Canone RAI



4
maggio

RAI: APPROVATO IL BILANCIO 2015. PERDITA INFERIORE AI 30 MLN, CALANO I RICAVI PUBBLICITARI

Rai

In Rai han dato i numeri. Il Consiglio di amministrazione odierno ha infatti dato il via libera al bilancio consuntivo del 2015, di cui Viale Mazzini ha ufficializzato il resoconto. E le cifre divulgate cifre soddisfano il DG Antonio Campo Dall’Orto, visto che le perdite sono inferiori ai 30 milioni di euro. Il top manager, audito oggi in Commissione di Vigilanza, ha spiegato che l’obiettivo di contenere la perdita è stato raggiunto grazie a due elementi: “il controllo dei costi e una risalita degli introiti della pubblicità“. Vediamo il bilancio 2015 nel dettaglio.




14
aprile

CANONE RAI: IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL DECRETO. A RISCHIO LA PRIVACY DEI CITTADINI

Rai

Applaudito dal governo, bocciato dal Consiglio di Stato. Il nuovo canone Rai riceve una significativa stroncatura dall’organo di rilievo costituzionale, che – come previsto dalla legge – ha espresso il proprio parere sul decreto scritto dal Ministero dello Sviluppo Economico, prima della sua promulgazione. In particolare, le criticità rilevate, riguardano sia aspetti tecnici, sia dettagli pratici, ma anche un allarme per la privacy dei contribuenti. Il tutto, a poche settimane dall’invio delle prime fatture che includeranno la tassa sulla tv.


8
aprile

RAI, RENZI: “OBIETTIVO E’ ABBASSARE ANCORA IL CANONE”. IL PREMIER APRE AD UN CANALE IN INGLESE

Matteo Renzi

Tra una dichiarazione sul caso Tempa Rossa e una replica ai suoi avversarsi politici, nei giorni scorsi Matteo Renzi è tornato a parlare di Rai. Nel corso della diretta social #Matteorisponde, il premier ha commentato alcune ipotesi sul futuro di Viale Mazzini, a cominciare dalla possibilità di abbassare ulteriormente l’importo del canone. Recuperiamo le dichiarazioni sull’argomento, passate forse in secondo piano rispetto agli scottanti risvolti dell’inchiesta petrolio.





31
marzo

CANONE RAI, ESENZIONI: ECCO CHI NON PAGA E COME. GLI EVASORI RISCHIANO IL CARCERE

Rai

D’ora in poi, chi evade in canone Rai rischia grosso: da 8 mesi a 4 anni di carcere. Dura lex sed lex. E’ questa la pena prevista dalla Legge di Stabilità (che cita il dpr 445 del 2000 e l’articolo 482 del codice penale) per chi dichiara il falso pur di non pagare la gabella più odiata, che nel 2016 avrà un importo di 100 euro a fronte dei 113,5 dell’anno precedente. Prima di incappare in sanzioni ed imprevisti, vediamo chi realmente può considerarsi esente dal pagamento del canone e con quali modalità.


18
novembre

CANONE RAI: DIECI RATE MENSILI IN BOLLETTA. ECCO LA NOVITA’ IN ARRIVO

Rai

Dieci rate mensili per la tassa più odiata dagli italiani. Il governo cambia di nuovo idea sulle tempistiche di riscossione del nuovo canone Rai. Un emendamento delle relatrici alla legge di Stabilità, infatti, prevede che il pagamento dell’imposta avvenga “in 10 rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento immediatamente successiva alla scadenza delle rate“. Il testo sarà presentato a breve in commissione Bilancio al Senato.

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21
ottobre

CANONE RAI IN BOLLETTA: QUANTO COSTA, CHI LO PAGA E CHI NO

Rai

Pagare tutti, pagare meno. Filtrano le prime indiscrezioni sulle modalità di applicazione del nuovo canone Rai, che – su disposizione del governo – verrà unito alla bolletta della luce. Il discusso provvedimento, pensato nell’ambito della riforma del servizio pubblico, arriverà con il testo definitivo del decreto che dovrà essere emanato dal ministero dello Sviluppo Economico. L’ammontare del canone nel 2016 dovrebbe essere di 100 euro (come prospettato da Renzi in tv, a fronte dei 113 attuali), suddivisi in sei rate da 16,66 euro. Ma non è tutto.

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5
ottobre

RENZI: CANONE RAI RIDOTTO A 100 EURO NEL 2016. SI PAGHERA’ IN BOLLETTA

Matteo Renzi

Il canone Rai verrà abbassato e si pagherà in bolletta: Matteo Renzi ha estratto il coniglio dal cilindro. Ospite a In Mezz’Ora, su Rai3, ieri il premier ha confermato l’intenzione di mettere mano alla gabella più odiata dagli italiani, annunciando un intervento ad hoc nella prossima legge di stabilità. Stando alle promesse, la vituperata imposta verrà ridotta nell’importo ma non sarà abolita, come invece ipotizzato nei mesi scorsi.

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16
aprile

RAI, NEL DDL DEL GOVERNO PUBBLICITA’ SENZA LIMITI. COSI’ RENZI ABOLIRA’ IL CANONE?

Matteo Renzi, Rai

Matteo Renzi vuole compiere l’impresa che a Silvio Berlusconi non riuscì: abolire il canone Rai. Quello di togliere la tassa più odiata dagli italiani pare sia un pensiero ricorrente del premier, che da settimane si sta consultando al riguardo con i suoi collaboratori. Ma come mettere mano alla vituperata gabella che garantisce preziosi introiti a Viale Mazzini? Pensa che ti ripensa, finalmente la soluzione potrebbe essere arrivata.

L’espediente lo si trova tra le righe del disegno di legge sulla “Nuova Rai” pubblicato dal governo in attesa del via libera del Ministro dell’Economia. Si tratta, in sostanza, di una cancellazione dei limiti di affollamento pubblicitario. La mossa – come annota La Stampa – è prevista alla lettera A dell’articolo 5 del ddl, in cui si decide l’abolizione degli articoli 17 e 20 della legge Gasparri. In tal modo, l’esecutivo archivierebbe il punto in cui la legge Mammì stabilisce che la trasmissione di messaggi pubblicitari da parte della concessionaria pubblica “non può eccedere il 4% dell’orario settimanale di programmazione ed il 12 per cento di ogni ora; un’eventuale eccedenza, comunque non superiore al 2 per cento nel corso di un’ora, deve essere recuperata nell’ora antecedente o successiva“.

Rimarrebbero solo i limiti previsti dal Tusmar, il testo unico dei servizi di media audiovisivi e radio, ma la via verso la deregolamentazione sarebbe comunque aperta. Secondo alcune stime, tale mossa garantirebbe solo a Rai1 mezzo miliardo di euro in più nell’incasso annuale. Risorse preziose per la tv pubblica, che il governo vorrebbe sfruttare per abolire (a abbassare sensibilmente) il canone. L’obiettivo di Renzi pare sia quello dell’inserimento nella fiscalità generale, anche per contrastare l’elevato tasso di evasione del canone Rai, ormai a quota 30% a livello nazionale.

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