Canone RAI



14
novembre

CANONE RAI INSIEME ALLA BOLLETTA ELETTRICA: RENZI VUOLE LA RIFORMA

Matteo Renzi, Rai

Il premier Matteo Renzi avrebbe dato l’ok. La tanto annunciata riforma del canone Rai potrebbe presto concretizzarsi: secondo quanto riporta Il Messaggero, il Presidente del Consiglio avrebbe concesso il proprio via libera alla manovra che trasformerà le modalità di pagamento della gabella più odiata dagli italiani. Tra le tante ipotesi sul tavolo (non ultima quella di un finanziamento tramite la Lotteria Italia), sarebbe stata scelta quella di più antica discussione, che prevede l’inserimento del canone nella bolletta elettrica.

Il Sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli se ne sta occupando in prima persona, e la proposta emendativa sarebbe già stata inoltrata al Ministero dell’Economia per una valutazione. Unendo il canone alla bolletta elettrica, si dovrebbe ridurre il tasso di evasione dell’imposta radiotelevisiva e l’obiettivo dichiarato è quello di garantire a Viale Mazzini un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro l’anno. Nello specifico, verrà ridotto l’importo da versare, ma la platea dei contribuenti verrà estesa anche ai possessori di computer, tablet e nuovi dispositivi atti alla ricezione dei programmi televisivi.

Riforma canone Rai: pagheremo meno, ma tutti

L’ammontare annuo del canone scenderà dagli attuali 113,50 euro ad una cifra compresa tra i 35 e gli 80 euro, in base agli indicatori Isee. Continueranno inoltre ad esserci fasce di esenzione e bonus per i meno abbienti. Sarà più difficile sottrarsi dal pagamento: bisognerà infatti dimostrare di non possedere non solo il televisore, ma anche tablet, pc e smartphone perché i detentori di questi strumenti saranno considerati abbonati.

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2
ottobre

RIFORMA CANONE RAI: FINANZIAMENTO TRAMITE LOTTERIA ITALIA E IMPORTO COMPRESO TRA I 35 E I 65 EURO

Antonella Clerici

Chissà se il canone Rai sarà mai incluso all’interno della bolletta elettrica. Certo, Renzi rischierebbe di farsi un po’ troppi nemici tra i suoi elettori, ma intanto l’azienda pubblica potrebbe azzerare definitivamente l’evasione, che si fa sempre più importante anno dopo anno. Sarebbe, comunque, una decisione saggia, anche alla luce del prelievo forzato dei 150 milioni di euro, che sono serviti al Premier per coprire una parte del famoso bonus 80 euro, inserito dallo scorso maggio in busta paga a determinate condizioni.

Saltato l’accordo con Sky, per incrociare i dati degli abbonati della pay tv al fine di “beccare” gli evasori, ora Luigi Gubitosi ha una nuova speranza per coprire il rosso. Sembra, infatti, secondo quanto trapela da Palazzo Chigi, che l’intenzione del Premier sia quella di finanziare il canone tramite l’acquisto dei biglietti della Lotteria Italia.

Non solo, perché nella riforma della Rai prevista per novembre, secondo quanto riportato da la Repubblica, sembrerebbe previsto il finanziamento anche tramite un’imposta al consumo commisurata alle capacità di spesa delle famiglie. Mentre per Il Messaggero, il canone non sarà più un’imposta legata al possesso del televisore, e oscillerà tra i 35 e i 65 euro massimi, variando in base al reddito e ai consumi.


29
giugno

CANONE SPECIALE RAI, E’ POLEMICA. VIALE MAZZINI: IMPOSSIBILE DEROGARVI. ECCO TUTTI I DETTAGLI

Rai

La Rai batte (di nuovo) cassa. E’ polemica sul canone speciale, l’imposta che il servizio pubblico richiede di pagare “a chi detenga, fuori dall’ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive“. Questa la dicitura riportata dalle centinaia di lettere recapitate in questi giorni ad artigiani, commercianti e partite Iva che sul luogo di lavoro posseggono apparecchi tecnologici in grado di trasmettere la programmazione radio e tv.

Canone speciale Rai: chi riguarda e quanto costa

In allegato, le missive contengono anche un bollettino con l’importo precompilato da versare: si va da un minimo di 203 euro a un massimo di 6.789,40 (per alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere pari a o superiore a cento). Nel mezzo, vi sono gli utenti della cosiddetta categoria “d”, che deve pagare 407,35 euro ed è potenzialmente la più vasta, perché comprende anche gli “uffici”, dicitura generica e poco esplicativa (maggiori dettagli qui). I destinatari dell’imposta sono già sul piede di guerra, le associazioni dei consumatori pure. C’è infatti chi ritiene il canone speciale una tassa ingiusta e chi – pur avendo ricevuto la famosa lettera – non si ritiene toccato da tale provvedimento.

Canone Speciale: il comunicato Rai

La materia del canone speciale è regolata da tassative norme tributarie alle quali la Rai, nell’ adempimento del suo compito di riscossione, non puó in alcun modo derogare” fanno sapere da Viale Mazzini, ricordando il Ministero dello sviluppo economico si era già espresso al riguardo nel 2012, quando pure non mancarono aspre polemiche per la medesima imposta.

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16
giugno

RIFORMA RAI: CONSULTAZIONE POPOLARE DI RENZI SU NUOVO CANONE, GOVERNANCE E LEGGE GASPARRI

Matteo Renzi

Una grande consultazione in tutto il Paese” per cambiare la Rai. La riforma del servizio pubblico targata Matteo Renzi, comincerà da qui. Il prossimo mese di luglio, il governo guidato dal rottamatore fiorentino dovrebbe lanciare una sorta di indagine sul futuro di Viale Mazzini che coinvolgerà non solo gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini. Il sondaggio, secondo quanto riporta Repubblica, sarà composto da un questionario e verterà sui temi che dovrebbero essere oggetto di cambiamento: il canone, la governance indipendente dalla politica, la privatizzazione, la mission del servizio pubblico.

Riforma Rai: governance indipendente dalla politica

Il premier sembra intenzionato a fare sul serio, a mettere in atto una progressiva trasformazione che toccherà tutti i pilastri di Viale Mazzini entro il maggio 2016, cioè in vista del rinnovo della convenzione Stato-Rai. L’obiettivo di Renzi, in realtà, sarebbe quello di permettere già ai nuovi vertici aziendali, che saranno nominati nell’aprile 2015, di essere indipendenti dalla politica. Alla manovra stanno lavorando i sottosegretari Antonello Giacomelli e Luca Lotti. Come spiegato, il primo passo dell’impresa sarà la consultazione popolare prevista per il prossimo luglio, i cui risultati saranno presi in esame fino al prossimo autunno.

Riforma Rai: il nuovo canone

Entro fine anno è previsto il secondo step, ossia un decreto del governo per la nuova convenzione Rai, che conterrà anche la tanto attesa e discussa riforma. Spetterà poi all’azienda di Viale Mazzini attuarla. I tempi sono serrati, l’obiettivo è ambizioso ed ampio: contestualmente, infatti, l’esecutivo dovrebbe varare anche la legge sul nuovo canone Rai. Al riguardo, la proposta più accreditata sembra quella di sostituire il canone unico con un’imposta flessibile ad importo variabile, legata alla capacità di spesa delle persone. Il cambiamento dovrebbe rendere l’imposta meno odiosa e ridurre l’evasione, attualmente alle stelle.

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5
maggio

DM LIVE24: 5 MAGGIO 2014. IL CANONE RAI DIVENTA FLESSIBILE? – FIORELLO TORNA IN RADIO CON FUORI PROGRAMMA

Fiorello

Fiorello

Nuovo Canone RAI

Giuseppe ha scritto alle 15:13

Il nuovo canone Rai diventerà un’imposta flessibile a partire dal 2015. Non si pagherà con la bolletta elettrica e neanche si tramuterà in una gabella legata alla casa. Secondo Antonello Giacomelli, nuovo sottosegretario alle Comunicazioni, al posto del canone unico arriverà un’imposta ad importo variabile legata ad un nuovo indicatore che fotograferà i consumi, cioè la capacita di spesa delle persone. (fonte repubblica.it)

Fiorello torna su Rai Radio 1 con Fuori Programma

Giuseppe ha scritto alle 15:34

Da lunedì 5 maggio alle 8,30 su Rai Radio1 tornano insieme Fiorello e Marco Baldini con il nuovo show ‘Fuori Programma’, “La prima trasmissione – ricorda Fiorello – fatta interamente con le note audio di uno smartphone”. Ogni puntata di “Fuori programma” durerà 20 minuti, con una replica alle 13,30 e ‘il meglio di’ nel weekend. (fonte grr.rai.it)

Bonolis di nuovo ad Avanti un Altro

aleimpe ha scritto alle 21:16





23
dicembre

DMLIVE24: 23 DICEMBRE 2013. DIPENDENTI RAI DAL PAPA, NESSUN AUMENTO DEL CANONE, TOTI IN POLITICA? DECIDE DOPO NATALE

Papa Francesco

Papa Francesco

Il DM Live 24 è un post pubblicato ogni giorno (a mezzanotte circa) nel quale, tramite i commenti, vengono raccolte in tempo reale le segnalazioni degli utenti su qualunque programma in onda e, più in generale, in relazione a qualsivoglia notizia televisivamente rilevante. I più interessanti verranno pubblicati nel DM Live 24 del giorno successivo.

Nessun aumento del Canone Rai

Nessun aumento per il canone: Il Ministro dello Sviluppo Economico ha comunicato alla Rai che quest’anno non verrà concesso l’adeguamento inflattivo del canone. Il Ministro Zanonato ha inoltre informato la Rai dell’intenzione del Governo di intensificare la lotta all’evasione.

Toti in politica? Decide dopo Natale

aleimpe ha scritto alle 20:56

Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto e Tg4: “Io in politica con Forza Italia? Decido dopo Natale”

“Un mio impegno in Forza Italia? Credo che il presidente Berlusconi abbia intenzione di tirare le fila delle molte questioni aperte dopo la pausa natalizia”. (ANSA)

Dipendenti Rai dal Papa

aleimpe ha scritto alle 09:12


14
novembre

RAI: AUMENTO DEL CANONE DI 6 EURO?

Il cavallo della sede Rai di Viale Mazzini a Roma

Era il 27 dicembre 2012 quando l’allora Premier Mario Monti, deciso a tagliare le spese e a chiedere più di un sacrificio agli italiani per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi economica, aumentò il Canone RAI da 112 a 113,50 euro. Sembrava finita lì e sembrava che il governo non tornasse più sull’argomento, se non fosse per una nuova proposta: aumentare il canone di 6 euro a partire dal 1 gennaio 2014. La proposta degli emendamenti fotocopia alla Legge di Stabilità sostenuta da alcuni esponenti del Pdl e del Pd è chiara e chiederebbe al popolo un altro “piccolo sacrificio” per il bene comune.

“Aumentare il canone della Rai di 6 euro a partire dal 1 gennaio 2014 al fine di assicurare le risorse spettanti all’emittenza radiotelevisiva locale” è la proposta avanzata per incentivare le risorse dell’azienda. Risorse che, come spiega la proposta, dovranno affluire “ad un apposito Fondo di sostegno economico all’emittenza televisiva locale costituito presso il ministero dello Sviluppo economico, nel quale sono riversate le somme già previste a bilancio”. Il suddetto Fondo non potrà subire tagli o decurtazioni dal decorrere del 2014, lasciando l’unico margine d’intervento al Ministro dell’Economia e delle Finanze, che “apporta, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio”. Un ulteriore aumento quindi che, però, non sembra preoccupare Scelta Civica, scesa in campo per una contro-proposta nuova di zecca.

Il senatore Aldo Di Biagio del partito di Monti non ci sta e, per il bene del Paese e per il sostegno alla solita “emittenza radiotelevisiva locale per il servizio pubblico svolto in ambito territoriale”, alza il prezzo e propone un ulteriore rincaro. Stavolta di ben 11 euro. Non ci sembra di esagerare? E’ vero che la crisi economica ha costretto il governo a eseguire una serie di provvedimenti atti a tutelare le casse dello Stato al fine di evitare l’imminente tracollo, ma perché decidere di puntare nuovamente sull’aumento del canone del Servizio Pubblico? Intanto, sembra che sia arrivata una mezza giustifica: il 10% del gettito del canone dovrebbe andare ai canali locali.

Beppe Grillo contrario all’aumento del canone

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2
agosto

RAI: PER CATRICALA’ IL CANONE RESTA, MAGARI SI TRASFORMA, E LA CONCESSIONE NON E’ A RISCHIO

Il cavallo della sede Rai di Viale Mazzini

Il cavallo della sede Rai di Viale Mazzini

E’ un po’ come in Lascia o Raddoppia. Solo che non si lascia mai e, se non si raddoppia, si aumenta un po’ per volta. Parliamo del canone Rai, tassa che in Italia tutti coloro che posseggono un apparecchio televisivo devono versare allo Stato entro la fine di ogni anno solare. Eppure in molti non lo fanno perché non credono la Rai lo meriti, perché i programmi sono comunque interrotti da spot pubblicitari, o perché di fatto non esistono sanzioni per chi si esime.

L’azienda pubblica deve dunque correre ai ripari per sanare questa forma di evasione che, come leggiamo su Il Sole 24 ore, secondo il viceministro dello sviluppo economico Antonio Catricalà, “ha raggiunto livelli insopportabili”. E l’argomento è stato affrontato ieri in un’audizione difronte alla commissione di Vigilanza, durante la quale lo stesso Catricalà avrebbe ipotizzato l’eliminazione del canone a favore di un’imposta generale sui media come accaduto in Francia.

Il che, paradossalmente, avrebbe dato un minimo di senso al discorso Rai. Che, allo stato attuale delle cose, pretende il pagamento in presenza di un televisore ma di fatto trasmette anche in diretta web gran parte dei suoi canali e, dunque, visibili attraverso pc o smartphone senza alcuna necessità di antenna e apparecchio televisivo. Ma, davanti ad un cambiamento così epocale, il passo indietro è d’obbligo e difatti il viceministro ha chiarito la propria posizione riformulandola, come riporta Libero.

“Non è vero che io abbia dichiarato una preferenza verso alcune delle forme di pagamento del servizio pubblico radiotelevisivo tra quelle vigenti in Europa. [...] In Italia esiste il canone e non sono in vista sistemi di finanziamento diversi, dobbiamo fare in modo che tutti lo paghino per rendere la Rai migliore.”