ex magistrati, sindacalisti e ovviamente giornalisti. La carrellata di volti noti che hanno compiuto il salto in politica in vista delle prossime elezioni è assai varia. Anche in questa tornata elettorale, infatti, i partiti punteranno molto su di loro per calamitare voti e consensi degli elettori.

Il nome “nuovo” è sicuramente quello di Augusto Minzolini, che si candiderà con il Pdl in Liguria. L’ex direttore del Tg1 correrà per il Senato, ma non sarà il solo dipendente di Viale Mazzini a mettere a disposizione dei partiti la propria popolarità. Sandro Ruotolo, infatti, fedelissimo di Michele Santoro, sarà uno dei volti della neonata formazione politica “Rivoluzione Civile” dell’ex pm Antonio Ingroia. L’ex magistrato Pietro Grasso, invece, sarà candidato con il Partito Democratico.

Di giornalisti candidati ce ne saranno a iosa, così diventa difficile anche stilare un elenco che li comprenda tutti. Restando a sinistra, si candideranno con il Partito Democratico Massimo Mucchetti, ex vicedirettore del Corriere della Sera, e Corradino Mineo, già direttore di RaiNews 24. Due nomi noti del sindacato, invece, correranno con Sinistra Ecologia e Libertà, il partito guidato da Nichi Vendola. Si tratta di Giorgio Airaudo, ex Fiom, e di Roberto Natale, già Presidente della Federazione Nazionale della Stampa.

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27
ottobre

BERLUSCONI: TORNO IN CAMPO CONTRO QUESTA BARBARIE. COME LA PRENDERANNO GLI ITALIANI?

Silvio Berlusconi

È durato 48 ore l’assaggio di futuro cui la politica italiana era stata costretta dal ritiro di Silvio Berlusconi. Un ritiro che, da più parti, era stato letto subito come un’uscita di scena obbligata in previsione della sentenza che, rispettando di fatto le attese, ha finito per macchiare ulteriormente l’immagine dell’ex Premier, condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale. Così, a sole 24 ore dalla condanna, ecco arrivare quello che potrebbe benissimo essere definito un annuncio ad “orologeria”: Berlusconi torna in campo.

Ad innescare la retromarcia di Berlusconi, stando alle dichiarazioni che l’ex Premier ha reso durante un’infuocata conferenza stampa trasmessa questo pomeriggio da Rete4 e da La7, è stata proprio la sentenza di condanna pronunciata ieri. Berlusconi ha affermato di sentirsi “obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia, e per reagire contro questa barbarie“, pur confermando di non volersi ricandidare alla Presidenza del Consiglio, assicurando che “il Pdl farà le primarie”.

Resta, così, tutto da decifrare il ruolo che Berlusconi si assegnerà per restare nell’agone politico, dando per scontato che una sua ricandidatura come deputato, certamente verrebbe considerata da molti come un tentativo di blindare la sua posizione giudiziaria, dietro l’immunità parlamentare. Ma durante la conferenza stampa tenutasi nella residenza di Villa Gernetto a Lesmo, in Brianza, Berlusconi ha anche attaccato pesantemente “la Germania egemone e poco solidale guidata dalla signora Angela Merkel“.

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27
ottobre

LE ANOMALIE DELLA TV ITALIANA

tv rotta

di Andrea Bianco (White)

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Che la televisione italiana sia piena di problemi non è un mistero, ma che in molti casi questi problemi creino dei punti di non ritorno è palese, soprattutto dopo un piccolissimo tentativo di analisi.

Nel tentativo di elencare alcune cause, sicuramente ci si rende conto che l’Italia rappresenta una anomalia nel sistema televisivo quantomeno europeo. L’anomalia è l’enorme importanza che la politica ha, e ha avuto, negli equilibri televisivi. Ovviamente il riferimento non è solo al cosiddetto conflitto di interessi, che per lunghi periodi ha comportato (e comporta tutt’ora), almeno apparentemente, che la gestione delle due aziende televisive principali si trovi nelle mani di uno stesso individuo. L’esasperazione dello spoil system all’americana ha comportato delle vere e proprie crisi di sistema. Santoro è diventato un personaggio grazie alla politica che lo ha accusato e additato come nemico; nuovi conduttori sono stati imposti in base al vento politico del momento (con danni economici soprattutto per la Tv di Stato), e alcuni professionisti si sono trovati nella situazione di dover rinunciare al mezzo televisivo. Dirigenti televisivi che tutto potrebbero fare nella vita, tranne dirigere una TV!

Ma sarebbe troppo riduttivo accusare solo la politica. In Italia non c’è concorrenza. Manca lo strumento fondamentale per accrescere la qualità, in qualunque campo. Un duopolio che duopolio non è. La Rai cerca di non infastidire Mediaset,mentre magari Mediaset produce anche programmi per la Rai (tramite Endemol); una strategia dei palinsesti sempre più sulla difensiva e quasi mai offensiva. E solo ultimamente ci si rende conto che un’altra TV è possibile, grazie al terzo incomodo La7 che rosicchia e, a volte addirittura scippa telespettatori alle altre reti.

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27
agosto

GIOVANNI STELLA SU SANTORO: “E’ FACILE CHIEDERE LIBERTA’ COI SOLDI DEGLI ALTRI. MICHELE HA BISOGNO DI UN NEMICO E SE NON LO TROVA LO CERCA NEL PROPRIO EDITORE”.

Giovanni Stella

Scalzato dal cavallo di viale Mazzini, Michele Santoro sembrava destinato a finire tra le braccia di Giovanni Stella, amministratore delegato del gruppo Telecom Italia Media che controlla -tra le altre reti- anche la “zona franca” dell’informazione chiamata La7. E invece Santoro le stelle le ha viste ma solo metaforicamente quando le trattative per il suo nuovo contratto sono cadute in un nulla di fatto. Colpa del Premier, dice qualcuno: Mister B. contrario ad un nuovo avvento dell’anchorman di Annozero, avrebbe fatto pressioni su La7 affinchè Santoro non trovasse spazio sull’emittente di TI Media.

Il dottor Stella, da quattro anni alla guida del gruppo, respinge le accuse e in un’intervista pubblicata oggi dal Giornale, nega di aver ceduto alle pressioni di Berlusconi e attacca Santoro che ancora oggi, a pochi giorni dal via della nuova stagione, resta un precario senza contratto:

Se mi avessero chiesto una cosa del genere avrei dato le dimissioni. Con Santoro non abbiamo chiuso il contratto solo perchè lui pretendeva libertà assoluta, nessun controllo su scaletta, ospiti e filmati. E’ stato lui a venire da me. Io ho una regola: nulla chiedere, nulla rifiutare, tutto verificare. Eravamo d’accordo su tutto: corrispettivo economico, collaboratori, tipo di prodotto, costo puntate. Ma nessun editore può dare carta bianca perchè ha la responsabilità finale di quello che va in onda“.

E continua:

(In Rai, ndr) gli facevano solo dei buffetti. Con me avrebbe avuto un osso ben più duro. Le regole si applicano a tutti: da Lerner a Piroso. Solo Mentana non deve riferire a me perchè, in quanto direttore, si assume tutte le responsabilità“.

Come a dire che in Rai si è fatto tanto rumore per nulla. Nonostante gli attacchi più o meno velati di Mauro Masi, e gli allarmismi sui contratti che puntualmente non venivano rinnovati, Annozero è sempre tornato in onda, almeno fino a quando l’azienda e Santoro non si sono accordati su un lauto compenso di buona uscita. Insomma per Giovanni Stella La7 non è la Rai, e se Santoro vuole totale libertà, dovrà arraggiarsi da solo:


14
luglio

LA VERSIONE DI BANFI, DA STASERA IL TALK SHOW POLITICO DI RETE4

Alessandro Banfi

Mentre i talk show tradizionali abbassano la serranda e vanno in verie, su Rete4 ne apre uno nuovo di zecca. Stasera esordisce infatti La versione di Banfi, uno spazio d’approfondimento sui principali temi d’attualità che tengono banco nell’estate torrida della politica, delle inchieste bomba e dell’economia traballante. Il nuovo programma di prima serata sarà condotto da Alessandro Banfi, vicedirettore del Tg5, poi condirettore di Videonews e curatore di Matrix, e si protrarrà per tre settimane. Se l’esperimento estivo dovesse funzionare, la trasmissione tornerà in palinsesto nella prossima stagione tv.

Nell’estate televisiva delle super repliche a profusione, La versione di Banfi sarà l’unico spazio di prima serata che settimanalmente farà il punto sulla situazione della politica e in generale dell’attualità italiana ed internazionale, con commenti, servizi, ospiti in studio, reportage. Un’esperienza nuova per Rete4 e, prima ancora, per lo stesso conduttore Alessandro Banfi, giornalista sconosciuto al grande pubblico che per la prima volta andrà in onda come anchorman. In realtà parliamo di un professionista non certo digiuno del mezzo televisivo, che ha anche lavorato per il Tg5 di Enrico Mentana, coordinato Videonews, lanciato Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque.

Se necessario, La versione di Banfi non si sotrattrà dall’offrire al pubblico la propria lettura dei fatti. Come annunciato da Mediaset, il conduttore  proporrà anche il suo un punto di vista in modo tagliato, schietto, talvolta persino “irruente“. Gli argomenti di approfondimento e di discussione tra gli ospiti certo non mancheranno, suggeriti dalle recenti cronache politiche e di governo ma anche dai contraccolpi dell’economia.